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X_B ARCHITETTI ASSOCIATI. Designing the High Line



La High Line: una soprelevata ferroviaria in disuso che attraversa il West End di Manhattan, da trasformare in una pista pedonale lunga 2,5 km che attraversa il tessuto urbano, supera strade, penetra edifici, scavalca isolati e costeggia spazi pubblici, attraverso una sequenza di zone residenziali, luoghi di produzione, centri d'arte e settori commerciali. Gli studi urbanistici, le proposte passate, gli sviluppi futuri delle aree di pertinenza individuano la soluzione: una pista pedonale dotata di verde attrezzato; un parco lineare.



Il luogo è affascinante, un oggetto di archeologia infrastrutturale pionieristico e lungimirante -non abbastanza per guadagnarsi l'immunità storica- abbandonato dai mezzi di trasporto e riconquistato dal verde, capace di stimolare immagini cinematografiche estreme: una NY post-catastrofe, un canyon urbano nella densità compatta della grande mela, un...



Ma ancor prima degli interventi puntuali che di volta in volta potranno dare soluzione concreta all'intervento il progetto sottolinea la necessità di uno slittamento di significato che permetta ad una infrastruttura distributiva di trasformasi in un tessuto connettivo per una parte della città. Il nodo problematico fondamentale diventa quindi la connessione, intesa come interazione possibile della High Line con il tessuto circostante, con gli edifici, con le strade, i negozi, gli uffici, i luoghi vissuti.



Alla base del processo ideativo, concetti e operazioni della geometria topologica sono assunti ed interpretati come fattori morfogenetici per la generazione di strutture di contatto, connessione, penetrazione sottrazione ed unione riferite al contesto costruito. Le ipersuperfici catastrofiche della teoria di René Thom sono materializzate come figure spaziali che generano elementi di connessione urbana, pieghe, grinze, ombelichi, nodi che travalicano, trapassano, aggrediscono, si adattano agli spazi interstiziali della città.

[12oct2003]


Le semplici operazioni relazionali della matematica insiemistica individuano figure relazionali e circoscrivono una strategia operativa che attraverso la ipertrofizzazione dei punti di contatto -luoghi urbani residuali- reinventa la duplice interazione highline-volumi e highline-percorsi.






Ecco quindi la proposta, che per noi rappresenta una via praticabile per il futuro della città compatta (Americana, Europea o Asiatica); una progettazione relazionale che proponga la generazione del tessuto connettivo, capace di rinnovare la città a partire da nuove possibili relazioni che intercorrono tra le parti costruite. Occorre procedere oltre, interrogandosi su quale relazione può esistere tra una progettazione relazionale ed una progettazione infrastrutturale per la città? La risposta è confusa; la metafora biologica porta alla mente una figura immediatamente accessibile che ci permette di capire quale ruolo possa avere il tessuto connettivo, le immagini del progetto ancorché generate da un approccio fortemente concettuale, ne evidenziano altre: nodi connettivi, strati liminari, gusci avvolgenti.

Un processo morfogenetico, una riflessione teorica o un progetto per la città futura? Lo spirito con cui si è sviluppato questo lavoro rappresenta piuttosto un input in bilico tra progetto, visione e strategia, forse incapace di riproporre lo spirito pionieristico della grande campagna infrastrutturale dei primi del novecento, ma quantomeno in grado di proporre un nuovo ambito su cui ragionare nelle strategie di trasformazione urbana.

X_b Architetti Associati
X_b_@libero.it
X_B ARCHITETTI ASSOCIATI. Designing the High Line

Progetto elaborato in occasione del concorso di idee per il riuso della High Line, Manhattan, NY.

X_b Architetti Associati

partners:
David Bodino
Riccardo Balbo
Paola Barale

design:
David Bodino
Riccardo Balbo
Paola Barale
Hirofumi Kobayashi

collaboratori:
Eliana Bellino
Marta Zanin

consulenti:
grafic design: Diego Viada
fotografia: Dario Gallo
materiali: Claudia Cresta
Lo studio X_b Architetti Associati, la cui l'attività si esplica sui fronti della progettazione, della didattica e della ricerca, nasce nel 1999 a Torino. Tutti i partner collaborano ai corsi di progettazione architettonica presso la prima e la seconda Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Due ricerche attualmente in corso riguardano da un lato l'approfondimento delle nuove tecnologie informatiche dedicate all'architettura ed in particolar modo alla creazione di virtual environment il cui esito concreto è la progettazione del nuovo laboratorio di Ricerca Sperimentale Integrata del Politecnico di Torino, dall'altra la riflessione sui problemi di conservazione e divulgazione della società contemporanea porterà come frutto la pubblicazione di un libro sui musei di nuova generazione in Europa per fine 2003. Convocati a mostre dedicate ai giovani architetti, vincono il primo premio per la sistemazione di spazi interni in occasione del 3° Premio di Architettura Cuneo 1999, invitati a conferenze su temi riguardanti il ruolo delle nuove tecnologie nell'ambito dell'architettura in Italia ed all'estero, partecipano a numerosi concorsi nazionali ed internazionali con menzioni e segnalazioni.

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