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Architetture

SCARAMELLINI + DE NOVELLIS. Area di sosta e giardino belvedere sulla Statale dello Spluga



L'area di progetto, denominata "Acque Rosse", lungo la Strada Statale dello Spluga, è caratterizzata da un ampio spazio inclinato, risultato di un'operazione di riporto di terreno e da una continua pratica di discarica di materiali inerti e da due torrioni in calcestruzzo, testimonianza dell'attività edilizia svolta in passato (costruzione della galleria esistente). Questa "radura", in cui il panorama si apre e permette di cogliere l'intero sistema di montagne e vallate, è divenuta una meta consueta per i turisti. L'appropriazione del luogo è avvenuta attraverso un modo d'uso sostanzialmente indotto dal riconoscimento di un valore intrinseco.

[25jan2005]


Fin dai primi sopralluoghi è apparso chiaro un concetto fondamentale: la quantità di "natura" che circonda il luogo è un elemento dominante, bisogna riconoscerne la potenza e l'efficacia. Il visitatore subisce, dal punto di vista percettivo, il fascino di un paesaggio alpino fortemente caratterizzato. Per questo motivo, l'intervento si prefigge come obbiettivo la realizzazione di un luogo fortemente integrato ma contemporaneamente riconoscibile, percettivamente delimitato. Il progetto è cambiamento, modifica di uno stato, ricerca di un nuovo equilibrio. In antitesi all'ambiente fortemente caratterizzato, uno spazio costruito sull'uso della pietra e del legno, nelle sue diverse forme e finiture. Questa soluzione permette di mediare fra "natura" e artificio, è come se lo spazio progettato rivendicasse una propria autonomia rispetto al fuori. Un palcoscenico sulla valle, matericamente diverso, "duro".







STRUTTURA DEL BELVEDERE. Il progetto interviene sui due torrioni esistenti in maniera sostanziale. Percorrendo lo spazio di progetto ci appaiono, di volta in volta, diversi. Tozzi e con un'altezza modesta dal piano superiore, alti e slanciati dal piano inferiore. Attraverso la costruzione di un contenitore ligneo, si è raggiunto una continuità con l'elemento di protezione della terrazza. I torrioni diventano contenuto, oggetto all'interno. Le pareti di questo contenitore sono permeabili, la sovrapposizione in orizzontale di un sistema di tavole distanziate fra loro, garantisce la costruzione di un volume dinamico. Infatti, se da lontano esso si coglie nella sua interezza, quasi fosse un elemento monolitico; avvicinandosi le pareti si svuotano e rivelano un oggetto al suo interno. Questa configurazione materica fa sì che si crei un elemento forte, un attrattore, un segnale. Intorno ad essi, si realizza una struttura, riconoscibile come costruzione. Un'isola d'attracco, una meta e al tempo stesso un segno. Un segno forte, perché è questa la natura di questi manufatti.

 
 

Il sistema che permette di salire alla terrazza è strutturato sul binomio scala/parete ferrosa. La sequenza di percezioni è così congegnata: la scala è accompagnata da una parete in acciaio a tutta altezza, questo dispositivo permette di racchiudere lo spazio, quasi fosse un interno; man mano che si sale l'altezza della parete diminuisce fino ad uniformarsi con quella del parapetto della terrazza. Lo sbarco su quest'ultima diventa un'esperienza liberatoria; alla costrizione spaziale della scala si contrappone l'improvvisa apertura della terrazza e la vista panoramica enfatizza questa sensazione.












PRATO DI GHIAIA. L'intera area è una grande distesa di ghiaia e pietrisco. La scelta di questo materiale è dettata dal minor costo e dall'effetto che questo trattamento permette di raggiungere. L'utilizzo di pietra chiara porta alla creazione di una campitura, a livello paesaggistico, molto evidente. Si può persino ipotizzare un cambiamento nel tempo della texture e del colore. Introducendo, su una campitura uniforme iniziale, piccole quantità di materiale di diversa natura, nel tempo, si potranno avere diverse gradazioni di colore e di tono.

MASSI ERRATICI O SEDUTE. Il sistema di sedute è concepito come insieme invariabile di elementi. Una serie di massi, ottenuti dal taglio di blocchi di scarto delle cave locali, costituisce l'intero apparato di sedute. Questi massi vengono definiti erratici per questo motivo: nessun disegno geometrizzato ne definisce la posizione e l'apparente casualità della loro collocazione riprende, per analogia, l'immagine dei grandi massi solitari. Sono le viste panoramiche a dettarne la posizione, ogni blocco di roccia è orientato secondo una visuale prestabilita.

L'intero progetto parte dal riconoscimento di un potenziale effettivo; attraverso l'inserimento di una serie di dispositivi "minimi" ridefinisce ed "ordina" lo spazio, istituendone i caratteri per edificarne un luogo.

Enrico Scaramellini
scaramellini@supereva.it
SCARAMELLINI + DE NOVELLIS. Area di sosta e giardino belvedere sulla Statale dello Spluga

committente:
Amministrazione Comunale di Madesimo (SO)

progettisti:
Scaramellini + De Novellis, architetti associati. Madesimo (SO) – Lecco
arch. Enrico Scaramellini, arch. Guido De Novellis

progettista strutturale:
ing. Federico Degiambattista - Chiavenna (SO)

impresa costruttrice:
Barri Nedo – Impresa edile

cronologia:
progetto: 2002
realizzazione: agosto 2003

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