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Architetture

GALDO, FELLI. Piscina coperta e sala polifunzionale a Vibio



Il progetto riguarda due fabbricati annessi alla esistente azienda agrituristica. Uno pensato per l'esposizione, la vendita dei prodotti dell'azienda agricola, per la promozione della qualità degli stessi prodotti agro-alimentari del comprensorio ed infine per l'organizzazione di corsi formativi agrituristici e culturali. L'altro, una piscina coperta utilizzata prevalentemente nelle stagioni invernali quando la temperatura non permette di utilizzare la piscina scoperta di cui è dotata l'azienda.

Il dialogo e la mimesi con l'ambiente circostante costituisce il tema del progetto. Il termine paesaggio ha una nuova valenza, non solo rappresentazione del territorio, non più solo sfondo alle attività dell'uomo ma reale sorgente di stimoli ed eventi. Il progetto occupa il territorio per con-fondere artificio e natura, attraverso un'azione che chiamiamo mutazione.

[25jun2005]

Vista dei due edifici realizzati: in primo piano la sala polivalente con il portico sulla vallata, sullo sfondo la piscina "incastrata" nella collina.
La prima costruzione è un piano fuori terra con una struttura in cemento armato. Il lato rivolto verso valle è completamente vetrato con porte-finestre scorrevoli in modo da permettere un contatto diretto con l'esterno, mentre i lati nord e sud presentano un rivestimento lapideo montato a secco con ricorsi di diverse dimensioni. La pietra utilizzata è la beola di color grigio che consente un effetto di perfetta integrazione con il paesaggio, ed in particolar modo con gli ulivi circostanti. La disposizione è con ricorsi di diverse dimensioni che, con un'orditura senza giunti per accentuare il senso di longitudinalità delle superfici, simulano la stratificazione del terreno. Questo principio di stratificazione viene adottato per le superfici di calpestio, per le scale, le soglie delle porte, per dare un'impressione monolitica del manufatto. Il tetto, considerato non solo come copertura ma vero prospetto dell'edificio stesso, è invece rivestito con lastre di zinco-titanio che, disposte secondo fasce trasversali, riprendono i colori della terra circostante.


Il portico sulla vallata.


Particolare dell'ingresso agli spogliatoi.

La piscina come un "cassetto" incastrato nella collina.

La seconda costruzione, la piscina coperta, s'incastra come un parallelepipedo, o meglio come una "scatola di pietra", nel fianco del naturale declivio, aprendosi verso il panorama della vallata sottostante e permettendo, verso ovest, una vista a centottanta gradi sulle colline circostanti. Alcuni particolari costruttivi come l'utilizzo del sistema a sfioro dell'acqua ed il conseguente tema del riflesso, la vetrata a filo lucido permettono una mimesi bivalente ovvero sia per chi è dentro l'oggetto architettonico che percepisce a pieno il paesaggio, sia per chi è fuori che vede la piscina incastrata nel terreno. L'obiettivo è così quello di "lavorare con la natura", considerando il paesaggio come testo su cui è possibile leggere le modalità e l'articolazione della natura stessa.



Particolare dei ricorsi in pietra beola.

Il rivestimento in pietra beola.


Vista della vasca dal solarium.


Vista interna della piscina.

È così che il paesaggio diviene spazio percepito, processo con-figurativo del progetto, contesto ma contemporaneamente rappresentazione ovvero messa in scena, luogo di esperienze fenomenologiche che permettono di cogliere le relazioni multiple tra lo stesso e l'architettura. Anche in questo caso il tetto, ovvero un "giardino-pensile", sarà un nuovo prospetto: una copertura vegetale che riduce al minimo l'impatto ambientale rendendo di fatto invisibile il manufatto a chi si affaccia dalle terrazze superiori. Gli unici elementi che fuoriescono sono gli otto lucernari che come degli oggetti estrusi escono dal terreno e diventano sedute per i visitatori. Il sistema di illuminazione inserito negli stessi dà al fabbricato una nuova veste nelle ore notturne. La vasca della piscina è realizzata in mosaico, così come il bagno turco, mentre la zona dedicata al relax presenta un pavimento in cemento.


Vista interna verso il solarium.


Vista interna sulla vallata.


Vista dall'alto dell'edificio con il tetto giardino: gli unici elementi che fuoriescono sono gli otto lucernari che come degli oggetti estrusi escono dal terreno e diventano sedute per i visitatori.

L'accesso ai due nuovi edifici avviene con una piccola scalinata; da una quota intermedia si può così accedere con una scala, realizzata in beola, agli spogliatoi con i relativi servizi igienici e alla sala massaggi, mentre un'altra scala consente l'accesso alla sala espositiva. Particolare attenzione è stata data al sistema degli impianti meccanici: un adeguato sistema di condizionamento e deumidificazione consente il benessere termo-igrometrico necessario.

Firouz Galdo, Filippo Felli
GALDO, FELLI. Piscina coperta e sala polifunzionale a Vibio


Vista notturna della piscina.

localizzazione:
Vibio, Todi

progetto architettonico:
arch. Firouz Galdo con arch. Filippo Felli

direzione lavori:
arch. Firouz Galdo con la collaborazione di arch. Filippo Felli

strutture:
ing. Adolfo Quaglietti

progetto illuminotecnico:
Massimiliano Baldieri (Baldieri Illuminazione)

impianti meccanici:
ing. Ruspolini

committente: Azienda agrituristica "Fattoria di Vibio"

costo:
1.200.000 euro

dati dimensionali:
superficie complessiva sala e piscina: 600 mq
superficie lotto: 1800 mq
cubatura complessiva: 1500 mc

cronologia:
progetto: dicembre 2002
inizio lavori: gennaio 2003
fine lavori: maggio 2004

materiali utilizzati:
strutture in cemento armato
finiture in rivestimento in pietra beola
vetrate Glaverbel
rivestimento copertura sala in VM Zinc (zinco titanio)
rivestimento piscina e spogliatoi in mosaico Bisazza
copertura sala in legno lamellare ditta Cost
pavimento sala in resina e quarzo
Filippo Felli (Roma, 1970) laureato in Architettura a Roma nel 1998 all'Università la "Sapienza". Dal 1997 svolge attività didattica e di ricerca nei corsi di Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Roma la Sapienza. Nel 2004 consegue il titolo di Dottore di Ricerca in Composizione Architettonica (Teorie dell'architettura) presso la stessa università. Svolge attività professionale dal 1998. Dal 2000 svolge la professione con l'architetto Firouz Galdo, con il quale realizza nel 2004 una piscina coperta ed una sala annesse ad un'azienda agrituristica a Todi. Partecipa a concorsi di progettazione nazionali ed internazionali, tra i più recenti: Concorso per la "Realizzazione di strutture balneari sul lago di S. Croce", Comune di Farra d'Alpago (Belluno). 2° classificato, Concorso di progettazione "Teatro e sistemazione della piazza" a Siderno (con Firouz Galdo architetto) 2° classificato, Concorso Internazionale di progettazione "Teatro a Belfast" (con Firouz Galdo architetto), Concorso di progettazione per il "Teatro a Montalto di Castro", Concorso di progettazione per una "Scuola elementare e materna a Bagno a Ripoli" (FI), Concorso "Riqualificazione Piazza della libertà" a Cesena. Progetto segnalato, Concorso per il teatro di Cherbourg in Bassa Normandia, (con Firouz Galdo architetto), Concorso internazionale "Flight 93 Memorial Project" USA.

Firouz Galdo (Teheran, 1960) laureato alla Facoltà di Architettura di Roma nel 1985, grazie al proprio interesse per la scenografia si è specializzato nella progettazione di spazi per lo spettacolo (tra le realizzazioni, Teatro comunale di Tivoli). Tra i progetti in corso : il restauro del Palazzo delle Esposizioni di Roma, il nuovo Teatro a Campi Bisenzio, l'enoteca regionale siciliana ad Alcamo, il restauro di un complesso agrituristico e residenziale a Castellina in Chianti, una cantina vinicola a Scansano, una piscina coperta a Todi. Numerose le menzioni e i premi a concorsi: tra gli altri il Centro Internazionale per l'infanzia (Reggio Emilia), il Teatro Comunale a Siderno (Reggio Calabria), il Museo dell'Audiovisivo nel Palazzo della Civiltà Italiana (Roma). È fondatore e presidente del gruppo Archinext.
> FIROUZ GALDO

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