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GIOVANNI VACCARINI. Casa Capece Venanzi a Giulianova



Volumi essenziali e sbalzi arditi. Grammatica distributiva casta e giochi di forme plastiche. Ancora, una regia impeccabile di accostamenti materici. È Casa Capece Venanzi a Giulianova, nata dall'entusiasmo e dalla sintonia, più volte dichiarata, fra il suo committente e l'architetto, Giovanni Vaccarini.

[11sep2006]


L'abitazione, recentemente terminata, costituisce un segno di qualità nel paesaggio che la accoglie, nella conurbazione diffusa della costa adriatica, ai margini della città, lì dove la trama urbana perde la sua fisionomia, fino ad assumere tratti indistinti e anonimi. Ma c'è un elemento al quale la casa si rivolge, è la collina. Con essa, l'architettura colloquia stabilendo un rapporto di interazione visiva non comune, mediato ora da schermi di vetro a tutta altezza ora da pannelli metallici punteggiati da bucature di forme e dimensioni eterogenee, presenti sia sul balcone al primo piano, sia nel sistema recinzione.







La casa si articola su due volumi parallelepipedi netti e squadrati, sovrapposti in maniera tale che quello superiore crei un doppio sbalzo -possente verso la collina, più contenuto sul lato opposto-, adagiandosi su una delle due metà del basamento. Ogni simmetria immediata è evitata. Si genera, invece, una trama di rapporti più raffinata e sottile, intuitiva. E su questa dialettica insiste l'anima del progetto e acquisisce corpo.







Il volume più grave si confronta con quello più etereo: sul fronte opposto a quello della collina, il primo incarna la tipologia consolidata dello zoccolo in pietra e offre appoggio al secondo, candido, luminoso, capace di intersecare la tecnologia dei materiali moderni con il linguaggio della sensibilità artistica. Il metallo -freddo e argenteo- si confronta con la pietra -calda, bruna, mimetica, atavica. Il rigore delle forme squadrate diventa supporto di un mosaico astratto di bucature dalle sagome morbide, irregolari, diverse le une dalle altre. L'effetto è quello di una tensione continua nella quale il rigore concede verbo alla poesia, l'ordine alla forma instabile del sentimento e dell'emotività. In questa scena di costanti confronti vive una forma di equilibrio non convenzionale, affidata all'intuizione e ai sensi dello spettatore.

 




Tre i livelli. Quello interrato, dove il patio costituisce il fulcro attorno al quale gravitano gli spazi e rende possibile una serie di traguardi visivi tra gli ambienti interrati, il tetto giardino, l'area giorno e il volume a sbalzo; il piano terra, che raduna gli ambienti comuni intorno ad una scala in acciaio; il piano primo, destinato ad accogliere la zona notte e gli ambienti più intimi. I materiali di rivestimento -pietra e intonaco-, oltre a rimandare ad una precisa dialettica che mette in gioco i binomi tradizione/modernità, calore/algore, espressività/nitore, diventano gli strumenti per raccontare all'esterno la diversa destinazione d'uso degli spazi interni.











A piano terra, la pietra interpreta il ruolo di basamento, ma al tempo stesso si concede in ampie aperture a vetri verso la collina. Al primo piano, l'intonaco candido riveste un volume lineare, più introverso, curioso del paesaggio circostante con il quale stabilisce un dialogo meno immediato, più complesso, filtrato dalle "maschere" metalliche del balcone. E c'è poi un materiale impalpabile, eppure motore dell'intera composizione: è la luce, chiamata a definire ombre e contorni, a penetrare fino al cuore della casa, a dare vita ad un alfabeto di intensità e di cromatismi continuamente variabile. Accolta senza riserve dalle generose pareti a vetri, catalizzata per gradi dalle bucature sulle pareti di alluminio, la luce conquista e seduce lo spazio. Nella notte, Casa Capece Venanzi osa il dialogo con le stelle: il manto argentato dei pannelli metallici offre la sua costellazione di forme luminose al cielo.

Francesca Oddo
francesca.oddo@architettura.it






GIOVANNI VACCARINI. Casa Capece Venanzi a Giulianova



committente:
privato (Capace, Venanzi)

luogo di realizzazione:
Giulianova (TE)

progetto:
Giovanni Vaccarini

collaboratori:
Laura Marini, Lucia Tomeo, Sabrina Romani

cronologia:
progetto: 2003/2004
realizzazione: 2004/2005

fotografie:
Alessandro Ciampi
 
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