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ATELIER MACADAM. LANDLINK



"Hobart Waterfront International Design Competition cerca proposte di progetto capaci di offrire visioni per uno dei siti storici della città, un'area dove l'importanza culturale è riflessa in una collezione unica di edifici storici." Queste le prime parole del bando proposto dallo Stato della Tasmania e dalla Sullivan's Cove Waterfront Authority. Chiara, quindi, la volontà di voler creare una nuova immagine per Hobart, capitale della Tasmania, la seconda città più antica dell'Australia e orgogliosa della sua forte identità cittadina.

[16mar2007]








 


L'area del concorso comprendeva il fronte del porto e una lunga strada che da questo si inoltra verso l'altura che domina Hobart, il monte Wellington. Il porto affianca lussuose barche da regata a colorati pescherecci e offre una spettacolare vista inoltrandosi molto all'interno della baia, caratteristiche che lo rendono popolare fra i suoi abitanti. Campbell Street invece presenta caratteristiche più contraddittorie. Pur essendo la via principale del centro storico di Hobart e fiancheggiata dai suoi edifici più rappresentativi come il City Hall, il Tasmanian Art Museum e il Royal Theatre, non è oggi molto frequentata. Infatti, il fronte stradale si presenta cieco e continuo, scoraggiando il passeggiatore. La situazione è aggravata poi dal fatto che la strada è tagliata da due bretelle ad alto scorrimento e gli incroci sono di difficile attraversamento pedonale.















Il progetto, in forma diagrammatica, impone due corridoi teorici di 5 metri di spessore formati da attività miste, come tentativo di rivitalizzare e collegare l'area. Questi corridoi, però, mal si raccordano con l'esistente. Vengono così addensati nei punti nodali dell'area e arrotolati lungo un percorso che si svolge verso l'alto. Le torri così ottenute evidenziano le emergenze del tessuto urbano non facilmente riconoscibili. Ognuna delle quattro torri si differenzia dalle altre. Diverse percentuali di differenti destinazioni d'uso creano al loro interno un gradiente che passa dalla prima torre, sul mare e dedicata al turismo e a chi usa Hobart per limitatissimi periodi di tempo, all'ultima, più interna, attenta invece ai bisogni dei cittadini. Il sistema cerca di offrire diverse chiavi di lettura e profondità per una città che vuole sorprendere per la sua vitalità e varietà di offerte.







Le torri, conficcandosi nel terreno, lo deformano e creano zone di influenza. La comparsa dei "white circles", più densi o rarefatti in base alla lettura sensibile del luogo, evidenziano queste aree. Alberi, wi-fi point, panchine, ghiaia vengono usati per creare zone senza regole impositive e ibridatrici dei flussi, zone che si saldano fra di loro a creare nuovi spazi che vogliono bilanciare la presenza forte dell'auto con le accessibilità pedonale e ciclabile. La scelta di puntare sul landmark visivo offre un'immagine iconica della rivitalizzazione del waterfront arrivando via mare. Le torri, unite ai white circles, diventano così, oltre che landmark, un "landlink": elementi puntuali di forte impatto che riescono a ricucire zone di territorio frammentate.

Atelier Macadam
ATELIER MACADAM. LANDLINK

Primo premio (sezione studenti) nel concorso "Hobart Waterfront International Design Competition", promosso da Tasmania Government, Sullivan's Cove Waterfront Authority. Giuria: Geoffrey London (Chair), Carme Pinos, Wiel Arets, Catherin Bull.
ATELIER MACADAM è una recente realtà nata dalla volontà di unire varie esperienze di studenti di architettura della Facoltà di Ferrara. Attualmente conta otto membri fondatori: Michele D'Ariano Simionato, Matteo Ferrari, Anna Malaguti, Federica Pennacchini, Giulia Tardini, Francesco Tosi, Dario Varotti, Alberto Verde. Fra i risultati raggiunti dai partecipanti segnaliamo: secondo premio concorso "Ai Confini del Mare" (Rimini 2005), menzione Europan8 in collaborazione con lo studio Iotti+Pavarani Architetti (Riga 2005), menzione concorso "First Advanced Architecture Contest" (IAAC Barcelona 2005), primo premio concorso per studenti argentini "La Rivitalizzazione Paesaggistica della Estancia Jesuitica de Colonia Caroya" (Cordoba 2005), menzione concorso "Celebration of Cities 2" (Biennale di Venezia 2006), installazione "NewYourCity" ("Learning from the Cities", Biennale di Venezia 2006).
> HOBART WATERFRONT COMPETITION

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