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Architetture

ASIAN ARCHITECTURE FRIENDSHIP.
Buddha, scuola primaria e secondaria a Philim




Il complesso scolastico visto dall'alto. Foto di Taku Hata.

Per i bambini di Philim, piccolo paese sulle montagne del Nepal, si apre uno spiraglio di luce. Potranno frequentare finalmente una scuola e non era scontato che accadesse: nucleo di appena 200 abitanti, Philim è un posto povero, lontano giorni e giorni di cammino da Kathmandu, isolato, dimenticato, nascosto a 1.700 metri di altezza fra le pieghe delle catene himalayane. Qui gli abitanti, la cui durata media della vita è di 48 anni, sono per la maggior parte analfabeti.

Durante uno dei suoi viaggi attraverso l'Asia, Kenzo Akao, architetto giapponese classe 1943, ha raggiunto Philim e ha deciso che lì avrebbe realizzato una scuola. Insieme ad AAF - Asian Architecture Friendship, associazione non governativa fondata nel 1998 da architetti giapponesi volontari, accomunati dal desiderio di supportare nello sviluppo le popolazioni asiatiche più povere attraverso la costruzione di edifici sociali (come le scuole), Kenzo Akao, che di AAF è presidente, ha lavorato con convinzione e con grande spirito umanitario alla realizzazione del complesso scolastico per Philim. I finanziamenti provengono, oltre che dalle personali donazioni di molti giapponesi, dal fondo della Grant Assistance per il programma Grass Root Project del Ministero degli Esteri giapponese.

[27 dicembre 2009]







Costruzione della copertura. Foto AAF.






La scuola in costruzione. Foto AAF.

I lavori sono iniziati nel 2000 e continuano ancora oggi. Poche le risorse economiche, grandi le distanze dal primo villaggio con un bazar e dall'unico fiume della zona che fornisce parte del materiale costruttivo. Il complesso scolastico è il risultato di un lungo cammino collettivo guidato dagli architetti di AAF, di una determinata volontà corale che ha coinvolto tutti gli abitanti del villaggio, ognuno dei quali ha messo a disposizione della causa le proprie abilità e le proprie energie. Il risultato è molto semplice, ma di grande dignità. Pietra per la muratura, legno e ardesia per il tetto, acrilico per le tamponature. Posto su un pendio, il complesso è stato articolato in una parte superiore e una inferiore, in modo che fra le due si venisse a creare un'area pianeggiante, utilizzabile dai bambini per le attività ricreative.


L'ostello in costruzione. Foto AAF.

  Per la costruzione della scuola sono stati adottati, quanto più possibile, materiali e tecniche di costruzione locali. La pietra è ovunque a Philim, meno presente il legno, manca totalmente il vetro. Alcuni materiali indispensabili, come il cemento, il compensato, l'ardesia per la copertura, l'acrilico traslucido per i tamponamenti, gli utensili da lavoro provengono da Arghat, la città più vicina, per raggiungere la quale occorre una marcia di oltre tre giorni. Ma come racconta Akao, "questo tipo di trasporto fa parte della vita quotidiana degli abitanti di Philim". E del resto, per trasportare gli stessi materiali locali fino al sito, per esempio un metro cubo di pietra dal fiume più vicino, sono necessarie quattro persone e ore di cammino con la schiena carica di ceste di bambù.

"Tenendo conto dei materiali -spiega l'associazione AAF-, del metodo costruttivo e del livello tecnico applicati alle costruzioni esistenti, aprimmo una discussione con gli abitanti del villaggio per definire una scuola adatta al sito in base alle condizioni planimetriche e altimetriche. La maggior parte delle costruzioni di questa zona presenta muratura perimetrale in pietra, tetto a falde e manto di copertura in lastre sottili di pietra. La muratura permette aperture limitate e sul lato esterno delle finestre vengono installate doppie ante per mancanza di vetro. Le stanze non sono illuminate perché non vi è elettricità. La prima cosa cui pensare era di far entrare sufficiente luce naturale nell'aula. Per ottenere aperture più ampie si discusse una struttura a telaio come nelle costruzioni giapponesi in legno, ma era impossibile procurare una quantità sufficiente di tronchi perché i boschi erano stati tagliati senza un programma di riforestazione. Quindi adottammo il muro esterno in pietra e il tetto a falda che permette di assicurare le massime aperture in verticale sul muro non caricato. Il miglior materiale trasparente sarebbe stato il vetro, ma al suo posto è stata applicata una lastra di acrilico traslucido, poiché se il vetro si rompe, occorre una settimana di tempo per il trasporto e la sostituzione."


Uno scorcio della scuola. Foto di Ryoichi Takaoka / AAF.


Attività ricreative nell'area all'aperto di pertinenza della scuola. Foto di Ryoichi Takaoka / AAF.

Nella prima fase (2003), è stata inaugurata la scuola con classi dal primo al decimo anno; nella seconda fase (2007) hanno aperto i battenti la mensa e i laboratori. Adesso la scuola accoglie i bambini di Philim ma anche quelli dei nuclei vicini. Prossima tappa, la costruzione di un ostello per ospitare, in futuro, studenti provenienti da un'area di più ampio raggio.


Scorci della scuola. Foto di Takuji Yamamoto / AAF.


Studenti in aula durante la lezione. Foto di Taku Hata.


Durante una mattina piovosa il raduno degli studenti avviene al coperto. Foto di Takuji Yamamoto / AAF.

Oltre che utile, la scuola è un intervento in armonia con l'ambiente, costruito e naturale, che lo accoglie. Ne riprende le tradizioni costruttive e le componenti cromatiche attraverso l'uso dei materiali locali; fa eco, con la disposizione delle pietre, alla stratificazione della montagna. L'anima di questo lavoro collettivo risiede, fra l'altro, nella semplicità delle forme e nella schiettezza del suo metodo costruttivo. Il complesso, conosciuto come "Buddha, scuola primaria e secondaria", è stato insignito del "Prize of Architectural Institute of Japan 2007", e recentemente ha ricevuto il "Premo Internazionale Architetture di Pietra 2009". Il senso dell'architettura, qui, in questo luogo lontano dal resto del mondo, celato fra le montagne himalayane, si legge negli occhi curiosi e attenti dei bambini di Philim, che finalmente possono frequentare la scuola, nell'umanità profonda di chi li ha aiutati ad averla, e cioè gli architetti volontari, i benefattori, ma soprattutto gli abitanti che si sono resi disponibili, che hanno camminato per giorni dal fiume al villaggio e viceversa per raccogliere i materiali da costruzione. Il senso dell'architettura, qui, è nella profonda dignità che caratterizza lo strenuo lavoro di uomini volontari, agiati e poveri, uniti da un comune obiettivo: donare ai più piccini un luogo destinato all'istruzione. Abituati e abbagliati da tanta architettura "ridondante" e "rumorosa", questa è invece una storia che riporta i piedi per terra. Che riconduce al significato primo dell'architettura, intesa come luogo dove riparare, e, in questo caso, dove socializzare e imparare.

Francesca Oddo
francesca.oddo@architettura.it
ASIAN ARCHITECTURE FRIENDSHIP. Buddha, scuola primaria e secondaria a Philim


Il corpo docente. Foto AAF.

Luogo:
Philim, Sirdibas VDC-8, Gorkha, Nepal

Cronologia:
progettazione: 2000-2001 (I fase), 2004-2007 (II fase)
realizzazione: 2001-2003 (I fase), 2007-2009 (II fase)

Progettazione:
AAF - Asian Architecture Friendship
c/o Takenaka Corporation

Coordinamento:
AAF - Asian Architecture Friendship

Committenti:
Sirdibas VDC, HACDC

Team di progettazione:
Kenzo Akao, Takashi Noda, Ryoichi Takaoka, Yuko Tanaka, Hiroshi Ogiwara, Takuji Yamamoto, Kazuaki Yamauchi, Tomoja Matsuda, Hiroshi Arita, Kenichi Kurokawa, Ghana Raj Lohani

Realizzazione:
abitanti di Philim

Materiali:
ciottoli del fiume Budhi Gandaki, ardesia, legno, acrilico
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