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Architetture

LSB ARCHITETTI ASSOCIATI, MAGMAPROGETTI. Architetture per i litorali



Il tema proposto dal concorso indetto dalla Regione Sardegna si inscrive nei programmi, sempre più diffusi, di riqualificazione ambientale di aree produttive dismesse, che al contempo presentano elementi di pregio e di interesse naturalistico. L'area in questione è lo stagno del Molentargius, inserito tra il comune di Cagliari e di Quartu Sant'Elena, una delle più importanti aree umide d'Europa. Qui fino al 1985 sono state attive le Saline di Stato di Cagliari, che nate nel 1830 per volontà dei piemontesi, dal 1999 sono Parco Naturale Regionale nonché aree SIC e ZPS in base alle direttive europee e della Convenzione di Ramsar.



Si tratta di ristabilire, in queste aree, nuovi rapporti tra uomo e natura per favorire una costruttiva mutua interazione. In via preliminare pensiamo sia opportuno che le amministrazioni locali colgano l'opportunità offerta dall'introduzione del federalismo demaniale: sono infatti 134, secondo l'Agenzia del Demanio, i beni che passano nella disponibilità della Regione e degli Enti Locali, con l'obbligo della loro valorizzazione. Riteniamo inoltre che la governance pubblico/privato sia lo strumento attraverso cui ipotizzare nuovi scenari di sviluppo del territorio e possa essere in grado di garantire le politiche di valorizzazione dei luoghi nel rispetto della storia, della cultura e delle tradizioni, nonché degli eco-sistemi consolidati, innescando nuove progettualità e adeguate logiche di impiego e di continuità dei sistemi territoriali.

[23 aprile 2011]


Abbiamo invocato in primo luogo il federalismo demaniale e successivamente auspicato nuove politiche di governance del territorio, siamo convinti che su tale tema l'industria del turismo sia la terza carta da giocare da parte della Regione Sardegna e dei Comuni di Cagliari e di Quartu Sant'Elena. La Sardegna, con la sua una forte domanda turistico/ricettiva, necessita di una riflessione progettuale complessiva, che permetta di mantenere in equilibrio le esigenze di tutela degli ecosistemi fragili con un'idea di turismo più responsabile e sostenibile. È una sfida che il sistema turistico italiano potrebbe raccogliere, per tornare a essere infrastruttura produttiva del Paese. L'altro tema che ci pare degno di attenzione, a cui siamo particolarmente legati, è la "costruzione partecipata del progetto", intesa come approccio progettuale multidisciplinare caratterizzato da processi partecipativi.



Coinvolgere le comunità e i cosiddetti gruppi di interesse (stakeholders) locali al fine di garantire quell'approccio indispensabile per uno sviluppo consapevole, sostenibile e a misura d'uomo. Ci pare importante, inoltre, annoverare un ultimo tema, non ininfluente in questo momento storico: quello dell'etica e dell'educazione civica. Il montepremi del concorso, finanziato dalla Regione, proviene dalla riscossione delle sanzioni per gli abusi edilizi sul litorale sardo. Un seme che si auspica porti a fiori e frutti futuri.

LSB architetti associati
lsb@arealsb.it



  La porzione di litorale sardo oggetto del concept progettuale riguarda un'estesa area attraverso cui l'ecosistema marino (il litorale costiero del golfo di Quartu Sant'Elena) e l'ecosistema terrestre (conurbazioni antropiche di Cagliari e di Quartu) stabiliscono attraverso l'area umida del Molentargius una relazione di "margine" e al contempo di "cerniera" (lineare).



Il progetto propone la riorganizzazione del palinsesto territoriale a partire dal recupero paesaggistico del fronte urbano sul mare; il ripristino delle continuità ecologiche degli spazi a vocazione naturale; un adeguato approccio alla mobilità sostenibile; il recupero e la valorizzazione di parte del patrimonio architettonico e ambientale esistente per innescare processi virtuosi di riqualificazione; l'individuazione di aree e sotto-aree di pertinenza balneare alle quali associare nuove modalità di impiego in ogni stagione dell'anno. Il concetto-guida che ha ispirato le soluzioni progettuali è quello di "gradiente ecologico". Si tratta di un concetto che, nelle discipline ecologiche, permea la lettura e l'interpretazione degli ecosistemi e assume particolare pregnanza quando si è in presenza, come nel caso degli ecosistemi costieri, di cambiamenti apparentemente repentini dal punto di vista strutturale tra due habitat (mare/terra). Anche in queste situazioni le modificazioni si organizzano secondo gradienti e spesso le risultanti zone di transizione (ecotoni) contengono comunità con organismi caratteristici di ciascuna delle comunità che si vengono a sovrapporre. Ne consegue che la varietà e la densità della vita sono particolarmente sviluppate proprio nelle zone di transizione. Questa condizione viene descritta come "effetto margine".









Noi ci troviamo ai margini di una salina dismessa, "l'acqua madre" nel ciclo di estrazione del sale diventa metafora e concept progettuale. L'acqua di mare scorre e attraversa una serie di bacini collegati in cui evapora grazie al potere del sole e del vento e deposita cloruro di sodio (sale). Il sale, dopo essersi depositato, viene raccolto e l'acqua madre che rimane viene poi re-immessa nell'habitat marino.

L'esplorazione di tale suggestione ha indotto il team progettuale a esprimere la continuità dell'arco litoraneo del Poetto come sequenza di nuove spazialità e di nuove figurazioni ambientali. La sequenza viene intercettata in un "punto notevole" corrispondente alla strada comunale esistente del Molentargius che si è immaginato di proseguire e collegare più a sud con il viale del Poetto attraverso un grande vettore di movimento (per dirla alla Tschumi) generatore di una emblematica nuova trasversalità nord-sud e in grado di conferire strutturalità al master-plan complessivo. Il canale di adduzione di acqua marina che alimenta le saline e il bacino di Molentargius assume pertanto un valore di grande suggestione territoriale, nonché metaforicamente un salto nel gradiente ecologico.





L'area litoranea del Poetto si sviluppa secondo un'ipotesi di master plan che da Cagliari si estende a Quartu sant'Elena: l'area vasta viene suddivisa in un primo tratto a carattere urbano e antropizzato in corrispondenza del sedime della spiaggia, un tratto intermedio corrispondente all'ippodromo e all'idrovora in cui si prevede una spiaggia attrezzata per lo sport connessa con l'area SIC tramite il canale e un successivo ultimo tratto "naturalistico" che corrisponde alla ricostruzione della duna e che viene liberata dalle strutture presenti sulla spiaggia che si conclude verso Quartu dove ritorna il carattere urbano e in corrispondenza del quale si conclude la metafora del ciclo dell'acqua madre.





Le attrezzature a supporto della balneazione sono costituite da elementi modulari abbinabili tra loro o utilizzabili singolarmente, che riprendono il tradizionale "casotto" cagliaritano adottato in passato per le attività balneari, scomparso nel tempo, semplificandolo e reinterpretandolo per nuovi usi. Con la riproposizione di quel particolare legame spiaggia/utente la proposta "reinventa" la capanna come struttura pubblica che permetta nuova socialità.

(dalla relazione di progetto)
LSB ARCHITETTI ASSOCIATI, MAGMAPROGETTI. Architetture per i litorali

Progetto elaborato in occasione del concorso di idee Architetture per i litorali. Idee progettuali per le attrezzature a servizio della balneazione indetto dalla Regione Autonoma della Sardegna nel 2010. Vincitore del primo premio per il tema 1: Poetto (Cagliari - Quartu Sant'Elena). Equipe di lavoro formata da LSB architetti associati (capogruppo), Magmaprogetti e Seacoop Srl.
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