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Artland

Pixel, land art & super-icone

Carlo De Mattia



E se un giorno il digitale diventasse realtà fisica? E se questa realtà fisica non avesse nulla di tecnologico ma assumesse i connotati di una presenza vernacolare, non sarebbe tutto ciò forse più inquietante? n'TT ha trasformato le icone dei videogiochi in gigantesche sculture ambientali di balle di paglia poste lungo le statali marchigiane. Lo sguardo ipnotizzato del giocatore è diventato quello distratto di chi passa in velocità. E i pixel non sono più altro ma si confondono con la campagna diventando paesaggio e riunendo alfine realtà e rappresentazione.



Se percorrendo le principali arterie stradali del fermano e del maceratese, che solcano la "bella campagna marchigiana" ivi comprese le discontinuità della più recente antropizzazione, scorgete un gigantesco volto di paglia alto 6 metri rivolto verso di voi con fare interlocutorio, non spaventatevi. Non si tratta di un sinistro avvertimento ma di un oggetto che vive una condizione sospesa tra land art e provocazione semantica. La paglia in questa stagione è presenza familiare; una volta vero e proprio materiale con cui costruire volumi per lo stoccaggio e per il ricovero, poi elemento costitutivo dei parallelepipedi che punteggiano le nostre campagne dopo la mietitura. Lo studio n'TT ha realizzato questi oggetti con il fine di suscitare un timido interrogativo in chi guarda: di chi sono quei volti e quelle sagome? Tullio Pericoli, illustratore marchigiano di fama, afferma che "il paesaggio è fuori dagli occhi di chi guarda ma è comprensivo di te". (1)

[06aug2006]




Interrogarsi su questo significa non perdere il senso di ciò che siamo; l'immagine del paesaggio permette di comprendere in un unico sguardo la nostra storia passata, i nostri bisogni presenti e le nostre aspirazioni future. La mia regione, le Marche, è conosciuta per il suo paesaggio peculiare, per la felice unione tra campagna ed urbanesimo in cui i cambiamenti degli ultimi decenni hanno prodotto mutamenti irreversibili non sempre controllati e coerenti. Crediamo che la tutela del paesaggio dipenda in primis dall'affermazione di un modello culturale di riferimento che sia attento ai valori delle identità e alla qualità della vita prima ancora che a questioni di competenze e normative. (2) I paesaggi, in quanto cose materiali soggette ad un giudizio estetico, sono produzione umana anche se possono essere indipendenti dal processo operativo e costruttivo in senso stretto. (3)









Realizzare un tale modello è sicuramente faticoso e quest'opera effimera non vuole e non può far altro che segnalare il problema. Oggi gran parte dei paesaggi vengono fruiti visivamente da un "interno", ovvero dall'abitacolo della propria auto, "scivolano" via dai finestrini come fondali. (4) L'idea che stiamo tentando di proporre ad amministrazioni ed enti locali è un'iniziativa di carattere istituzionale rivolta, perché no, anche al turismo culturale: trasformare un asse viario, ad esempio una superstrada che lungo il medio adriatico tipicamente solca i fondovalle dal mare risalendo verso monti, in un grande percorso espositivo a cielo aperto. Verranno mostrate forme effimere la cui scala si confronta con quella del paesaggio utilizzando il medesimo linguaggio "tettonico" fatto di balle di paglia montate l'una sull'altra, un temporaneo opus ciclopico costituito da "pixel" tridimensionali pesanti 400 kg. Super-icone, quindi, temporanee e facilmente fruibili ma con la volontà di essere segni riconoscibili prima di scomparire, come avviene per la forma delle nuvole. Super-icone di noi stessi.

Carlo De Mattia
c.demattia@ntt-web.it
NOTE:

1. Tullio Pericoli, "Perché dipingo paesaggi", testo raccolto da Manuel Orazi in Il giornale dell'Architettura, 32, settembre 2005.
2. Mario Canti, Direttore del Servizio beni culturali della Regione Marche in Incontro luce (periodico culturale edito da iGuzzini), 1, 2005.
3. Raffaele Dilani, L'arte del paesaggio, Il Mulino, 2001.
4. Francine Houben, Mobility: A Room with a View (catalogo della 1st International Architecture Biennial Rotterdam), NAi Publishers.
n'TT si occupa di progettazione architettonica e design con un approccio multidisciplinare al progetto. Nell'ambito specifico di questa iniziativa n'TT ha redatto le "Linee guida per un estetica ambientale degli impianti di generazione elettrica nelle Marche" del PEAR della Regione Marche, ha elaborato concept architettonici e studi visivi di impatto ambientale per diversi impianti industriali in Italia per Entergy ed ERG, ha collaborato con Michele De Lucchi alla progettazione delle Centrali Termoelettriche ENEL di Priolo Gargallo (SR) e di Marina di Ravenna (RA).
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