Vengono riportati di seguito alcuni brani estratti dal diario che Giannina Censi aveva tenuto durante il suo soggiorno a Parigi nel 1930. Per mantenere inalterata la freschezza di queste pagine il linguaggio della diciassettenne Giannina Censi č stato riportato fedelmente nonostante alcune inesattezze sintattiche.


"Diario giornaliero - giorno 6 giugno - Partenza da Milano. La partenza č piena di allegria, quasi quasi mi dimentico che parto per lontano..."


"10 giugno - Martedė prima lezione con M. Egorova. - La scuola č una sala da concerto con un'enorme specchiera - le allieve sono circa 20, poi 6-7 ballerini sono tutti molto bravi, ma credo che abbiano studiato molto. - I passi sono difficili, le musiche sono diverse e le pių note dal Toreador della Carmen alle musiche di Chopin. Fra compagne tutte sono russe, io sono l'unica italiana, solo un ballerino č italiano..."
"12 giugno - Sono piena di dolori alle gambe!!..."
"25 giugno 1930 - ...Intanto con l'Egorova sempre pių difficili gli esercizi, ma quando conosco il suo modo e la sua tecnica spero di ritornare in autunno che so qualcosa di pių..."
"23 luglio - ...L'altro giorno vicino al caffč vicino alla mia scuola eravamo in 7 ragazze, ebbene tutte e 7 di una diversa nazione; c'era Stella (la segretaria) polacca, io italiana e le altre della Svezia, Norvegia, Russia, una francese e una inglese, c'era una Babilonia di lingue che faceva paura..."



Durante il soggiorno parigino Giannina Censi si avvicina alla danza indiana frequentando le lezioni del maestro Uday Shankar, che aveva allora vasta fama in Europa tanto da essere chiamato dalla diva russa Anna Pavlova a collaborare al balletto Radha Krishna. Ma non solo, l'interesse verso la cultura etnica indiana viene confermato anche da alcune foto di Nyota Inyoka che Giannina Censi aveva conservato. Nyota Inyoka si era esibita sin dal 1921 nel teatro di Lugnč Poe e a lei Anton Giulio Bragaglia dedica un capitolo del suo Scultura vivente nel 1928, ammirando "l'incantesimo estatico" di "musica di carne" mentre"gioca con la danza offrendo semplicemente ritmi plastici e motivi ritmati popolari indų".




Le danze della Jungla eseguite da Giannina Censi poco dopo il suo rientro a Milano sono un'eco degli insegnamenti di Uday Shankar e delle esibizioni di Nyota Inyoka a cui sicuramente aveva assistito.