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LUIGI PRESTINENZA PUGLISI |
[31may2001] | |||
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Il Corpo nell’architettura digitale: tra superman e superpippo Esistono almeno tre eccezioni di virtualità. -La virtualità delle immagini del computer: videogiochi, villagi digitali immaginari, ipoerpeaesaggi alla Novack. E’ uno spazio mentale che noi possiamodominare, scansionandolo e percorrendolo in tempi rapidissimi. Che viviamo per mezzo di un corspo virtuale infinitamente potente. -La virtualità della telematica. Che trasforma in immagini cose reali che si trovano altrove. E ci permette di percepirle a distanza, osservandole anche da molteplici punti di vista, alcuni dei quali manipolabili meccanicamente. - La virtualità dei simulacri nello spazio reale. Sono la spazializzazione di pensieri alti: per esempio la proiezionedell’inconscio di Jung nella sua casa di Bollingen o di Ito nella casa per la sorella. Ma anche la spazializzazione di miti grossolani: modelli in scala 1/1 che riproducono spiagge idilliche o paesaggi scomparsi. Si chiamino Disneyland, Las Vegas, Mall of America. Sono prodotti dalle grandi corporation neocapitaliste o dalle soprintendenze imbalsamatrici paleocomuniste. Sono paesaggi della mente che viviamo con il nostro corpo molle. - Esiste, infine, una realtà intermedia a metà tra lo spazio irreale delle ricostruzioni telematiche o digitali e lo spazio concretamente costruito sulle proiezioni della nostra mente. E’ uno spazio che, a viversi dentro, produce un effetto stereofonico. Lo stanno sperimentando architetti quali Eisenman e Diller & Scofidio. E indagando filosofi quali Virilio e Baudrillard. Uno spazio, già conosciuto da Brunelleschi e da Einstein, in cui siamo infinitamente potenti come superman ma anche estremamente ridicoli come superpippo. |
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