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FATA MORGANA, miraggi digitali

di Livio De Luca

 

...Un giorno dell'anno 1060, Ruggero II, il Normanno, passeggiava solitario su una spiaggia della Calabria e meditava sul modo migliore di conquistare l'isola a quel tempo occupata dagli Arabi.

...Ad un tratto, davanti a lui, il mare prese a ribollire e da un cerchio di spuma apparve la testa di una bellissima fata, la Fata Morgana, che proprio in mezzo allo Stretto ha il suo palazzo più bello e più antico.

La Fata stava per muoversi, quando vide il pensoso Ruggero e gli chiese:
- Cosa pensi, Ruggero? Se è come immagino... salta sul mio cocchio e subito ti porterò in Sicilia, insieme ad un potente esercito.... 

Ruggero sorrise e salutò Morgana con rispetto, poi, gentilmente, ma con fermezza rispose:
- Ti ringrazio Morgana, ma non posso accettare il tuo aiuto. Ma se la Madonna che amo e i Santi che mi proteggono mi daranno la loro benedizione, andrò alla guerra sul mio cavallo e trasporterò l'esercito con le mie navi e vincerò per valore e non per gli incantesimi di una fata...

Allora Morgana agitò tre volte la sua verga magica e lanciò in acqua tre sassi bianchi.
- Guarda o Ruggero la mia potenza!... 

E in quel punto apparvero case e palazzi, strade e ville e, per magia, tutta la costa siciliana apparve così vicina, da poter essere raggiunta solo con un piccolo salto”.
(leggenda siciliana)




[16may2001]


Quando si parla di globale ci si riferisce a qualcosa che ha la possibilità di andare ovunque sul globo. Pensiamo alla rete telematica globale: la cellula strutturale di questa rete è facilmente spiegabile: a due computer se ne aggiunge un terzo. Il triangolo composto è l'elemento base di una struttura geodetica costituita da tre nodi e tre collegamenti, che, proprio come in una applicazione architettonica, può configurarsi in articolazioni ed estensioni infinite. Questa avvolge l'intero globo, come per astrazione siamo oramai portati ad immaginarla.




Proviamo ora a pensarla come una vera e propria struttura fisica.

La rete segue il suo sviluppo a contatto con la superficie terrestre intersecando nel suo percorso le articolazioni morfologiche fatte da strade, case e palazzi… intere città. La rete si adagia sul reale, lo legge, l'osserva: in ogni nodo è collocato un occhio. Questo sistema di osservazione genera un'immagine dell'intero pianeta visto dal basso.

Nella città, già oggi esiste una forma di scissione. Da una parte la comunità generata dai rapporti comunicativi, dalla cultura, dalla memoria; dall'altra la comunità generata dall'essere vicini, dal toccarsi, dal sentirsi. La fisicità sta in soltanto in alcuni luoghi, distinti dai luoghi di altro tipo di comunicazione come ad esempio le comunità telematiche, basate proprio su un tipo di interazione non fisico. Meccanismi di astrazione, però, ci permettono di immaginare questo tipo di comunità come sistema di ambienti, di ambiti, di spazi, teatri di scambi comunicativi; come vere e proprie città.

L'impiego crescente delle nuove tecnologie della comunicazione in tutti i campi della vita collettiva, ha provocato il mutare dei comportamenti sociali. E il mutare delle relazioni tra i soggetti richiede, di conseguenza, un ridisegno formale e funzionale dello spazio antropico dalla scala urbana a quella architettonica. In altri termini, le trasformazioni derivate dall'uso delle nuove tecnologie impongono un adattamento degli spazi che risponda meglio al nuovo modo di comunicare, di interagire, di essere.



Si rende necessaria l'individuazione di nuovi scenari urbani e la configurazione di diversi spazi architettonici. Il progetto, da quello urbano a quello edilizio, deve diventare la cerniera tra città reale e città virtuale.

Prendiamo ora la rete che abbiamo immaginato contenente nella sua memoria l'immagine del mondo visto dal basso. Stiriamola. Giriamola al contrario. Riavvolgiamola alla terra.

Gli occhi continuano ad osservarci, ma si aggiungono ai nostri come estensione, permettendoci al tempo stesso di osservare. L'immagine remota della città che trasmette si somma e s'integra con l'immagine della città che viviamo.

Attraverso l'”incantesimo” delle nuove tecnologie, la simultaneità degli eventi, da condizione mentale, diventa strumento di comunicazione, elemento di configurazione spaziale, filtro tra due realtà: quella fisica e quella virtuale, quella fatta di materia e quella fatta di bit.

L'immagine non ritrae solo lo spazio, non lo trasmette soltanto, l'immagine partecipa alla definizione dello spazio stesso. E l'uomo diventa produttore e fruitore dell'immagine della città, diventa elemento chiave dello scambio comunicativo, proprio perché l'uomo vede.

L'introduzione di coscienze simili in fase di concezione e di prefigurazione di uno spazio urbano o architettonico, è in grado d'innescare processi di dilatazione virtuale della realtà che percepiamo, instaurando una stretta interdipendenza tra lo spazio fisico e l'ambiente di comunicazione.

La città e l'architettura comunicano, le città e le architetture possono comunicare tra loro, le città e le architetture possono addirittura essere immaginate come complementari l'una all'altra, come una grande macchina che comunica mediante un incastro. Un incastro di superfici che guardano e fanno guardare, che trasmettono e ricevono informazione. Superfici, nel cui spessore, è contenuta e scorre l'intera superficie terrestre.


“- Eccoti la Sicilia! Raggiungi Messina ed io farò in modo che in essa tu possa trovare il più numeroso esercito che tu abbia mai avuto in battaglia!... 

Ruggero, sorridendo, rifiutò ancora:
- Morgana, sei una grande Fata, ma non sarà con l'incantesimo che io libererò la Sicilia dal paganesimo: essa mi verrà data da Cristo, nostro Signore e da sua Madre, la Vergine Maria. 

Morgana rispettò il suo rifiuto, con un colpo della sua bacchetta magica fece sparire le case, i castelli, le strade, le ville, poi, ridendo, si mosse velocemente col suo cocchio, perdendosi verso le spiagge dell'Etna..."


Livio De Luca
ldlstudio@tiscalinet.it 
Le immagini di questo articolo sono tratte dal progetto elaborato dall’autore in occasione del concorso: “CITTA: TERZO MILLENNIO” nel dicembre 1999. 
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