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Intelligenza di costa

Silvia Banchini, Luis Falcón



In occasione della seconda edizione della Biennale Internazionale di Architettura di Rotterdam la Spagna ha presentato un progetto di ricerca e diagnosi sulla attuale situazione territoriale della propria fascia costiera, in relazione agli effetti del fenomeno del turismo di massa (1). Spain, towards an intelligent coast –Spagna, verso una costa intelligente- è il titolo della proposta di riorganizzazione di un nuovo spessore costiero, definito sulla base del binomio spiaggia-densità urbana, potenziato dall'incremento di una rete infrastrutturale efficiente in grado di mettere in relazione aree puntuali ad alta concentrazione urbana ('sinapsi').

[10jul2005]

Lloret de Mar. Foto di Laura Cantarella, 2005.

I principali obiettivi del progetto si riassumono nella pianificazione di un possibile modello turistico dove l'urbanizzazione del tempo, quale unità di misura dell'esperienza turistica, diventi un parametro prioritario nel disegno di una strategia di sviluppo della costa. Il turista consuma esperienze, tempo libero, ozio. Le città di costa e in particolare i comuni turistici (2) vivono di un'economia al servizio di un cliente stagionale. Pensare alla programmazione di spazi urbani ad uso orario apre un dibattito su possibili condizioni non solo di uso misto, quanto piuttosto di uso sovrapposto, dove evidentemente la densità e l'alta concentrazione di attività e di utenti, siano essi abitanti locali e/o fruitori di passaggio, diventano elementi chiave del progetto. Trattare la città turistica come laboratorio della città in quanto tale induce il progetto a insistere sulla necessità di un modello economico e urbano trasversale di supporto al mero 'pacchetto turistico', nel quale i benefici generati dall'attività turistica possano essere distribuiti tra i diversi agenti locali, contribuendo in questo modo alla specificità di una realtà locale costretta a fare i conti con la più grande economia globale.

 
Benidorm. Foto di Laura Cantarella, 2005.

Dagli inizi dello sviluppo del turismo di massa la Spagna ha conquistato nel panorama mondiale una posizione di privilegio in quanto a capacità di attrazione e di gestione delle proprie risorse. Il prodotto massivo in vendita è stato tradizionalmente il buon clima, così come il mare e le spiagge, tanto da far diventare quella spagnola una delle coste d'Europa più ambite e più accessibili. L'80% del guadagno generato dal turismo si basa di fatto sul prodotto 'sole e spiaggia'. Inghilterra, Francia e Germania, sono tuttora i principali Paesi di origine dei visitatori che essa riceve.

Negli ultimi cinque anni, tanto in Spagna quanto in Europa, si è verificato un processo accelerato di cambio dell'offerta e della domanda del turismo di massa. Un nuovo turista, che viaggia più spesso e in meno tempo, ha cominciato a poter godere di attività nel tempo libero precedentemente destinate solo alle élite sociali. Louis Turner parla di un nuova 'Età dell'Ozio' (3). Sciare, giocare a golf, partecipare a escursioni gastronomiche e culturali, pagarsi una crociera di sette giorni attraverso il mediterraneo è già alla portata di molti. La massificazione di tali offerte genera inevitabilmente differenti forme di appropriazione del territorio. La democratizzazione dell'edonismo non può che generare nuovi paesaggi, nuove topografie turistiche (4).


Benidorm. Foto di Laura Cantarella, 2005.

Se la WTO (World Tourism Organization) auspica un aumento di turisti nelle aree urbane, è perché la città è destinata a diventare la meta in grado di offrire la più ampia gamma di esperienze e di attrazioni turistiche. Questo alimenta la tentazione di attivare il turismo di massa in termini quantitativi ma anche e soprattutto di fomentare un turismo attivo. L'intenzione del progetto non è tanto quella di attirare un maggior numero di turisti quanto piuttosto far sì che il turista stazioni più tempo, utilizi più servizi e partecipi ad un maggior numero di attività locali. Ciò che interessa potenziare è una 'intelligenza di costa' in grado di gestire le risorse di ciascun specifico territorio. Privilegiare un modello urbano che supporti l'investimento in un'area litoranea paesaggisticamente qualitativa consente di integrare e distribuire le entrate derivanti dal turismo nel sistema locale, favorendo la trasversalità economica attraverso una ripartizione dei benefici maggiormente diversificata.

Attualmente la Spagna, rispetto ad altre mete turistiche emergenti nell'area mediterranea, come Turchia o Croazia, attraversa una fase matura della gestione di quella parte della propria economia legata al turismo di massa. Questo ha fatto sì che negli ultimi cinque anni abbia conservato i propri primati: dopo la Francia è infatti il secondo Paese nel ranking mondiale in quanto a numero di turisti (53 milioni nell'anno 2004) e dopo gli Stati Uniti è il secondo in quanto a entrate derivate dall'economia turistica (12% del PIL nazionale).


Spain, towards an intelligent coast. Seconda edizione della Biennale Internazionale di Architettura di Rotterdam (26 maggio - 26 giugno 2005).


Spain, towards an intelligent coast. Seconda edizione della Biennale Internazionale di Architettura di Rotterdam (26 maggio - 26 giugno 2005).

Definire il turismo un'industria può non risultare del tutto esaustivo. L'attività turistica si basa su una rete trasversale di servizi e di settori di produzione legati alla gestione delle infrastrutture, degli spostamenti, degli alloggi, dei servizi di ristorazione e al consumo del tempo libero. Il turismo di massa ha provocato, 50 anni fa, un processo di colonizzazione del territorio assumendo un ruolo cruciale nella definizione dei diversi di modelli di occupazione, per lo più disseminati lungo le aree costiere. La Spagna conta oggi su un numero approssimato di 80 spiagge qualificate (5), le quali producono l'8% del PIL del Paese. La superficie totale che ricoprono è di cinque milioni di metri quadrati, circa un terzo di una buona stazione sciistica. La spiaggia, in quanto prodotto turistico massivo per eccellenza, aumenta qualitativamente le proprie potenzialità in prossimità di una densità urbana e di una struttura il cui modello economico si basi sostanzialmente nella concentrazione di attività e di risorse. Il Paese, contrariamente a quanto ha dichiarato la stampa in diverse occasioni, non sta perdendo numero di turisti del 'sole e spiaggia'. Quello che si sta verficando è piuttosto l'aumento parallelo di una offerta turistica complementare nell'introterra –agriturismo, ecoturismo, turismo culturale, turismo legato al golf- e un incremento dell'occupazione di alloggi non regolamentati, per lo più seconde residenze in affitto o prestate ad amici e familiari.


Zero Consumption, progetto diretto da Josè Morales, architetto, con l'Università di Siviglia.


Supercluster, progetto diretto da Josè Luis Penelas, architetto, con l'Università Europea - ESAYA, Madrid.


Movility, tourism and innovation, progetto diretto da Fernando Menis, architetto, con l'Università di Las Palmas de Gran Canaria.


LOAD. The New Thickness of Europe’s Urban Beach.

Questo ha aperto il dibattito sul rischio di modelli di occupazione territoriale in espansione lungo l'intera fascia costiera mediterranea, legati alla tipologia della casa unifamiliare isolata. Un autentico attacco al territorio, considerando che il costo infrastrutturale e ambientale di una lottizzazione dispersa è approssimativamente 10 volte superiore a quello di una concentrazione urbana, a parità di numero di abitanti. Potenziare le interrelazioni dei nuclei costieri spagnoli, come catalizzatori di attività risponde alla volontà di ripensare l'efficienza delle articolazioni di un sistema definitivamente policentrico e integrato con le aree interne limitrofe. L'obiettivo di una 'nuova intelligenza' di costa è quello di potenziare una serie di elementi già presenti o in nuce nella logica dell'organizzazione di un territorio turistico:

- l'aumento della mobilità aerea e terrestre;
- la riduzione delle distanze spazio-temporali, finalizzata all'aumento della sezione di costa non come area suscettibile di una costruzione massificata, ma come ambito dell'esperienza turistica;
- il mantenimento di un'alta concentrazione di impatto;
- l'incremento della capacità logistica dell'intera catena di produzione del tempo libero;
- l'uso privilegiato di Internet come dispositivo di auto-organizzazione;
- la pianificazione di un sistema aperto basato nella molteplicità e nella sovrapposizione degli usi di una determinata area.

La definizione di una costa spagnola policentrica ha reso possibile l'avanzamento di una proposta di città, o meglio, un'organizzazione antropica lineare, che dalla Catalogna si estende fino alla costa andalusa, includendo i due arcipelaghi delle Baleari e delle isole Canarie. Zero consumo di nuovo territorio, innervamento infrastrutturale e concentrazione di attività capaci di dare adito a un ozio spontaneo, auto-organizzato più che a un ozio organizzato sul modello di un parco tematico, sono tra gli elementi di progetto che più ricorrono nella visione spagnola.

La convinzione generalizzata, nella professione dell'architetto, che l'architettura turistica, dopo gli anni '70, sia un'architettura sostanzialmente dipendente da una logica commerciale, obbediente a pure logiche di mercato, ha fatto sì che questa rimanesse sempre al margine di una speculazione retorica minimamente interessante e di una ricerca di possibili alternative di sviluppo. Di fronte al ruolo del turismo quale prima economia mondiale, vale probabilmente la pena di domandarsi quali nuove topografie turistiche stanno prendendo forma, che ripercussioni avranno sul territorio e chi sono oggi i reali agenti decisionali investiti della responsabilità di prendere posizione al rispetto.

Silvia Banchini
silvia@load.as

Luis Falcón
luis@load.as
NOTE:

1. LOAD office architecture nell'ambito della 2. Biennale Internazionale di Architettura di Rotterdam ha collaborato con Manuel Gausa, architetto (Actar Arquitectura) e Josè Miguel Iribas, sociologo.
2. Si definisce comune turistico quel comune il cui numero medio di turisti in un anno supera il numero di abitanti.
3. Louis Turner, John Ash, The Golden Hordes, St. Martin's Press, New York, 1976.
4. Luis Falcòn, Silvia Banchini, "The democracy of hedonism-tourist topographies of Spain", in ORIS, 32, pp. 4-15, Zagabria, maggio 2005.
5. Secondo il sociologo urbano José Miguel Iribas, una spiaggia urbana qualificata si definisce attraverso 3 parametri: 1. la sua integrazione con una concentrazione urbana; 2. la superficie minima deve poter essere iscritta in un rettangolo di 500mt x 30mt; 3. la pendenza massima non deve superare il 10%.

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