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Buro Kiefer, Kengo Kuma, Topotek1 per Torino: una procedura inedita

Comitato Valdo Fusi



Una procedura inedita. In queste settimane chiunque può votare il proprio progetto preferito per la risistemazione superficiale di tre piazze nel centro storico di Torino (cliccando qui per mandare una email). Il prossimo 12 ottobre una giuria di alto profilo, di fronte ai finalisti (Büro Kiefer, Kengo Kuma, Topotek1), al pubblico e al Sindaco Chiamparino, valuterà i progetti dal punto di vista tecnico. Il risultati del concorso e della consultazione pubblica quindi verranno donati alla città di Torino. Il tutto è stato organizzato da un comitato di iniziativa popolare, con fondi raccolti mediante una sottoscrizione pubblica e il sostegno di molte centinaia di cittadini, tra i quali Andrea Agnelli, Gabriele Basilico, John Elkann, Ernesto Ferrero, Renzo Giubergia, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Vittorio Sgarbi, Oliviero Toscani, Marco Travaglio, Gianni Vattimo e Saverio Vertone.



 

Le tre piazze.
D'accordo, non siamo a livello delle grandi campagne di fund-raising d'ispirazione anglosassone. O dei recenti versamenti miliardari in beneficenza annunciati da Warren Buffett e Bill Gates. Ma chi ha detto che anche in Italia non sia possibile chiamare a raccolta con successo soggetti privati per lanciare iniziative di interesse pubblico? Che non sia possibile mettere insieme le forze della cosiddetta società civile per contribuire alle scelte urbanistiche di un città?

Il caso di Piazzale Valdo Fusi, a Torino, sembrava esemplare per lanciare un'iniziativa di questo genere. Un sito al centro del dibattito architettonico cittadino per oltre cinquant'anni, da quando l'isolato preesistente venne raso al suolo durante i bombardamenti bellici e su cui si cimentarono moltissimi architetti (non ultimo Alvar Aalto). Un progetto ultimato nel 2004 che suscitò discussioni incandescenti - con il Sindaco Chiamparino che rifiutò di partecipare all'inaugurazione e centinaia di cittadini che si sentirono in dovere di scrivere spontaneamente ai giornali per esprimere la propria indignazione.

[11oct2006]

Foto di Gabriele Basilico.

Come trasformare una situazione del genere in un'opportunità? Come fare emergere le energie latenti della città - in certi casi nemmeno troppo latenti, soprattutto quando si tratta del proverbiale 'mugugno' piemontese - e incanalarle verso qualcosa di positivo? Il Comitato Valdo Fusi è nato per cercare di rispondere a queste domande. Uno scopo immediato: bandire, solo con sponsor privati e grazie ai fondi raccolti mediante una sottoscrizione pubblica, un concorso di progettazione di alto livello per elaborare delle proposte alternative per la risistemazione superficiale di Piazzale Valdo Fusi e delle aree verdi adiacenti (Piazza Carlina e Aiuola Balbo). Ma, al di là di questo, anche finalità più ambiziose.

Innanzitutto cercare di elaborare nuove procedure concorsuali di tipo partecipato, invitando i cittadini a fornire le proprie indicazioni ai progettisti e in seguito a esprimersi sui progetti finalisti insieme a una giuria tecnica, come nel caso di Les Halles a Parigi o del World Trade Center a New York. Tali procedure, studiate in modo da essere compatibili con le normative vigenti in Italia (la cosiddetta legge Merloni) e in Europa sui lavori pubblici, potrebbero poi essere riproposte in futuro dall'amministrazione comunale di Torino o di altre città italiane. Il Comitato vorrebbe così contribuire al dibattito sulla qualità dell'architettura in Italia e sulle strategie che potrebbero incentivarla. Quante volte la fredda burocrazia della legge Merloni è stata messa all'indice quale corresponsabile della scarsa qualità architettonica delle grandi opere nel nostro Paese?

Infine, come accennato all'inizio, uno scopo più generale. Cercare di stimolare anche in Italia, attraverso campagne di fund-raising private, iniziative sussidiarie e di rilancio rispetto alla gestione ordinaria di una città.

 




Büro Kiefer: PIAZZALE VALDO FUSI. Le due ali laterali vengono rimosse. Una superficie grigliata in acciaio, legno, ecc. viene posta soopra alla piazza esistente, recuperando i dislivelli attuali e al tempo stesso garantendo l'aerazione del parcheggio sottostante. All'interno di questo grigliato vengono ricavati degli inserti. La decisione di quali e quanti inserti introdurre nella struttura a griglia saranno frutto di un processo partecipato tra residenti interessati e progettisti. Nella proposta sono state ipotizzate gradinate di legno per eventi culturali e un'area multifunzionale, leggermente ribassata per eventi sportivi e ricreativi.


PIAZZA CARLINA. Il rapporto tra superfici orizzontali e verticali deve essere ripensato e, tramite l'eliminazione dei parcheggi nei controviali, lo spazio urbano deve essere ricucito. In tal modo l'attuale appropriazione di superfici esterne a scopi commerciali (mercato, ristorante, bar, ecc.) acquisterà spessore, coerenza e qualità. Il progetto propone iunoltre di evidenziare la forma storica della rotonda in modo chiaro e moderno grazie a un cordolo di cemento bianco a vista e un cerchio interno di siepe di bosso. L'illuminazione sottolinea il nuovo cerchio centrale.

Le attività del Comitato si concludono con la pubblicazione di questo supplemento di Casabella e con la presentazione dei progetti di Büro Kiefer, Kengo Kuma e Topotek1. Il vincitore definitivo sarà scelto a Torino il prossimo 12 ottobre, con una giuria pubblica che terrà conto sia del parere di un gruppo di esperti sia dei giudizi espressi dai cittadini. Il Comitato si scioglierà donando il progetto vincitore alla città di Torino, che si è impegnata, col fervido sostegno del Sindaco Chiamparino e del suo consulente per l'architettura Carlo Olmo, a fare il possibile per realizzarlo.

AIUOLA BALBO. Gli ingressi accanto alla scuola elementare Nicolò Tommaseo e a Piazzale Valdo Fusi vengono potenziati. Questi passaggi, che non compromettono l'intimità dello spazio verde, consentono di avere un ingresso più visibile e di aumentare la sicurezza percepita dai fruitori del giardino, creando maggior chiarezza distributiva. I giochi per bambini attualmente presenti non si confanno al ricco potenziale del luogo: pini ad alto fusto sono lo scenario ideale per la creazione di giochi in legno, lavorati in modo plastico. Le classiche panchine sono ridistribuite e potenziate.


Kengo Kuma: PIAZZALE VALDO FUSI. L'impalcato sopra al parcheggio viene completamente ripensato, in modo da collegarlo visivamente alle vie adiacenti e da semplificare i flussi pedonali. Vengono creati spazi coperti per diverse funzioni, illuminati da grandi aperture circolari soprastanti. Sono previsti pali verticali con diverse funzioni: alcuni sostengono gli apparecchi di illuminazione (lampioni), altri servono per tendere membrane orizzontali (con funzione di sedili) o verticali per la delimitazione di spazi per le varie attività. PIAZZA CARLINA. Il progetto propone una piazza libera e aperta, dalla forma organica. In tal modo, tra l'altro, verrà migliorato l'accesso ai caffè e al mercato. La riorganizzazione della piazza passerà attraverso l'utilizzo del verde. Gli alberi esistenti verranno conservati, mentre nuove piantumazioni permetteranno di suddividere la piazza in ampie zone aperte, ciascuna con un proprio carattere. I cittadini potranno cosí rilassarsi nella piazza, fermandosi nei suoi caffè, nelle sue gallerie d'arte e negozi o semplicemente stando seduti sulle nuove panchine mentre aspettano il tram.


Due precisazioni. Tutti e tre i finalisti sono stranieri. Questa situazione non è stata dettata da nessuna presa di posizione ideologica. Non vogliamo entrare nella recente polemica sull'eccessiva presenza di progettisti stranieri in Italia e sulla loro frequente vittoria nelle gare per le grandi opere pubbliche. Pur non condividendo l'impostazione del dibattito, ce ne teniamo fuori, limitandoci a rilevare che diversi italiani comparivano nella lista iniziale degli invitati per Piazzale Valdo Fusi, ma che poi non hanno superato le fasi di selezione affidate a una giuria popolare.





La seconda precisazione riguarda le modalità seguite per il concorso, che saranno discusse più estesamente nel seguito. Il Comitato ha adottato una procedura ad inviti, estesa in prima battuta a un gruppo di architetti di chiara fama, con alle spalle un brillante curriculum di opere costruite. Non sarebbe stato meglio lanciare un concorso aperto a tutti? In linea di principio, sì. Ma le disavventure architettoniche di Piazzale Valdo Fusi negli ultimi cinquant'anni non consentivano ulteriori possibilità di errore. Il rischio che un vincitore di buone speranze e di talento, ma alle prime armi, potesse aggiudicarsi il concorso per poi rivelarsi incapace di soddisfare le aspettative della città era troppo alto.





AIUOLA BALBO. Per conservare il fascino e le caratteristiche attuali di questa piazza, la fontana e il prato centrali non sono stati toccati. Sono stati pensati invece degli inserti dalla forma rotonda, che ricordano le onde che si propagano nell'acqua. Essi ospitano spazi di gioco e di relax, caffè, aree libere per eventi diversi e aiuole di fiori. All'interno di questi spazi, sono previsti dei dischi mobili, fissati a delle viti che li sostengono e che permettono di alzarli ed abbassarli. Quando vengono sollevati simultaneamente, creano un panorama radicalmente nuovo che evoca il galleggiare delle foglie di loto.




Topotek1: PIAZZALE VALDO FUSI. Il disegno è quello di un parco all'inglese concentrato: un luogo dove passeggiare, riposarsi all'ombra delle piante, giocare, ecc. Il collegamento visivo con le altre piazze è garantito proprio dal verde. Il parco Valdo Fusi vuole capovolgere la logica di pieni e vuoti, creatasi dopo la distruzione dell'isolato durante la guerra, tramite l'introduzione di un volume ritagliato ed estrapolato dal suo contesto per essere impiantato in un luogo nuovo. Le panchine e i diversi componenti di arredo urbano vengono integrati nei percorsi sinuosi e leggermente ondulati del parco.




Tuttavia, poiché siamo convinti del fatto che il concorso di progettazione aperto a tutti sia in generale uno degli strumenti migliori e comunque l'unico capace di fare emergere nuovi talenti e dare una chance anche a chi non sia già affermato, abbiamo chiesto ai finalisti di individuare per la prossima fase dei piccoli tasselli all'interno delle tre piazze: un caffè, un'edicola, alcuni elementi di arredo urbano. L'idea è che per ciascuno di essi venga bandito un mini-concorso aperto ai giovani sotto i trentacinque anni. Nel caso di questi pixel, i rischi sarebbero molto limitati: si tratterebbe di interventi puntiformi e circoscritti, magari strutture temporanee che potrebbero essere ricostruite dopo uno o più anni (un po' come avviene per il Serpentine Pavilion di Londra).

Per concludere vorremmo ringraziare tutti coloro che hanno appoggiato il Comitato Valdo Fusi in circa un anno di attività. Innanzitutto coloro che hanno formalizzato la propria adesione e il proprio sostegno economico, e che sono elencati nella pagina precedente. Ma anche moltissimi cittadini che hanno contribuito mettendo a disposizione le proprie capacità. Sono loro che, come volontari e tra mille difficoltà organizzative tipiche delle iniziative popolari, ci hanno permesso di andare avanti e di arrivare con successo alla conclusione di questa iniziativa.

I fondatori del Comitato Valdo Fusi
(Elena Caffarena, Emanuele Chieli, Mario Comba, Carlo Ratti, Edoardo Riccio)
PIAZZA CARLINA. Piazza Carlina ha una struttura classica che non viene modificata, ma riorganizzata. Gli assi principali continuano ad essere utilizzati per la circolazione carrabile, mentre le strade che confluiscono negli angoli vengono convertite in aree pedonali, lasciando aree libere a disposizione per i ristoranti, caffè, per il mercato e per altre attività cittadine. L'infoltimento dell'area verde centrale serve per sottolineare la connessione visiva con le altre piazze e allo stesso tempo per equilibrare i vari elementi della piazza. All'interno inoltre si crea una zona pedonale intima ed invitante. GIARDINO AIUOLA BALBO. Per il Giardino Aiuola Balbo il progetto non prevede una grande modifica dell'attuale configurazione. Le alberature sono conservate, mentre il prato e la fontana vengono ridisegnati. La superficie dell'acqua, punteggiata dagli spruzzi delle fontane, offre un'atmosfera piacevole e rinfrescante durante l'estate e diventa una pista di pattinaggio sul ghiaccio durante l'inverno. La piazza può anche ospitare un cinema all'aperto, un concerto o altri spettacoli durante l'estate. Il lato nord-ovest può essere utilizzato per collocare uno schermo o un palco.
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