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Scritture urbane

Enzo Biffi Gentili



 
Si svolgerà a Firenze il 22 e il 23 maggio prossimi il convegno PIÙ DESIGN PUÒ. Il disegno della democrazia, della società e della città, dedicato alla discussione di alcune delle più interessanti esperienze di comunicazione politica, sociale e urbana messe in atto da istituzioni di tutto il mondo. A cura di Andrea Rauch e Gianni Sinni, il convegno si terrà negli ambienti di Palazzo Medici Riccardi e indagherà il ruolo sociale del designer, la sua responsabilità nella strategie della comunicazione urbana rivolta alla società. Tra gli ospiti del convegno, che esplorerà temi che spaziano dalla grafica politica al design elettorale, dall'immagine coordinata governativa alla controinformazione militante, dal progetto grafico per la città all'editoria accessibile, Enzo Biffi Gentili che racconterà il progetto Biella è Bella. Per gentile concessione di SocialDesignZine, dove era apparsa lo scorso anno nell'ambito di una ricognizione sulle più significative esperienze progettuali che hanno riguardato enti pubblici di diversi Paesi, ora raccolta nel volume Disegnare le città, ARCH'IT ospita una nota dedicata al caso di Biella.



 
Agli inizi del 2007, assumendo l'incarico di consulente della Città di Biella per il cosiddetto arredo urbano, mi sono posto il problema del limite di questa logora locuzione, che fatica a riassumere le nuove domande di identità, di immagine e comunicazione urbana. Occorreva quindi prevedere anche l'ingresso di discipline diverse dal product design: l'urbanistica, l'architettura, le arti applicate e last but not least la grafica o, meglio, l'environmental graphics, l'archigrafica.

[21 maggio 2009]
 
Diversi Associati, Marchio e logotipo del progetto BAU Biella Arredo Urbano, 2008.

Non avevo e non ho in mente per Biella, sia chiaro, una sorta di look of the city, un semplice impavesamento effimero, anche se accurato come quello di Italo Lupi e Migliore e Servetto per i Giochi Olimpici Invernali di Torino del 2006. Perché più in generale dell'arredo urbano non mi piace l'aspetto provvisorio e intercambiabile, e non solo quando si tratta di oriflammi e striscioni o di "luci d'artista", ma anche di tutta quella carpenteria metallica, e gabbiotti e paline e paletti e cartelli prodotti dalle multinazionali del settore, prima fra tutte la francese Decaux, che pur affascina ogni ammiratore provinciale di internation style. Eppure, quando per la prima volta si parlò d'arredo urbano in Italia, in Piemonte, a Torino alla fine degli anni '70, le più solide referenze sapevamo trovarcele in casa. Mi ricordo i colloqui con Ettore Sottsass, e l'accordo trovato nell'ammirare le vecchie attrezzature "fasciste" della ditta Ugo Renzi di Torino, a partire da quei vespasiani che si imponevano come vere e proprie solide e molto marziali e ben rifinite architetture (e ora a Biella con Sottsass Associati proviamo a riproporre attrezzature e pensiline d'ancor maggiore qualità artigiana, passando dal conglomerato cementizio all'uso, persino, del laterizio...).


Mauro Bubbico, Alfabeto BAUUAU versus Gestaltista, 2008, tavole realizzate per la Mostra BAU+MIAAO, tenutasi al MIAAO dal 7 giugno al 27 luglio 2008.


Manuel Cargaleiro, paramento maiolicato e musivo con composizione verbovisiva per la facciata della Piscina Rivetti a Biella, 2008; Nino Cerruti, Strisce pedonali con fondo verde bandiera sul suolo pubblico di Biella, 2007. Foto Antonio Canevarolo.


Manuel Cargaleiro, paramento maiolicato e musivo con composizione verbovisiva per la facciata della Piscina Rivetti a Biella, 2008 (particolare). Foto Antonio Canevarolo.

Del resto, la storia della cultura del progetto nel '900 a Biella è basata sulla perizia muratoria e su notevoli prove moderniste, con gli importanti testi razionalisti e i paramenti in mattoni di Giuseppe Pagano, e quelli futuristi di Nicola Mosso: sulla base di quei vecchi valori tattili mi piace pensare alla trasmissione di nuovi valori visivi, informativi... Potrei essere accusato di "revisionismo" per questi riferimenti a testi architettonici del fascismo: è quindi necessario nominare un "garante", insospettabile.


Mauro Bubbico, Alfabeto BAUUAU versus Gestaltista, 2008, tavole realizzate per la Mostra BAU+MIAAO, tenutasi al MIAAO dal 7 giugno al 27 luglio 2008.

Da tempo l'ho trovato in Theo Crosby, l'urbanista, architetto, grafico e saggista nato in Sudafrica nel 1925 e purtroppo morto in Inghilterra nel 1994, con quella sua singolare formazione e peripezia di individuazione professionale tra scuole d'arti applicate e Pop Art; Archigram e Pentagram Design. Un sofisticato dandy, a giudizio di Andrea Branzi, ma che ci poneva un serissimo problema: Architecture: City Sense (e così intitolò un suo libro fondamentale). Torniamo quindi alla questione del senso, dell'identità di una città come nuovo obbiettivo del cosiddetto arredo urbano, e ci torniamo, con l'antifascista Crosby, ripartendo dal fascismo. Vediamo come: "È stato di moda disprezzare le costruzioni fasciste, ma esse non erano prive di intelligenza. (...)
L'edilizia fascista fu anche degna di nota per la sua stilizzazione delle iscrizioni architettoniche, uniformemente eccellenti. I titoli degli edifici, le massime o i testi commemorativi furono usati decorativamente, ed essi risolsero molti di quei problemi di identità che noi troviamo così intrattabili nei nostri edifici moderni (...) Qui almeno l'edilizia italiana anteguerra trovò chiare ed eleganti soluzioni, usando la scrittura e la scultura per segnare l'accesso nella forma. (...) Attraverso la loro integrazione nelle costruzioni esse rendono queste strutture moderne umane e gustose. Esse mediano tra la costruzione e il visitatore, rendono la costruzione avvicinabile e accogliente. L'uso dell'arte in questa maniera è stato dimenticato e ignorato, nella passione per la nudità strutturale e il minimalismo. William Morris invitava un secolo fa ad un'arte grande e decorativa, per il godimento e la ricreazione del pubblico. Essa ci è necessaria ora più che mai." (T. Crosby, Il monumento necessario, Dedalo libri, Bari 1980).


Bellissimo, progetto grafico e decorativo di tessuti per esterni per applicazioni tessili urbane elaborati nell’ambito del progetto BAU Biella Arredo Urbano, 2008.


Enzo Biffi Gentili e Ufficio Arredo Urbano Città di Biella, Intervento luminoso con uso di barre LED sul tracciato della Funicolare di Biella, 2008, tubi Philips Color Kinetics iColor Accent. Foto Antonio Canevarolo.


Enzo Biffi Gentili e Ufficio Arredo Urbano Città di Biella, Intervento luminoso con uso di barre LED sul tracciato della Funicolare di Biella, 2008, tubi Philips Color Kinetics iColor Accent. Foto Antonio Canevarolo.


Enzo Biffi Gentili e Ufficio Arredo Urbano Città di Biella, progetto di palificazione a luci decorative a colori primari RGB per il belvedere di Corso Carducci a Biella, 2007, pali Arona di Enrico Marforio per Ghisamestieri. Foto Antonio Canevarolo.


Enzo Biffi Gentili e Ufficio Arredo Urbano Città di Biella, progetto di illuminazione a luci decorative a colori primari RGB per i giardini di via Carso a Biella, 2008, corpi illuminanti Pencil di Jean-Michel Wilmotte per iGuzzini. Foto Marco Comba per "Il Biellese".


Enzo Biffi Gentili e Ufficio Arredo Urbano Città di Biella, progetto di illuminazione a luci decorative a colori primari RGB per il ponte della Maddalena a Biella, 2007, segnalatori da terra Porfido di Pier Filippo Ferrari per Fratelli Martini. Foto Antonio Canevarolo.


Meat Collettivo Grafico, Archigrafica per lo Skate Park nell'ambito del progetto BAU Biella Arredo Urbano. Progetto vincitore, 2008.

Gli anglosassoni, si sa, sono da sempre più attenti a una dimensione ambientale e architettonica della grafica, e tuttavia recentemente due studiosi di questo tipo di interventi, Phil Baines e Catherine Dixon, hanno rilevato che "la mancanza di dibattito che ha caratterizzato gli ultimi tempi è stata accentuata da uno spostamento nei percorsi professionali artistici e in quelli relativi all'insegnamento del design. Paradossalmente, per quanto le lettere siano onnipresenti nell'ambiente circostante, il lettering ambientale non viene insegnato come materia autonoma" (P. Baines, C. Dixon, Segnali. Grafica urbana e territoriale, Logos, Modena 2004). Ma gli stessi autori si rendono conto che si tratta di materia particolarmente complessa, che "non rientra in nessuna disciplina specifica", che "include il lavoro di letteristi anonimi, autori di segnali, grafici, artisti, artigiani e ingegneri" e si limitano quindi a un pur importantissimo e ben strutturato regesto a livello internazionale di "segnali".


Enzo Biffi Gentili e Bellissimo, STRIKE!, 2006, cemento, ferro, vetro, 3M light pipe system, 3M fiber light injectors, opera d’arte applicata pubblica realizzata per il Franco Center in piazza Marmolada a Torino. Foto Ernani Orcorte.

A Biella l'ambizione è maggiore, ed è quella di avviare una serie di azioni progettuali dirette alla identificazione e denominazione di luoghi e percorsi, a una ridefinizione di spazi. Un procedimento di lettura, e scrittura, urbana, che da solo non avrei mai potuto affrontare. Per questo ho proposto all'Amministrazione Comunale di Biella di avvalersi della consulenza dell'AIAP per avviare una procedura innovativa che consentisse, con l'apporto di studi professionali caratterizzati da patrimoni di conoscenze e approcci disciplinari molto differenziati, la costruzione di una piattaforma di progetto articolata (mettendo pure nel conto un'immagine scoordinata...). Così sono stati invitati a partecipare a un brief progettuale a Biella gli altoatesini Architekturburo D3, i torinesi di Bellissimo, i lucani dello Studio Mauro Bubbico, gli emiliani-romagnoli Diversi Associati e Meat Collettivo Grafico, che dovranno misurarsi su sette diversi obbiettivi di grafica territoriale, da quella più "funzionale" a quella espressiva e persino "poetica". I risultati dei loro progetti di massima saranno pubblicati su di un numero speciale del magazine "AfterVille", che sarà distribuito a tutti i partecipanti al prossimo XXIII Congresso Mondiale degli Architetti UIA, che si terrà a Torino dal 29 giugno al 3 luglio 2008. E, nell'occasione, di una cosa almeno saremo certi: questo laboratorio biellese consentirà ai grafici, molto più che ad altri professionisti, di stare perfettamente nel tema ufficiale assegnato al Congresso: Transmitting Architecture.

Enzo Biffi Gentili
P.S. Gli argomenti di progetto assegnati ai cinque studi invitati a Biella sono i seguenti: Logotipo-claim Biella è Bella; Sistema di segnalazione turistica per la descrizione di beni culturali; Sistema di segnalazione della toponomastica cittadina; Archigrafica della poesia Piemonte di Giosuè Carducci da porsi lungo il Viale Carducci; Archigrafica segnaletica dell'ingresso della Biblioteca Civica; Progetto grafico per tessuti da esterni da utilizzare nei dehors; Archigrafica in area stadio-skate park e/o su scuole da delineare in forme di progettazione partecipata con studenti e/o writers biellesi.

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  ARCH'IT books consiglia:

Andrea Rauch, Gianni Sinni (editors)
"Disegnare le città"
Lcd, 2009
pp. 240, 32,00


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