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IN A BIT

HOV. Abiti senza tempo
Sono solo i superficiali a non giudicare dalle apparenze...
Oscar Wilde




Oggetto senza tempo, 1995. Creta, resina, metallo.
Gli oggetti senza tempo sono il prodotto di una serie di lavori in creta, gesso, resina, sviluppati a partire dal 1994 e che prefiguravano parte delle ricerche attuali di HOV.

Nati per alcuni lavori teatrali sperimentali del regista Michele Gabbanelli e del suo gruppo tali oggetti, realizzati per le rappresentazioni anche in grande formato con legno o blocchi di polistirolo modellati e levigati, sono andati in gran parte perduti. Essi, in ogni caso, ipotizzavano una realtà dove tutto ciò che associamo al concetto di accessorio, di utensile, era sostituito da elementi semi-organici con i quali l'organismo vivente instaurava un rapporto simbiotico.

[07feb2003]

L'occasione per un loro recupero più concreto è il disegno di una serie di abiti per la collezione dello stilista Aurelio Biocchi, chiamati anch'essi senza tempo se non altro per la mancata sincronia con l'immagine consueta ed attuale dell'abbigliamento.

Poiché non ho esperienza diretta di taglio o di modellistica sartoriale sono giunto ad un accordo: i miei progetti, inconsueti ma realizzabili, divenivano suggestione che lui, in relazione alla propria sensibilità, raccoglieva e trasformava in altro.


La matrice formale dell'abito è l'accoppiamento di due figure ottenute imponendo deviazioni ad una superficie nota col nome di Venere Etrusca. La ricerca di sezioni interessanti di superfici minimali è uno dei codici formativi di questa serie di studi.


Il modello deriva da una serie di studi svolti sulle superfici non orientabili. Nel caso, una notevole degenerazione della bottiglia di Klein.




Non prevedevano una connessione diretta con i gangli del sistema nervoso, ma una continuità impalpabile e superiore, propria dei fenomeni che si producono negli spazi a dimensioni superiori, dove il tempo è solo una delle tante variabili e, per giunta, non significativa.

 

Ora questi abiti, con differente presenza e liberati di alcune connotazioni concettuali proprie degli oggetti senza tempo, assimilano i corpi di giovani donne e le accompagnano nei loro gesti quotidiani. Gli abiti, in gomma siliconica con superficie rivestita in seta pesante, si adagiano sui corpi costringendoli con dolcezza.

David Raponi
info@hov.it


Abito da sera. Nelle due immagini a sinistra: abito da lavoro. L'abito consente di integrare una serie di supporti tecnologici, utilizzabili come ricerca/riscontro e comunicazione, nell'ambito di diverse tipologie di lavoro - ad esempio dove la memorizzazione o la reperibilità dei dati deve essere associata alla mobilità dell'operatore ed all'indipendenza dal luogo.

HOV. Abiti senza tempo

  progetto:
David Raponi, HOV

anno:
2002

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