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Harvard Design Magazine





Harvard Design Magazine
Five Houses
Fall 2001, Number 15

http://www.gsd.harvard.edu/research/publications/hdm/
journals-orders@MIT.edu
La rivista viene pubblicata ogni tre mesi dalla Scuola di Design di Harvard presso il MIT, il famoso Massachussets Institute of Technology. Si propone come forum culturale a coloro che, principalmente professionisti e studenti, sono interessati all'architettura, al paesaggio, alla città. Gli articoli presentano recensioni di libri, riflessioni, analisi e descrizioni di ciò che ha caratterizzato con profondità il Ventesimo secolo. E sono resi in una scrittura ricca di citazioni colte e personale emotività. Il secolo scorso, malgrado si sia chiuso da poco tempo e si percepisca ancora viva la sua eredità, viene analizzato con occhi ambivalenti. Risulta ancora un valido punto di riferimento ma, allo stesso tempo, un processo di critica e distacco si è aperto.

Gli argomenti trattati nella rivista sono di vario genere.
Il confronto tra capitalismo e comunismo, ovvero il tema del libro scritto da Susan Buck-Morss, "Dreamworld and Catastrophe: The Passing of Mass Utopia in East and West", viene analizzato e soprattutto criticato. Questo argomento produce ancora accese prese di posizioni che, talvolta, sconfinano nell'utilizzo di parole troppo colorite. L'aspetto emotivo, in questo caso, prevale su una riflessione "oggettiva" che, considerato il tempo passato, sarebbe stata forse più interessante e più consona alle domande della società attuale. Si passa poi al significato dello spazio secondo Le Corbusier, che viene presentato in un'analisi che coinvolge le figure artistiche dell'epoca per lui fondamentali: i Puristi, Paul Klee e Carl Einstein. E' chiara e inevitabile la contaminazione dei vari pensieri; è questo, infatti, che produce nuove regole, nuovi punti di riferimento, nuovi paradigmi.

Si narra anche di Adolf Loos, del suo lavoro per Villa Müller e di una rappresentazione di Arnold Schoenberg alla Philarmonic Hall di Berlino. La vita dei grandi "maestri" suscita sempre interesse, tanto più se si viene a conoscere il contorno sociale in cui essi operavano. Si giunge, infine, alla descrizione delle metropolitane di alcune grandi città come New York e Washington. In particolar modo, le sensazioni suscitate in un passeggero sono riportate e collegate, con un notevole salto di tempo, a Platone, Piranesi e Rousseau. La struttura delle grandi metropoli, infatti, può condurre l'uomo, muovendosi tra luce e buio, passando tra solitudine e affollamento, a porsi domande profonde sul proprio essere e su quello degli sconosciuti che si incontrano. Si diventa tutti un po' "detectives", come i protagonisti dei romanzi di Dickens, Poe e Dostoevskj. A differenza di questi autori, però, narratori della storia particolare di un personaggio, di un genere umano, oggi è l'uomo comune a porsi domande e a riflettere sulla propria esistenza nel contesto urbano.

Ad una prima lettura, dunque, l'Harvard Design Magazine sembra proporsi come un'occasione per colte riflessioni di professionisti del settore. Le citazioni prese dalla storia, non solo del secolo trascorso, ma anche di quella più antica, sono numerose e ben integrate nel discorso principale. Qualche volta, però, quest'ultimo risulta in parte appesantito. Nonostante ciò, la rivista suscita alcune considerazioni in chi legge: la storia passata dovrebbe essere un punto di riferimento per il mondo moderno, gli avvenimenti accaduti e i pensieri di chi ha contribuito all'evoluzione della società non devono essere dimenticati. Neanche, o soprattutto, gli errori. La politica, l'arte, l'architettura sono infatti concetti e opere dell'uomo per l'uomo, oggi come nel passato. E poiché cercare e migliorare sono attitudini che caratterizzano l'essere umano, ciò che abbiamo alle spalle dovrebbe sempre essere tenuto in considerazione. 

Questo, forse, ci condurrà, prima o poi, ad avvertire quell'emozione estetica totalmente umana di cui parlò Le Corbusier e a conferire un rinnovato valore alla qualità della vita di tutti noi.

Silvia Garbini
silviag@mailandnews.com
[21apr2002]
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Matteo Agnoletto

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