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Sopralluoghi

       Sottsass al MART

Francesca Balena Arista



 
Sottsass. Progetti 1946-2005 ->

MART, Museo di Arte Moderna di Trento e Rovereto
dal 26 febbraio al 22 maggio 2005

a cura di:
Gabriella Belli e Milco Carboni



  FBA: In questo momento fanno tante mostre su di lei. Prima mi diceva "corro tanto... abbiamo una mostra a New York, poi quella a Rovereto".
ES: Troppe si, troppe sono, si.
FBA: Perché secondo lei? Hanno capito finalmente il suo alfabeto?
ES: Ah questo non lo so... No, sono diventato famoso. Ma questo non mi interessa molto. Mi interessa fare le mostre per far sapere alla gente quello che ho fatto. La vita non muore lì, passerà da qualche parte, diventerà forse pensiero o sangue o l'odio di altra gente. Però mostre grandi così sono anche delle tombe. Cioè ti dici "Adesso che cosa faccio? Ho fatto tutto." Se verrai a vedere questa mostra di Rovereto dirai "Questo qui ha fatto tutto". Adesso stiamo facendo un libro con 700 disegni miei, che non sono tutti i disegni che ho fatto, ne ho fatti molti di più, forse due volte tanto, però insomma... e anche lì... io vedendo questi disegni mi ricordo più che altro le notti che ho passato sempre con questa ossessione di disegnare qualche cosa...



[09mar2005]
Questo colloquio avveniva a fine ottobre 2004 a Milano nello studio di Ettore Sottsass, in un incontro per definire alcuni dettagli per la realizzazione dei mobili Superbox per Poltronova.
Sono andata a vedere la mostra. Non me la sarei mai persa. Singolare che questa mostra si tenga proprio al MART, museo disegnato da Mario Botta, interessante senza dubbio e così ben organizzato da non sembrare nemmeno italiano, ma assolutamente monumentale: l'architettura di Sottsass invece rifugge il monumentale. Sarà stato felice Sottsass che l'artista Antonio Riello abbia, con la sua installazione inaugurata in contemporanea con la mostra, trasformato la piazza coperta del museo nell'ingresso di un aeroporto. Così per la grande mostra "Sottsass. Progetti 1946-2005?" il MART ci ha accolto con cartelloni di "PARTENZE" e "ARRIVI" e voli annunciati per tutte le destinazioni, tra il rombo degli aerei ed i carrelli portabagagli.


Manifesto della mostra.
La freccia nel titolo non è un errore di battitura, ma sta ad indicare, come spiega Sottsass, che il suo percorso non è finito. A 87 anni compiuti quest'uomo, dal volto antico sempre bello e dai sereni occhi azzurri, continua a stupirci e anche un po', diciamolo, a farci invidia. Sottsass ha disegnato sempre tantissimo, "come per un tic nervoso", dice lui. Ed ha disegnato architetture, mobili, gioielli, vetri e ceramiche. Si è misurato con materiali e lavorazioni antichissime o nuovissime, inventando ogni volta forme ed alfabeti, attingendo da culture millenarie come quelle dell'india o da culture giovanissime come quella pop americana.


Ettore Sottsass all'inaugurazione della mostra.

La produzione di Sottsass è assolutamente originale e non è classificabile in alcuna corrente. La mostra del MART, a cura di Gabriella Belli e Milco Carboni, è la più completa mai realizzata. Dalle prime esperienze in collaborazione con il padre (l'architetto Ettore Sottsass sr.) ai progetti più recenti da solo o con gli associati, questa grande rassegna italiana è il giusto tributo ad una figura già celebrata in tutto il mondo. Non deve essere stato facile concentrare in 1800 mq-troppo pochi- la grande mole di progetti che costituiscono il percorso di Sottsass, ma l'architetto Carboni ci riesce. L'allestimento è pulito ed essenziale e come succede quando i progetti sono così forti da dire tutto da soli, non c'è bisogno di commenti o spiegazioni. Ad accoglierci, unica introduzione alla mostra, una bellissima autobiografia di Sottsass in cui traspare il profondo legame tra il progetto e la vita stessa. La mostra è articolata in due sezioni: una dedicata all'architettura, l'altra al design.



DESIGN. Nel campo del design Sottsass ha rinnovato profondamente la concezione dominante nella prima metà del '900, quella del funzionalismo, creando oggetti ad uso poetico e sensoriale.

Le sale si aprono con la produzione di GIOIELLI; segue la più completa rassegna sul lavoro ceramico di Sottsass mai realizzata: i grandi Totem disegnati nel 1964, i pilastri e gli altari per la mostra "Paesaggio per un Pianeta Fresco" del 1969, le tante CERAMICHE Bitossi, le ceramiche Yantra per Poltronova, le ceramiche di Lava, le Porcellane, le nuovissime Geology realizzate da Alessio Sarri per The Gallery Mourmans e qui presentate in anteprima. Meravigliose le "Ceramiche delle Tenebre" disegnate nel 1963, durante una gravissima malattia. Vero tripudio di colori le collezioni di VETRI e CRISTALLI: per Vistosi, Memphis, Venini, Barovier, Baccarat. Ma è nella produzione di MOBILI, strumento preferito di critica sociale, che Sottsass esprime tutta la sua dissacrante ironia. La ricerca in questo campo, in anticipo sui tempi, ha aperto la strada alle tematiche del Radical Design. Il percorso parte dai progetti per Poltronova, azienda della quale Sottsass è stato art director fino agli anni '70.


Un'immagine dell'allestimento.


Ettore Sottsass. I Mobili Grigi. Poltronova 1970.

Nei Superbox, disegnati nel 1966 e prodotti solo oggi da Poltronova in serie limitata, Sottsass sperimenta nuovi materiali come il laminato plastico e colori vivaci "da segnali stradali e pompe di benzina". Il mobile è una forma antropomorfa, una presenza con cui stabilire un rapporto sensoriale. I "Mobili Grigi" del 1970, sempre per Poltronova, denunciano l'impossibilità di disegnare per il consumo di massa "questi mobili... illuminati da spettrali luci al neon...sono pensati per chi ha coscienza del disastro esistenziale".(Sottsass). Il progetto per Kartell, presentato al Moma di New York nel 1972, propone microambienti come capsule spaziali per funzioni differenziate.

Nella collezione Alchimia domina il laminato plastico, con textures, lamiere e maniglie metalliche a reinventare ironicamente i canoni estetici. I mobili del periodo Memphis, i più famosi forse (come Carlton, Beverly, Casablanca), sono totemiche presenze spiazzanti per gli accostamenti di materiali e colori. La produzione recente di Sottsass, rivolta a gallerie e collezionisti privati, è esemplificata dai mobili per la Galleria Blum Helman di New York e per la Galleria Mourmans di Maastricht. Il percorso di Sottsass è sempre in evoluzione e questi mobili sono di straordinaria bellezza.




ARCHITETTURA. La sezione dedicata all'ARCHITETTURA è la prima antologica completa sull'opera di Sottsass architetto. Il percorso va dai primi lavori degli anni '50 in collaborazione con il padre ai progetti realizzati in tutto il mondo con lo studio Sottsass Associati, passando attraverso il periodo radicale, dove i progetti concettuali e utopici-come gli irridenti disegni de "Il pianeta come Festival" o le fotografie delle "Metafore di Architettura"-prendono il posto del progetto tradizionale.


Sottsass Associati. Casa Wolf, Ridgway, Colorado, USA, 1987-89.


Sottsass Associati. Casa Olabuenaga, Maui, Hawaii, USA, 1989-97.

Dopo aver visto nella sezione design tanti oggetti fuori scala, grandi vetri e grandissime ceramiche, la parte dedicata all'architettura, esemplificata come è normale attraverso plastici, foto e disegni di progetto, sembra un paese di miniature. Sarà perché Sottsass non ama le grandi architetture: "Mi trovo un po' imbarazzato se devo progettare edifici immensi... posti enormi dove il mio corpo non riesce a depositarsi..." -scrive nell'introduzione alla mostra- "Quando devo disegnare un grande palazzo o anche soltanto una grande casa, rompo il progetto in tanti più o meno piccoli progetti, in tanti piccoli spazi, così penso che tutti sono contenti perché si sentono più o meno a casa." E così il Museo di Arte Antica del Qatar, per esempio, è un insieme di piccole architetture coperte da un grande tetto curvo sostenuto da 3 colonne.

Nei numerosissimi progetti di abitazioni (come Casa Wolf, Casa Olabuenaga, Casa Cei, e le case dei collezionisti Bischofberger a Zurigo e Mourmans a Laanaken.) Sottsass esprime al meglio la sua concezione del disegno di un luogo che sia "come un tempio" da dedicare alla protezione di chi in quel luogo abiterà. Il progetto più recente (2004-2005) è il Centro ricreativo a Nanchino, dove Sottsass trasforma in forme contemporanee l'idea di una serie di pagode adagiate su una collina. La mostra è accompagnata dallo splendido volume "Sottsass 700 disegni" curato da Milco Carboni ed edito da Skira.

Francesca Balena Arista
francescabalena@hotmail.com

> FILES: GILBERTO CORRETTI: I SUPERBOX DI ETTORE SOTTSASS JR.

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