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Architetture

UN STUDIO. Mercedes-Benz Museum




Sistema urbano.
Stoccarda. Zona industriale, fuori dal centro cittadino, tessuta dall'autostrada B14. Con i suoi 47 metri di altezza il nuovo museo dedicato alla leggendaria automobile non solo diverrà un punto di riferimento per il contesto urbano, ma creerà una nuova immagine per la casa tedesca. Ma è anche un museo immaginato affinché le persone vi si aggirino come in un sogno, dove possano conoscere e ripercorrere le vicende della storia di Mercedes dalla fondazione del marchio fino alle ultime ricerche ed i più futuristici sviluppi tecnologici, che ovviamente possono vedere, ammirare e toccare con mano.

[13sep2002]
Un luogo in cui il percorso seguito dal visitatore può seguire regole random, dove si è guidati soltanto dall'attrazione prodotta dalla luce e dallo spazio. Un grande loop a forma di elica ci conduce, seguendo enormi piani-rampa, attraverso la storia della casa automobilistica. Questo movimento ci rende protagonisti di tutto quanto accade nei vari livelli dell'edificio.


Sistema urbano.

L'originalità di questo progetto e il suo incredibile fascino nascono dalla complessità del contesto in cui è collocato. È stato necessario spostare su di una grande piattaforma sopraelevata, che assume il ruolo di piede dell'edificio, l'accesso principale, i ristoranti, i parcheggi, il programma di destinazioni d'uso all'aria aperta e le superfici previste per il futuro ampliamento del complesso oltre il tracciato dell'attigua autostrada.

Le dimensioni ridotte del lotto (25.000 mq) non consentivano di accorpare il blocco servizi e quello delle comunicazioni verticali in un unico nocciolo, mentre la lobby (una cui collocazione visivamente strategica era espressamente richiesta dal bando) posta al piano terreno difficilmente sarebbe stata visibile da lontano. Da queste premesse nasce l'idea di lavorare in sezione e in volume (200.000 mc), partendo da una quota sopraelevata di +5.60 m.

Si può ben affermare che il progetto per la Mercedes-Benz che viene presentato in questi giorni alla Biennale di Venezia sia espressione lucida e coerente delle ricerche che in questi anni UN Studio ha portato avanti, frutto di diverse sperimentazioni volte a far vivere gli spazi a partire dalla loro organizzazione.



Il Basic Plan.

Questa volta non si tratta più della spirale a forma di infinito che caratterizzava la Möebius House, ma il concetto dinamico e integrale dello spazio si manifesta attraverso una forma più complessa, in risposta anche alle funzioni che il concorso richiedeva di sviluppare. A livello spaziale, l'edificio è strutturato secondo un doppio ellisse ed il programma del museo si sviluppa all'interno di un meccanismo intricato, in cui i vari spazi espositivi, i servizi e le sale pubbliche si relazionano tra loro. La pianta a forma di "trifoglio" ruota attorno a un asse centrale dove sono collocate le risalite, che permettono al visitatore di vivere un'anticipazione dello show che poi avrà modo di incontrare in ogni livello. Le tre foglie articolano sei piani orizzontali che, alternativamente, occupano un singolo e un doppio livello, permettendo in questo modo di creare sei sale espositive a doppia altezza e sei ad altezza singola.


Percorsi.

Sezione tecnica.

Piano generale.

L'effetto ricercato è quello di un'eccitante costellazione di spazi capace di offrire una vasta gamma di short-cuts: immagini come diaframmi, quasi fossero frammenti della mente, ottenuti attraverso il continuo passaggio tra lo spazio chiuso e quello aperto e il sequenziale intreccio dei vari piani e dei vari display.


Piante.

Le sei piattaforme realizzano i piani dell'edificio e, al contempo, leggere rampe inclinate svolgono i raccordi fra le varie altezze. È attraverso tale organizzazione di spazi che si riesce a comunicare la nuova immagine della casa automobilistica, unendo l'esperienza del guidare -virtualmente attraverso il tempo, fisicamente nella realtà- con la concezione del museo contemporaneo. L'edificio si percorre dall'alto verso il basso, ossia è organizzato secondo una sequenza cronologica che procede dall'esposizione dei primi modelli di autovettura fino alle ultime proposte lanciate sul mercato, dal fascination with technology al races & records.


Vista dell'ingrsso.


Collezione.

Ma l'articolazione dei flussi e la disposizione degli spazi permettono anche un continuo cambio "tematico" del percorso tra le differenti collezioni e temi afferenti l'identità di Mercedes. Il visitatore può provare i prototipi e gli ultimissimi modelli di auto fabbricate, riesce ad interagire attraverso differenti display e a vedere secondo infinite angolazioni e prospettive gli ambienti che sta percorrendo. Se virtualmente si svolgessero i vari livelli per comprenderne la logica aggregativa, ci accorgeremmo che la struttura pensata per questo nuovo museo è simile a quella del DNA umano, alla catena che definisce i caratteri di ciascuno di noi e che è summa di tutte le immagini e frammenti che determinano la nostra unicità. Così gli spazi sono alternativamente alti e bassi, comunicativi e contemplativi, opachi e trasparenti, riflettono le luci dell'esterno ed accolgono i colori del giorno e delle stagioni. L'orientamento è semplice, intuitivo e, soprattutto, personale.

La logica costruttiva dell'edificio riflette lo spirito tecnologico di Mercedes-Benz.

Spazialmente complesso, il concetto costruttivo che sta alla base dell'intervento richiede una grande efficienza strutturale. Nelle facciate si prevede l'utilizzo di un innovativo vetro rinforzato con fibra di carbonio che aiuta a massimizzare le prestazioni del materiale. Grazie alla sua forma compatta, il buon utilizzo della luce solare permette, in ambienti con luci sono molto grandi, un notevole risparmio energetico.

Questo museo è il più grande incarico affidato a UN-studio in Germania e per Van Berkel & Bos sicuramente rappresenta una tappa importante in cui si concretizzano anni di ricerca personale e accademica. Un nuovo cammino, un cambio manifesto -deducibile anche dalla lettura del loro ultimo testo UN Fold- ha inizio.

Giovanna Carnevali
giovannacarnevali@train01.net


Vista dall'autostrada.
UN STUDIO. Mercedes-Benz Museum

Luogo:
Stuttgart, Germany

Date:
2002-2006

Progetto:
UN Studio
(Ben Van Berkel, Caroline Bos, Tobias Walisser con Marco Hammerling, Ergian Alberg, Nuno Almeida, Boudewijn Rosman, Arjan Dingsté, Ger Gijzen, Jan Debelius)
> UN STUDIO
> UN STUDIO - UN FOLD
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UN Studio: UN Fold
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