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ELASTICO + MARCO BRUNO. Piazza mercatale di Budoia



Una situazione favorevole, rara e preziosa, per portare sul piano del confronto internazionale non solo la qualità degli esiti, ma anche i caratteri molteplici di una dimensione professionale complessa, potenzialmente ricca. Michele Bonino ha seguito, nello scorso autunno, l’appuntamento con New Trends a Lille. Presente ELASTICO, unico gruppo italiano partecipante, di cui ARCH'IT propone il progetto per piazza Mercatale a Budoia. L’iniziativa New Trends of Architecture in Europe and Asia-Pacific, basata su un sistema itinerante di esposizioni e congressi, evidenzia la pratica dello scambio su differenti livelli. Abbiamo chiesto a Rei Maeda, coordinatrice del progetto, di raccontare il percorso fin qui seguito e, alla luce del riscontro ottenuto, delinearne le prospettive.



L'area di progetto è collocata ai margini del centro di Budoia, dieci chilometri a nord di Pordenone, ai piedi delle Alpi Friulane; in particolare è compressa tra l'espansione residenziale e quello che oggi è il polo amministrativo comunale.



La posizione di adiacenza fisica al centro e di contemporanea marginalità strategica dalle aree di maggiore attività aveva trasformato negli anni questo spazio, fino a farlo divenire deposito comunale all'aperto. La caratteristica di indeterminatezza ne ha, d'altro canto, favorito la definizione di polmone di espansione nel caso di eventi o iniziative particolari.

Il luogo è carico di tracce sfuocate di un passato rurale singolare; l'opportunità di progettare questo sito permette di congelarne le tracce, di reinterpretarle e dare nuovi significati e funzioni coerenti con il modo di vivere attuale. Prima delle trasformazioni avvenute a partire dagli anni Settanta l'area di progetto era occupata da prati e masarons, ovvero cumuli di sassi raccolti lungo i confini dei campi; bordi di proprietà che con gli anni si ricoprivano di vegetazione spontanea.

[04jan2005]

Mazaròn.

La vicinanza con l'Inacasa e la scuola elementare da sempre sono state le condizioni ideali per un libero utilizzo di quest'area da parte dei bambini e dei ragazzi. I masarons stessi erano luogo di gioco e di divertimento; capanne sugli alberi e strutture per catturare gli uccelli li rendevano rurali strutture attrezzate per lo svago. L'accessibilità era molto diversa da quella attuale; la costruzione del nuovo municipio e dell'estensione del plesso scolastico, aveva quasi cancellato la traccia di un antico collegamento tra la via Panizzut a nord e i campi coltivati a sud.


Festa dei funghi e dell'ambiente.


Veduta verso gli uffici comunali.

Recuperare e valorizzare questa connessione "dimenticata" è stato sin da subito uno degli obbiettivi del progetto. Una delle particolarità che si leggevano latenti nel luogo; sarebbe stata una opportunità sfruttata solo parzialmente se si fosse considerata l'area di progetto senza vederla nelle sue possibili espansioni in direzione dell'ambulatorio e della piazza centrale. Questo collegamento è percepito necessario in occasione della festa dei funghi e dell'ambiente: il passaggio all'interno della scuola per la visita della mostra ripropone quel vecchio percorso trasferendo i visitatori dalla via pubblica fino a ridosso del piazzale dei magazzini.

L'area del deposito, sproporzionata nelle sue dimensioni per un solo utilizzo da parte del comune può diventare nuovamente luogo di aggregazione quotidiana; non un luogo di rappresentanza ma un luogo di vita, dove è possibile fare e promuovere nuove attività per la collettività. Un luogo elastico www.studioelastico.com adatto sia ai festeggiamenti che alle rappresentazioni, sia al mercato che nell'evenienza al deposito temporaneo delle attrezzature, un luogo per le esigenze sempre mutevoli di una comunità in progresso.

I segni del passato ancora recente che da tempo sono stati offuscati sono divenuti temi di progettazione. Il prato, le siepi (masaron), le trappole per gli uccelli (tramathuol), la connessione del centro con via Cialata tramite quelli che una volta erano prati sono stati i motori della ricerca progettuale. Il prato multifunzionale di forma regolare, oggi definito dall'edificio del magazzino e della cucina-chiosco, torna ad essere luogo svago, gioco non canonizzato, dove è possibile tirare un calcio al pallone, dove è possibile imparare a pattinare.


Sviluppo urbano e collegamenti.


Il nuovo mazaròn.


L'area polifunzionale.

I masarons sono ripristinati nell'idea non solo di siepi interpoderali, ma microcosmi che riproducono in miniatura le caratteristiche delle aree boschive: luoghi di avventura e scoperta per i bambini, per gli adulti luoghi sicuri e controllati. Reinterpretare queste presenze e proporle in un luogo pubblico elevandole a monumento funzionale è importante, permettere ai più giovani di vivere liberamente con quelli che sono gli attuali modi di giocare diviene doveroso.



Lo sviluppo urbano proposto consente collegamenti diretti e diversificati all'interno della zona occupata attualmente dalle attrezzature collettive. Dal parcheggio su via Cialata si può salire lungo tre direzioni: verso la piazza principale e di rappresentanza; verso la struttura ambulatoriale; attraverso un ipotetico percorso "attrezzato" a parco urbano fino al cortile delle scuole elementari.


Pianta.


Sezione longitudinale.

In questo contesto di possibili collegamenti pedonali ed in parte carrabili si legano gli elementi compositivi principali che definiscono l'intervento.


Vista longitudinale.



IL MASARON costituisce la spina dorsale del progetto. L'area di fronte al municipio viene divisa longitudinalmente da un elemento che riprende questo elemento dell'architettura rurale spontanea, sottolinea un antico confine, sormontando con continuità un salto di livello di mezzo metro; diviene nel contempo struttura di svago e di relax non solo per i più piccoli.

 

Disegno di concorso.


L'inizio del mazaròn.

Un dosso articolato ed artificiale, in cemento lavato o lisciato per la distribuzione dei vari percorsi, una cornice fino alla vegetazione generalmente spontanea che arricchisce i cumuli di confine in tutto il territorio comunale. Tutta la zona interessata è trattata con cementi lavorati nei modi specifici per rendere agevole il gioco e la manutenzione. La vegetazione di carattere autoctono così incorniciata diviene importante: un corniolo non vale meno di una quercia né una acacia meno di un acero. I tagli da cui spuntano gli alberi fanno sempre percepire l'anima vera di questa struttura.


Sedute.

In memoria di ciò che avveniva sui masarons una stilizzazione metallica di un tramathuol regge un nido di terracotta, testimonianza di una sensibilità ecologica che non esisteva, ma che è figlia di quel passato: strutture per l'uccellagione divengono strutture per la nidificazione.

 

Disegno di concorso.


Palizzate in traversine ferroviarie dismesse.



IL PIAZZALE mantiene l'immagine di grande ariosità che glie era propria sin da prima dell'intervento; la pavimentazione definisce spazi specifici di funzione, ed un muro composto da traversine ferroviarie riciclate scherma la brutta facciata dei magazzini comunali, svincolando così in maniera definitiva l'area dal passaggio degli automezzi.


Palizzate in traversine ferroviarie dismesse.




Sezioni trasversali su area polifunzionale.


Area polifunzionale.

Una quinta in traversine è stata trasformata in struttura per la cassa del chiosco-bar e ci permette di risolvere la facciata ad ovest dello stesso edificio e contemporaneamente di creare un'area di pertinenza all'aperto per quest'ultimo.


Palizzata schermo dei depositi comunali.

Tutto ciò che è progettato segue delle linee fluide che si contrappongono all'irregolare rigidità di quanto già presente.


Disegno di concorso (monumento ai caduti).





IL MONUMENTO AI CADUTI già esistente è stato ricollocato e nobilitato; l'intervento stacca le lapidi e le alloggia su leggii sospesi e immersi nel verde; anche il monumento composto da cinque massi lapidei è stato sospeso su un tappeto di tappezzanti; la pietra sollevata da terra perde la sua materialità e diventa simbolo. Alberi spontanei che insistono sull'area specifica diventano sfondo ideale.

Elastico
elastico@studioelastico.com
ELASTICO + MARCO BRUNO. Piazza mercatale di Budoia

Progetto vincitore del concorso indetto dal Comune di Budoia (Pordenone) nel 2001.

gruppo di lavoro:
ELASTICO + Marco Bruno

date:
concorso: 2001
realizzazione: marzo-settembre 2003

fotografie:
Betta Crovato, Torino
EL A S T I C O opera dal 1995 nelle sedi di Cambiano TO, Budoia PN e Seoul (Korea). I suoi componenti, Simone Carena (1969) Stefano Pujatti (1968) e Alberto Del Maschio (1966), dopo la laurea a Torino e Venezia, si formano attraverso vite e studi legati ad esperienze compiute all’estero. Realizzano case private, cimiteri pubblici (Villanova PN 1995, Pordenone 1997, Borgaretto TO 2000, Prata PN 2001) e molto altro; sono vincitori e segnalati in più concorsi in Italia e all’estero. Dal 2001 insegnano alla International Design School for Advanced Studies (IDAS) di Seoul; dal 2004 insegnano al Politecnico di Torino. EL A S T I C O è lo studio italiano selezionato nel 2004 per la mostra New Trends of Architecture in Europe and Asia-Pacific 2004-2005.

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