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AUTFORM ARCHITETTURA. Nuove strategie urbane per Palermo



"Capitale della più grande isola del Mediterraneo, Palermo città antica e famosa è situata sotto i gradi 38° 6' 44'' di latitudine settentrionale, e 31° 0' 20'' di longitudine dal primo meridiano che passa per l'isola di ferro. Sorge dessa sulla costa settentrionale verso nord-est, sur una pianura lungo le sponde del mare, rivolta a greco, in un punto inegualmente lontano da alpestri montagne, che come anfiteatro la circondano. Finiscono queste con Montepellegrino a tramontana, e con monte Catalfano a levante; dal primo dei quali dista Palermo circa tre miglia, e quasi nove dal secondo, lasciando una linea di apertura sul mare poco meno di otto miglia".
Vincenzo Mortillaro, Guida per Palermo e pei suoi dintorni, Palermo 1850



NUOVE STRATEGIE URBANE PER PALERMO: CONNESSIONI PER LA DENSITÀ. LA VELA URBANA E LA PIAZZA DEL MARE. Il progetto è stato sviluppato all'interno di Officina Mediterraneo, un laboratorio di progettazione sulle città di Palermo, Amsterdam, Istanbul ed Atene sviluppato all'interno di Avvistamenti 6.'04. New Urban strategy. The creative dimensions.

[21mar2005]






I luoghi che mediano i livelli di transitorietà legati alla mobilità, sono parti di città in cui la domanda sociale di servizi, fin ora anestetizzata dalla presenza di comparti destinati alla produzione, permette di cogliere i vantaggi connessi alla facilità di spostamento e alle possibilità di accesso e trasferimento delle informazioni. Sono luoghi in cui gli spazi abbandonati possono trasformarsi se esiste una strategia urbana che sappia ripensarli. La visione della città post-industriale e la dispersione sul territorio ha ceduto il passo alla densità e Palermo, città ricca di stratificazioni storiche, dà luogo ad una pluralità di dimensioni da esplorare. Il progetto nasce dalla priorità di ripensare il fronte a mare occupato dal porto attraverso un progetto d'architettura alla scala urbana che comprenda il paesaggio: 1. Il ridisegno del fronte a mare di Palermo, dal piano dell'Ucciardone (prigione dell'800) ai Cantieri Navali, e dall'Arsenale ('600) fino al parco di Villa Belmonte ('800) alle falde di Montepellegrino. 2. La continuità tra il Parco della Favorita ('700-'800) e il sistema dei giardini storici della Piana dei Colli, progettando gli spazi vuoti, unisce in un sistema le infrastrutture metropolitane ai servizi legati alla cultura.





CANTIERI NAVALI-MONTE PELLEGRINO. BORDI URBANI. Nell'area dei Cantieri Navali e dell'Arsenale i segni della memoria si stratificano insieme all'attività produttiva, un approdo per il rinnovamento dell'immagine contemporanea di Palermo. La relazione che questa parte di città istituisce con il territorio è sia di prossimità sia geografica (le autostrade del mare, l'intermodalità ed il mercato crocieristico).



L'attività estrattiva che storicamente ha interessato l'area ha determinato i sedimi delle varie quote su cui, per successivi strati, si è sviluppata la borgata dell'Acquasanta. I frammenti progettati, descrivendo profili e sezioni della città, combinano gli elementi naturali e simbolici con gli usi tradizionali. Il progetto trasforma i segni che la città ha coperto in luoghi dell'astrazione, in regole per la composizione urbana. Il piano s'incrina, cede e si estende, assolvendo le funzioni di un sistema ad ecologia complessa e trasformando gli spazi dimenticati in habitat contemporaneo. Il progetto di nuove architetture su aree dismesse non è affrontato con la retorica della rifunzionalizzazione ma è lo strumento per significare parti di città. In questo modo, l'architettura attraversa le dimensioni ed il piano supera la strutturazione per funzioni; è attraverso il disegno urbano che l'architettura sovrappone alle specificità locali funzioni complesse senza antagonismo ma completandosi.



CANTIERI NAVALI-ARSENALE BORBONICO. LA VELA URBANA. Il progetto riguarda la trasformazione dell'area compresa tra l'Arsenale Borbonico e la Via dei Cantieri collegandola al molo Santa Lucia. L'area diventa un nuovo accesso al piano del molo definito dal cortile dell'Arsenale, attorno al quale si organizza il museo del mare, dalla torre albergo che emerge dalla quota della cava di collegamento verso il monte e dal centro commerciale che copre il parcheggio sotterraneo.



Il museo del mare prevede interventi di restauro per l'edificio dell'Arsenale, di ristrutturazione degli spazi interni dei padiglioni dei Cantieri Navali e di nuova costruzione per la nuova biblioteca del mare. Questi interventi definiscono lo spazio del cortile parzialmente allagato per esporre le navi e i modelli di esse tradizione del cantiere navale.





Il basamento della torre ospita il cinema multisala e, innestandosi all'interno delle cavità preesistenti, dà l'accesso al percorso ipogeo. La parte superiore contiene le stanze dell'albergo organizzate ad anelli sovrapposti in cui le aperture scavano lo spessore del blocco delle stanze permettendone la ventilazione e l'illuminazione. La vista sul paesaggio della città, del mare e della montagna viene orientata in modo chiaro e differenziato.



Lo spazio interstiziale circonda il nucleo definito da un rivestimento in tessuto multidirezionale che ospita il belvedere e costituisce un osservatorio sulla città. Il tessuto che si tende al variare del vento e della temperatura si deforma come una vela urbana.



BANCHINA QUATTROVENTI. LA POLENA E LA PIAZZA DEL MARE. La banchina Quattroventi, nella sua parte terminale, diventa l'accesso pedonale al piano dell'Arsenale Borbonico ed all'Auditorium sull'acqua. Questa struttura viene annessa alla scuola nautica che occupa l'edificio esistente. La demolizione della parte di edificio costruita negli anni '50 permette il recupero del rapporto con il mare e la città attualmente impedito. La piazza a mare, così configurata, permette di accedere al foyer dell'Auditorium connesso con la banchina. Le strutture esistenti svelano spazialità monumentali che s'intersecano con il progetto ed il waterfront è definito dallo spessore stratificato di architettura e natura che giunge sino a Monte Pellegrino.

Marco Scarpinato
info@autonomeforme.it
AutForm Architettura è un gruppo di progettazione multidisciplinare fondato nel 1993 ad Amsterdam da Marco Scarpinato e Ariane Vervoorn. Nel 1998 viene fondata a Palermo l'ass. Autonome Forme che, all'attività di ricerca e progettazione, affianca l'organizzazione di incontri, mostre e workshop, invitando tra gli altri: M. Nio, E. Arroyo, M.L. Palumbo, H. Yamashita, U.F.O., Amsterdam 2.0 project, A. Eloueini, Next Architects, LSB, T. Koolhaas, N. Seraji, DG Zero, F. Lee, nicole_fvr, Z. Hemel, M. Koevoet e R. Pistor. Dal 1999 Vincenzo Guagliardo e Lucia Pierro, nel 2002 Carmelo Vitrano e nel 2003 Lorenza Majorana si associano ad AutForm, sviluppando progetti sulle zone abbandonate della città, alla ricerca di nuove urbanità che affrontano il rapporto tra urbanistica e paesaggio attraverso la definizione del progetto d'architettura. Attualmente lavorano sulle infrastrutture urbane.
> FILES: MARCO SCARPINATO: AVVISTAMENTI 7.'05

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