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Avvistamenti 7.'05

Marco Scarpinato



NEW URBAN STRATEGY. FRAGMENTS OF CREATIVE LANDSCAPES

AVVISTAMENTI è un programma di ricerca attivato dal 1999 da Autonome Forme, un'associazione di architetti con base operativa a Palermo che lavora su proposte di ricerca e progetto dell'architettura contemporanea. Nella fase iniziale AVVISTAMENTI ha determinato un appuntamento annuale di confronto sul progetto contemporaneo coinvolgendo architetti, critici, artisti e mettendo al centro della ricerca e delle riflessioni la città, i suoi spazi e le analisi sui vuoti urbani e le zone abbandonate. La città è intesa come opera d'arte e gli strumenti d'analisi utilizzati nella lettura dei fenomeni urbani assumono i caratteri dell'arte e della creatività per i quali è necessario costruire un nuovo apparato teorico che, attraverso le immagini, non comunichi solo se stesso; la teoria come visione diventa indispensabile per guardare il mondo ed intenderne le nuove dimensioni. L'immateriale, il digitale che sembra guidare lo sviluppo del mondo contemporaneo, necessita di strumenti d'analisi adeguati per evitare interpretazioni che non restituiscono la complessità della realtà contemporanea.

[21mar2005]



Palermo. Avvistamenti 2.'00. La creatività come soluzione impossibile.


Atene. Avvistamenti 6.'04. Monastiraki house. Step 4.


Roma. Avvistamenti 6.'04. New urban strategy. The creative dimension.

Baudrillard, a margine della mostra di sue fotografie C'est l'objet qui nous pense... scrive: "L'immagine, dice Platone, è all'incrocio della luce che proviene dall'oggetto e di quella che proviene dallo sguardo". Cosa accade quando le idee diventano immagine? Il lavoro di Avvistamenti risiede nella trasformazione delle idee in immagini non sostituendone i significati ma moltiplicando la visione delle idee, variando il paesaggio teorico che costruisce un'immagine caleidoscopica. Le analisi dei fenomeni urbani si materializzano come evento pro-scenico della città e restituiscono la città nei suoi aspetti variegati e complessi.

Il percorso teorico di Avvistamenti non definisce un programma determinato ma pone un'attenzione verso il pensiero dell'architettura ed i processi di costruzione. L'irruzione della realtà non rende meno scientifico il pensiero sull'architettura; l'architettura è un percorso creativo di conoscenza, per questo, Avvistamenti si basa sul continuo ri-specchiamento e disvelamento dei labirinti, un lavoro che tende alla non-determinazione di un metodo progettuale ma si basa sulla definizione dei processi di conoscenza d'ogni singolo elemento del reale. Un processo mai conclusivo che, definito nei suoi ambiti di ricerca, restituisce l'impossibilità di semplificare i fenomeni entro i quali si lavora.




Palermo. Avvistamenti 4.'02. Molteplici identità, contemporanee creatività.

Con la realizzazione di workshop tematici ed un approccio didattico che si confronta direttamente con gli aspetti più creativi della città, in Avvistamenti, l'analisi urbana diventa una pratica in cui lettura e critica coincidono liberando energie latenti pronte a dare forma a risposte progettuali inaspettate e sorprendenti. I workshop hanno avuto dei supervisori che hanno permesso di evidenziare alcuni percorsi dell'architettura contemporanea: Maurice Nio [Avvistamenti 2.'00], Hideyuki Yamashita [Avvistamenti 4.'02] e Koen van Velsen [Avvistamenti 6.'04].



Nel 2000, in AVVISTAMENTI 2.'00: LA CREATIVITÀ COME SOLUZIONE IMPOSSIBILE si è indagato l'annullamento dei caratteri distributivi ed il loro ripensamento con l'ostinata ricerca del manifesto estetico nel quale esprimere la propria posizione ideologica. Nel workshop 2.'00, organizzato a Catania, la città industriale ed i suoi spazi dispersi erano al centro del progetto. I 10 guppi di lavoro si sono confrontati con la città di Catania e, con Programmare l'ambiguità, la città programmabile è stata sviluppata per successive versioni, descrivendo le possibili città in relazione tra reale (le città) e progetto (la città). L'apporto progettuale di Eduardo Arroyo, quello teorico di Nasrine Seraji sulla didattica nell'architettura e le discussioni con Francesco De Simone sull'impossibilità dell'insegnamento della disciplina progettuale hanno completato la dualità tra tema teorico e tema progettuale.

La mostra New Cities in Old City del gruppo Amsterdam 2.0 projects (l'architetto Nio, il vj van der Kaap e l'artista Perry ed altri) che affiancava il lavoro d'indagine e progetto del workshop, indagava le potenziali trasformazioni in un rapporto strettissimo tra architettura, politica ed immagini.

"La nostra concezione di Amsterdam 2.0 è più quella di un paese che di una città – "un paese" che non ha una ma centinaia di capitali. Un paese che ha come unico scopo la salvaguardia della diversità e dell'autonomia di queste città. La costituzione "Amsterdam 2.0" è concepita specificamente per questo scopo. Una delle caratteristiche delle città di Amsterdam 2.0 è che sono ubique.Tu ed io sembriamo vivere accanto l'uno e l'altro, come vicini, ad Amsterdam 2.0 però, di fatto, viviamo in due città molto differenti, con delle leggi molto differenti. Quando non mi piace più come stanno andando le cose nella mia città, posso muovermi nella tua città senza dover vendere la mia casa e spostare la mia proprietà, tutto quello che devo fare è semplicemente spostarmi al tuo "municipio" e fare le procedure necessarie...".


Palermo 2000, New cities in old cities. Amsterdam 2.0 Project, Amsterdam Costituzione v.1.2.

L'incontro di riflessione con Ilardi, Canevacci e Tronti a Roma ha definito meglio i contorni e le possibilità d'indagine sulla città. L'ambiguità, in questa fase, fa parte del processo progettuale e la sua programmazione ne costituisce l'aspetto creativo. Il testo che segue è una ballata di Nio sulla necessità del silenzio che ormai diventa un diritto da conquistare.



HET LIMINALE EN HET KRISTALLIJNE

Se c'è qualcosa che caratterizza segretamente la nostra società è la fobia del silenzio. Se c'è qualcosa che caratterizza in modo pregnante la nostra epoca è l'ossessione della comunicazione. L'idea che il silenzio possa insinuarsi minacciando la comunicazione fra gli esseri umani è diventata un'ossessione.

In senso più largo e nel mondo intero la paura del silenzio è scongiurata da una valanga di letture, conferenze, simposi, interviste, sondaggi e resoconti... il credo consiste nella necessità della comunicazione.

L'essenza della comunicazione è nascosta in quello che non è detto. Nelle lacune, nei vuoti, nelle pause e negli interstizi dello scambio. Nell'ultrasuono e nell'infrazonale. Qualcosa che assomigli ad un vero scambio di pensieri può nascere soltanto nelle zone dove esiste il silenzio della comunicazione e negli spazi segreti dell'informazione.
Lo scambio di pensieri non si manifesta solamente esprimendo le parole.




Palermo 2000, Avvistamenti 2.'00: New cities in old cities. NOX Soft City.

Nello stesso modo, il significato non si manifesta rappresentando i segni ma oltrepassandoli e superando ogni sorta d'inquadramento semiologico. Non molto tempo fa, chi deteneva il potere, per realizzare in ogni modo le cose che si era ripromesso di fare, cercava di far esprimere il meno possibile le opinioni della collettività, arrivando, anche, alla censura. Adesso, ci si sforza di fare parlare tutti quanti, di fare esternare le loro opinioni e di rendere visibili i loro segreti; anche i pensieri più marginali, banali, intimi e futili devono essere sotto l'attenzione di tutti noi.


Palermo 2000, Avvistamenti 2.'00: New cities in old cities. Maurice Nio, De belaagde landen.

Si è arrivati ad un punto tale che tutti sono convinti che la loro opinione sia di notevole importanza; l'utopia realizzata dall'emancipazione, dalla verbosità del mondo non ha soltanto fatto diventare la democrazia un'impossibilità (di questo non m'importa più di tanto) ma ha anche annullato il segreto della comunicazione.
Quando tutti dormono, nel silenzio della notte, io guardo le pubblicità di prodotti curiosi che sono proposti da venditori dalla parola molto veloce.


Questi orari non sono considerati di punta dalla comunicazione e dall'informazione in generale. Sono gli orari in cui vengono proposti coltelli invendibili o aspirapolvere offerti con garanzia illimitata. Quando i pubblicitari ufficiali -quelli che lavorano per le grandi aziende produttrici- dormono, si svegliano le offerte marginali, gli acquisti da tutto il mondo, gli zombie della merce che sono i fantasmi della notte e ci forniscono informazioni su un prodotto attraente ma futile. È meraviglioso come la notte rispecchi il giorno in modo parodistico. Non posso farci niente, ma rimango in estasi osservando questa pubblicità. Però, tale parodia non è voluta ma diventa affascinante e divertente perché è completamente senza pretese. Quasi tutto quello che consideriamo parte della nostra cultura (arte, musica, letteratura, in particolar modo l'architettura e in generale quello che è legato al disegno) viene catturato da tutto ciò che attenua il silenzio come le parole del venditore notturno, in un estetismo che è andato in tilt, nel quale ogni stile è di seconda mano.

Vorrei difendere ciò che è sovrano e rimane tale, ciò che non soffre della fobia del silenzio, ciò che non cede all'ossessione della comunicazione, ciò che si sentirà sempre un estraneo in qualunque sistema o rete: il liminale e il cristallino.

Il liminale è un caso limite. È una forma in cui le cose si trovano in uno stato di suspense dopo essere state esposte ad una sorta di erosione genetica, con la conseguenza che le caratteristiche e le qualità incominciano a fondersi. Il liminale non conosce referenza o identità e non la sta cercando. Il liminale sta continuamente riparato dal vento grazie alla drempelfase e lì si sente molto felice. È il morph delle forme, il mesties dei pensieri. È flessibile e ambiguo.




Palermo 2002, Avvistamenti 4.'02. Molteplici identità, contemporanee creatività. Il fiume Oreto.

Il cristallino al contrario è super specifico. Può nascere soltanto dopo una lunga pressione mentale o fisica. Sceglie una determinata identità in favore della sua propria unicità. È l'apparenza metamorfica di una forma, il diamante della teoria, un monolito vivente e rigoroso, un carattere molto scontroso. È inaccessibile e inalienabile.


Palermo 2000. Avvistamenti 2.'00: New cities in old cities. Maurice Nio, Day-Glo L.A.

Entrambi creano una vertigine. Il liminale nella sua ambiguità fondamentale e il cristallino nella sua impossibile singolarità. Non so precisamente se queste due figure possono portarci a delle strategie. So che ci sono sempre state, che ci saranno sempre e che popolano questo libro. E so che nella scia del liminale e del cristallino arriverai ad un punto che potrai lasciare dietro di te il narcisismo e il cinismo e arriverai negli spazi segreti della comunicazione, negli stealth spaces della cultura.
Maurice Nio, 1999 [trad. dall'olandese di Ariane Vervoorn e Marco Scarpinato]






Palermo 2000, Avvistamenti 2.'00: New cities in old cities. Amsterdam 2.0 Project, Amsterdam Costituzione v.1.2.



Palermo 2002, Avvistamenti 4.'02.
Nel 2002, con AVVISTAMENTI 4.'02: MOLTEPLICI IDENTITÀ. CONTEMPORANEE CREATIVITÀ PALERMO_AMSTERDAM_ISTANBUL, la ricerca ed il progetto si sono misurati con l'architettura digitale e le molteplici identità, in un confronto tra la personale ricerca linguistica e lo spazio costruito.


Palermo 2002, Avvistamenti 4.'02. Molteplici identità, contemporanee creatività. Deposito ferroviario di Brancaccio.

I tre workshop hanno indagato progettualmente tre città: Palermo, Istanbul e Amsterdam; a Palermo, in particolar modo, sono stati organizzati sei laboratori con sei tutor [Lab. 1: Lo spazio sulla terra. Configurazione di una mappa teorica per la città di domani / Hideyuki Yamashita; Lab. 2: Le vie d'acqua. Paesaggio e città nel Mediterraneo / Franklin Lee e David Serero; Lab. 3: Spazi della creatività all'interno dell'ex-Caserma dell'Aeronautica sul fiume Oreto / U.F.O.; Lab. 4: I vuoti urbani ed il recupero della stratificazione della memoria / Ammar Eloueini; Lab. 5: Lo spazio e le sue nuove identità / Next Architects] per sviluppare una nuova strategia urbana.

In 4.'02, le architetture didattiche di Hideyuki Yamashita, con le sue visioni, hanno constestualizzato, in una poetica nuova, la presenza del paesaggio e della possibile ibridazione tecnologica della natura al servizio del suo mantenimento e protezione.






Palermo 2002, Avvistamenti 4.'02. Hideyuki Yamashita, Nuova Strategia per Palermo.




Palermo 2002, Avvistamenti 4.'02. Hideyuki Yamashita, Visions of architectures, Tokyo.




Palermo 2002, Avvistamenti 4.'02. Vincenzo Guagliardo, Nuovo terminal ferroviario (tutor: Hideyuki Yamashita).


Palermo 2002, Avvistamenti 4.'02. Vincenzo Guagliardo, Nuovo terminal ferroviario. Vincenzo Guagliardo, Nuovo terminal ferroviario (tutor: Hideyuki Yamashita).

La descrizione di Tokyo vista da Tokyo: "Quando Shinohara nel 1964 usava il termine 'caos' per descrivere le città in Giappone, la 'bellezza della confusione', suo personale concetto, non aveva relazione con il de-costruttivismo dell'Occidente. La ragione è che dietro alle 'città caotiche', il 'software' debba essere la consuetudine, le leggi non scritte del popolo giapponese ed i regolamenti edilizi in Giappone e l''hardware' il sistema dei trasporti. Sotto queste condizioni, la città caotica di Tokyo è non arbitrariamente reale. Negli anni Sessanta, quando c'era tra gli architetti giapponesi una tendenza generale a trasformare le città sotto lo slogan del Metabolismo, soltanto Shinohara uscì da tale tendenza e scrisse quanto segue: "La vita della città non può essere coperta solo da una grande cornice (modello di città). Rimane sempre la necessità che l'immagine futura della cellula della vita di Tokyo sia assolutamente raccolta dall'interno della cornice".








Palermo 2002, Avvistamenti 4.'02. Next Architects, City world, lettura.

L'organizzazione dello spazio degli U.F.O., la City-World dei Next Architects e gli spazi sonori dei Lab [au] hanno completato il confronto serrato tra posizioni divergenti esprimendo una vivacità progettuale sostenuta da un pensiero teorico. Nella fase di preparazione del workshop, le riflessioni teoriche di M. L. Palumbo e le proposte progettuali ed artistiche di nicole_fvr/2A+P, Elastic, Maffia/Delicatessen e BELLISSIMO/Label hanno costituito un contributo in chiave italiana con mostre e letture tenutesi a Palermo.




Palermo 2002, Avvistamenti 4.'02. Lucia Pierro, Centro di depurazione (tutor: Hideyuki Yamashita).

Palermo. Avvistamenti 6.'04.


Amsterdam-Rotterdam. Avvistamenti 6.'04.


Istanbul. Avvistamenti 6.'04.


Atene. Avvistamenti 6.'04.New urban strategy. The creative dimension.

Il caos che regola le nostre città e la presenza di spazi che escono dalla nostra cornice è espresso dall'introduzione del paesaggio senza la nostalgia di un passato che niente cambia per far comodo agli imparruccati cicisbei dell'architettura. In Progressive landscape e in LandForm abbiamo sperimentato a Palermo la possibilità di purificare la città partendo dall'introduzione della tecnica all'interno della natura. Le elaborazioni, lavorando sulla nuova strategia urbana di Palermo, hanno costituito una possibile matrice in cui le identità teoriche dei singoli creano le città possibili. Il taglio della superfice della nuova stazione che lavora sulla deformazione del landform da elemento orizzontale ad elemento verticale, il depuratore delle acque di Palermo che applica una sofisticata tecnologia all'architettura del paesaggio, l'origami-garden che scompone la costruzione geometrica del giardino italiano ibridandola con altre estetiche o la contradiction-city che, con i servizi urbani per la città nomade, s'inserisce in una visione territoriale con una dimensione aperta alle nuove realtà dimensionali con le quali occorre confrontarsi, mettono in risalto nuovi aspetti della città. I principi d'analisi urbana applicati con nuovi strumenti e le proposte progettuali ci rivelano una città sorprendente. Questi, più che progetti nella definizione classica, sono degli instant projects che annullano il tempo in favore dello spazio e delle nuove sensibilità necessarie al suo attraversamento.




Palermo 2002, Avvistamenti 4.'02. Vivian Celestino, Origami garden (tutor: Degre Zero, Franklin Lee).







Palermo 2002, Avvistamenti 4.'02. Alessandra Aluzzo, Contradiction city (tutor: Next Architects).

"Progressive Landscape" is the appropriate model to demonstrate a new paradigm of architecture. It is theoretical and abstract enough to vision the plural and polyhedral pattern for the up coming morphological themes of Landscape-Architecture. It is a manifestation of a possible artificial geography to generate a diversified spatial sequence covered with green surface. It is instrumentalized by way of its own recursive generation; a huge internal force and a strange transgression made up by the new ground/environmental contact. It is a sequence expanded from the natural geography to a self-organized internal organ, which is dedicated anima by nature. It is a wild and turbulent Progressive Landscape in which any traditional territorial notion no longer works".
Palermo 2002, Avvistamenti 4.'02. Hideyuki Yamashita


Yamashita Lab. NID. Tatsunori Fushiki, Cemetery.




In AVVISTAMENTI 6.'04: NEW URBAN STRATEGY. THE CREATIVE DIMENSION, dalla verifica sullo spazio costruito relazionato alle nuove strategie urbane, il dettaglio costruttivo rivela le identità locali nel silenzio dei proclami. Il lavoro in rete non ha sostituito il confronto diretto e a volte duro ed ha lasciato il posto ad una molteplicità di possibili confronti non solo ideologici. In 6.'04, i contributi di van Velsen, O'Donnell+Tuomey, Sondermark e degli Anamorphosis, con la loro raffinata architettura, hanno permesso d'individuare meglio la ricerca. Con i workshop di progettazione architettonica ed urban design, AVVISTAMENTI 6.'04, da evento annuale, è trasformato in un laboratorio permanente, OFFICINA MEDITERRANEO, che indaga le città di Palermo_Amsterdam-Rotterdam_Istanbul ed Atene affrontando una particolare dimensione che si aggiunge a quella fisica: la permanenza della storia che deforma l'architettura. I contributi degli artisti Kiki Baka per Atene, Emma Dante per Palermo ed Erkut Terliksiz per Istanbul hanno definito meglio le caratteristiche contestuali e le differenze.


Avvistamenti 7.'05. AutForMED, dicembre 2004-febbraio 2005.

OFFICINA MEDITERRANEO è organizzato in quattro step che hanno affrontato il tema del progetto contemporaneo e del disegno urbano all'interno di contesti scelti per la densità dei significati ed ha permesso la sperimentazione di analisi e progetti su spazi da risignificare all'interno della città, definendo identità e nuovi paesaggi urbani in grado di riflettere ed interpretare la contemporaneità.

Individuando le influenze culturali visibili ed invisibili si evidenziano le tracce della cultura del Mediterraneo in società apparentemente distanti. Il Mediterraneo percorre le strade d'Europa come dimostra drammaticamente l'uccisione ad Amsterdam del regista Theo van Gogh. La successiva iniziativa Nederland-Marocco tenta di unire due luoghi apparentemente lontani ma accomunati da una lunga storia di scambi e rapporti pacifici. Queste iniziative lavorano sulla nozione del tempo, dove la distanza si misura attraverso la durata e non più attraverso quel che accade all'interno di questa distanza. È lontana l'eterotopia dello spazio di memoria foucaultiana.



Bonifacio-Corsica, 2004. Avvistamenti 7.'05.




Ajaccio-Corsica, 2004. Avvistamenti 7.'05.




Canea-Creta, 2004. Avvistamenti 7.'05.


Bonifacio-Corsica, 2004. Avvistamenti 7.'05. New urban strategy. Fragments of creative landscapes.


Beirut, 2005. Avvistamenti 7.'05. New urban strategy. Fragments of creative landscapes.


Beirut, 2005. Avvistamenti 7.'05. New urban strategy. Fragments of creative landscapes.

I progetti dei quattro step, svolti all'interno dei workshop tra luglio a settembre 2004, sono stati eseguiti da AutForm_Architettura.

STEP 1: ARSENALE BORBONICO-CANTIERI NAVALI. PALERMO. Il workshop sulla città di Palermo ha affrontato il tema dell'analisi urbana e del progetto d'architettura contemporanea nell'area dei Cantieri Navali e dell'Arsenale Borbonico, un contesto in cui coesistono strutture produttive, infrastrutture, architettura di pregio ed elementi di paesaggio caratteristici dell'identità della città di Palermo.



STEP 2: A-SPHALTOS: FLAWNESS. AMSTERDAM – ROTTERDAM. Il workshop sulle città di Amsterdam e Rotterdam ha affrontato il tema della mobilità e della dimensione creativa dei contesti urbani definendo nuove modalità per abitare le infrastrutture della città. Il ripensamento affronta sia il progetto dei bordi sia della sezione stradale ed il flusso della percezione dell'immagine in movimento con la sua immaterialità diventa progetto.




Il Cairo, 2005. Avvistamenti 7.'05.


Amman, 2005. Avvistamenti 7.'05.


Petra, 2005. Avvistamenti 7.'05.





STEP 3: BEYAZIDIYE MEDRESESI. ISTANBUL. Il workshop sulla città di Istanbul ha affrontato il tema del progetto architettonico nel rapporto tra linguaggio, scrittura e spazio per la definizione di nuove dimensioni urbane. Continuando le precedenti esperienze che avevano affrontato il movimento della danza dei dervisci e le permanenze della cultura bizantina all'interno della città, si è individuato nella calligrafia l'aspetto progettuale sul quale riflettere.





STEP 4: MONASTIRAKY HOUSE. ATENE. Il workshop sulla città di Atene ha affrontato il rapporto tra tempo e modificazione spaziale determinando un progetto architettonico che assume una sequenza di configurazioni differenti in un'area consolidata della città. In particolar modo, l'orologio idraulico presente nel foro romano ha alimentato le possibilità di sperimentazione e misurato la liquidità del tempo.





Il percorso teorico prosegue con AVVISTAMENTI 7.'05: NEW URBAN STRATEGY. FRAGMENTS OF CREATIVE LANDSCAPES, continuazione di Officina Mediterraneo, da dicembre a febbraio sono state indagate le isole maggiori e la sponda opposta.





Le comunità più presenti a Palermo provengono dallo Sri Lanka, dal Bangladesh e dal Ghana più che dalla Tunisia. Il baricentro è altrove. Gli srilanchesi –isolani– si appropriano di un'altra isola posta ad occidente; i continui sbarchi sulle nostre coste e la cronaca quotidiana della violenza con cui avvengono hanno come cantori dei giornalisti senza memoria ed eroismo.


Palermo, Avvistamenti 7.'05. Hiroaki Umeda, While going to a condition.



Alessandria d'Egitto, 2005. Avvistamenti 7.'05. New urban strategy. Fragments of creative landscapes.


Canea-Creta, 2004. Avvistamenti 7.'05. New urban strategy. Fragments of creative landscapes.

A Palermo, il segnale tangibile è la continua richiesta di monetine da parte dei lavavetri che, ostinatamente, puliscono il parabrezza ai semafori o il loro lavoro come accompagnatori dei nostri anziani. I loro visi ci ricordano i contadini delle nostre campagne che è possibile incontrare quando evitiamo il cordone ombelicale della A19 che da Palermo conduce a Catania. La contemporaneità, senza indulgenza al romanticismo, passa per strade e luoghi imprevedibili che vanno cercati.


Beirut, 2005. Avvistamenti 7.'05.




Tunisi, 2005. Avvistamenti 7.'05.






Avvistamenti 7.'05. AutForm Architettura, Tape Building. Palermo.

Un giovane coreografo e danzatore giapponese Iroaki Umeda, con la sua compagnia S 20, è stato un ponte di congiunzione tra Tokyo e Palermo. Iroaki vive a Shibuya e, con il suo workshop, ha ricreato a Palermo i movimenti, le sonorità e le immagini della vita urbana di Tokyo. Due caos differenti. Uno accettato dall'estetica contemporanea, l'altro rifiutato.

STEP 1: Il primo workshop TAPE-BUILDING_CALEIDOSCOPIO SUL PAESAGGIO ha riprogettato la strada che da Mondello ed il suo mare caraibico conduce a Monte Pellegrino. I muri dei tornanti, avvolgendosi, fanno vedere la città da punti di vista molteplici come un caleidoscopio.

A Palermo, nei prossimi workshop, collaboreranno Micha de Haas, Cj Lim, Hideyuki Yamashita ed altri, ma questo racconto si scriverà...

Marco Scarpinato
info@autonomeforme.it




Marco Scarpinato è ideatore e responsabile scientifico del programma di ricerca Avvistamenti, realizzato in collaborazione con Autonome Forme ponendo al centro della riflessione la città e le immagini che ne restituiscono la creatività e le molteplici identità.

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