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NIO ARCHITECTEN. Touch of Evil



Il prossimo 6 giugno la galleria SESV di Firenze ospita Maurice Nio e presenta la mostra SNAKE SPACE. NIO architecten, curata da Marco Brizzi. Quella di Firenze è la prima tappa di un tour che condurrà la mostra a contatto con diverse realtà internazionali. A Firenze Maurice Nio introdurrà il tema della sua ricerca durante un momento di incontro che avrà luogo nel cortile del SESV alle ore 18.00. Seguirà l'inaugurazione della mostra alle ore 19.00. Con l'occasione ARCH'IT presenta, a firma di Matteo Costanzo, Touch of Evil, il tunnel realizzato da Nio architecten a Pijnacker.



"In un mondo di costanti contaminazioni di teorie, concetti e discipline, l'architettura dovrebbe essere come un parassita sulle produzioni tecnologiche."
NOX



A Pijnacker, nella piatta morfologia olandese, in uno scenario di iper-regolamentazione, in un paesaggio artificiale e controllato, un sottopassaggio a prima vista anonimo, perfettamente innestato nel contesto che lo ospita, mostra al suo interno qualche cosa di sé. Solo attraversando questa piccola infrastruttura si può percepire questa presenza straordinaria, come un messaggio nascosto da dover codificare, come un fluido in cui doversi immergere.



Mentre il treno rapidamente scorre al di sopra, le forti vibrazioni quasi animano l'intero spazio. Di fronte a noi una grande macchia rossa incide le superfici in cemento. Le lisce pareti grigie si contorcono, si piegano, come quando con un dito si tocca la superficie dell'acqua ed una serie di onde inizia ad animarsi. Tutto il resto rimane fermo, in uno stato di quiete, la strada, la pista ciclabile e le altre strutture.

[01jun2005]






Maurice Nio, autore di questo particolare lavoro dal titolo Touch of Evil, lo descrive con un'immagine quasi surreale "come se l'anima del paesaggio, rimossa dai bulldozer, fosse andata sottoterra." Maurice Nio è uno tra i personaggi più attivi ed interessanti dell'attuale scena architettonica olandese, è fondatore e membro del gruppo NOX con Lars Spuybroek fino al 1996, progettista per la BDG Architects and Engineers, poi dal 1997 al 1999 progettista per la VHP Urban Developers. Se il periodo con NOX rappresenta un primo momento di sperimentazione e ricerca, le collaborazioni professionali permettono a Nio di immergersi in un rinnovato confronto con la realtà.









Carico di queste nuove esperienze fonda il primo gennaio del 2000 il suo proprio studio NIO architecten. Una data molto particolare, 010100, quasi un frammento di un codice binario. Il primo giorno di un nuovo millennio, potremmo dire "The day after" nella ricerca di Nio, un punto di svolta, con la volontà di tracciare un nuovo percorso. La molteplicità del suo carattere è nuovamente pronto a rigenerare la sua attività.

Quello di Maurice Nio è un lavoro concettuale, la scrittura di un codice attivo incessantemente da codificare, visioni disarmanti che costringono ad una riflessione. Un lavoro di estremizzazione più che di ricerca, spingere il limite del progetto in uno scenario fantastico, dove gli elementi urbani si trasformano, mutano, in un processo continuo. Questo atteggiamento ci riporta ad un importante lavoro video che Nio sviluppò nel 1993 come componente di NOX.





Si tratta di Soft City, una produzione televisiva per la VPRO TV, una tra le prime sperimentazioni, nell'utilizzo dei media digitali, sulla lettura della città contemporanea. Utilizzando Morph+, un software dove le immagini diventano malleabili e possono fondersi, in una metamorfosi, l'una con l'altra, la geografia della città si trasforma in esseri animali, edifici che come delfini emergono da una superficie liquida, la descrizione di una città mutante "questa città non è più una immagine lontana del futuro, ma un delirio bio-tecnologico in piena oscillazione."

I suoi lavori diventano sorgenti sonore che investono il contesto che li ospita, come in un fenomeno di risonanza, dove la sorgente incontrando un'onda con frequenza leggermente diversa entra in oscillazione raggiungendo notevoli ampiezze. Le opere di Nio reagiscono alla realtà, ai fenomeni urbani, alla vita quotidiana, vibrazioni nascoste pronte ad innescare nuove sensazioni, nuove emozioni.



Touch of Evil è "un tunnel che non si capirà mai, anche se lo si percorre ogni giorno della propria vita" è un segno nel territorio, una presenza invisibile pronta a manifestarsi per pochi istanti nell'attraversamento di un anonimo cavalcavia. Questo lavoro rappresenta una costante interrogazione, una domanda per chi abita i flussi di mobilità di questo territorio. "Cosa è accaduto qui?" Le parole di apertura del testo di presentazione del progetto sono proprio il primo interrogativo possibile.

 

Anche in questo caso, come in molti altri lavori di Nio, il nome del progetto racchiude una traccia nascosta da dover svelare. Touch of Evil, è infatti anche il titolo di un controverso film di Orson Welles, realizzato nel 1958, che costerà al regista l'allontanamento da Hollywood. Una storia di crimine dalla scura atmosfera, legato ad un confine, ad un attraversamento, quello tra Stati Uniti e Messico. Il cinema, la tecnologia, la scrittura, si fondono in questo lavoro, l'architettura indebolita si corrompe, si infetta, pronta a nascondersi per manifestarsi sotto nuove spoglie. In Infect the soft un articolo apparso su "Mediamatic" nel 2002, Nio scrive: "Questo è il mio sogno. Infettare il soffice con il duro. Il limite con il cristallino. Il virtuale con il reale. L'intelligenza con la stupidità."

Matteo Costanzo
neomatteo@hotmail.com


NIO ARCHITECTEN. Touch of Evil



Interarea tunnel a Pijnacker

luogo:
VINEX location Tolhek, Pijnacker, The Netherlands

cliente:
Gemeente Pijnacker-Nootdorp

progetto:
NIO architecten

design team:
Joan Almekinders, Samir Bantal, Hans Larsen, Enrique Moya-Angeler, Maurice Nio, Arek Seredyn, Tine Silvester-Iversen

impresa:
Dura Vermeer (Dubbers-Malden)

strutture:
DHV/IBZH & Holland Railconsult

cronologia:
inizio progetto: 2002
realizzazione: 2004

costo:
3.600.000 euro (di cui il 10% per le finiture)

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  ARCH'IT books consiglia:

Marco Brizzi (a cura di)
"SNAKE SPACE. NIO architecten"
Mandragora, 2005
pp60, 5,00


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