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FABIO SCHILLACI. Web-site/web-house [Housing Mass-customization]



  "WEB-SITE/WEB-HOUSE guarda attentamente ad una nuova problematica architettonica conosciuta come 'mass-customization': come possiamo produrre oggetti –in questo caso ville unifamiliari– che sono progettate per un individuo ma che hanno i costi di una produzione di massa? Generalmente le risposte che vengono date a tale questione sono di natura puramente tecnologica. Web-site/web-house investiga nuovi modi per usare la tecnologia e i mass-media. C'è un forte senso politico dietro di esso: Come possiamo confrontarci con le forze della globalizzazione (che sono spesso di atomizzazione ed individualizzazione) e ri-organizzarle positivamente contribuendo al tessuto sociale?" (Lars Spuybroek).

[15jul2006]
 

La questione dei "customers" (soggetti a cui è data la possibilità di personalizzare un determinato prodotto industriale) è stata affrontata grazie a "The Web of life" di Fritjof Capra (1), "Individualization, Globalization and Politic" di Ulrich Beck (2), "Synopse: Jenseits des Standards" di Bart Lootsma (3) e "New subjectivity: architecture between Communication and Information" di Antonino Saggio (4). Dopo aver attentamente studiato le ricerche più significative che hanno indagato questa tematica –come quelle dei Nox, Greg Lynn, Oosterhuis, RAMTV (5)– e i brand che già la praticano –come la Nike, Acumins, Levis (6)– è stato focalizzato il centro della ricerca. L'obiettivo è quello di mettere in comunicazione i customer e rendere il processo edilizio più comodo, economico ed altamente personalizzabile.

 

Il Web è il luogo migliore in cui un progetto del genere può prendere atto. Uno spazio astratto in cui i customer possono operare, costruire ed abbattere, raggrupparsi e condividere, e ancora più importante, vedere cosa le loro azioni provocano su altri customer.



Un endless space (7) in cui le case sono pensate come modelli flessibili, o gruppi di modelli, che i customer possono personalizzare, interpretare e trasformare –come un organismo vivente– fino ad uno stato di equilibrio nella struttura cui segue la fase della produzione industriale.



WEB-SITE è un sito atmosferico-virtuale personalizzabile grazie al quale i customer possono creare comunità. Il sito virtuale è inteso come uno strumento che aiuta il dialogo tra l'architetto e il customer. Visitando Web-site, il customer sceglie la WEB-HOUSE (prodotto–modello di partenza da personalizzare) da un catalogo riferito a consuete tipologie edilizie. All'utente è data quindi la possibilità di modificare, attraverso un'interfaccia (housing-machine), il proprio modello di casa basato su di un path (un'astratta linea centrale programmatica che concentra tutte le attività su di una spline e che costruisce su di sé la geometria topologica della casa).





Grazie a questo processo morfogenetico, ai customer è data la possibilità di connettersi con le case vicine, innescando agenzie e creando nuove tipologie edilizie. Ogni modello-casa è pensato come un intero organismo composto dalle relazioni delle sue parti.


Gradi di vicinato.


Una volta che un cluster di customer (gruppo) si è formato e un equilibrio interno (sociale e programmatico) è raggiunto, i modelli –e le loro relazioni– vengono congelati e il tutto è pronto ad iniziare il processo di trasformazione dal virtuale al reale. Una città reale (Francoforte) è stata ri-mappata in funzione delle sue zone libere ad alta identità atmosferica e al cluster è data la possibilità di scegliere tra una serie di siti proposti quello in cui costruire.



Una volta individuato il sito, le informazioni geometriche vengono inviate alle industrie che fabbricheranno e assembleranno, grazie a tecnologie C.A.M., i pannelli auto-portanti della casa. Per abbattere i costi di fresatura, è stata adottata una strategia di ri-modellazione per ripetizioni all'interno di ogni singola casa e tra più case, così da ottimizzarne la forma senza però perdere le informazioni contenute nella sua geometria.



L'insieme di queste strategie (la condivisione del sito e degli spazi, la co-realizzazione di pannelli) ha l'obiettivo di diminuire i costi di costruzione ed aumentare il budget relativo ad ogni singolo customer, come anche di intessere relazioni sociali tra futuri vicini di casa e contribuire a realizzare un insieme organico e non pre-determinato di case.


L'analisi gaussiana è stata utilizzata per riconoscere similarità nella forma della casa.






Per ottimizzare oltre i costi, è stato studiato uno speciale sistema di pannelli in UHPC (Ultra High Performance Concrete) che consiste nell'assemblaggio di due superfici (interna ed esterna) che contengono nella loro forma proprietà strutturali. La forma del pannello è strutturale e decorativa al tempo stesso.



RE-CYCLING. Alla fine del processo progettuale, l'intera ricerca è stata posta sotto stress, verificando il grado di flessibilità di ogni casa prodotta. Dal momento che ogni casa è unica (personalizzata e parte di un cluster sia sociale che topologico), lo scopo è stato quello di capire quanto le case prodotte fossero in grado di essere "riciclate". Più precisamente, come le case e i cluster avrebbero reagito nel momento in cui una crisi fosse occorsa (un abitante lascia la casa, o una casa viene modificata) e cosa ciò avrebbe provocato in termini sia geometrici che programmatici.



I risultati di questo controllo mostrano alcuni limiti del processo di personalizzazione della forma che risiedono nella sua estrema determinatezza. Per l'appunto, la ri-personalizzazione rapida della casa è possibile solo in presenza di affinità tra il vecchio customer e quello nuovo, altrimenti è necessaria una trasformazione geometrica della casa con conseguenti ripercussioni sulla struttura del cluster.

Fabio Schillaci
fabio@schillaci.org


NOTE:

1. Capra Fritjof, The web of life, Doubleday-Anchor Book, New York 1996
2. http://www.archplus.net.
3. http://www.archplus.net.
4. http://www.architettura.it.
5. Greg Lynn 1998-99, Embryological House, http://www.glform.com; Nox 1999, Offtheroad_5speed, http://www.noxarch.com; Kas Oosterhuis 2002, Variomatic, http://www.oosterhuis.nl; RAMTV 2002, Negotiate my boundary!, http://www.ramtv.org.
6. NikeID, http://nikeid.nike.com, Acumins spa, http://www.acumins.com, Levi's, http://www.levi.com/originalspin.
7. Hatje Cantz 2001, Frederick J. Kiesler Endless Space, Dieter Bogner and Peter Noever editors.
FABIO SCHILLACI. Web-site/web-house [Housing Mass-customization]



Web-site/web-house è una tesi di ricerca condotta lungo 2 semestri (2003-2004) presso il Digital design techniques Department della Facoltà di Architettura dell'università di Kassel sotto la guida pratica e teorica di Lars Spuybroek con l'aiuto di Christian Troche (computing), Leonore Daum (milling) e Ludovica Tramontin (body-space). Web-site/web-house nasce da una precedente ricerca condotta presso lo stesso dipartimento durante il corso Interlacing project (2002-03) insieme ad Alessandra Raponi, Joachim Haas, Gergana Strareva, Matthiew Goetz e Florian Böttcher. La parte ingegneristica è stata sviluppata insieme a Manfred Grohmann dello studio Bollinger+Grohmann e un occhio critico lo ha dato Andreas Ruby di textbild. Nell'ottobre del 2004, la ricerca è stata presentata all'Università degli studi di Palermo nell'ambito delle tesi di Laurea del Prof. Nunzio Marsiglia del Dipartimento di Rappresentazione. L'interfaccia grafica di Web-site/web-house è stata sviluppata grazie al supporto tecnico e teorico di Roberto Pelliccia di naivstudio.
Fabio Schillaci (1977) si laurea presso la Facoltà di Architettura di Palermo. È fondatore di architectural noise (2000) e del gruppo FAN-(2006). Nel 2003 partecipa alla realizzazione di Sweet Green - a computer generated landscape presso la Kunsthochschule di Kassel e nel 2006 vince -con Rosetta Angelini e Paola Ruotolo del Nitro- una menzione all'Europan 8 sul sito di Roma con il progetto Tototerritorialità. Nello stesso anno vince un Design Merit Award al Feidad 2005 con la ricerca Web-site/web-house [housing mass-customization]. Attualmente collabora con lo studio D'Ambrosio a Roma ed investiga sulla New Information Technology sotto la guida teorica di Antonino Saggio.
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