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Coffee Break

IT REVOLUTION

La costruzione della nuova realtà

Antonino Saggio


Nigel Whiteley
Penezic & Rogina. Digitalizzazione della realtà
(IT Revolution in Architecture)
Edilstampa 2007
pp96, €14,00
prefazione di Antonino Saggio

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[in english]



> IT REVOLUTION BOOK SERIES
Il lavoro di Penezic & Rogina ha segnato in questi ultimi venti anni delle tappe importanti. Trentenni si sono affermati al concorso Shinkenchiku, forse la più importante occasione di ricerca internazionale per la nuova architettura. Nel 1984 ottennero infatti il primo premio con un progetto basato, eravamo ai primordi, su una re-interpretazione del concetto di layer applicato al palazzo di Diocleziano. In un clima culturale permeato di storicismo, e con Aldo Rossi in giuria, i due architetti croati dimostrarono come storia non vuol dire storicismo e che si poteva riflettere sulla contemporaneità e insieme sul passato con una logica non accademica, e soprattutto con nuovi strumenti.


Un'architettura che è un genere di Terra. Progetto per il concorso Central Glass, 1999 (menzione d'onore).

Realizzarono negli anni seguenti opere interessanti come il complesso Bagni Sava e vissero la guerra che vide la lotta per l'indipendenza della Croazia. Alcuni progetti di allestimenti e interni riflettevano su questi temi, come per esempio The Wall che afferma a un tempo una sensibilità nuova e digitale, ma anche una reinterpretazione dei conflitti dei primi anni Novanta. Successivamente si sono affermati con menzioni e premi e con importanti lavori in Croazia. Nel 2000 hanno realizzato uno degli allestimenti più significativi alla Biennale di Venezia. Una Biennale, come è noto, che sotto l'etichetta Less aesthetics more ethics ha rappresentato una fondamentale apertura al campo della riflessione digitale.

Penezic & Rogina, in quella occasione, realizzano una serie di ambienti interconnessi che mettevano in contatto il visitatore con l'architettura attraverso mutabili livelli di percezione, da quelli tradizionali a quelli caratterizzati da nuove ricerche sensoriali e tattili. Poco dopo realizzano "Il Dry Garden" a Zagabria uno spazio di relax e di incontro all'interno di un edificio di ricerca farmaceutica. Il giardino incrocia una sensibilità digitale verso il trattamento dello spazio con schermi trasparenti che contengono acqua e luce che si modifica interattivamente, e la presenza di elementi vegetali e di arredo che si richiamano a una cultura meditativa di provenienza orientale.

Il loro capolavoro è l'edificio del Block 21A, realizzato a Vukovar. Nell'impegnativo programma di edilizia residenziale pubblica, Penezic & Rogina realizzano un'opera di grande concentrazione e di struggente presenza. Rivelano che affrontare le crisi in architettura (in questo caso celebrare "anche" attraverso un edificio le numerose vittime e le grandi distruzioni che Vukovar ha subito durante la guerra 1991-1995) può essere fatto.

[13 gennaio 2008]



Case di Vetro, 2001, concorso Central Glass, 1990 (2. premio; giudici: Kisaburo Ito, Takekuni Ikeda, Shoji Hayashi, Kisho Kurokawa, Takefumi Aida, Kazuhiro Ishii, Masaki Umemoto).


Allestimento dell'atrio del Centro di Ricerca Farmaceutica Pliva a Zagabria, 2001-2002.

Oggi sono in una fase felice. Hanno appena completato una bellissima scuola materna a Zagabria, hanno vinto concorsi, hanno in realizzazione molti edifici alcuni dei quali qui pubblicati. Ma veniamo ora a questo libro e alla sua nascita che è legata a un'occasione e a un luogo molto particolare. Una decina di corsisti, Penezic & Rogina, Nigel Whiteley e il sottoscritto, sono stati per una settimana con Cedric Price nel paesino istriano di Grisignana. Era l'agosto del 2005. Chi è aggiornato sulle date e sulle cose sa che Cedric Price (1934- 2003) era scomparso da due anni. Ma in realtà Price non era morto affatto, era effettivamente lì con noi in tutte le cose che facevamo e dicevamo, nei ricordi del suo ingegno e del suo humour, nei racconti su dove era stato e su che cosa aveva detto in ogni angolo di Grisignana quando quindici anni prima vi aveva condotto con i nostri architetti un seminario.

La relazione intellettuale e personale tra Penezic & Rogina e Cedric Price è stata molto intensa. Price come ben si sa è stato un architetto sui generis. Ha lavorato già negli anni Sessanta a un'idea di dissolvimento dell'architettura come era comunemente intesa. Rivendicava un primato della tecnologia, non nella dimensione spettacolare dell'high tech, bensì in quella di avanzamento sociale, di liberazione, di soluzione creativa di casi difficili. Ha influenzato fortissimamente il pensiero di molti architetti tra cui appunto Penezic & Rogina che, incontratolo già alla fine degli anni Ottanta, sempre si sono rivolti a lui come a un grande maestro e un amico. Nigel Whiteley è professore di teoria e storia dell'architettura e studioso della scena architettonica internazionale e britannica, sulla spinta dei nuovi fenomeni della società di massa. Autore di noti volumi sul pop e l'architettura è stato il tramite naturale tra le esperienze con Price e il nuovo campo digitale che si sta aprendo. Il sottoscritto era a Grisignana perché Vinko e Kresimir sono degli amici della collana IT Revolution in Architecture; l'avevano apprezzata sin dal suo nascere, l'avevano pubblicizzata e recensita in Croazia; hanno sempre sottolineato l'effetto positivo che le tematiche affrontate dalla collana hanno esercitato nella crescita delle nuove generazioni di architetti.

Alla fine della settimana, quando il seminario si era concluso, rimasi a Grisignana a rileggere con attenzione una trilogia di libri dedicati al loro lavoro (edito da Cip Zagabria) e il saggio che proprio Nigel vi aveva scritto. E capii che il libro che avete tra le mani si doveva "assolutamente" fare. Per capire il perché di questo "assolutamente" deve essere esplicitata una differenza di punti di vista tra Whiteley e chi scrive. Questa collana si basa sull'idea kuhniana sulla affermazione delle diverse rivoluzioni scientifiche e sul cambio di paradigma che esse impongono. Sono convinto che siamo in una fase storica, quella dell'Informazione, che esige la formulazione di una idea di architettura completamente diversa rispetto a quella basta sul paradigma industriale e meccanico del Funzionalismo. Il nome stesso "Rivoluzione" informatica richiama questa convinzione. Il testo di Nigel Whiteley si muove da un punto di vista un poco diverso. Seguendo alcune idee di Reyner Banham (sul quale ha scritto un libro fondamentale), Nigel crede sì ad un'idea di cambiamento, ma basato sulla "continuità" piuttosto che sul salto. Infatti chiama le varie fasi tecnologiche prima, seconda, terza, quarta "età della macchina". Vi è quindi una differenza abbastanza sensibile tra il riflettere sulla necessità di un cambio di paradigma e questo suo modo di pensare. Non a caso l'uno si basa su una serie di coppie oppositive (nuova oggettività/nuova soggettività è la più nota) mentre quello di Nigel ha nella formula "and/and" il suo centro.

Questa premessa è necessaria per far capire come l'approccio di Nigel sia particolarmente utile per affrontare esattamente il caso specifico di Penezic & Rogina e per illuminare il loro lavoro. Infatti mentre è vero che l'impegno culturale può (e secondo me deve) indicare con chiarezza quando un cambio di paradigma si impone, è anche vero che nella realtà del lavoro progettuale, soprattutto di chi costruisce, le cose non stanno così perentoriamente. I vari aspetti della realtà si combinano non con opposizioni, ma spesso con innesti, con sovrapposizioni, con sfumature e proprio in questi innesti e incroci deriva la forza di una architettura che cambia, che si evolve, che si apre, non sempre per salti sperimentali, ma anche attraverso una ricerca continua, una interrogazione costante. Ecco perché il testo di Nigel è veramente illuminante, come è illuminante la chiave che fornisce alla fine insieme a Kengo Kuma quando nota come i nostri architetti pongono la realtà attraverso un processo di digitalizzazione che permette di ricomporre gli elementi in sempre nuove ipotesi di lavoro. Nigel Whiteley fa capire nel corso dell'intero libro, come le diverse realtà che i nostri architetti incontrano (quella del mondo "Pop e del cambiamento", quella sui rapporti con "Il Modernismo e la continuità" delle avanguardie del Novecento, quella che guarda "Oltre il tempo e lo spazio tradizionale" e quella che si lancia nello "Spazio e tempo reale" di questi nostri anni) si combinano nel processo del farsi concreto dell'architettura.

In questo contesto Penezic & Rogina possono essere inseriti in quel gruppo di architetti sperimentatori della IT Revolution in Architecture (come Kas Oosterhuis, Makoto Sei Watanabe, Gianni Ranaulo o Patrick Schumacher che hanno già pubblicato nella collana), per un altro verso possono essere considerati come uno degli studi di architettura internazionali che stanno facendo arrivare, con maggiore concretezza, forza e interesse, le nuove ricerche sulla Information Technology nella costruzione della realtà.

Antonino Saggio






Edilizia pubblica per vittime di guerra a Vukovar, Blocco 21A, 1998-2002.

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