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6.
festival internazionale di architettura in video |
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presentazione
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Inizialmente
allontanate con timore, poi sfruttate ampliamente e senza la necessaria
sorveglianza critica, le nuove tecnologie di visualizzazione finiscono per
essere “gettate” nella grande scatola degli “strumenti”, per
alcuni addirittura la stessa scatola aperta da Leon Battista Alberti,
quella degli “strumenti per lo studio e la realizzazione dell’idea”.
Ma è indubbia la presenza di una rottura fondamentale, che coinvolge
significativamente la stessa scena didattica: la prospettiva, in un certo
senso, si dà a vedere come modello di rappresentazione. L’immagine
numerica è essenzialmente una “scrittura”, in quanto generata da
operazioni linguistiche astratte. Un linguaggio, non in senso metaforico,
ma nel vero senso della parola. E mentre assistiamo ad una vera e propria
fusione tra l’immagine e il linguaggio e tra l’immagine e il modello,
un altro cambiamento incalza, una fusione molto più importante si genera:
quella tra l’immagine e la distanza. Distanza intesa come rapporto di interdipendenza tra idea-modello-produzione. Distanza oggi intesa anche e soprattuto come luogo privilegiato per lo sviluppo di flussi di comunicazione e di informazione. Un simile cambiamento oggi impone un “ripensamento” dei contenuti da “trasmettere” a chi vuole avere accesso ai luoghi di sviluppo dell’architettura, perché usare strutturalmente il computer come elemento di ricerca oggi può vuoler dire mettere in crisi e “per principio” ogni corpus disciplinare dato. Livio De Luca |
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