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Playgrounds

  Nabito arquitectura.
Una zattera fluttuante come piattaforma innovatrice

Gianfranco Bombaci



"Fra Italia e Spagna (e specialmente fra Italia e Catalogna) questo interscambio di correnti e flussi ha avuto, e potrà avere, una speciale e privilegiata complicità, favorita dalla prossimità geografica, linguistica, culturale e... perché no?... sociale. L'interscambio, questo movimento di andata e ritorno, restituirà, di fatto, una certa dinamica storica, non esente da parallelismi e molte diverse comuni fasi."
Manuel Gausa, Catalogna-Italia: andate e ritorni (1)



 
  "Un dispositivo multiplo che, a partire da un fenomeno, genera un'atmosfera, un sistema aperto, un meccanismo ripetibile e riproducibile capace di interagire con il tempo e interpretare uno spazio". Così Bebo Ferlito e Ale Faticanti definiscono lo studio di architettura Nabito, di cui sono fondatori dal 2002, inizialmente con base a Roma. Ben presto, con la convinzione che "la cultura contemporanea sia capace di parlare idiomi differenti e sovrapposti e che l'epoca nella quale viviamo sia caratterizzata dalla fusione, dall'ibrido, dal meticcio, dal dissolversi dei blocchi delle certezze in piani delle incertezze", decidono di abbandonare le proprie radici culturali per mettersi nella condizione di poterle riformulare e ricodificare. Nabito si configura pertanto come una zattera alla deriva, fluttuante, che trova nella sua instabilità la forza propulsiva di visioni innovatrici.

[24jun2006]
 

Agendo, quindi, in un "territorio culturale di tutti e di nessuno", risiedono attualmente a Barcellona dove, attraverso la partecipazione a concorsi internazionali e la collaborazione con studi come Cloud9 e Actar (con il quale recentemente sono passati in seconda fase al concorso menoepiù (2)), conducono una personale ricerca architettonica. Persa l'abitazione e l'abito, Nabito sperimenta strategie progettuali nelle quali dispositivi, meccanismi e processi ruotano attorno ad un'attenta analisi degli ambiti relazionali dell'architettura. I programmi funzionali sono triturati e ricostruiti secondo schemi mentali innovativi, come nel progetto Osmosis per il mercato di S. Adrià de Besos in cui vengono inserite attività ulteriori a quelle tipiche della compravendita, dilatandone i tempi di utilizzo, e in cui la disposizione dei banchi di vendita è pensata per permettere a un cliente vegetariano di non vedere mai la carne esposta.





 
      

 


I collegamenti verticali sorreggono e conducono alla copertura/terrazza, pelle traslucida che protegge l'edificio restituendo al contesto urbano un oggetto camaleontico, colorato e vibrante come le attività che ospita. Attraverso la piazza antistante, la vita del mercato straripa nella città coinvolgendola nella sua caleidoscopica frenesia.



"Come un prato fiorito (la pavimentazione) dal quale emergono grandi alberi (i collegamenti verticali) a reggere la chioma", il mercato si caratterizza per l'armonioso uso di geometrie elementari come generatrici di sistemi complessi e per un'attenta considerazione degli aspetti ambientali ed energetici.

       


 


Per il raggiungimento di tale complessità, Nabito si avvale di un gioco dalle regole molto semplici come il Memo, adattato e metabolizzato in un processo progettuale. All'inizio le pedine (i pentagoni) sono mischiate e rivolte con il bianco in superficie. Ogni giocatore a turno scopre una pedina, rivela il suo colore e cerca la coppia; vince chi riesce a combinare più pentagoni dirigendo l'altro verso il proprio percorso mentale, generando così una delle possibili configurazioni. Da sottolineare che raramente accade che un solo giocatore indovini tutte le coppie, pertanto, passando di turno in turno, il risultato è frutto dell'interazione di due o più giocatori. Più alto è il numero dei giocatori più elevato è il livello di complessità raggiunto.



   

Tangram.

 

Nabito tangram-simon.

Nabito crede nella sostanziale serietà del gioco come "strumento di crescita e apprendimento, nella sua azione volontaria nell'autoformazione di spazi per la ri-creazione dell'anima". Questo atteggiamento ludico è denunciato chiaramente nel loro sito dove l'ibridazione digitale fra un tangram (3) e un simon (4) accompagna costantemente la navigazione, ricordando ad ogni click l'infinita possibilità combinatoria delle sette figure geometriche che compongono l'antico gioco cinese elevata nella sua complessità dalle dinamiche audiovisive di memoria a breve termine del celebre gioco elettronico di fine anni Settanta.

Il tangram-simon è il loro logo mutante che, contro ogni logica di riconoscibilità di mercato, sintetizza una ricerca orientata all'individuazione di semplici elementi inseriti in un sistema flessibile capace di rispondere alle complessità progettuali da affrontare.


Simon.

   
   



In linea con l'approccio ludico di Nabito, il recente studio per un edificio residenziale a Binefar, chiama in gioco (è proprio il caso di dirlo) il pentomino. Anche questo è una sorta di puzzle composto da dodici pezzi diversi, ognuno composto da cinque quadrati (pentomini), da assemblare in modo che abbiano almeno un lato in comune.







 


Secondo queste regole viene così sviluppata la facciata rettangolare di Binefar Huesca, un tipico caso catalano di demolizione e ricostruzione di volume edilizio. Partendo da uno schema classico di logica funzionale si passa a una fase di composizione modulazione e decomposizione che, codificate, creano un gioco architettonico di molteplici combinazioni. Il disegno dell'edificio risulta in questo modo multiplo,dinamico e variabile, pur rispettando le limitazioni volumetriche e formali imposte dal regolamento edilizio. Le piante dell'edificio discendono da molteplici tentativi di incastri possibili finalizzati al massimo utilizzo della superficie utile.





 


    I pezzi di un pentomino solitamente hanno forme simili a lettere che assumono come nomi. Le figure del pentomino di Binefar però assomigliano ad altro. Così Nabito introduce un gioco nel gioco, dando un nome ai suoi pezzi secondo la logica della pura fantasia evocata dalle forme. Il gobbo, il cammello, l'invasore... le facciate dell'edificio diventano racconti, storie, favole di architettura.



 






Anche nel progetto Playcartes, sviluppato per Europan 8, la strategia è quella di tradurre il paesaggio in scenario di figure architettoniche dal carattere marcato. L'orgoglioso, l'eclettico e il rilassato animano un paesaggio di sovranaturalezza, una mappa generata dalla sovrapposizione di elementi di scala differente. "Un territorio di codici meticci decodificabili e interpretabili solo se vissuti come ultimo strato, modificando, creando, distruggendo, coltivando ammirando... I tre personaggi sono frammenti di paesaggio e allo stesso tempo rappresentazione umanizzata di caratteristiche sociali. Sono edifici-paesaggio che si mimetizzano succhiando ciò che incontrano nel suolo, cambiando secondo il tempo e il colore del cielo". Tre tipologie di edificio rispondenti a tre gradazioni o dosaggi degli stessi ingredienti: intimità, condivisione, commistione di attività sia pubbliche che private, rapporto con il verde e con gli aspetti naturali del paesaggio che si insinua all'interno degli stessi edifici. Case giardino, a patio, o appese, compongono un catalogo abitativo articolato in modelli simplex o duplex, cercando un dialogo intenso con i servizi e le attività pubbliche grazie al legante naturale costituito dai numerosi patii e dalle coperture trattate come grandi piazze giardino.







 
 
Il Barone di Munchausen.

Nabito, nato a Roma, residente a Barcellona, è stato recentemente selezionato dal Ministero della cultura e della Comunicazione Francese nei nouveaux albums des jeunes architectes (5) "per la qualità dei progetti presentati, la capacità di rispondere alle problematiche architettoniche e urbane attuali e la specificità del loro percorso culturale". La zattera multiculturale continua il suo viaggio, con il suo carico di dispositivi creativi, volutamente senza una meta precisa, ma con la costante consapevolezza della propria ricerca.

Gianfranco Bombaci
bombaci@email.it
 
    NOTE:

1. Il testo è stato pubblicato su Net.it, ed. Actar, ed è disponibile integralmente www.newitalianblood.com.
2. Vedi www.urbanistica.comune.roma.it.
3. Il tangram è un gioco millenario della Cina ottenuto dalla scomposizione di un quadrato in sette forme geometriche. È conosciuto come "Le sette pietre della saggezza" perché si diceva che la padronanza di questo gioco fosse la chiave per ottenere saggezza e talento. Poco o nulla si sa circa le origini del gioco; persino l'etimologia del nome non è chiara. Combinando opportunamente i pezzi del Tangram, è possibile ottenere un numero pressoché infinito di figure, alcune geometriche, altre che ricordano oggetti d'uso comune, ecc. Qualsiasi figura realizzata con il Tangram deve essere costituita impiegando tutti i sette pezzi. Per maggiori informazioni e per giocare con un tangram virtuale vedi enchantedmind.com, reijnhoudt.nl.
4. Simon è un celebre gioco elettronico della Milton Bradley, inventato da Ralph Baer (creatore anche della prima consolle per videogiochi, la Magnavox Odyssey del 1972). Fu lanciato negli Stati Uniti nel 1978 e successivamente diffuso in tutto il mondo, conquistando un enorme successo e diventando un simbolo della cultura pop negli anni '80. Il gioco è una sorta di variante elettronica del gioco per bambini noto nel mondo anglosassone come Simon Says. "Simon" si presenta come un disco con quattro grandi pulsanti di colore rosso, blu, verde e giallo. Questi pulsanti si illuminano secondo una sequenza casuale; all'illuminazione di ciascun pulsante è associata anche l'emissione di una determinata nota musicale. Una volta terminata la sequenza, il giocatore deve ripetere la sequenza, premendo i pulsanti nello stesso ordine. Se riesce in questo compito, il giocatore si vede proporre una nuova sequenza, uguale alla precedente con l'aggiunta di nuovo pulsante/tono; la sequenza da ripetere diventa quindi sempre più lunga e il compito del giocatore più difficile. Per giocare a un Simon virtuale giochi.virgilio.it.
5. Vedi www2.culture.gouv.fr.
   
> NABITO

La sezione Playgrounds
è curata da
Alberto Iacovoni


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