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vientiane/ivrea: viaggi, progetti, diario (a ritroso) di un anno... (parte 1)

stefano mirti, simone muscolino



dicembre (umore malinconico e un po' pessimista)

 
il 31 dicembre e' di nuovo lontano, a vientiane in laos.
siamo in una delle nostre condizioni abituali (vorremmo dire preferite, ma le condizioni esistenziali non si scelgono, quelle sono date), quella di turisti per destino (nel mondo in cui non c'e' mezza via, o turisti o profughi, la nostra sorte e' –ahinoi– di default).





due immagini dei templi nelle grotte sul mekong a luang prabang, uno dei posti piu' belli, affascinanti, misteriosi, quello che volete voi, in cui siamo stati in tutta la nostra vita.

senza neanche il workshop, la ricerca, il progetto xyz, lo scambio culturale, i volenterosi studenti di paesi esotici per poter mascherare un pochetto la nostra condizione imbarazzante di turisti. senza contare che mentre noi turisteggiamo tranquilli, in altre parti del subcontinente centinaia di migliaia di persone sono alle prese con il disastro del secolo.
e' cosi'. niente da dire. siamo nati turisti e ci porteremo questo fardello come se fossimo in un racconto di buzzati.
e' una condizione esistenziale apparentemente piacevole (la guest house, il tempio qui, il tempio la'), in verita' empia, indiscutibilmente disperata.
se uno si ferma un secondo a ragionarci sopra, non puo' che mettersi a piangere e smettere di fare qualunque cosa. per quel che ci riguarda, noi, come fossimo in bicicletta, non smettiamo mai di pedalare (limitando i pensieri all'indispensabile, che ancora e' tantissimo).


[23feb2005]






la stazione di bangkok e' per noi molto familiare perche' l'ha costruita un italiano prendendo a modello torino porta nuova.
che se non fosse per il clima tropicale ci sembrerebbe di essere a casa...




il postale notturno che da bangkok arriva a nonkai (sul mekong, di fronte a vientiane) e' un missile metallico. di costruzione coreana, prima classe, seconda classe, cuccette di seconda, cuccette di prima, wagon-lits.
un mondo di meraviglie che ci aspetta...

pausa per trascrivere un racconto superbreve (ancorche' tagliente) di dino buzzati.

compiacimento malvagio
fate bene a insuperbirvi, o giovanotti. noi siamo oramai vecchi, da buttar via. il mondo e' gia' vostro e voi intendete disporne a piacimento, avete tutte le ragioni. dai nostri funerali rincaserete con un appetito formidabile, pieni di vitalita' e di progetti. alla sera, coricandovi, sentirete un doloretto a destra dello stomaco, per ora una cosa da nulla.



non capiamo la lingua, ma e' come se ci fosse scritto: 'io fui come voi siete ora, voi sarete come sono io adesso'. bbbrrrrrrrrrrrrrr....
(cimiterino non troppo allegro a luang prabang).






queste invece sono di vientiane. momento tecnologico di transizione. in cui esiste la macchina fotografica, ma non e' ancora arrivato il congegno che stampa la foto sul marmo. allora, a uno scultore ingegnoso gli viene l'idea che basta picchiettare sulla pietra facendo finta di essere un filtro di photoshop. grande qualita', grande consenso...

fine del racconto superbreve. acquisiamo questa consapevolezza che quel doloretto a destra che in effetti iniziamo a sentire, in pratica anche noi siamo gia' andati. brivido lungo la schiena, tre link a robe bellissime fatte da gente che (forse, ma non ne siamo sicuri) non sente ancora doloretti di alcun tipo:

http://www.spacebloom.net

(questo e' bellissimo perche' mica si capisce granche'. pero', ancora, grande poesia + fascino)

http://eco.adnec.com

(questo e' ancora piu' bello perche' il perche' si capisce benissimo. cioe', non si capisce affatto, pero' e' chiaro come funziona, perche' e' piacevole provare ad aggiungere un ramo, vedere l'effetto che fa, mandare il link a un amore lontano...)

http://www.gloriousday.com
(alto progetto interessante, anche se quello prima ci piace molto di piu'...)


il lettore ha capito che noi di indole siamo pessimisti, disincantati e spesse volte abbastanza cinici. invidiamo molto le persone che vivono l'impegno senza dubbi, senza mai dubitare.
ci piacerebbe dire che i nostri libri preferiti sono robe tipo 'cities for a small planet' di richard rogers. o che ci iscriviamo a gruppi tipo architecture for humanity http://www.architectureforhumanity.org o world changing http://www.worldchanging.com.
conosciamo un sacco di architetti bravissimi che sono impegnati su questi fronti e abbiamo molto rispetto per loro. le ultime volte che siamo stati a roma, gli amici di la' ci hanno portato al corviale, a vedere i progressi del progetto che coinvolge un sacco di gente brava, interessante e impegnata.
tutte cose che ci sembrano molto interessanti, ma che non riescono mai a coinvolgerci piu' di tanto.

leggiamo l'articolo, seguiamo il link, poi pero' poi, se andiamo sul website, quando si inizia a ragionare di contenuti importanti, quello che ci colpisce e' (in tutta onesta') la fotografia in quanto tale:



i colori, la forma, il signore (o la signora) che gli era venuto in mente di farsi la scala verde pistacchio con il mancorrente rosa... speriamo che siano ancora vivi. in linea di principio la camera da letto dovrebbe stare al piano di sopra. pero' il disastro e' capitato di mattina, non di notte. forse erano al piano terreno (speriamo di no). ci perdiamo subito in mille pensieri insignificanti.
ci scordiamo subito di fare la donazione o partecipare attivamente ai progetti di ricostruzione. vergogna assoluta.

:(


pero' anche un filo di fastidio per questa sensazione di essere circondati da persone che hanno per solo fine quello di migliorare il mondo, l'universita', la professione, la propria citta'. progetti/attivita'/operazioni sembre dichiaratamente didascaliche e apodittiche. di qui i buoni, di la i cattivi.
il turista che tre giorni dopo il disastro prende il sole sulla spiaggia viene additato come mostro (senza pensare che per motivi non troppo paradossali, tanto prima circolano foto con turisti sulla spiaggia, tanto prima questi paesi saranno in grado di rimettersi in piedi).
ai fini della vita reale di queste persone e' probabilmente piu' importante prenotare al buio (nel senso che non si sa ancora se i bungalow e tutto il resto saranno gia' ricostruiti) una vacanza a pukhet per marzo che donare un euro via telefonino.

mah. per fortuna a noi le spiagge non piacciono piu' di tanto (tranne il magico mondo dell'aquafan, che pero' non conta perche' non e' una spiaggia). pero', ancora, i pensieri sul rapporto tra quello che facciamo e i massimi sistemi rimangono sospesi.
come se uno dovesse vergognarsi a dire che a lui (o lei) quello che piacerebbe e' l'affermazione sociale in quanto tale.

mai che si incontra un giovane architetto che dica: 'mah, il mio sogno sarebbe quello di farmi una mercedes nera in diciamo dieci, magari quindici anni'.





per esempio. a noi piacerebbe moltissimo avere una mercedes nera, di quelle un po' da zingari. il tassista che ci porta dalla frontiera a vientiane a noi sembra un re. c'ha una macchina che piu' bella non potrebbe essere. tutta nera, con il cruscotto foderato di pelliccia...
poi, dopo qualche anno, si potrebbe fare un salto avanti comprandone un'altra, uguale, ma piu' bella ancora...

se invece, tra i lettori di arch'it, ce ne fosse qualcuno/a che intende la professione come strumento per comprarsi automobili affascinanti, per cortesia contattateci che magari andiamo a cena insieme (probabilmente le conversazioni saranno ragionevolmente interessanti, non fosse per la novita' degli argomenti trattati).












alcuni loop di foto girati da simone nel nostro trenino. vagone ristorante, cuccette...

architecture transforms the ordinary by giving order, scale and beauty to space. it allows to build dreams and turn them into reality.

(questa frase che compare sulla homepage del website di sir richard rogers puo' essere intesa essere un maniera bellissima per guardare all'architettura o il classico esempio di retorica/truffa che all'incirca conosciamo tutti). o forse tutte e due assieme. ma gia' questa ci sembra un'ipotesi di grande ottimismo.









quattro esempi di gente che si organizza perfettamente i suoi sistemi di trasformazione della realta' (in rapporto o meno al mondo dei sogni) senza dovere aspettare sir rogers a spiegargli come fare.
quando poi arrivera' una superstar a fargli l'aeroporto intercontinentale grande come una portaerei, allora anche loro aggiorneranno i loro sogni su una scala piu' consona al mondo globale.


in questo senso e' un grande sollievo passare un po' di tempo in asia. dove i nostri colleghi orientali non conoscono una serie di termini. l'etica non sanno cosa sia. l'impegno men che meno. l'utopia, quel giorno li' erano assenti e il compagno di banco non gli ha dato il compito da fare a casa. le derive situazioniste e post-situazioniste li lasciano a bocca aperta (nel senso che uno potrebbe dirgli: facciamo un terrario con milioni di formiche e rimarrebbero stupiti uguale). india, cina, giappone, sud-est asiatico. un grande continente, dove la gente fa quello che deve fare, senza troppe pippe e masturbazioni assortite. come fosse un sanatorio dove ritemprarsi dopo i lunghi mesi passati a discutere dell'aria fritta casalinga.

architetti che –pensa te– si contentano di fare delle architetture bellissime. che se poi intervisti toyo ito per il libro per postmedia, quello se ne esce con una frase del tipo:

devo dire che non ho particolare gusto per la moda femminile. pero' guardo molto al modo in cui le ragazze si vestono.
il vestire femminile e' a mio avviso il luogo in cui la sensibilita' moderna raggiunge il suo picco assoluto. se si vuole capire dove va il mondo, bisogna guardare a come le donne si vestono.









il vestire femminile (ahime' non nelle sue punte piu' alte), versione locale.
che toyo ito e' abbastanza un genio, lo abbiamo cercato di dimostrare nel libro uscito all'inizio dell'anno.




a inizio dicembre racha e' andata a fukuoka per progettare assieme a ito ed alcuni studenti giapponesi un padiglione da costruirsi nel parco di fronte al suo nuovo salto in avanti. le foto di cantiere sono abbastanza mozzafiato...

quest'anno che viene sara' la volta di yung ho chang:

...quando studiavo architettura, io e i miei colleghi ammiravamo molto gli stessi architetti che vengono ammirati dagli studenti di adesso. l'unica differenza e' che allora, nessuno di loro stava costruendo nulla. erano tutti nel profondo della teoria, nel mondo dei concetti profondi. gente come zaha hadid, come rem koolhaas...

(il libro su ito era tutto sulle sue architetture piu' piccole, minute. quello su yung ho chang sara' tutto sulle installazioni, delle cose ancora piu' piccole ma super belle).


eccovi un'immaginetta tanto per capire di che cosa stiamo parlando:



quando e' uscito il libro su ito, poi alla fine abbiamo tagliato una postfazione perche' le pagine a disposizione erano finite prima.





una second
a immagine. questa volta e' il diagramma esplicativo di questa installazione fatta a parigi. yung-ho e' uno bravo, che zitto zitto si fa le sue installazioni, articola un suo linguaggio, passo dopo passo...


pausa.
sui tre libri che hanno a che fare con l'architettura piu' interessanti usciti nel 2004.

- alberto iacovoni, "game zone".
(alberto oltreche' essere un architetto di prima classe c'ha anche una testa superfina. il libro uscito da birkhauser sul gioco e' di gran lunga il piu' bello di tutti).

- toshiko mori, "immateriale/ultramateriale. architettura, progetto e materiali"
(un grazie di cuore a elena molinaro & gianni romano per avere fatto finalmente uscire la versione italiana del testo piu' interessante venuto fuori da tutta la east coast americana in questi ultimi anni).
http://www.postmediabooks.it

- francesco jodice, "what we want"
(jodice e' un altro fuoriclasse e' questo libro e' li a testimoniarlo. foto mozzafiato, un ragionamento concettuale sulla fotografia contemporanea che riesce a mettere in crisi gli architetti piu' bravi. francesco e' una di quelle persone che se non lo conoscete di persona, dovete assolutamente cercare di conoscerlo. una cena, un viaggio con lui sono uno dei grandi piaceri della vita. chiacchiere che spaziano dalla grande stagione della fotografia americana degli anni '30 alla lezione dei maestri, la scollatura della cameriera che si trasmuta nell'inter in crisi perenne).

fine pausa.



prima delle pausa stavamo dicendo che se avete modo di viaggiare ad est di venezia fatelo pure perche' il tutto merita non poco.

nel 2004, assieme a fabrizio gallanti + la copertura/complicita'/stimolo di luca molinari si e' cercato di fare una mostra in triennale sulla nuova generazione degli architetti che stanno iniziando a costruire (o che in pochi anni hanno gia' costruito come noi forse non costruiremo in quarant'anni di carriera) adesso in giappone. i nipotini di toyo ito...

doveva chiamarsi 'new boundaries', poi (come spesso capita) tutto e' andato a rotoli.
i piu' curiosi potranno comunque segnarsi questi nomi, passare qualche ora su google...

atelier bow wow, klein + dytham, tezuka architects, teledesign, factor n, katsuhiro miyamoto, mikan gumi, masaki endoh and masahiro ikeda.

http://www.edh-web.com
http://www.klein-dytham.com
http://www.mikan.co.jp
http://www.fob-web.co.jp
http://www.tezuka-arch.com
http://www.bow-wow.jp
http://www.tele-design.net

fabrizio gallanti (per ora in cile, ma prima o poi tornera' a casa...), ha fatto un lavoro colossale di documentazione, contatti, immagini, testi...
per ora e' tutto nell'hard disk del suo computer, pero' prima o poi si trovera' un modo per farlo uscire fuori...

(per dire: quando la biennale veneziana era ancora di la' da venire, lui ci tempestava di mail su questi due tezuka, che erano bravi, che andavano contattati... e' come se fosse un ossservatorio tipo palomar, posizionato in cile, che controlla il mondo senza farsi sfuggire nulla di nulla.

(quelli che non possono aspettare, possono contattarlo direttamente, lui e' come se avesse un microchip sottopelle ed e' collegato in rete 24 ore su 24: f.gallanti@terra.cl)

anche:
se siete curiosi chiedetegli di mettervi nella mailing list del suo diario fotografico quotidiano dal sudamerica. tutte le mattine (o giu' di li'), aprite la mail e c'e' un jpg con commento secco e breve.





(qui due immaginette niemeyerane del gallanti in trasferta brasiliana).

ultima digressione importante sul pianeta giappone prima di riprendere il filo del discorso.
fate attenzione che mentre voi vi gingillate con mille stupidaggini, kazujo sejima sta per diventare l'architetto piu' importante del mondo...
lei e il suo partner ryue nishizawa stanno completando una batteria di edifici mozzafiato. stabilito che il piu' grande architetto giapponese del xx secolo e' kazuo shinohara (nella nippo-genealogia, potrebbe essere considerato il papa' di ito), miss sejima si sta portando avanti per rubare la parte centrale del palcoscenico a tutta una serie di dinosauri che poco per volta hanno iniziato un pochetto a stufare...
all'interno della dicotomia forma/contenuto, lei e' alla sinistra dell'estrema sinistra. un'attenzione per la forma cosi' intense e assoluta che diventa automaticamente elemento di contenuto. come quando uno fa la sauna e poi si tuffa nella neve. che ha cosi' freddo che sembra di avere il corpo trafitto da migliaia di aghi arroventati.


brava sejima, tifiamo tutti per te!



andando a frugare nell'hard disk con le vecchie immagini abbiamo trovato questa curiosa vista del negozio fatto qualche anno fa da sejima a ginza. stesso tema di yung-ho chang (fare esplodere lo spazio di un interno con una cascata di luci al neon). la maniera con cui sejima e chang hanno risolto lo stesso problema e' una rappresentazione piu' che sintetica del complesso rapporto culturale tra cina & giappone. bello.



microfoto di sejima-san che forse non e' l'architetto piu' famoso del mondo, ma per certo e' la piu' fascinosa di tutti...


altre due persone per cui tifiamo sono il duo boeri/obrist.
che dimostrano a tutta una serie di riviste insulse (per fermarci in italia possiamo limitarci a menzionare casabella e area) che si puo' fare una rivista intelligente e bella allo stesso tempo. che i lettori vivono anche senza l'ultimo lavoro di alvaro siza, che gli inserzionisti non fuggono inorriditi, che si puo' guardare all'architettura in maniere molteplici.
e che una rivista di architettura senza commistioni con le discipline altre (a partire dall'arte contemporanea) non vale nulla.

molti dicono che e' la nuova domus e' un progetto un po' paraculo. che e' esattamente il motivo per cui ci piace molto.
(probabilmente perche' un po' paraculo lo siamo anche noi).

le riviste ineccepibili sono mortalmente noiose. le riviste belle sono quelle che a volte cadono un po' in contraddizione, che tentano di fare quadrare il cerchio, che prendono il rischio, che si sbilanciano, che fanno promesse, che sono piene di entusiasmo, che non si preoccupano di tenere posizioni criticabili.

detto questo, stabilito che il 2004 e' l'anno in cui si capisce che domus funziona anche senza architetture patinate, sarebbe bellissimo se il 2005 fosse l'anno in cui tutta una serie di esperimenti interessanti (che stanno capitando in italia ma anche fuori) trovassero sbocco sulle sue pagine. mica devono essere 50 pagine per numero, noi ci accontenteremmo anche di meno...
boeri e' stato bravissimo a dare per primo corda e spazio negli anni passati a un primo giro di giovani intraprendenti (a12, cliostraat, stalker), pero' da allora e' passato un sacco di tempo, altri giovani (alcuni ancora piu' intraprendenti) sono venuti fuori, stanno facendo cose mica da poco...

:)

ps. pero', dobbiamo anche dire che dopo la biennale veneziana, quando abbiamo visto che sul numero successivo di domus il tutto si apriva con la bomba di tezuka architects, siamo cascati dalla seggiola.
di tutta la biennale del blob, l'unico edificio che stava cinque spanne sopra gli altri era quello dei coniugi tezuka. una planimetria che era una sorta di punto interrogativo, tutto ricoperto di neve. una roba meravigliosa. l'unico edificio di tutta la biennale che ci ha fatto battere il cuore realmente forte.
quando poi compri la rivista e vedi che joseph grima ha concentrato le sue attenzioni esattamente su quel gioiello li', allora a boeri & obrist, perdoniamo abbastanza tutto.

senza contare che boeri-san + gianandrea + vari altri dello studio hanno fatto un progetto bellissimo per marsiglia. uno dei progetti italiani piu' belli dell'anno. attendendo l'inizio del cantiere un saluto a tutti + auguri di buon anno.

:)





caso mai vi foste persa la biennale e il domus di cui sopra, qui avete la planimetria. maggiori informazioni le trovate su:
http://www.a-matter.com/eng/projects/
museum-natural-science-pr081-01-s.asp


ok.
esaurita la nostra digressione giapponese, sejima, boeri, obrist, siamo di nuovo sul treno notturno che da bangkok fila verso vientiane, chiacchierando con i nostri compagni di viaggio, ragionando del piu' e del meno sui casi della vita.
(ovviamente, viaggiare senza avere dei compagni di viaggio di prima classe si fa prima a stare a casa).



qui per esempio vedete muscolino travestito da capotreno che fa finta di leggere un libro per darsi un'aria da intellettuale (per la cronaca il libro che ha tenuto impegnato simone per tutto il viaggio era: 'gigi rizzi: io, bb e l'altro '68').


barbara ci spiega della sua idea di costruire un cimitero. attenzione, non una tomba di famiglia, no, un cimitero vero e proprio. che ha dei riferimenti in testa, e' stata di recente a un funerale a zurigo (o forse vicino a zurigo)...
idea meravigliosa, si passano ore e ore a ragionare sui diversi sistemi, su quel cimitero che avevamo visto alle cinque terre, scarpa a san vito d'altivole, quella volta che abbiamo scavalcato il muro e siamo entrati nel cimitero di modena di notte, schizzi, disegni, idee che si rincorrono.











pagato il dovuto omaggio ai maestri (in sequenza: scarpa, scarpa, rossi, pisa, cappuccini a roma), ancora un'immagine (cimitero di villa latina, fr) dove qualche settimana fa e' stato seppellito il nonno.


?



adesso che tutti si fanno cremare vale portarsi le ceneri a casa. o costruirsi una tomba nel giardino, o un vero e proprio cimitero. come se si chiacchierasse di che macchina vuoi comprarti l'anno prossimo. confrontando le cilindrate, i modelli, la macchina del tuo amico. ecco. pero' invece si ragiona sulla maniera migliore di pensare al luogo della morte. fotografia si / fotografia no. scritta secca o frase ad effetto? boetti e' tra noi. forse anche aldo rossi. siamo tutti molto contenti.


giusto per rimanere in tema, a natale, come buon proposito per l'anno nuovo si e' ripreso a fumare. a marzo si e' passati da 2 pacchetti a zero con discreta fatica. dopo sei mesi senza vizio, si puo' dire che non solo i vizi sono importantissimi, ma anche che vanno coltivati con cura e con amore. non che tutti debbano fumare, a ognuno il suo...

per l'appunto, il colpo di grazia l'ha dato il video in cui aldo rossi spiega i motivi e le storie del teatro del mondo. un video bellissimo che da solo valeva tutta la mostra di celant sull'arte + architettura del xx secolo. dove lui e' tranquillo, fuma beato, una sigaretta dopo l'altra e intanto spiega mille cose affascinanti del teatro del mondo, della sua idea dell'architettura e del mondo.

simone nel frattempo ci/vi (ci, a noi sul treno) (vi, a voi lettori) aggiorna sulle ultime prodezze di michel gondry, chris cunningham e spike jonze (per la cronaca, i sopracitati non sono cantanti, non sono calciatori, non sono pensatori liberali... sono bensi' videomaker).

vengono passati in rassegna una serie di videoclip che sono deliziosi.
inseriamo nel portatile il doppio dvd di gondry e, mentre il treno notturno attraversa la tailandia, ci perdiamo in mezzo a batterie e amplificatori che si moltiplicano e ci accompagnano in giro per i pezzi di una qualche cittá (white stripes – 'the hardest bottom to bottom'), passando per un'alice nel paese delle meraviglie reinterpretata con una serie di trucchi che ci fanno morire di invidia (chemical brothers – 'let forever be'), fino ad arrivare a una, due, tre, quattro bellissime/stratosferiche kylies che girano attorno a una piazza parigina che ad ogni giro si incasina sempre piu' e ci riempie gli occhi di meraviglie (kylie minogue – 'welcome into my world').

http://www.directorslabel.com


directors label e' un'etichetta che l'anno scorso ha fatto uscire questa serie di tre dvd sui lavori di gondry, cunningham e jonze. noi ce li siamo comprati tutti e tre perche' siamo curiosi e impariamo sempre un sacco di cose cercando di capire le traiettorie delle carriere delle persone che ci piacciono. e siamo poi contenti se uno come gondry (avrete capito che e' di gran lunga il nostro preferito), dopo aver fatto tutta una serie di filmetti casalinghi coi pupazzetti e il super8, finisce a fare uno dei film piú belli della passata stagione ('the eternal sunshine of the spotless mind', che con la fantasia dei traduttori italiani e' poi diventato 'se mi lasci ti cancello'). siamo contenti e cerchiamo di capire quali sono i passaggi, le mosse giuste e gli errori, pronti ad azzeccarci e a sbagliare pure noi...

per capire la nostra fascinazione sul videoclip come mezzo di comunicazione, fatevi un giro su: http://www.pleix.net/films.html
cliccate su un video a caso, provate a guardare plaid (itsu) eppoi beauty kit
eh? capite quello che stiamo cercando di dire?

adesso provate ad andare su quest'altro sito:
http://www.christian-moeller.com
bei progetti, ma ancora piu' interessante, il video usato come mezzo principale per spiegare i progetti.








lo stesso simone ha fatto alcuni video quest'anno. con una batteria di nuovi progetti per tenersi occupati anche per il 2005. videoclip fatti in maniera tradizionale, con le immagini in movimento, montaggio, ecc.ecc.

alcuni avete iniziato a vederli prima, qui tre esempi girati in un mercato di bangkok nei giorni prima di partire.

poi, si e' iniziato a sperimentare con i loop fatti di singoli fotogrammi.
qui avete una prima sperimentazione fatta a pechino, per documentare il progetto fatto per la biennale di architettura. in pratica si tratta di una serie di foto che diventano il singolo loop. poi, si linkano i loop in serie, e il risultato lo vedete qui (attenzione che e' un file un po' piu' pesante degli altri, 18mb, vi conviene scaricarlo).

altri esperimenti sono stati fatti nei mesi successivi. a hong kong, a bangkok, nel corso di questo viaggio in laos.
loop di 10, 20 fotografie. con o senza sonoro. slegati o legati in piccole serie. con o senza testo...
un mondo nuovo...
che sono cosi' leggeri che possono anche essere affiancati a questo articolo senza farvi piantare il computer o farvi ammazzare di noia...


se il tema vi intriga, eccovi un altro esempio piu' che ben fatto:
http://www.theplaystation.org/qm/one.htm

(grazie a tal drori e yaniv steiner per la concisione + humour + intelligenza)

il treno continua a correre nella notte. la carrozza ristorante e' un bijoux. marlboro, birra, chi preferisce il whisky, chiacchiere in liberta'.
senza contare che la meraviglia del portatile e' che e' come viaggiare sempre con l'autoradio in tasca. in piu', simone non solo ha la digicam che fa le sequenze animate, c'ha anche l'ipod. in poche parole, il mondo ci appartiene.

la playlist di questo viaggio e' stata divisa in due. italiano + inglese.

ennio morricone – a fistful of dollars (suite)
donatella rettore - splendido splendente
marcella bella – mi ricordo montagne verdi
adriano celentano – azzurro
patty pravo – pazza idea
mina – parole parole
antonella ruggiero – per un'ora d'amore
antonella ruggiero– vacanze romane
italia a mano armata (beretta 70)
donatella rettore – kobra
adriano celentano – chi non lavora non fa l'amore
domenico modugno – lazzarella
giuseppe verdi – rigoletto (la donna e' mobile)
renato carosone – o' sarracino
fabrizio de andre' – rimini
lucio battisti – pensieri e parole
mina – un anno d'amore
fred buscaglione – guarda che luna

+

syd barrett – lady lemonade
ludwig van beethoven – suicide scherzo (9th symphony)
blind faith – can't find my way home
cream – badge
marianne faithful – working class hero
jimi hendrix – little wing
tricky – hell is round the corner
led zeppelin – going to california
pj harvey, bjork – (i can't get no) satisfaction
temptations – papa was a rolling stone
goldfinger (james bond's theme)
rolling stones – citadel
spice girls - wannabe
kinks – sunny afternoon
george harrison, ringo starr – when we was fab
who – magic bus
patti smith – because the night
wolfgang amadeus mozart – requiem (lacrymos)

in verita' ai primi di dicembre c'e' stata un primo anticipo di vacanza dove si sono passati dieci giorni a vedere film e masterizzare cd.
ogni cd, un gioiello riprodotto in 24 copie date agli amici piu' cari come regalo di natale.

e' uno dei progetti piu' belli di tutto il 2004, la musica non ve la possiamo fare scaricare (senno' arrestano marco brizzi e arch'it chiude), l'unica cosa che possiamo condividere con voi sono le copertine fatte serigrafare sui cd.



(sono frammenti di lavori di giotto, lucio fontana, paul klee, piero della francesca, fausto melotti, caravaggio, marcel duchamp, man ray)

arrivati al lacrymos di mozart, possiamo ritornare al nostro amore per il pessimismo assoluto, per quel territorio affascinante che ha ai suoi estremi il piccolo principe (estremita' da una parte) e il bardamu del 'viaggio al termine della notte' (estremita' dall'altro lato).
per non parlare dell'ancora piu' bello 'morte a credito'...
diciamo che ogni mattina ricominciamo daccapo. a congegnare progetti che ci sembrano poter cambiare il mondo (anche se un po' sappiamo che non e' che si cambia granche'), a conoscere nuove persone interessanti e/o affascinanti, a cercare di provare a noi stessi il contrario (ovvero che non bisogna essere cinici ma che e' necessario provare a cambiare il mondo). surfeggiando la rete, incontrando persone diverse, moltiplicando le occasioni per poter ammettere che il nostro pessimismo esistenziale in fondo in fondo non e' poi cosi' motivato.
e in effetti troviamo un sacco di materiali diversi. website, progetti, persone straordinarie. pero' poi, ancora quando siamo nel letto prima di prendere il sonno (ovvero nel momento prima di addormentarci, dopo il libro, prima di spegnere la luce), le conclusioni sono sempre un po' disarmanti.
ma tant'e'.







il ciclo e' dato.
alla sera, prima di addormentarsi, lo sgomento ci assale.
poi, si passa tutta la notte a sognare, e al mattino dopo si ricomincia con grande ottimismo. con energia che a noi sembra infinita ma che non basta mai, giornate sfiancanti che non sembrano mai finire. poco per volta l'ottimismo della volonta' inizia a mostrare le prime crepe che verso le prime ore del pomeriggio diventano sostanziali. merende in cui compare il pessimismo della ragione, umore che peggiora man mano che procede la sera e la notte. ovviamente, quando l'umore e' nero nero nero, allora quello e' il momento delle idee piu' belle (o che a noi sembrano tali). poi, si va a dormire. per ricominciare il mattino dopo.

nel frattempo il treno e' arrivato a destinazione, siamo scesi e adesso si passa la frontiera. continuano i loop di simone...

continuando, tre architetture che negli ultimi mesi hanno contribuito al nostro buonumore:

http://www.haque.co.uk/skyear

(usman haque e' uno dei nostri progettisti preferiti, ogni volta che andiamo sul suo website ha fatto un evento nuovo, piu' grosso, con piu' palloncini, come una trottola che non si ferma mai).

http://www.architettura.it/architetture/20050104

(gli elasticos, noi li conoscevamo sin dall'universita', e gia' allora facevano progetti bellissimi).
richiesta speciale: simone carena quand'e' che ci mandi dei ragguagli su quello che stai facendo a seoul? sono orami tre o quattro anni che sei partito, siamo molto curiosi...

http://www.architettura.it/architetture/20041219
(anche gatti se la sta giocando in trasferta. stessa domanda di cui sopra: quand'e' che ci mandi qualche resoconto da shanghai?)

insomma.
intorno a noi c'e' un sacco di gente che fa una molteplicita' di progetti interessanti. noi stessi lavoriamo dal mattino alla sera su robe dal dubbio significato.
questa striscia (cliccabile) composta da daniele mancini e' un resoconto sommario di tutta una serie di progetti fatti nell'anno appena chiuso.



walter aprile, massimo banzi, britta boland, edoardo brambilla, alessandro busseni, dario buzzini, holly coleman, line christiansen, tal drori, ivan gasparini, barbara ghella, crispin jones, milena maccaferri, sara manazza, daniele mancini, stefano mirti, raphael monzini, simone muscolino, matteo pastore, sergio paolantonio, luca poncellini, michal rinott, francesca sassaroli, manuela serra, yaniv steiner, stefano testa... (piu' qualcun altro di cui di sicuro mi saro' dimenticato). ovvero le persone che lavorando insieme hanno messo insieme questi vari progetti.

come se fosse un riassunto concentrato in una strisciolina. una ventina di persone diverse, piu' plausibilmente trenta, progetti di ogni tipo, un sacco di energia, soldi, passione. eppoi alla fine diventa tutto una strisciolina da mandare a una ragazza che vorresti baciare ma che lei non vuole (le ragazze moderne diventano ogni giorno piu' esigenti e per catturare la loro attenzione bisogna fare robe sempre piu' grosse, piu' ambiziose, piu', piu', piu'...).
una volta era piu' semplice. bastava qualche cartolina, magari un lavoro teorico con 99 fax mandati uno dopo l'altro per 99 giorni consecutivi...
adesso, con il terzo millennio, e' tutta un'altra storia.













in queste sei immagini di ivan gasparini piu' o meno capite come funzionava l'evento 'morte a venezia', fatto a dicembre. un monastero neoclassico, diverse strutture temporanee che contenevano le installazioni, il workshop per i ragazzi delle scuole, i gonfiabili e quant'altro.

per capire come funzionavano i workshop per i bambini: http://projects.interaction-ivrea.it/portraitworkshops

(un altro progetto molto divertente, immaginare, pensare, progettare, prototipare, costruire, provare e riprovare dei workshop per ragazzini delle scuole medie. mescolando tecnologia, gioco, curiosita' e bestemmie quando il computer si pianta ogni due minuti).

stavamo dicendo,
le ragazze moderne, non gli basta una foto carina, e a volte neppure un'installazione. bisogna fare lavori concatenati, lavorare su un'idea, e poi su un'altra, sviluppare una visione. alcune non accettano un invito a cena o per il cinema se prima non si da prova di avere elaborato un manifesto sul noi altri, il design, il mondo intero (le ragazze moderne sono bravissime, dunque difficilissime...)

prima di chiudere questa prima parte, eccovi una prima versione di una possibile visione di quello che pensiamo possa essere il design per noi stessi. l'abbiamo messa a punto per questa installazione/evento/workshop di cui si parlava sopra. inoltre, impressiona molto le nostre ragazze preferite (che e' sempre un buon segno...)

venezia.doc

infine, chiusura a effetto con il testo di splendido splendente.
uno dei capolavori della nostra donatella preferita, che sia di buon augurio per un ottimo 2005 a tutti i lettori...

splendido splendente l'ha scritto anche il giornale
io ci credo ciecamente...
anestetico d'effetto e avrai una faccia nuova
grazie a un bisturi perfetto...
...invitante,tagliente splendido splendente.

splendido splendente costa poco
e finalmente io sorrido eternamente

amo un camice innocente
si avvicina sorridente
e' padrone, gia' si sente
perdo i sensi lentamente
come tra le braccia di un amante...
...splendido splendente.

sono splendida splendente
io mi amo finalmente
ho una pelle trasparente come un uovo di serpente.

come sono si vedra'
uomo o donna senza eta'
senza sesso crescera'
per la vita... una splendente vanita'.

splendido splendente come sono affascinante
faccio cerchi con la mente,
mi distinguo fra la gente...
...tutto relativamente
grazie a un bisturi tagliente invitante...

splendente splendido splendente.

sono splendida splendente
io mi amo finalmente
ho una pelle trasparente
come un uovo di serpente.
splendido splendente...



(1. continua >)

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