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Species:
FOA's Philogenesis
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Tokyo
Japan |
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TN
Probe
Hanae-Mori Bldg. 5F
3-6-1 Kita-Aoyama
Minato-ku, Tokyo
http://www.tnprobe.com
info@tnprobe.com
This exhibition will analyze FOA's activities for the last 10 years,
focusing on their original concept of "species". Since they
have been involved in a number of projects throughout the world, FOA
is now regarded as an important leader of the globalization generation.
And yet they believe that contemporary society should be epitomized
not only by a globalized economy but also by the intermingling of diverse
cultures, and that architecture and urbanism should reflect this. This
exhibition will explore their philosophy and activities through 24 projects,
some of which are still in progress.
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07jan03 |
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15feb03 |
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Joshua Davis - Retrospective
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London
UK |
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Institute of Contemporary Arts
The Mall
London SW1Y 5AH
tel: 020 7930 3647
http://www.ica.org.uk
Launching 2003 with a massive creative talent, New York based artist
and technologist Joshua Davis brings to the ICA a major retrospective
of his work. Coming to international prominence in 1998 with web based
projects such as dreamless.org, praystation and Once Upon A Forest,
Davis has been one of those creatives who actually shaped the look
of the internet and also how we navigate through websites. Recently
Davis won the 2001 Prix Ars Electronica Golden Nica in the category
Net Excellence and was honoured by the IPPA as one of the Ten Most
Creative People in web design.
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08jan03 |
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08feb03 |
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Il
quarto sesso.
Il territorio estremo dell’adolescenza
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Firenze
Italia |
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Stazione
Leopolda
Firenze
informazioni:
Fondazione Pitti Immagine Discovery
http://www.pittimmagine.com
a cura di:
Francesco Bonami, Raf Simons
allestimento:
Cliostraat
La mostra Il quarto sesso. Il territorio estremo dell’adolescenza vuole
essere il luogo di una riflessione sull’importanza sempre maggiore che
la tribù degli adolescenti ha nella nostra società. Una società in cui
il superamento dei concetti di identità sessuale e di identità anagrafica
riflettono in modo violento e contraddittorio i cambiamenti sociali
in atto. Il quarto sesso è quello degli adolescenti. Momento sessualmente
indefinito in cui prevale l’ambiguità di genere. Gli adolescenti non
sono ragazzi o ragazze e non sono ancora uomini o donne, fanno parte
di un universo parallelo, fluido e in divenire. Appartengono fortemente
al presente ma simbolicamente sono il seme del futuro [...]
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09jan03 |
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09feb03 |
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Iñigo Manglano-Ovalle
Purgatory
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New York, NY
USA |
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Max Protetch
511 W.22nd street
New York, NY 10011-1109
tel: 212 633 6999
fax: 212 691 4342
info@maxprotetch.com
http://www.maxprotetch.com
Purgatory forms one part of a trilogy of multi-room, multi-channel exhibitions
that will combine the structure of Dante's Divine Comedy with crucial
moments and controversial public figures in history. Purgatory's centerpiece
is a large-scale titanium cloud sculpture whose form is based on an
actual cumulo-nimbus (or supercell) thundercloud modeled by the Department
of Atmospheric Sciences at the University of the Illinois. Working with
the architect Douglas Garofalo, Manglano-Ovalle has converted the numerical
data scanned from an existing 50 kilometerwide thundercloud and then
scaled it down to be digitally sculpted by computer-controlled milling
machines used by the automobile industry to prototype new car bodies.
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11jan03 |
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08mar03 |
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(+RAMTV).
negotiate my boundary!
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Venezia
Italia |
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Galleria d'arte A+A
Calle Malipiero 3073
Venezia
tel: 041 2770466
http://www.ramtv.org
mail@ramtv.org
negotiate my boundary! descrive un'architettura "re-attiva" (che risponde
alle sollecitazioni degli utenti) basata sui principi di "costumizzazione
di massa". Il progetto è raccontato in www.ramtv.org. Il sito ospita
un simulazione del software cluster:blaster, in grado di generare abitazioni
secondo le preferenze degli utenti, all'interno di un schema di parametri
preimpostati dall'architetto-pianificatore. L'installazione presentata
alla galleria A+A simula l'ambiente 'reattivo' delle architetture presentate
nel progetto di (+RAMTV). Un sistema di proiezioni video, rappresentante
l'interno delle abitazioni descritte nel progetto,"risponde" alle sollecitazioni
attivate dai visitatori della mostra. Quando camminano nella galleria,
i loro passi generano impulsi che vengono registrati da un sistema digitale
che invia segnali ai proiettori, generando immagini che rispondono con
coerenza alla posizione o direzione di cammino delle persone. L'evento
segna il lancio in Italia del libro di (+RAMTV) negotiate my boundary!
, AA Pubblications, Londra 2002
> IN A BIT
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13jan03 |
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16feb03 |
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Nuova Architettura tedesca.
Per una modernità riflessiva
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Milano
Italia |
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Triennale di Milano
viale Alemagna, 6
Milano
tel: +39 02 724341
fax:+39 02 89010693
http://www.triennale.it
La mostra, concepita dalla Camera degli Architetti di Amburgo, mette
in luce la migliore produzione architettonica degli anni Novanta in
Germania, anni caratterizzati da trasformazioni radicali in ambito politico,
sociale e culturale. Due giurie, una tedesca e una internazionale, hanno
selezionato 25 recenti opere progettate da architetti tedeschi. Ad integrazione
della mostra è prevista una sezione dedicata al progetto della nuova
Biblioteca Europea progettata per Milano da Bolles and Wilson, vincitori
di un concorso internazionale realizzato nello scorso anno per la costruzione
di uno dei complessi bibliotecari e culturali più grandi d'Europa e
che illustreranno il loro progetto in Triennale a conclusione di un
ciclo di conferenze pubbliche che vedrà la presenza di autori e critici
tedeschi quali Hans Kollhoff, Sauerbruch and Hutton e Hadi Teherani,
Werner Sobek e Markus Allmann.
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14jan03 |
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14mar03 |
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FUTURE FILM FESTIVAL
Le Nuove tecnologie del Cinema d'Animazione
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Bologna
Italia |
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Future Film Festival
Via del Pratello 21/2
40122 Bologna
tel: +39 051 2960664
fax: +39 051 6567133
Location:
Capitol Multisala
via Milazzo 1
Bologna
tel: 051 241002
future@futurefilmfestival.org
www.futurefilmfestival.org
Il Future Film Festival, diretto da Giulietta Fara e Oscar Cosulich,
e' la prima e più importante manifestazione italiana dedicata alle
nuove tecnologie, agli effetti speciali e all'animazione 3D e si terrà
a Bologna dal 15 al 19 gennaio 2003, aperto, il 14 gennaio, dall’anteprima
nazionale de Il Signore degli Anelli – Le Due Torri . Giunto alla
quinta edizione il festival si prospetta ricco di anteprime importanti,
incontri e dibattiti che ruotano attorno al tema del digitale e delle
sue applicazioni. Tra gli appuntamenti: l’anteprima italiana di Spirited
Away (Sen to Chihiro no kamikakushi) di Hayao Miyazaki, vincitore
delll’Orso d’Oro a Berlino; l’anteprima italiana del film di Mike
Figgis, Hotel; un omaggio al regista Godfrey Reggio, ospite del festival,
di cui viene presentata la trilogia composta da Koyaanisqatsi, Powaqqatsi,
Naqoyqatsi e il cortometraggio Anima Mundi; l’anteprima italiana di
Ghost Ship di Steve Beck; l’anteprima italiana di My Beautiful Girl,
Mari di Sung-gang Lee, vincitore del premio come miglior film all’ultimo
festival del cinema d’animazione di Annecy; Mercano El Marciano di
Juan Antin, vincitore del premio speciale della giuria al festival
di Annecy; l’uovo di Dario Picciau, primo lungometraggio italiano
completamente realizzato in 3D. Innumerevoli gli incontri e i momenti
di approfondimento dedicati alle nuove soluzioni dell’animazione 3D
e agli effetti speciali. [...]
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15jan03 |
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19jan03 |
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Tatirama
Architecture and film of Jaques Tati
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Rotterdam
Netherlands |
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Netherlands Architecture Institute
Museumpark 25
3015 CB Rotterdam
Netherlands
tel: +31(0)10-4401200
fax: +31(0)10-4366975
http://www.nai.nl/
This exhibition shows us the attitude of the legendary French director
Jacques Tati on the modernization and mass-culture in the fifties
and sixties. Images from Tati's movies are coupled with quotes by
the famous architect Le Corbusier. The exhibition includes the drawings
of Tati's set designer and co-author of most of his films, Jacques
Lagrange.Tati is famous for such cinema successes as "Les Vacances
de Monsieur Hulot", "Mon Oncle" and "Trafic". His films deliver a
humorous critique of the inflated scale, standardization and monoculture
of modern architecture. Tati did not write and design his films alone.
Jacques Lagrange was Tati's regular set designer from 1953 until the
latter's death. Tati always kept Lagrange hidden from the public.
A unique feature of the new exhibition is that it shows Lagrange's
work in relation to the film images. These drawings reveal that neither
Tati nor Lagrange left anything to chance. Everything was meticulously
conceived and designed, and Tati and Lagrange both had a keen eye
for detail. The "Tatirama" exhibition takes place in the context of
the International Film Festival Rotterdam (IFFR) [...]
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16jan03 |
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27apr03 |
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Aldo Cibic
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Vicenza
Italia |
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Mazal Gallery
Corso Santi Felice e Fortunato 105
36100 Vicenza
tel: 0444 322288
fax: 0444 322270
vicenza@mazalgallery.it
In mostra, la recente produzione d'oggetti unici 1x1 di Aldo Cibic,
un'autoproduzione che dichiara il desiderio di vedere realizzati oggetti
più vicini all'arte che al design. Saranno esposti lo sgabello morbido
Ring e il lettino Lucum, una sorta di tappeto volante. Entrambi sono
realizzati in plexiglass e tecnogel, un materiale morbido ed estremamente
sensuale al tatto. All'insegna del gioco si propongono inoltre delle
vetrinette sempre in plexiglass. Arricchiscono l'esposizione due elementi
della precedente collezione Standard, Asse da stiro (con Giulio Ceppi),
1992 e Chaise Longue, 1991.
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16jan03 |
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30jan03 |
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Geografie und die Politik
der Mobilität
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Vienna
Austria |
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Generali Foundation
Wiedner Hauptstraße 15
A-1040 Wien
tel: +43 1 504 98 80
fax: +43 1 504 98 83
http://www.gfound.or.at/
The exhibition presents five collective and recently produced art
projects to examine the concept of 'geography' in a way that goes
beyond its geo-scientific definition. Geography is seen as a model
of thought for concepts of boundaries, connectivity and transgression
within society. The exhibition takes a critical look at an increasingly
consolidated Europe as well as its borders and at the same time presents
emerging formations of artistic and activist 'geographies'. Makrolab
is a temporary, autonomous art-science laboratory initiated by the
Slovenian artist Marko Peljhan. It provides changing participants
with means to listen into data from around the world under isolated
conditions. The project group Frontera Sur RRVT examines the Spanish-Moroccan
border as an area for mobility motivated by various causes. The multi-video
work A/S/L (Age/Sex/Location) by Raqs Media Collective from Delhi
maps the 'time geography' of shifting identities in the New Economy.
It addresses the gendered conditions of the new data outsourcing agent:
the online working woman, who is the quintessential 'digital proletarian'
of the 21st century. The artist duo Bureau d'études from Paris conceives
gigantic maps that disclose an increasingly interconnected network
of data-gathering systems involving the military, energy and biochemical
sectors as well as the entertainment, information and social surveillance
systems. Their pictographic installation World Monitoring Atlas transfers
the 'politics of space' to an abstract level. The Milan based collective
multiplicity proposes Case 01 and 02 of their ongoing Solid Sea project
on the nature of the Mediterranean and the fluxes that cross it. [...]
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17jan03 |
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24apr03 |
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Baumschlager-Eberle Architekten,
Lochau
Von Regionalem und Internationalem BAUTEN – PROJEKTE 1996-2002
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Berlin
Deutscheland |
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Aedes East,
Rosenthaler Str. 40-41,
Hackesche Höfe, Hof II,
10178 Berlin
tel: +49 30 282 7015
fax: +49 30 283 914 66
aedes@baunetz.de
http://www.aedes-arc.de/
The exhibition presents eight years building activity of the Austrian
architecture office Baumschlager-Eberle. Not only numerous realized
projects, also competitions and limited invited competitions have
made the office internationally well known. From regional to large
international projects, the different scales of architecture will
be introduced. Next to the realized, also the projects, which were
not built are displayed. The different tasks of construction exhibited
next to each other point above all at Baumschlager-Eberle's concern
to understand the principles characterizing the location of the respective
project. Baumschlager-Eberle understand to combine the cultural continuity
of cities and landscapes with the highest level of quality and comfort.
They manage to close the ever present gap between architectural language,
the structure of city landscape and the actual architecture. Aedes
presents different projects such as Münchener Rückversicherung (Munich),
Airport Vienna (Vienna-Schwechat), Oosterdokseiland Amsterdam (Amsterdam),
Räffel Park (Zurich), Wohnen am Lohbach housing (Innsbruck) and Sirch
(Böhen). The exhibition consists of plans, models and the extensive
photographic documentation by Eduard Hueber.
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17jan03 |
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23feb03 |
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Intricacy
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Philadelphia, PA
USA |
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Institute of Contemporary Art
University of Pennsylvania
118 S. 36th St.
Philadelphia
PA 19104-3289
tel: 215.898.5911
fax: 215.898.5050
info@icaphila.org
http://www.icaphila.org/
Guest curated by the architect and theorist Greg Lynn, this exhibition
includes works by artists, designers, and architects that reflect
an emerging sensibility Lynn has labeled "Intricacy." This notion
refers, in the abstract, to a new visual and spatial language of folding,
interweaving, and layering -- parts relating to wholes -- that has
been heralded by the digital and genetic engineering revolutions.
Intricacy announces a gestalt of production: not just CAD-CAM drawings
for architects or digital video for artists, but a new way of thinking
about the inter-relation of concepts and techniques on an abstract,
holistic scale. This exhibition synthesizes a vast geography of ideas
and practices drawn from many disciplines and cultural fields. Lynn
will design the exhibition's display framework and a central installation.
Akin to mid- and late-century machine and material design exhibitions,
Intricacy will create an experimental environment through which visitors
can walk and physically experience the art and architecture. Participants
include artists Bonnie Collura, Chris Cunningham, Tom Friedman, Adam
Fuss, Fabian Marcaccio, Roxy Paine, David Reed, and James Rosenquist;
architects Karl Chu, Peter Eisenman (Eisenman Architects), Farshid
Moussazi and Alejandro Zaera-Polo (Foreign Office Architects, Ltd.),
Preston Scott Cohen, Jesse Reiser and Nanako Umemoto (Reiser + Umemoto),
Wolf Prix (Coop Himmel(b)lau), and Nader Tehrani (Office dA).
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18jan03 |
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30mar03 |
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Alto Impatto Ambientale
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Reggio Emilia
Italia |
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Chiostri di San Domenico
Via Dante Alighieri 11,
Reggio Emilia
Informazioni:
Musei Civici
via Spallanzani 1
42100 Reggio Emilia
tel: 0522 456477
fax: 0522 456476
http://musei.comune.re.it/
musei@municipio.re.it
Alla mostra, curata da Marinella Paderni, partecipano 14 giovani artisti
italiani ed internazionali che da anni trattano, secondo stili diversi
e innovativi, l'impatto dell'uomo sul paesaggio. Prendendo in esame
le ricerche di Andreas Angelidakis, Monica Carocci, Andrea Chiesi, Giacomo
Costa, Angelo Davoli, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Cristiano Ganassi,
Jonathan Guaitamacchi, Armin Linke, Marco Neri, Luca Pignatelli, Luca
Piovaccari e Sabrina Torelli, la mostra affronta il problema del "paesaggio
umano" nella sua globalità - geografico, antropologico, architettonico
- secondo l'opera di analisi, di riflessione e di denuncia degli artisti.
Una mappa di interventi estremamente attuale che affronta secondo i
diversi approcci artistici importanti urgenze planetari come sovrapopolazione,
congestione demografica e industriale, metropoli e megalopoli, fluttuazione
dei confini geografici e culturali. Il titolo "Alto Impatto Ambientale"
ha una doppia valenza: mettere in risalto l'alto impatto dell'arte contemporanea
nella visione collettiva e individuale del paesaggio, evidenziare l'incidenza
sempre più profonda dell'agire umano sull'ambiente (geografico, sociale
e culturale) che oggi più di ieri reca i "segni" di continue metamorfosi
e di mutazioni in tempi brevissimi. Un impatto dal significato etico
oltre che artistico su questioni sociali e politiche di fondamentale
importanza per il nostro presente e futuro.
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18jan03 |
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22feb03 |
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Fritz Kleibel
URBAN UTOPIAN/Pictures from the City-Focused Series TELEVIZOR INTEGRAL
212
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Wien
Austria |
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MAK – Austrian Museum of applied
arts
Stubenring 5
A-1010 Vienna
tel: (+43-1) 711 36-0
fax: (+43-1) 713 10 26
recorded information: (+43-1) 712 80 00
http://www.MAK.at
office@MAK.at
MAK Design Info Pool
tel:(+43-1) 711 36-305
fax: (+43-1) 711 36-304,
http://www.MAK.at/design
design@MAK.at
"Urban Utopian / Autocracy of the Megamachine" simulates a multi-dimensional
megascopic model of an architectural, urban, spatial future structure
in the form of a multimedia reflection on Huxley's "Brave New World"
- 70 Years After or Zamyatin's "We" and Orwell's "Nineteen Eighty-Four."
A website with relevant links concerning the issue of concrete utopia
constitutes the electronic space online: www.utopolis.tv.
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22jan03 |
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30mar03 |
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Dominique Perrault
Morceaux choisis
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Milano
Italia |
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Triennale di Milano
viale Alemagna, 6
Milano
tel: +39 02 724341
fax:+39 02 89010693
http://www.triennale.it
L’esposizione, concepita principalmente per presentare i progetti più
significativi di Dominique Perrault, si propone come spunto per un dibattito
sullo stato attuale del mondo dell’architettura contemporanea, nel tentativo
di promuovere l’incontro tra i suoi rappresentanti, chiamati a confrontarsi
con il contributo di Perrault. Il percorso del visitatore è scandito
da 32 pannelli luminosi, unici strumenti di presentazione dei lavori
sui quali sono descritte le chiavi di lettura dei progetti. La mostra,
itinerante per scelta, è stata concepita per rispondere a dei criteri
spaziali essenziali, affinché possa viaggiare e adattarsi alle diverse
sistemazioni previste nelle varie città. Dopo la tappa di Milano sarà
trasferita a Città del Messico per poi proseguire nell’America del Nord
e in Giappone.
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22jan03 |
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09mar03 |
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Netmage 03
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Bologna
Italia |
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Netmage
Festival Internazionale - 3a Edizione
Xing
infopoint Raum
Via ca'Selvatica 4d
Bologna
tel: 051.331099 - 051.352330
http://www.xing.it/
http://www.netmage.it
info@netmage.it
In occasione di Arte Fiera, Xing presenta a Bologna la terza edizione
di Netmage, festival internazionale dedicato ai live media e alle
nuove tendenze della produzione creativa elettronica e digitale. Il
termine 'live media' sta a indicare un insieme di modalità performative
basate sull'uso di dispositivi di emissione visiva e sonora in relazione
all'evento dal vivo. Netmage 03 vedrà alternarsi in un'inedita competizione
autori mixed-media, vjs, musicisti e performers dall'Europa e USA.
Un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni nel campo del multimedia
design, dell'immagine e dello styling contemporaneo. Un dispositivo
scenografico multiscreen, appositamente progettato, permetterà la
visione di materiali audiovisivi originali e realizzati ad hoc per
il contest internazionale di live media & video-jing, disciplina in
cui fonti visive create per web, CD rom, dvd, videografica televisiva
vengono performate dal vivo. Prosegue la partecipazione produttiva
di Diesel Italia che ha istituito il Netmage Diesel Award, e sarà
conferito, al termine del live media contest, al migliore team o autore.
Negli spazi della sede del festival, presso Raum, nel centro di Bologna,
resta aperta in parallelo un'area attrezzata Netmage à la carte in
grado di consentire, su richiesta, una visione più attenta di repertori
originali, fonti, referenze e produzioni varie degli ospiti selezionati
tramite il bando o direttamente invitati dallo staff di Netmage. Netmage
03 è ideato e realizzato da XING, un network culturale attivo fra
Bologna, Milano, Roma, Parigi. Xing progetta, organizza e sostiene
eventi, produzioni e pubblicazioni contraddistinti da uno sguardo
interdisciplinare intorno ai temi della cultura contemporanea, con
una particolare attenzione alle tendenze generazionali legate ai nuovi
linguaggi.
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22jan03 |
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25jan03 |
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Kazuyo Sejima & Ryue Nishizawa
recent works
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Wien
Austria |
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Zumtobel Staff
Lichtforum Wien
Jasomirgottstraße 3-5
1010 Wien
http://www.zumtobelstaff.com/
Der Salzburger "Vincenzo Scamozzi Architekturpreis" wurde im August
2002 zum ersten Mal an Kazuyo Sejima und Ryue Nishizawa vergeben. Kazuyo
Sejima und Ryue Nishizawa, die einzeln und in Zusammenarbeit vor allem
mit ihren Museumsbauten, die sich durch luzide Häute und spannende Grundrisstypologien
auszeichnen, international Beachtung gefunden haben, präsentieren ihre
aktuellen Projekte vom 22. Januar bis 21. Februar im Zumtobel Staff
Lichtforum Wien.
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22jan03 |
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21feb03 |
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Armin Linke
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Modena
Italia |
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Palazzo Santa Margherita,
Corso Canalgrande 103
41100 Modena
tel: 059/206911- 206940
fax: 059/206932
galcivmo@comune.modena.it
http://www.comune.modena.it/galleria/
http://www.arminlinke.com
La mostra, curata da Walter Guadagnini, si presenta come un autentico
progetto riassuntivo della vicenda creativa di Armin Linke degli ultimi
anni e si snoda attraverso tre "luoghi" principali. Alle pareti della
Sala Grande di Palazzo Santa Margherita verrà esposta una serie di fotografie
di grande formato, sintetica ma quanto mai spettacolare esemplificazione
del caratteristico intento documentario della ricerca di Linke. Nella
Sala Blu verrà invece installata una grande composizione di fotografie
di piccolo formato, stampate su grandi fogli e appese direttamente alle
pareti, attraverso le quali Linke pone l'accento sul carattere "archivistico"
del proprio lavoro e della pratica fotografica stessa. Infine, in mostra
verrà posto in atto anche il progetto "book on demand" . Attraverso
due computer, sarà possibile per gli spettatori entrare nell'archivio
di immagini del fotografo e costruirsi un proprio personale volume,
creato non dall'artista stesso, né dal curatore, ma dal visitatore.
In questo modo, la visione della mostra diviene intervento attivo e
non transitorio, capace di realizzare un oggetto reale, il libro in
copia unica, che verrà poi inviato a domicilio una volta stampato e
rilegato. La mostra è accompagnata dalla pubblicazione di un volume
monografico a cura di Luca Molinari, edito da Skira di circa 260 pagine,
curato graficamente da Cornell Windlin, con dialogo tra Stefano Boeri,
Hans Ulrich Obrist e Armin Linke, nel quale sono riprodotte più
di centosessanta immagini che ripercorrono esaustivamente l'opera di
Linke.
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24jan03 |
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23mar03 |
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Pich-Aguilera, Barcelona
Biopolis-building nature
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Berlin
Deutscheland |
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Aedes West
S-Bahnbogen 600
Savignyplatz
10623 Berlin
tel: +49 30 282 7015
fax: +49 30 283 914 66
aedes@baunetz.de
http://www.aedes-arc.de/
Das spanische Architekturbüro Pich-Aguilera (gegründet 1984 in Barcelona)
versucht in seinen Projekten Lösungen zu finden, die sich den Anforderungen
der Nutzer anpassen, die Umwelt berücksichtigen und dazu beitragen,
Wachstumsmodelle für die Stadt zu finden. Nachhaltige, bioklimatisch
durchdachte Architektur mit industrialisierten Bauweisen in Einklang
zu bringen, ist das Ziel. Die präsentierten Beispiele - realisierte
Projekte und Wettbewerbe - reichen vom Maßstab des Stadtmobiliars bis
zur Stadtplanung. Diese Mischung hat als gemeinsamen Nenner die Suche
nach innovativen konstruktiven, typologischen und ideologischen Modellen
für die Architektur. Die enge Zusammenarbeit mit der Industrie hat wesentlich
zum Erfolg vieler Projekte geführt. Die Architektur stellt dabei die
Verbindung zwischen ökonomischen, wissenschaftlichen und technischen
Instrumenten her und dient als notwendiger Katalysator für Veränderungen.
Pich-Aguilera entwickeln Regeln, die diese großen Organismen aus sich
selbst heraus verändern und zu neuem Leben erwecken. Modelle, die von
einem Gleichgewicht mit der Umwelt ausgehen, die unter der Prämisse
der Dichte, des Komforts, der Industrialisierung und der Produktion
einen natürlichen Kreislauf herstellen. [...]
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24jan03 |
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02mar03 |
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Take a seat!
200 Years of Design History from the Collection of the Vitra Design
Museum
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Berlin
Deutscheland |
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Vitra Design Museum Berlin
Kopenhagener Str. 58
D-10437 Berlin/Prenzlauer Berg
tel: +49 (0)30/47 37 77 0
fax: +49 (0)30/47 37 77 20
http://www.design-museum-berlin.de
The exhibition displays a selection of approximately 260 pieces of seating
furniture from 1800 to the present, complemented by extensive documentation
in the form of films, photographs, brochures and drawings from the archive
of the Museum. The chronological presentation of furniture offers a
fascinating panorama of the styles, personalities, manufacturers and
materials that have played an important role in furniture design during
the past two centuries. Together with its parent museum in Weil am Rhein,
built by Frank Gehry in 1989, the Vitra Design Museum Berlin can draw
upon one of the most important collections of industrial furniture design
in the world, using it as a basis for the organisation of alternating
exhibitions on design and architecture.
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25jan03 |
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22jun03 |
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Aichwalder
und Strobl
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Wien
Austria |
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MAK – Austrian Museum of applied
arts
Stubenring 5
A-1010 Vienna
tel: (+43-1) 711 36-0
fax: (+43-1) 713 10 26
recorded information: (+43-1) 712 80 00
http://www.MAK.at
office@MAK.at
For the design artists Ursula Aichwalder and Hermann Strobl, furniture
communicates more than just the functions required from it, comprises
more than seating accommodations, surfaces to put things on, pieces
to lie down, or storage facilities. It is an individual expression of
man's physical and emotional needs. This exhibition is the designers'
first presentation of furniture in environments specifically developed
for it and telling very personal stories. Resembling antibodies, the
items seem to react to the living conditions determined by external
influences. Place: MAK Furniture Study Collection.
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29jan03 |
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27apr03 |
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ON AIR
studio.eu
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Lisboa
Portugal |
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Sede da Ordem dos Arquitectos
Travessa do Carvalho n°23
Lisboa
tel: 00351 213241161
http://www.studioeu.net
Lo studio.eu con sede a Berlino,
è stato fondato nel giugno 2000 da tre architetti italiani: Paola
Cannavó, Maria Ippolita Nicotera e Francesca Venier. Centrale, nel
lavoro dello studio.eu, il rapporto tra architettura e paesaggio ed
il ruolo che il paesaggio può assumere non solo nelle trasformazioni
urbane, dove questo diventa elemento strutturante dei processi di
trasformazione (multiple anger - concorso internazionale, Herzogenaurach
2002: 4°premio, Cottbus-Ostsee concorso internazionale, Cottbus 2001:
1°premio) ma anche nel progetto architettonico, nell'integrazione
e compenetrazione di interno ed esterno (bolla di fantasia progetto
per una serra nel Parco degli Amici di Pinocchio, Collodi 2001-2002)
come pure nella sua completa astrazione (infospazio DARC concorso
ad inviti, Venezia 2001: 1°premio). Numerose sono le idee elaborate:
quante di queste riusciranno a diventare un progetto realizzato? L'allestimento
mette in mostra proprio questa situazione di "sospensione". I progetti
non realizzati, sono "on air", sono sospesi, leggeri, vivono sulla
carta, lontani anche dalla materialità delle pareti. Ma quando questi
si realizzano cambiano, diventano materia. Cambia quindi anche la
loro rappresentazione. Essendo ora spazi vissuti diventano qui nell'esposizione
immateriali, raggi di luce che proiettati sulle pareti ripropongono
l'immagine di una realtà che è altrove. La mostra fa parte del ciclo
di mostre “Sala de Projecto" organizzato dall'ordine degli architetti
portoghese. [...]
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30jan03 |
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21feb03 |
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Super-ficial: The Surfaces of Architecture in a Digital
Age
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New York, NY
USA |
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New Museum of Contemporary
Art
583 Broadway
New York
NY 10012
tel: 212-219-1222
fax: 212-431-5328
newmu@newmuseum.org
http://www.newmuseum.org
The exhibition
includes recent architectural projects that propose unique solutions
for the surfaces of varied sites and structures. With computer animation
programs like Alias and Maya, along with computer-aided manufacturing
and rapid prototyping processes, architects are finding new uses for
and definitions of surface-deepening and complicating our notions
of what surface is and what it does. Inspired in part by current discussions
around contemporary architecture's capacity to expand dichotomies
such as inner/outer, structure/surface, ephemeral/material, and utility/decoration,
Super-ficial: The Surfaces of Architecture in a Digital Age offers
a sampling of ways technology has lent itself to architectural innovation,
rendering the superficial more complicated than possible ever before.
Projects by dbox, Jurgen Mayer H., Michael Silver and Peter Testa
Architects are on display.
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31jan03 |
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06apr03 |
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virtuæl. Exposition Internationale
2004 en Seine Saint Denis.
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Paris
France |
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la galerie d’architecture
11 rue des blancs manteaux
75004 paris
tel: +33 1 49 96 64 00
fax: +33 1 49 96 64 01
http://www.galerie-architecture.fr
mail@galerie-architecture.fr
informazioni:
BTuA / Véronique Descharrières
tel: 01 53 01 90 70 -
fax: 01 53 01 90 79
v.descharrieres@tschumi.com
Le 28 mars 2001, Le Bureau International des expositions (BIE) retient
la candidature de la France pour l’Exposition Internationale de 2004
sur le thème « image-Images ». La France n’a pas accueilli de manifestation
de cette envergure depuis 1937. A l’issue d’un concours, BTuA / Bernard
Tschumi Urbanistes Architectes, est retenu pour assurer la Maîtrise
d’œuvre générale du site (51 ha) ainsi que la réalisation de certains
bâtiments. L’exposition à la galerie d’architecture propose un concentré
des principales étapes de l’Exposition Internationale 2004 qui restera
virtuelle puisque le projet a été annulé cet été. Plus qu’une exposition,
il s’agit d’une installation qui met en scène la production de l’agence
pour le projet de l’Exposition Internationale 2004. A travers des
projections le visiteur pourra découvrir les différentes étapes de
la génèse du projet et se plonger dans son univers.
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01feb03 |
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01mar03 |
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CODERCH 1940-1964
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Alghero
Italia |
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Torre aragonese di
Porta Terra
Alghero
Informazioni:
Facoltà di Architettura di Alghero
Dipartimento di Architettura e Pianificazione
fax: 079/9720420
architettura@uniss.it
http://www.uniss.it/facolta/architettura
José Antonio Coderch de Sentmenat (1913-1984) è una delle figure più
significative dell’architettura spagnola contemporanea. Una figura
laterale, al margine delle grandi correnti dell’architettura moderna
del secondo dopoguerra, il cui lavoro, meticoloso e paziente, portato
avanti con coerenza nel tempo, attento agli stimoli della contemporaneità
ma anche alla tradizione della disciplina, si distingue per la ricchezza
dei risultati raggiunti e la profondità del pensiero teorico che lo
accompagna. La mostra promossa dal Col.legi d’Arquitectes de Catalunya
e dal Ministerio de Fomento e curata da A. Pizza e J.M. Rovira costruisce
una retrospettiva delle opere progettate dell’architetto tra il 1940
e il 1964, evidenziando un percorso evolutivo complesso e per molti
aspetti ancora da scoprire. Sono esposti più di sessanta lavori, presentati
attraverso riproduzioni di schizzi, disegni e fotografie, accompagnati
da pannelli esplicativi che evidenziano i passaggi più importanti
della riflessione di Coderch sul progetto e sull’architettura. Il
Catalogo spagnolo edito da Actar (Barcelona 2000) è disponibile anche,
in versione ridotta, in italiano (Mandragora, Firenze 2002).
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01feb03 |
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16feb03 |
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VICO MAGISTRETTI
Il Design dagli anni '50 ad oggi
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Genova
Italia |
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PALAZZO DUCALE
Piazza Matteotti 9
16123 Genova
tel: ++39-0105574000
fax: ++39-0105574001
http://www.palazzoducale.genova.it
.Oltre 70 prodotti di design industriale, progettati da Vico Magistretti
per le più importanti aziende italiane e straniere del l'arredamento,
saranno esposti nel Loggiato e nell'Appartamento del Doge, al piano
nobile di Palazzo Ducale. Il percorso espositivo copre un arco di oltre
cinquant'anni e propone le tappe più importanti del lavoro di Vico Magistretti,
dal 1946 al 2003. Esposti nella mostra, i prodotti più significativi
disegnati per la produzione di serie: sono sedie, lampade, tavoli, letti,
cucine, armadi, librerie, oggetti reinventati nell'uso e nelle forme,
secondo lo stile misurato ed elegante di Magistretti. Quasi tutti sono
ancora in produzione e continuano ad essere dei bestsellers. A conferma
che "un oggetto di buon design deve durare a lungo, 50 o anche 100 anni"
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02feb03 |
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02mar03 |
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GERALD ZUGMANN
Blue Universe Architectural manifestos by COOP HIMMERLB(L)AU
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Wien
Austria |
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MAK – Austrian Museum of applied
arts
Stubenring 5
A-1010 Vienna
tel: (+43-1) 711 36-0
fax: (+43-1) 713 10 26
recorded information: (+43-1) 712 80 00
http://www.MAK.at
office@MAK.at
The exhibition documents the long-term collaboration of the internationally
acclaimed photographer Gerald Zugmann with the renowned architects.
It visualizes the biographical data of numerous models in different
experimental stages as well as the architectural vita of COOP HIMMELB(L)AU.
The models rather constitute a manifestation of "materialized thinking"
than approaches adapted to the reality of conventional, built architecture.
Self-described "post-industrial expressionists," COOP HIMMELB(L)AU often
base their work on spontaneous and psychographic images and models,
creating sharp, erratic, and soaring forms. BLUE UNIVERSE presents their
thinking and working process through photographs of 30 projects, as
well as four original architectural models. The evolution of COOP HIMMELB(L)AU
forms may be traced through images of models in different experimental
stages, while the actual models serve to point up the artistry that
Zugmann contributes to the image-making process. Place: MAK Gallery
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05feb03 |
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21apr03 |
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Alvar
Aalto.
Architettura per leggere
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Roma
Italia |
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Biblioteca Nazionale
Centrale di Roma
Viale Castro Pretorio, 105
Roma
Informazioni:
tel: 06 4989225
aalici@libero.it
http://www.darc.beniculturali.it/news/aalto.html
Da Viipuri a Mount
Angel, dalla Finlandia al Wisconsin, ventuno progetti di luoghi e
spazi per la lettura illustrati da schizzi e disegni originali, modelli
e fotografie provenienti dagli archivi Alvar Aalto di Helsinki consentono
di ripercorrere l'intera opera del maestro finlandese nell'arco di
cinquant'anni, tra il 1924 e il 1974. La mostra, prodotta dal Museo
Alvar Aalto di Jyväskylä in collaborazione con la Haute Ecole d’Arts
Appliqués di Ginevra e la Biblioteca delle Nazioni Unite di Ginevra,
mette in rilievo la centralità dell’uomo nel progetto aaltiano a cui
tutto è commisurato, a partire dal rapporto con il contesto, all’articolazione
degli spazi interni e all'invenzione della 'fossa di lettura', alle
ricerche sull'illuminazione naturale e artificiale e sull'acustica
per il massimo comfort dell'utente, fino al disegno dell'arredo fisso
e mobile. Essa mostra anche il rapporto profondo di Alvar Aalto con
la lettura e con l'architettura della biblioteca, non un edificio
culturale come un altro ma 'il luogo di incontro tra gli uomini e
i libri'.
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06feb03 |
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23feb03 |
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New
Trends of Architecture in Europe and in Japan 2002
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Bordeaux
France |
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arc en rêve centre
d'architecture
7 rue Ferrère
33000 Bordeaux
France
tel: +33 (0)5 56 52 78 36
fax: 33 (0)5 56 48 45 20
info@arcenreve.com
http://www.arcenreve.com/
Le projet « New trends of architecture in Europe and in Japan » a
été initié en 2001 par la galerie Art Front, à Tokyo, et les services
culturels de certaines ambassades européennes au Japon. Le projet
a pour but essentiel de développer une coopération culturelle de qualité
entre le Japon et les pays de l’Union, à travers la promotion de la
jeune création et des savoirs-faire urbanistiques et architecturaux.
La version 2002 du projet met, de nouveau, en scène la création architecturale
contemporaine européenne et japonaise. La sélection des architectes
pour cette seconde édition du projet a été effectuée par Bob van Reeth
(architecte/Belgique), Alejandro Zaera-Polo (architecte/Londres, Agence
F.O.A) et Toyo Ito (architecte/Japon), elle réunit quinze architectes
européens et cinq architectes japonais.
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06feb03 |
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23mar03 |
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Reality Machines
Mirroring the Everyday in Contemporary Dutch Architecture, Photography
and Design
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Rotterdam
Netherlands |
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Netherlands Architecture Institute
Museumpark 25
3015 CB Rotterdam
Netherlands
tel: +31(0)10-4401200
fax: +31(0)10-4366975
http://www.nai.nl/
The Netherlands Architecture Institute presents the works of contemporary
Dutch architects, industrial and graphic designers, photographers
and fashion designers. Viewers are shown that just about everything
in life is artificial. The resulting images and objects are easily
recognized for what they are, but on closer examination prove to deviate
from conventions in various subtle ways. The designs presented in
'Reality Machines' pose questions about the distinction between the
real and the unreal, and about the artificiality of our daily surroundings.
'Reality Machines', containing designs from the mid 1990s to the present,
demonstrates that a fascination with estrangement exists in a variety
of design disciplines. This is made clear by contributions from both
designers in various fields and photographers, including those with
both familiar names and less well-known ones. The unconventional display
system was conceived to match this flexibility and the diversity of
the materials. The Main Hall of the NAI has been converted into a
space resembling a convention hall, with a false ceiling and carpeting.
The objects and images in the exhibition are suspended from a rail
system by near-invisible wires. The system is motor-driven and propels
the object slowly through the space. This spatial design is a direct
reflection of the exhibition concept - a reinterpretation of everyday
normality. All the designers represented in 'Reality Machines' work
with a similar conceptual design approach. [...]
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07feb03 |
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21apr03 |
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Mariko Mori
WAVE UFO
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Bregenz
Austria |
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Kunsthaus Bregenz
Karl Tizian Platz
A-6900 Bregenz
tel: ++43 5574 48594-0
fax: ++43 5574 48594-8
kub@kunsthaus-bregenz.at
http://www.kunsthaus-bregenz.at/
"Wave UFO" is a dynamic sculptural form that hovers on the border
between large-scale sculpture and bio-amorphous architecture. As a
futuristic version of an integral work of art, it offers participants
a multi-faceted experience involving physical, mental, and aesthetic
perception. The visitors participate in the artist's conceptions of
interconnected dream worlds. In a capsule within a huge architectural
sculpture of whale-like proportions (approx. 5 x 11 x 5 m), which
can only be accessed via a staircase, three people can recline in
seats for seven minutes. The images projected on the dome screen of
the capsule are generated by a kind of interactive bio-feedback loop
that reads the brainwaves of the participants. In a computer-animated
video projection, Mori sends the "travelers" on a trip to a spiritual
cosmos. The concept of the work is based on the idea that all things
in this world are interconnected. This should convey to the audience
the vision of a "newer" world, a world in which man appears to have
overcome all cultural barriers. In addition to "Wave UFO," Mariko
Mori shows paintings and drawings that seem like formations from outer
space or the visualization of enlightenment. Moreover, Mori has also
created a series for the Kunsthaus which consists of sculptures of
alien-like figures. Thus, the utopian dream expressed here does not
only tie Mori to the historical desire for a unity beyond national
identities, but also reflects her identity as a Japanese woman. This
complex work, custom-built in Turin in an automobile factory, is presented
to the public for the first time.
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08feb03 |
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23mar03 |
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30 years in 30 works of 30 artists
A short history of Dutch Video Art
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Amsterdam
Netherlands |
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Gate Foundation
Lijnbaansgracht 322-323 bg
1017 XA Amsterdam
The Netherland
tel: +31 (0)20 6208057
fax: +31 (0)20 6390762
http://www.gatefoundation.nl/
Info@gatefoundation.nl
At a time when 'foreigners' and cultural diversity have become the
centre of cultural and political discussions in The Netherlands and
Europe, it has become a fundamental cultural task to acknowledge the
achievements and the contribution of these artists to the mapping
and creation of an artistic field over 30 years. The history of Dutch
video art cannot be understood, nor explained, without the contribution
of artists from a diversity of cultural backgrounds living and working
in The Netherlands. They contributed largely to artistic life in The
Netherlands, producing works in which new questions and issues, unexpected
perspectives and unusual discourses became established. In enlarging
both the subject and the content, they brought new sensibilities to
the Dutch artistic arena. The programme includes numerous landmarks
in the development of Dutch video art by Marina Abramovic and Ulay,
Miguel-Angel Cardenas, Ulises Carrión, Claudio Goulart & Flavio Pons,
Raul Marroquin, Nan Hoover, David Garcia and Annie Wright, Elsa Stansfield
& Madelon Hooykaas, Heiner Holtappels and Christina Linaris-Corridou;
as well as more recent works by Babak Afrasiabi, Tiong Ang, Dan Oki,
Nasrin Tabatabai and others. Together with the exhibition, three audio-visual
historical documents made in the 1980s will be presented concerning
the question of artists of diverse cultural backgrounds working and
living in the country.
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08feb03 |
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07mar03 |
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Loris Cecchini
"Monologue Patterns"
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San Gimignano
Italia |
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Galleria Continua
Via del castello, 11
53037 San Gimignano (SI)
tel:+39.0577.943134
fax: +39.0577.940484
info@galleriacontinua.com
http://www.galleriacontinua.com/
La mostra è costituita da lavori recenti di Cecchini. Il titolo rimanda
alla progettazione di spazi architettonico-scultorei caratterizzati
differentemente tramite soggetti e materiali eterogenei che si sviluppano
nello spazio con modalità diverse: interni di automobili, ambienti
deformati e fotografie di piccole architetture trasparenti, sono i
soggetti di questa mostra, che si configura come una sorta di esercizio
di architettura. "Densityspectrumzones" è un doppio ambiente
costituito da strutture in alluminio, pvc e una speciale pellicola
lenticolare 3M, che creano una deformazione continua dello spazio,
sia nella sua conformazione strutturale, sia nelle sue qualità di
superficie. Nella stessa direzione, una nuova serie di fotografie
elaborate digitalmente nel linguaggio usuale di Cecchini: immagini
di esterni ricostruiti in uno studio fanno da fondo ad una serie di
piccole architetture, involucri e strani spazi, tutti caratterizzati
dalla trasparenza e dalla loro collocazione in paesaggi spogli e desertici
in cui la presenza umana viene ridotta al minimo. L'atmosfera che
ne deriva, si riferisce direttamente al titolo generale: "strutture
di monologo", che mette in scena una sorta di isolamento psicologico
dei personaggi, di una distanza fra questi e il mondo. E ancora, nei
piccoli spazi della galleria, un' installazione di nuove porte replicate
in gomma va a costruire una sorta di dedalo claustrofobico, strutturato
tramite la presenza di porte singole e doppie ottenute mediante calco
dell'originale e successiva replica in gomma uretanica: i vari modelli
e caratteri delle porte, o meglio i "fantasmi" di queste, vanno a
suddividere l'ambiente in piccole porzioni, dando luogo ad una sorta
di continuum di passaggi, in un alternarsi di ingressi e uscite, complicando
ulteriormente la conformazione originale degli spazi.
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09feb03 |
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06apr03 |
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Disegnando
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San Gimignano
Italia |
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Galleria Continua
Via Arco dei Becci, 1
53037 San Gimignano (SI)
tel:+39.0577.943134
fax: +39.0577.940484
info@galleriacontinua.com
http://www.galleriacontinua.com/
La mostra è una collettiva che vede l'esposizione di due opere
ciascuno di quattordici importanti artisti italiani e stranieri, vuole
porre in evidenza come, anche nell'arte contemporanea, la progettualità
di un'opera installativa o plastica, nasce pur sempre dal disegno,
che continua ad essere una fase importante della creatività di un'artista.
Gli artisti presentati, sono lontani fra loro, nell'uso dei materiali
e dei linguaggi artistici, ma sicuramente vicini nell'uso del disegno
come momento di riflessione.
Artisti:Atelier Van Lieshout, Vincenzo Cabiati, Marco Cingolani, Berlinde
De Bruyckere, Cai Guo Qiang, Ilya Kabakov, Surasi Kusolwong, Sol Lewitt,
Sabrina Mezzaqui, Panamarenko, Luca Pancrazzi, Bruno Peinado, Alessandro
Pessoli, Hannsjörg Voth.
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09feb03 |
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06apr03 |
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A Civilian Occupation
The Politics of Israeli Architecture
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New York, NY
USA |
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Storefront for Art and Architecture
97 Kenmare Street
New York NY 10012
tel: 212.431.5795
info@storefrontnews.org
Throughout the last century, a different kind of warfare has been
radically transforming the landscapes of Israel and Palestine. In
it, the mundane elements of planning and architecture have been conscripted
as tactical tools in the Israeli state strategy, seeking national
and geo-political objectives in the organization of space. The relationship
between the landscape and the Israeli/Palestinian conflict is symbiotic.
The terrain dictates the nature, intensity and focal points of confrontation;
while the conflict itself is manifested most clearly in the processes
of transformation, adaptation, construction and obliteration of the
landscape and the built environment. The landscape becomes the battlefield
in which power and state control confront subversive and direct resistance.
In an environment where architecture and planning are systematically
instrumentalized as the executive arms of the Israeli State, planning
decisions do not often follow criteria of economic sustainability,
ecology or efficiency of services; rather, they are employed to serve
strategic and political agendas. Space becomes the physical embodiment
of a matrix of forces, manifested across the landscape in the construction
of roads, hilltop settlements, development towns and garden-suburbs.
Architecture is presented as a political issuethe material product
of politics itselfillustrating the spatial dimension of the Israeli/Palestinian
conflict.
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12feb03 |
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30mar03 |
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INprogress
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Rotterdam
Netherlands |
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Netherlands Architecture Institute
Museumpark 25
3015 CB Rotterdam
Netherlands
tel: +31(0)10-4401200
fax: +31(0)10-4366975
http://www.nai.nl/
INprogress is the first in a series of exhibitions dedicated to experimental
architecture, held in the Upper Room of the Netherlands Architecture
Institute (NAI). The series includes varied exhibitions which will
highlight trends and fascinations among designers. The Upper Room
exhibitions will explore the borderlands between the different design
disciplines. INprogress showcases ideas being generated among twelve
architecture firms concerned with redefining issues of space and how
it is experienced. The twelve firms featured by the NAI are: Atelier
Kempe Thill, Blue Architects, Studio Sputnik, Onix, Krill, The Maze
Corporation, Urban Affairs, Artgineering, Paul Toornend, CeeS-B architects,
casanova + hernàndez architecten and Monolab.
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14feb03 |
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16apr03 |
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Adalberto
Libera: l’esperienza di Cagliari, anche.
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Cagliari
Italia |
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EXMA'
Centro comunale d'arte e cultura
via San Lucifero 71
Cagliari
tel: 39 070 666399
sirai@tiscali.it
In occasione del centenario della nascita, dal 15 febbraio al 15 maggio
2003 si svolge a Cagliari un ciclo di manifestazioni sull'opera di
Adalberto Libera. La mostra si articola in due sezioni. Nella prima
si presenta una sintesi della parte più conosciuta della produzione
di Libera, compresa nel periodo tra le due guerre e relativa ai progetti
realizzati. Viene inoltre mostrata una selezione della sua produzione
pittorica e grafica, che ha accompagnato soprattutto il primo periodo
della sua carriera. Nella seconda parte si affronta la sperimentazione
progettuale del dopoguerra, periodo molto prolifico nell’attività
dell’architetto, ma meno conosciuto e riconosciuto, che vede invertire
e declinare la sperimentazione razionalista verso un percorso di riflessione
sul tema del rapporto fra architettura e società. Si propongono ed
analizzano gli interventi dell’architetto nella città di Cagliari
partendo dai quali si avvia una lettura critica su tematiche progettuali
e linguistiche della ricerca del dopoguerra, rintracciate negli esempi
più noti della produzione progettuale nazionale ed internazionale
dell’autore. L'esposizione, che presenta oltre 600 pezzi, in buona
parte inediti, comprende circa 230 tra disegni e fotografie provenienti
dal Centre Pompidou di Parigi. Sono inoltre esposti 5 plastici, due
relativi alle opere cagliaritane realizzati dal Dipartimento di Architettura
ed altri tre provenienti dal MART- Museo di arte moderna e contemporanea
di Trento e Rovereto; la mostra è arricchita dalla proiezione
di alcuni filmati di immagini d'epoca realizzati dal Centre Pompidou.
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15feb03 |
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15may03 |
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Gio Ponti: A World
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Milano
Italia |
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Triennale di Milano
viale Alemagna, 6
Milano
tel: +39 02 724341
fax:+39 02 89010693
http://www.triennale.it
La mostra si configura come una delle più importanti esposizioni monografiche
dedicate al grande architetto
milanese (più di 400 oggetti tra mobili, disegni, quadri, libri, progetti,
plastici, riviste), esposizione che per volontà della Regione Lombardia
giunge alla Triennale di Milano, dopo essere stata presentata a Londra
e a Rotterdam. La particolarissima figura di Gio Ponti viene in questa
mostra tratteggiata nella sua interezza e complessità attraverso la
continua giustapposizione di architettura, arredamento, design ed
arti decorative. Si aggiunge il costante riferimento all’attività
di critico militante, così come alla personale passione per la pittura.
A tali risultati la mostra perviene attraverso un corpus notevolissimo
di opere originali e di disegni autografi provenienti in parte dagli
archivi della famiglia Ponti e in parte da prestigiose collezioni
private e pubbliche europee. Ne risulta da un lato la capacità senza
uguali di Gio Ponti di passare da una scala progettuale all’altra
raggiungendo, in ognuna di esse, risultati figurativi altissimi, dall’altro
l’incredibile tensione creativa che porta l’architetto milanese a
rinnovare sostanzialmente il suo linguaggio ogni decennio, per ben
sette decenni. In questo senso, e certo non solamente per motivi cronologici,
Ponti giunge a rappresentare l’intero secolo appena trascorso.
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15feb03 |
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27apr03 |
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FS: Mostra
dei dieci progetti del concorso per la nuova stazione sotterranea dell'alta
velocità/alta capacità di Firenze
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Firenze
Italia |
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Ospedale degli Innocenti
Salone Brunelleschi
piazza SS. Annunziata
Firenze
Per informazioni:
M. Cristiana Costanzo
Ufficio Stampa della Mostra
Via del Babuino, 51
00187 Roma
tel: 06 36713417
cell: 333 2683341
fax: 06 32651957
mccostanzo@yahoo.it
Norman Foster e Arup, Arata Isozaki, Santiago Calatrava, Carlos Ferrater,
Francesco Cellini, Foreign Office Architects, G.M.P., Gruppo Toscano,
Zaha Hadid, Ricci & Spaini sono i dieci architetti e studi di architettura
che hanno partecipato alla selezione finale, vinta da Norman Foster,
del concorso bandito da TAV- società del Gruppo Ferrovie dello Stato
- per la progettazione della nuova stazione di Firenze che accoglierà
i treni ad alta velocità. Secondo classificato è risultato il giapponese
Isozaki, terzo lo spagnolo Calatrava. In mostra a Firenze, oltre al
progetto vincitore, scelto da una giuria composta da Gae Aulenti,
Pio Baldi, Gianni Colantoni, Francesco Dal Co, Carlo De Vito, Josef
Paul Kleihues, Stefano Reggio, Jan Sondergaard e Marco Tamino, saranno
esposti i progetti di tutti i partecipanti. La nuova Stazione – per
la quale partiranno i lavori nel 2005 e termineranno nel 2009 - sorgerà
nell’area di Belfiore, si svilupperà su una superficie di oltre 45.000
metri quadrati e prevede un investimento di circa 240 milioni di euro.
Il complesso, che darà accesso ai 7 chilometri di linea sotterranea
ad alta velocità che attraverserà Firenze, è destinato a diventare
il principale nodo di interscambio cittadino e regionale e sarà collegato
alla stazione di Santa Maria Novella e al centro storico di Firenze
da una nuova linea tranviaria e dai treni metropolitani di superficie.
Allestimento di Gae Aulenti e direzione scientifica di Francesco Dal
Co.
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15feb03 |
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01mar03 |
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Mattew Barney
The Creamaster Cycle
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New York, NY
USA |
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Guggenheim Museum
1071 Fifth Avenue
New York NY 10128
tel: 212 4233840
fax: 212 4233787
http://www.guggenheim.org/
publicaffairs@guggenheim.org
http://www.cremaster.net/
Matthew Barney's epic Cremaster cycle (1994–2002) is a self-enclosed
aesthetic system consisting of five feature-length films that explore
processes of creation. The cycle unfolds not just cinematically, but
also through the photographs, drawings, sculptures, and installations
the artist produces in conjunction with each episode. Its conceptual
departure point is the male cremaster muscle, which controls testicular
contractions in response to external stimuli. The project is rife
with anatomical allusions to the position of the reproductive organs
during the embryonic process of sexual differentiation: Cremaster
1 represents the most "ascended" or undifferentiated state, Cremaster
5 the most "descended" or differentiated. The cycle repeatedly returns
to those moments during early sexual development in which the outcome
of the process is still unknown—in Barney's metaphoric universe, these
moments represent a condition of pure potentiality. The exhibition
fills the museum in a site-specific installation designed by the artist
to encapsulate the five-part cycle, combining all its varied components
into one cohesive whole. The 35-mm films, which are screened daily
in the Peter B. Lewis Theater, are also shown on monitors throughout
the installation to foreground the fundamental interrelationship between
sculpture and the moving image in Barney's practice. [...]
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21feb03 |
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11jun03 |
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Lacaton & Vassal Architecten,
Bordeaux - Parijs
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Antwerpen
Belgium |
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De Singel
International Kunstcentrum
Desguinlei 25
2018 Antwerpen
Belgium
tel: +32 03 248.28.28
fax: +32 03 248.28.00
tickets@desingel.be
http://www.desingel.be/
De projecten van de Franse architecten Anne Lacaton en Jean-Philippe
Vassal zijn bij uitstek pragmatisch en getuigen van een no-nonsensehouding.
In hun werk trachten zij de essentie van het bouwprogramma en de lokale
context in een architectuur te vertalen die de levenskwaliteit per definitie
verhoogt: meer ruimte, meer licht, meer comfort, meer vrijheid, minder
kosten. Vergeleken met de meest recente ontwikkelingen in de hedendaagse
architectuur, waar oogstrelende gesofisticeerde oplossingen met nieuwe,
soms spitsvondige technologische toepassingen de identiteit van een
gebouw als puur formele verschijning bepalen, zijn de projecten van
Lacaton & Vassal verfrissend anachronistisch. De tentoonstelling biedt
een overzicht van een dertigtal projecten vanaf 1984. Twaalf grootbeeldprojecties
van onder meer het huis Latapie in Bordeaux (1993), een huis in Lège-Cap-Ferret
(1998) en de verbouwing van het Palais de Tokyo in Parijs (2001) nemen
hierbij een centrale plaats in. Coproductie met Arc-en-Rêve Centre d'Architecture
(Bordeaux), Architektur Zentrum Wien met steun van de Franse Ambassade.
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21feb03 |
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06apr03 |
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Working
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Firenze
Italia |
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Stazione
Leopolda
Spazio Alcatraz
Firenze
Le Ex-Officine Galileo, sede del futuro centro per l'arte contemporanea
di Firenze, sono state la cornice spazio-temporale nella quale più di
trenta artisti hanno realizzato opere, performances, azioni mettendo
al centro del loro lavoro l'edificio stesso, l'area, i dati concettuali,
storici ed emozionali che lo caratterizzano. Esempio unico a livello
europeo, le opere realizzate non solo occupano una istituzione ancora
in fieri, ma addirittura trasformano il luogo, e per estensione il museo,
in immagine o visione. Le opere non mirano a rappresentare o documentare
ciò che è avvenuto dentro al contenitore o quanto vi è stato allestito:è
il contenitore ad essersi trasformato in contenuto e forma artistica.
Momento centrale dell'intero progetto è l'esposizione delle opere presentate
dai 37 artisti intervenuti direttamente all'interno dell'area Ex-Meccanotessile.
La mostra, dunque, più che rappresentare, documentare e immaginare il
passato/ presente/futuro del Ex-Meccanotessile esprime un'immagine 'altra',
una identità diversa il cui valore artistico e poetico è dato attraverso
l'interpretazione della sua presenza ancora in fieri. Non sono vedute
dell'area, ma visioni nell'area, miraggi, trasfigurazioni, apparizioni
diventate ora patrimonio pubblico grazie all'occhio sensibile dell'artista.
Artisti: Walter Aprile e Andrea Volpe, AVATAR, Alessandro Bagella, Marco
Bagnoli, Massimo Bartolini, Massimo Barzagli, Gabriele Basilico, Lapo
Binazzi, Botto e Bruno, Paolo Canevari, Francesco Carone, David Casini,
Vincenzo Castella, Loris Cecchini, Paolo Chiasera, Michele Dantini,
De Blasi-Moscara, Paolo Fabiani, Marina Fulgeri, Bernardo Giorgi, Kinkaleri,
Aroldo Marinai, Ma0, Margherita Morgantin, Maurizio Nannucci, Giovanni
Ozzola, Pantani-Surace, Eva Parigi e Matteo Zetti, David Palterer, Giulio
Paolini, Robert Pettena, Letizia Renzini e Paolo Fiumi, Stefano Rovai,
Remo Salvadori, Virgilio Sieni, Spin +, Carlo Zanni. Working è
un progetto di Sergio Risaliti.
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21feb03 |
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23feb03 |
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SEGNALI URBANI
Mostra per il progetto del centro storico di Mestre
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Venezia Mestre
Italia |
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Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani n. 7
30174 Venezia - Mestre
tel: 041 2386111
fax: 041 2386112
http://www.comune.venezia.it/candiani
candiani@comune.venezia.it
La mostra, organizzata
dall' Assessorato all'Urbanistica, rappresenta un importante momento
di confronto per la città in una fase in cui il progetto, già elaborato
in forma compiuta, è in attesa della stesura finale. Dal dibattito
che solleverà l’esposizione di un progetto così cruciale per l’assetto
futuro della città, ci immaginiamo possano anche emergere suggerimenti
o problematiche riguardo alle tematiche urbane sollevate. L’esposizione
non deve descrivere un progetto “chiuso” e in qualche modo imposto
alla città, bensì dare l’idea di un progetto “ancora aperto” che apre
il confronto su una serie di idee per la trasformazione del centro
cittadino. La Variante del Centro Storico di Mestre non si presenta
come uno strumento urbanistico sviluppato in modo tradizionale, ma
è composta da una serie di progetti, svolti nelle aree più cruciali
della città, rappresentati attraverso immagini molto fisiche (principalmente
fotomontaggi e viste tridimensionali) che annunciano, come segnali
urbani, il cambiamento della città. Tali progetti non si collocano
nella città in maniera indipendente l’uno dall’altro ma componendo
un complesso mosaico urbano che stabilisce forti relazioni anche con
lo spazio esistente[...]
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22feb03 |
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23mar03 |
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TOWN
MEETING #1
Firenze INSURGENT CITY
Milano COMUNITA' IN CORSO immagini e racconti da un'altra citta'
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Firenze
Italia |
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Università
degli Studi di Firenze
Facoltà di Architettura
SESV, SPAZIO ESPOSITIVO DI SANTA VERDIANA
piazza Ghiberti, 27
Firenze ITALIA
tel +39 055 570050
fax +39 055 575904
http://www.architettura.it/sesv
sesv@architettura.it
> SESV
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25feb03 |
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07mar03 |
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Living Inside The Grid
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New York, NY
USA |
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New Museum of Contemporary
Art
583 Broadway
New York
NY 10012
tel: 212-219-1222
fax: 212-431-5328
newmu@newmuseum.org
http://www.newmuseum.org
This groudbreaking
exhibition of twenty-five international artists, many of whom have
created new works for it, explores the myriad ways in which our lives
intersect with the grid. Using the lobby, stairwells, and mezzanine
along with both main galleries, Living Inside the Grid explores how
artists around the world are redefining the grid, one of the most
significant motifs of 20th century art, as a real habitable place.
In his first group exhibition since becoming New Museum Senior Curator
in 1995, Dan Cameron explores the world of the grid as artists envision
it - through architecture and urban studies, media, film and art history,
aviation and satellite technology and the omnipresent, recent breakthroughs
in telecommunications. The works on view cover a broad range of media,
including drawing, sculpture, photography, design, video, installation
and interactive media.
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28feb03 |
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15jun03 |
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New Ocean
Doug Aitken
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Torino
Italia |
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Fondazione Sandretto
Re Rebaudengo
Via Modane 16
Torino
tel: 011 19831616
info@fondsrr.org
http://www.fondsrr.org
Prodotto dalla
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in collaborazione con la Serpentine
Gallery di Londra, New Ocean è il grande progetto multimediale
realizzato dall'artista californiano Doug Aitken. Definita dallo stesso
artista "a shifting exhibition" cioè una mostra in continuo cambiamento,
è un lavoro sul "trascendere i confini". Il visitatore si trova immerso
in un viaggio al limite tra la realtà e l'immaginazione, tra universi
acquatici e peregrinazioni suburbane. Cammina fisicamente attraverso
una sequenza di scene, come attraverso un'opera teatrale. Quattro
le opere video che fanno da fil rouge nell'unica grande installazione:
New Ocean Cycle filmato in Argentina ed al Circolo Polare Artico;
Interiors che indaga sulla solitudine nelle città, Thaw (Disgelo),
New Machines e New Ocean Floor, una narrazione incrociata attraverso
deserti e città abbandonate. Con quest'opera Aitken richiama alla
mente uno scenario apocalittico che si alterna tra le distese di ghiaccio
che si sciolgono, le masse d'acqua blu scuro e le vedute del sole
cocente. Nelle sue installazioni Aitken associa video, fotografia
e suono nel tentativo di creare un modello di narrazione non-lineare
e un nuovo spazio di fruizione a tre dimensioni, abbinando il suono
ai nuovi media - video, film, fotografia - e creando un mondo sensoriale
che avvolge lo spettatore a 360 gradi, in una forma di comunicazione
pura. I temi che predilige riguardano la natura e la civilizzazione,
gli esseri umani e i loro rapporti con lo spazio e il tempo: città-fantasma,
deserti urbani in cui ambienta la solitudine dell'uomo come risultato
di eccesso di informazione e di comunicazione. Presentata nel 2001
alla Serpentine Gallery di Londra e lo scorso anno all'Art Gallery
Opera City di Tokyo e alla Kunsthaus Bregenz in Austria, è stato progettata
nuovamente per gli spazi della Fondazione.
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28feb03 |
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18may03 |
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Scanning: The aberrant Architectures
Of Diller + Scofidio
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New York, NY
USA |
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Whitney Museum of American Art
945 Madison Avenue at 75th Street
New York, NY 10021
feedback@whitney.org
http://www.whitney.org/
Among the most provocative architects practicing today, Elizabeth Diller
and Ricardo Scofidio have created an astonishing range of buildings,
site-specific artworks, video works, and performance pieces. Registered
both as architects and designers, the husband/wife pair crosses media
boundaries to explore how technology informs and affects our lives.
New work as well as a sampling of their output from the past 20 years
will be on view in Scanning: The Aberrant Architectures of Diller +
Scofidio, the first major American museum retrospective for the maverick
team. The retrospective will investigate the issues that pervade the
work of Diller + Scofidio: display, tourism, surveillance, ritual, and
control. Known for their fascination with spectacle and presentation,
Diller + Scofidio are developing the exhibition design in collaboration
with the co-curators, Aaron Betsky, Director of the NAI from Rotterdam,
and K. Michael Hays[...]
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01mar03 |
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01jun03 |
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Andrea Abati
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Prato
Italia |
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DRYPHOTO arte contemporanea
Via Pugliesi 23 I
59100 Prato
tel: +390574604939
fax: +390574444508
info@dryphoto.it
http://www.dryphoto.it
La mostra è dedicata alle opere che Andrea Abati ha realizzato a Prato
sul paesaggio industriale contemporaneo e sui mutamenti della realtà
sociale. Abati ha voluto come luogo di indagine proprio la sua città
natale, nella quale lintrusione dell'industria nel contesto cittadino
è forte e evidente. La rapidità, che le necessità della società contemporanea
impongono alla produzione e al ritmo del lavoro, fa sì che la realtà
industriale sia uno specchio fedele dei cambiamenti in atto. Abati ha
fotografato una serie di ex fabbriche in fase di demolizione. Gli stabilimenti,
colti nella dimensione di cantieri aperti o di architetture allo stato
di abbandono, acquistano in tal senso una valenza particolare, sono
espressione di uno stato in fieri, nel quale velocemente passato, presente
e futuro si intrecciano e velocemente si danno il passo. Abati fotografa
i luoghi del mutamento di notte, creando immagini dai colori stridenti,
che fanno emergere i contrasti dei volumi e danno nuova linfa agli spazi
industriali. A I Luoghi del Mutamento appartiene anche una serie di
foto di persone appartenenti alla comunità del Corno d'Africa; la loro
particolarità è che sono contemporaneamente italiani e non italiani,
nati all'estero ma da genitori italiani, frutto di matrimoni misti o
della loro discendenza, e che si sono stabiliti a Prato o nei dintorni.
Spesso la ragione del loro vivere in Italia è legata alla perenne guerra
tra Eritrea ed Etiopia, una guerra inutile e crudele, spesso dimenticata.
Nel video in mostra viene affrontato il tema della guerra nella sua
accezione più ampia ma non scevra da riferimenti a quanto succede attualmente
nel mondo.
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01mar03 |
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18apr03 |
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ASFALTO
Il carattere della città
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Milano
Italia |
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Triennale di Milano
viale Alemagna, 6
Milano
tel: +39 02 724341
fax:+39 02 89010693
http://www.triennale.it
La mostra, curata da Mirko Zardini, presenta un nuovo punto di osservazione
sulla città e il territorio contemporaneo. La comprensione dell’ambiente
fisico in cui viviamo non è infatti legata soltanto alle grandi ideologie
urbanistiche, ma anche alla presenza di fenomeni, elementi e materiali
apparentemente banali e trascurabili. L’asfalto è uno di questi. A
questo materiale non prestiamo ormai molta attenzione, abituati come
siamo a calpestarlo (o percorrerlo con i più diversi mezzi) quotidianamente.
Eppure uno sguardo ravvicinato a questa superficie il più delle volte
grigia ci permetterebbe di scoprire storie, tecniche, narrazioni e
problemi del tutto inaspettati, restituendo così uno spessore (storico,
tecnico, culturale, visivo) a quello che comunemente si considera
una “pellicola” poca amata, ma necessaria. La mostra si propone di
sostituire ai luoghi comuni tradizionalmente associati all’asfalto
una diversa percezione di questo materiale, che costituisce per la
città moderna e contemporanea ciò che il calcestruzzo armato, il ferro
e il vetro hanno costituito per l’architettura moderna. Attraverso
la descrizione delle sue caratteristiche, la storia del suo rapporto
con la città a partire dalla sua apparizione nella Parigi e nella
Londra del primo Ottocento, il racconto della sua mitizzazione come
materiale ideale o come il nemico della città storica e dell’ambiente,
la rappresentazione della sua presenza nel nostro mondo quotidiano
nei luoghi e nelle forme più inaspettate, la mostra non intende solo
sfatare un luogo comune, ma raccontare la complessità e la varietà
dei problemi della città e del territorio contemporaneo. L’asfalto
è ormai parte integrante della nostra immagine della città, e del
nostro stesso immaginario. Non possiamo più sfuggirgli: ci mancherebbe
la terra sotto i piedi.
> SOPRALLUOGHI
>
FILES
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04mar03 |
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27jul03 |
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IODACC Tenerife
Projekt von Herzog & De Meuron
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Berlin
Deutscheland |
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Aedes East Forum
Rosenthaler Str. 40-41,
Hackesche Höfe, Hof II,
10178 Berlin
tel: +49 30 282 7015
fax: +49 30 283 914 66
aedes@baunetz.de
http://www.aedes-arc.de/
The project for the new IODACC headquarter building has been designed
by the architect studio Herzog & de Meuron. It will be a large cultural
complex of over 20,000 sqm that is to be shared among the IODACC,
the Island Centre of Photography and the Island Library of Tenerife.
Work begun in December 2002 and will prospectively end in 2005. The
Instituto Óscar Domínguez de Arte y Cultura Contemporánea was created
in 1995 through an initiative by the Island Council of Tenerife with
the aim to operate as an international centre of contemporary art
with a regard for the peculiarities of the land in which it is located,
as well as its cultural background. The IODACC is an institution devoted
to the study, dissemination and creation of contemporary art and culture.
Its objectives are to turn Tenerife into a meeting point for all forms
of art that currently exist and to disseminate modern Canary Island
art.
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06mar03 |
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06apr03 |
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Clorindo Testa
l'architettura animata
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Venezia
Italia |
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Ex cotonificio di Santa Marta
aula P
Dorsoduro 2196
30123 Venezia
http://brezza.iuav.it/dpa/
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07mar03 |
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31mar03 |
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Curves and Spikes
Peter Cook/Colin Fournier
und Klaus Kada Kunsthaus und Stadthalle für Graz
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Berlin
Deutscheland |
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Aedes East
Rosenthaler Str. 40-41
Hackesche Höfe, Hof II
10178 Berlin
tel: +49 30 282 7015
fax: +49 30 283 914 66
aedes@baunetz.de
http://www.aedes-arc.de/
The city of Graz in Steiermark, Austria, has been chosen as cultural
capital of Europe for 2003. On this occasion, a number of significant
architectural projects, art installations and events have been planned
in the city. This exhibition at the Aedes West gallery in Berlin focuses
on two of the major and most radical architectural projects: the new
museum of Modern Art, which was the object of an international design
competition won by the London architects Peter Cook and Colin Fournier,
and the Stadthalle designed by the Graz architect Klaus Kada. The
Kunsthaus is currently under construction and will be opened on the
23rd of September 2003. The Stadthalle was opened on the 6th of October
2002. These two projects make unexpected bed fellows in that they
are in complete contrast not only in terms of programme and but mostly
in terms of their design philosophy: the Kunsthaus is a biomorphic
project conceived as a smooth bulbous volume of continuous double
curved surfaces, while the Stadthalle is distinguished by a slender
spiky roof cantilevered high above the street. The playful aesthetic
tension between these two extreme designs, at this interesting and
provocative point in history when the architectural envelope is being
pushed in many contradictory directions, provides the dominant conceptual
and visual theme of the exhibition, which also offers an overview
of some of the other key design projects recently completed in the
city.
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07mar03 |
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20apr03 |
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John Cage.
Il silenzio della musica
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Rovereto (TN)
Italia |
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MART
Corso Bettini 43
38068 Rovereto TN
Infoline 800-397760
tel: 0464 438887
fax: 0464 430827
info@mart.trento.it
http://www.mart.trento.it/
John Cage è uno tra i più emblematici protagonisti dell'evoluzione
musicale del XX secolo. Emanuel Dimas de Melo Pimenta, architetto,
fotografo, scrittore e compositore dal 1980 fino al giorno della scomparsa,
ha avuto un costante rapporto umano e un intenso lavoro con il maestro
americano e tutt'oggi collabora in diversi paesi nel mondo nelle straordinarie
rappresentazioni del coreografo Merce Cunningham che per lungo tempo
ha lavorato con John Cage. Al primo piano del MART un allestimento
particolare riporta gli odori della sua arte culinaria... la natura.....i
famosi funghi.. cactus... sassi...il gorgoglio dell'acqua che scorre
tra i tubi di metallo intrecciati.. il gatto nero sopravvissuto...la
filosofia zen....il rumore della strada...e poi il silenzio... il
silenzio crea il suono e i rumori per la mia musica (J.C.) E' il loft
di John Cage, teatro visibile ed invisibile tra la 18th street e la
6 avenue di New York. Le parole di Cage si intrecciano con la danza
dell'amico Cunningham, mentre la voce rauca di Bob Rauschenberg, si
confonde con le discussioni notturne di Jasper Johns, Frank Stella,
Tudor e Schoenberg, Anastasi, Dove Bradshaw, Laura Kuhn e ancora e
poi ancora... La musica, stridente e altisonante, del cd- 18/6- Il
silenzio della Musica invade l'intero spazio.
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07mar03 |
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30apr03 |
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Gaudí e la natura
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Reggio Calabria
Italia |
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Università degli Studi mediterranea
di Reggio Calabria
Facoltà di Architettura
Via Melissari Feo di Vito
tel: 0965 800282 - 0965 332202-3
L'Ateneo di Reggio Calabria e la Facoltà di Architettura hanno inteso
rendere omaggio all'illustre architetto catalano Antoni Gaudì (Reus
1852 -Barcellona 1926), ospitando, la mostra fotografica "Gaudì e
la natura", proveniente dalla sua città natale, Reus, a pochi chilometri
da Tarragona e dalle spiagge della Costa Dorada. Organizzata dalla
Fototeca Municipale di Reus, la mostra presenta una serie di immagini
che appartengono ai fondi della Fototeca Municipale della città e
che provengono da vari lavori di ricerca svolti dalla Agrupació Fotográfica
de Reus (AFR) e dalle varie edizioni dei Premi fotografici Ciudad
de Reus, indetti dall'Instituto Municipal de Acción Cultural in collaborazione
con l'AFR. L'intento è quello di far conoscere l'ispirazione che l'architetto
traeva dalle forme naturali dell'ambiente circostante e che è alla
base dei processi creativi delle sue opere. Paesaggi del sud della
Catalogna che hanno ammaliato molti fotografi e che riescono a focalizzare
l'attenzione dello spettatore e a portarlo dentro un universo che
possiamo considerare tipico dello spazio Gaudí. La qualità eccezionale
delle fotografie che fanno parte dell'esposizione coinvolge in questo
gioco appassionante di scoperte nello stesso modo in cui lo ha fatto
l'architetto. Sono proprio queste origini di Gaudí che si intendono
rivendicare in questa mostra, in cui si evidenziano i legami tra alcune
delle opere dell'architetto e i paesaggi che hanno fatto da sfondo
alla sua infanzia e alla sua gioventù.
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07mar03 |
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28mar03 |
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Idea and Phenomena
Steven Holl
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Stockholm
Sweden |
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Arkitekturmuseet
Fredsgatan 12
Stockholm
Sweden
tel: + 46 8 587 270 00
info@arkitekturmuseet.se
http://www.arkitekturmuseet.se
The exhibition approaches the oeuvre of this New York based architect,
an outstanding exponent of contemporary American architecture from different
angels: watercolors and architectural models visualize Holl's complex
conceptional designing process, the presentation of realized architectural
projects moves phenomena of the interplay of space, light and material
into focus. Conceptually, the exhibition reaches out beyond the common
monographic presentation as it offers a reflexive re-creation of architectural
effort, the idea, and individual perception, phenomena, which in effect
permits an approach to architecture as such and concentrates on the
architect's intentions. The exhibition was first shown at Architekturzentrum,
Wien in 2002.
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08mar03 |
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11may03 |
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Kazuyo Sejima + Ryue Nishizawa
| SANAA
architecture design
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Essen
Deutscheland |
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design school zollverein d/s/z
Gelsenkirchener Straße 181 Halle 10.1
45309 Essen
tel: +49 201 8543 300
fax: +49 201 8543 301
contact@design-school.de
http://www.design-school.de
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10mar03 |
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27apr03 |
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Superstudio
Life Without Objects
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London
UK |
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Design Museum
28 Shad Thames
London (UK)
tel: +44-20-79408790
http://www.designmuseum.org
groups@designmuseum.org
Founded in Florence by a group of radical young architects in 1966,
Superstudio was at the heart of the architectural and design avant garde
until its dissolution in the late 1970s. Through photo-collages, films
and exhibitions, it critiqued the modernist doctrines that had dominated
20th century design thinking. Superstudio was then at the fulcrum of
avant garde thinking in architecture and design. Ever since it first
surfaced in 1966 at the Superarchitecture exhibition in the Italian
town of Pistoia, Superstudio had been among the most vociferous of the
radical design groups which were challenging the modernist orthodoxies
that had dominated architectural thinking for decades. By questioning
architecture's ability to change the world for the better and the boundless
faith in technology expressed by earlier, more optimistic groups such
as Archigram in the UK, Superstudio raised issues which have preoccupied
successive generations of architects and designers from Studio Alchymia
in late 1970s Italy and to the Memphis collective in the mid-1980s,
to contemporary figures like Rem Koolhaas and Foreign Office Architects.
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11mar03 |
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08jun03 |
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Francesco Jodice
Random viewer
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Milano
Italia |
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Spazio ErasmusBrera
via formentini 10
20121 Milano
erasmusbrera@libero.it
La Galleria Spazio Erasmus Brera presenta una personale di Francesco
Jodice in cui sono presenti una serie di lavori inediti che segnano
i punti d'arrivo di un percorso che l'artista fotografo porta avanti
da alcuni anni con il progetto What We Want, condotto assieme a Multiplicity,
network internazionale di artisti e architetti. La ricerca messa in
atto da What We Want sviluppa un'analisi a monitoraggio continuo sul
panorama urbano come riflesso dei nostri desideri. L'intera mostra è
incentrata, infatti, sul tema dell'investigazione, dell'osservazione,
dello scrutamento di luoghi e persone attuato dall'artista con un occhio
mobile che permette di allontanare e avvicinare il soggetto dello scatto
modellandosi a seconda del contesto. "La città è un organismo vivente
- scrive Andrea G. Pinketts nel testo che accompagna il catalogo - e
in quanto tale deteriorabile. La foto è una finestrina luminescente
sulle proiezioni dei desideri delle persone che, loro malgrado, ne diventano
humus. Non esiste il folklore in Jodice. Esiste il cinema. Come il fumetto,
come la pittura, come la tappezzeria", sottolineando la forza di un
lavoro fotografico che funge da sonda per il panorama circostante in
continuo mutamento, perché, scrive ancora Pinketts: "Le cose cambiano.
Un detective fotografo architetto non fa le pulci all'essenza della
città moderna". La serie di opere inedite presenti in mostra comprende
Crossroad, un trittico scattato per le strade di Tokyo in cui Jodice
attraversa con l'obbiettivo fotografico il flusso di persone che ogni
giorno solcano i crocevia principali della città formando una sorta
di testuggine umana, tre lavori che investigano il paesaggio notturno
di Las Vegas, Singapore, New York e diversi polittici tratti dai video
di 100 Storie.
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11mar03 |
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12apr03 |
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MARIO
RIDOLFI
sessant'anni di architetture in sessanta disegni 1924-1984
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Roma
Italia |
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Accademia Nazionale Di San Luca
Piazza dell’Accademia di San Luca 77
Roma
tel: +39 06 6798850 - 06 6790324
fax: +39 06 6789243
g.frisardi@accademiasanluca.it
segreteria@accademiasanluca.it
La selezione presenta un limitato numero di disegni - che vanno dal
rilievo della tomba del Cardinale Besso, eseguito fra il 1924 e il 1925
da Ridolfi studente di architettura, fino agli studi per il Palazzo
del Comune di Terni, il cosiddetto "Bidone", ultima opera di vasto respiro
alla quale egli ha lavorato - e vuole restituire nei tratti essenziali
il percorso creativo e culturale di una delle più importanti personalità
nel panorama dell'architettura italiana del Novecento.
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13mar03 |
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19apr03 |
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Dal Ghetto alla città. Il
quartiere ebraico di Roma e le sue attività commerciali
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Roma
Italia |
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Complesso del Vittoriano
Via S. Pietro in Carcere (Fori Imperiali)
Roma
Informazioni:
tel: 06/3297708
fax: 06/3297703
Un itinerario tra dipinti, incisioni, fotografie d'epoca, arredi sacri
e prodotti del mercato ebraico, che ripercorre anche attraverso un volume
la storia del Ghetto di Roma dalla sua istituzione per volere di Papa
Paolo IV, passando per le tante demolizioni, riedificazioni e trasformazioni
che ce lo restituiscono oggi carico di oltre cinquecento anni di storia.
Ospitata dal Complesso del Vittoriano, la Mostra è promossa e voluta
dalla Provincia di Roma, Presidenza della Giunta e Assessorato allo
Sviluppo Economico e alle Attività Produttive, in collaborazione con
la Comunità Ebraica di Roma e con la partecipazione del Museo Ebraico
di Roma e del Museo di Roma. La mostra, curata da Claudio Strinati,
Soprintendente per il Polo Museale, e Claudio Rendina, storico delle
Arti e tradizioni popolari, si avvale di un importante Comitato Scientifico
costituito da Elisa Tittoni, Anna Blayer, Daniela Di Castro, Amedeo
Spagnoletto, Alessandro Nicosia, Dario Coen, Simonetta Tozzi, Emanuele
Pacifici e Maria Cristina Bettini.
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13mar03 |
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02apr03 |
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NODI
Idee per una casa italiana a Bangkok
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Firenze
Italia |
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Università
degli Studi di Firenze
Facoltà di Architettura
SESV, SPAZIO ESPOSITIVO DI SANTA VERDIANA
piazza Ghiberti, 27
Firenze ITALIA
tel +39 055 570050
fax +39 055 575904
http://www.architettura.it/sesv
sesv@architettura.it
http://www.supermoderno.it
La mostra nasce come conseguenza di un originale e intricato percorso
di ricerca che ha coinvolto in forma estesa e aperta membri del gruppo
torinese Cliostraat. I casi progettuali che si annodano idealmente sul
catalogo pubblicato da Mandragora descrivono uno scenario dinamico,
fatto di persone con la voglia di mettere in gioco le molte carte che
la progettualita' italiana ha ancora tutte da giocare. "Non basta un'esposizione,
ne' un catalogo scrive Marco Brizzi, curatore del SESV- a raccontare
come la turbinosa capacita' di coinvolgimento di Cliostraat si sia diffusa
da Quarrata a Bangkok germinando relazioni e idee. Cliostraat è in effetti
il bandolo della matassa". Dal progetto Europan sviluppato per il piccolo
comune toscano (1995) al "piercing" urbano di Torino (1997), alla PC
House di Tokyo (2000), al viaggio fluviale verso il Laos (1999), al
ritorno a Quarrata per Paper Fish (2002), all'installazione per la Biennale
di Venezia (2002) il gruppo ha dato vita a un eccezionale intreccio
di interventi e di esperienze. "Nove di questi progetti aggiungono
gli autori della mostra stanno nel passato, sono oramai parte della
cassettiera dei nostri ricordi. Il decimo, la casa italiana a Bangkok
è un progetto appena iniziato e concepito fin dal giorno zero come una
tessitura di nuovi contatti e collegamenti. L'allestimento tende a realizzare
l'integrazione tra una cultura dell'abitare tradizionale e un uso discreto
delle nuove tecnologie. Gli oggetti e gli elementi che compongono la
"casa italiana" sono collocati all'interno di uno scenario di cui si
evidenzia il carattere domestico e intimo. Ma quegli stessi oggetti,
tratti dalla loro quotidianita', possono essere raccolti dal pubblico
in visita alla mostra e analizzati attraverso sofisticati quanto semplici
strumenti di visualizzazione. La mostra, si arricchisce di un ciclo
di tre incontri che si svolgeranno durante il periodo di esposizione:
un incontro con gli stessi autori (14 marzo, ore 17.00), un appuntamento
di degustazione "assaggiando Italia" a cura di Romina Savi (21 marzo,
ore 13.00) e un party conclusivo (4 aprile, ore 17.00). Insieme alla
mostra viene inaugurato il sito http://www.supermoderno.it.
> SESV
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14mar03 |
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04apr03 |
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Geiger e Tèchne
Edizioni di Poesia e arte
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Modena
Italia |
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Biblioteca civica d’arte Luigi
Poletti
Palazzo dei Musei
Viale Vittorio Veneto, 5
41100 Modena
tel: +39 059 200370
fax: +39 059 200380
http://www.comune.modena.it/biblioteche/poletti.htm
biblioteca.poletti@comune.modena.it
Durante gli anni Sessanta numerosi artisti hanno rinnovato con il loro
lavoro le forme dell’arte e della poesia. Nella diffusione delle nuove
idee estetiche un ruolo importante è stato giocato da quell’editoria
“clandestina” che, opponendosi alle strategie commerciali, ricercava
un confronto diretto con gli ambienti artistici e la società. Le edizioni
Geiger (Torino-Parma) e Tèchne (Firenze), con la diffusione delle omonime
riviste e la parallela pubblicazione di libri, sono state dalla fine
di quel decennio e per larga parte di quello successivo tra le iniziative
editoriali che hanno dato voce a quelle ricerche multidisciplinari,
con una particolare attenzione alla poesia concreta e alla poesia visiva.
La mostra, già presentata nell’estate del 2002 per la III Biennale del
libro illustrato e d’artista di Marliana (Pistoia), presenta i materiali
utilizzati in quegli anni e ripropone il clima di relazioni culturali
che alimentava questi autonomi centri di creatività. Accanto alla rassegna
annuale In forma di libro, in cui la biblioteca analizza la produzione
libraria di singoli artisti, con questa mostra inizia un nuovo percorso
di ricerca sulle riviste dedicato a quel tumultuoso periodo culturale
– a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta – in cui le barriere tra
i diversi codici artistici volevano essere abbattute e, in generale,
si assisteva ad un avvicinamento del mondo artistico al dibattito più
propriamente politico e sociale. In questo panorama le riviste, ancora
più che i libri, si presentavano come il mezzo più idoneo per comunicare
le nuove idee sia nella cerchia degli artisti sia fuori di essa. A cura
di Marco Bazzini e Giorgio Maffei con la collaborazione di Patrizio
Peterlini e del Centro studi Libri d’artista di Torino.
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16mar03 |
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17may03 |
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Design Ideas For A Mobile HIV/AIDS Health Clinic
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Los Angeles, CA
USA |
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A+D Architecture and Design Museum
Bradbury Building
Portico Space
304 S. Broadway
Los Angeles
tel: (213) 620-9961
http://www.aplusd.org
info@aplusd.org
http://www.architectureforhumanity.org
In Sub-Saharan Africa alone, close to 6,000 people die of AIDS every
day and an additional 14,000 are infected . It is estimated that three-quarters
of the world's AIDS population lives in this region; most have no access
to lifesaving drugs, testing facilities or even basic preventative care.
In response, Architecture for Humanity, a non-profit that promotes architecture
and design solutions to global, social and humanitarian crises, challenged
designers and medical professionals from around the world to respond
to inability to access vast areas of the continent with adequately equipped
facilities. Designers were given six months to develop schemes for a
fully equipped, mobile medical unit and HIV/AIDS treatment center that
could for not only be used testing, prevention and treatment of the
disease, but also to provide basic health care services. By the project
deadline, more than 530 teams representing 51 nations answered the call.
An international jury of architects and medical professionals met in
New York to select four finalists and eight honorary mentions.
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18mar03 |
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30may03 |
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Michele De Lucchi:
In senso industriale -
Dans le sens industriel
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Paris
France |
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La Galerie d'Architecture
rue des Blancs Manteaux 11
75004 Paris
tel: +33 1 49 96 64 00
fax: +33 1 49 96 64 01
http://www.galerie-architecture.fr/
mail@galerie-architecture.fr
Entièrement dédiée à l’architecture, au design ainsi qu’au graphisme
ayant trait au monde de l’industrie, cette exposition réunit l’ensemble
des projets réalisés ou non, en cours d’étude, ou purement théoriques
permettant de découvrir ou de mieux cerner l’œuvre de Michele De Lucchi
en ce domaine. " L’esthétique est la mère de l’éthique " (Brodsky),
telle est la conviction de l’architecte conscient de la nécessité d’apporter
des réponses concrètes, adaptées aux besoins actuels du marché ainsi
qu’aux exigences environnementales, tout en parvenant à faire émerger
la beauté matérielle émanant du monde industriel dans lequel nous vivons.
Principalement liés aux divers types d’exploitation d’énergie électrique
existants, qu’il s’agisse d’une intervention dans le paysage urbain
/ rural, ou plus simplement, de l’installation d’un compteur domestique,
l’ensemble des projets exposés témoignent tous de l’intérêt de l’architecte
envers la multiplicité des produits et matériaux présents sur le marché,
ainsi qu’une prise en compte évidente des contraintes et autres exigences
impartis à certains projets de communication. Dans le sens industriel,
c’est l’évidence d’une démarche de travail et de penser propre à Michele
De Lucchi en adéquation avec son désir profond d’interagir avec le monde,
d’intervenir dans notre quotidien.
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18mar03 |
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19apr03 |
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Santiago Calatrava
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Vienna
Austria |
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Kunsthistorisches Museum
Bassano Hall
Maria Theresien-Platz
1010 Vienna
http://www.khm.at
An exhibition devoted to such a hybrid figure as Calatrava in the
setting of the twinned institutions, the Kunsthistorisches Museum
and the Naturhistorisches Museum, offered an ideal context in which
to attempt to materialize Leibniz's seventeenth century vision of
once again, reuniting the Kunstkammer and the Wunderkammer, inseparably
bound in the Renaissance, into a harmonious monad and thus creating
a " theatrum naturae et artis." The exhibition at the Kunsthistorisches
Museum presents approximately 30 of the finely crafted architectural
models of bridges and buildings belonging to the renowned Calatrava
collection. The selection is made on the basis of their incorporation
of the bird theme. Some are static, but some are mechanically animated.
In addition, the exhibition presents many watercolors by Calatrava,
some of which are carried out for this show. Their theme is also the
bird analogy. The curator has invited the Director of the Vogelsammlung
at the Naturhistorisches Museum, Dr. Ernst Bauernfeind, to contribute
a section devoted to the theme of the bird as an aesthetic and structural
solution. He presents, among other things, specimens from the collection
of Crown Prince Rudolph, and that are masterpieces of both nature
and taxidermy. The addition of bird songs, also from the rich collection
of the Naturhistorisches Museum, selected by Dr. Bauernfeind, adds
to the aura of the Wunderkammer.
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20mar03 |
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18may03 |
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CARL WEIDEMEYER 1882-1976 Artista e architetto tra Worpswede e
Ascona
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Venezia
Italia |
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Archivio Progetti
Cotonificio veneziano di S. Marta
Dorsoduro 2196
30123 Venezia
tel: 041/2571011
fax: 041/715788
lorena@iuav.it
http://oberon.iuav.it
La mostra è frutto della collaborazione tra l'Archivio del Moderno
dell'Accademia di architettura dell'Università della Svizzera italiana
e il Museo comunale d'arte moderna di Ascona. Si tratta di un'esposizione
tesa a valorizzare la personalità di Carl Weidemeyer, architetto e
artista poliedrico, che ha rappresentato un collegamento d'eccezione
tra cultura mitteleuropea e mediterranea, imponendosi tra i promotori,
in Ticino, dell'architettura razionalista che si va diffondendo negli
anni Venti-Trenta in Europa. Si è ricostruito per la prima volta il
percorso artistico dell'architetto tedesco, nato a Brema nel 1882,
che fu membro dal 1905 della straordinaria colonia artistica di Worpswede
- con Paola Modersohn Becker, Otto Modersohn, Heinrich Vogeler, il
poeta Rainer Maria Rilke ed altri - e operò tra Brema e Willingen,
in Germania. Nel 1927 si trasferì ad Ascona, per progettare il Teatro San Materno,
un nuovo spazio teatrale "da camera". Ad Ascona rimase fino alla morte,
avvenuta nel 1976. Weidemeyer non si è limitato all'architettura,
ma si è dedicato con impegno al design e all'architettura di interni,
alla pittura, all'illustrazione, e si è esibito come mimo e teatrante,
e ad Ascona collabora con Charlotte Bara e il marionettista Jacob
Flach. Un ciclo di conferenze accompagna la mostra, approfondendo
il quadro generale e gli aspetti traversali entro i quali si è sviluppata
l'opera architettonica di Carl Weidemeyer ad Ascona. La mostra sarà
corredata da una monografia su Carl Weidemeyer, ricca di contributi
di vari specialisti, co-edita dall'Accademia di architettura, dal
Museo comunale d'arte moderna di Ascona e da Skira.
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21mar03 |
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16may03 |
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Stalker. ON/LIVORNO
Osservatorio Nomade
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Livorno
Italia |
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Bottini dell'Olio
viale Caprera
57100 Livorno
tel: +39 0586 820518, 820523
fax: +39 0586 820528
dalle ore 18.00
informazioni:
tel: 347 383 533
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22mar03 |
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ON AIR
studio.eu
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Torino
Italia |
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Politecnico di Torino
Facoltà di Architettura
Castello del Valentino
aula 5
http://www.studioeu.net
Lo studio.eu con sede a Berlino,
è stato fondato nel giugno 2000 da tre architetti italiani: Paola
Cannavó, Maria Ippolita Nicotera e Francesca Venier. Centrale, nel
lavoro dello studio.eu, il rapporto tra architettura e paesaggio ed
il ruolo che il paesaggio può assumere non solo nelle trasformazioni
urbane, dove questo diventa elemento strutturante dei processi di
trasformazione (multiple anger - concorso internazionale, Herzogenaurach
2002: 4°premio, Cottbus-Ostsee concorso internazionale, Cottbus 2001:
1°premio) ma anche nel progetto architettonico, nell'integrazione
e compenetrazione di interno ed esterno (bolla di fantasia progetto
per una serra nel Parco degli Amici di Pinocchio, Collodi 2001-2002)
come pure nella sua completa astrazione (infospazio DARC concorso
ad inviti, Venezia 2001: 1°premio). Numerose sono le idee elaborate:
quante di queste riusciranno a diventare un progetto realizzato? L'allestimento
mette in mostra proprio questa situazione di "sospensione". I progetti
non realizzati, sono "on air", sono sospesi, leggeri, vivono sulla
carta, lontani anche dalla materialità delle pareti. Ma quando questi
si realizzano cambiano, diventano materia. Cambia quindi anche la
loro rappresentazione. Essendo ora spazi vissuti diventano qui nell'esposizione
immateriali, raggi di luce che proiettati sulle pareti ripropongono
l'immagine di una realtà che è altrove. [...]
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24mar03 |
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04apr03 |
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PERRET
La poetica del cemento armato, 1900 - 1954
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Torino
Italia |
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GAM - Galleria Civica
d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino
Via Magenta 31
10128 Torino
tel: 011 4429518
fax: 0114429550
http://www.gamtorino.it/
La mostra offre una visione globale dell’opera dei fratelli Perret,
analizzando le molteplici ramificazioni nel secolo, ridefinendo la
statura di Auguste Perret sia sulla scena dell’architettura francese
sia sulla scena internazionale, attraversodisegni originali mai presentati
al pubblico, fotografie d’epoca e plastici. Si tenta di ricostruire,
attraverso documenti inediti, la loro biografia, la loro formazione
classica all’École des Beaux-Arts, il loro rapporto con le tendenze
razionaliste della fine del XIX secolo, e di svelare il loro approccio
tecnico rispetto al diverso impiego del cemento armato. Un importante
spazio è dedicato alla loro formulazione di un “ordine del
cemento armato”. Sono anche messe in luce, attraverso numerosi prestiti
da parte di musei e istituzioni, le loro importanti relazioni intellettuali
con Maurice Denis, Antoine Bourdelle, Josef Sìma e André Gide. Per
l’occasione sono state realizzate circa quaranta nuove maquettes con
il fine di chiarificare, soprattutto al grande pubblico, l’innovazione
delle concezioni spaziali e costruttive dei Perret. Queste sono esposte
vicino alle maquette di vecchia data, in particolare quelle delle
collezioni della Città di Le Havre, integrate con le collezioni della
Cité de l’Architecture e du Patrimoine. Infine, la mostra permette
di riscoprire l'Auguste Perret disegnatore di mobili e di interni,
attraverso una scelta di mobili originali restaurati.
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28mar03 |
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25may03 |
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Nanni Strada
Abitare l’abito
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Milano
Italia |
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Triennale di Milano
viale Alemagna, 6
Milano
tel: +39 02 724341
fax:+39 02 89010693
http://www.triennale.it
http://www.nannistrada.com
Nanni Strada è una delle protagoniste più originali della scena
culturale italiana nell’ambito del design, per la rilevanza e l’originalità
del suo lavoro e il ruolo pionieristico nel campo del design della
moda, di cui è una protagonista di primo piano riconosciuta a livello
internazionale. Vincitrice di un Compasso d’oro, presente più volte
in Triennale, ha sviluppato una sua ricerca originale e personalissima
sempre a stretto contatto con il mondo produttivo, con l’innovazione
tecnologica nel campo delle macchine, dei tessuti, dei colori e persino
del packaging e della distribuzione. In questo suo percorso ha lavorato
per importanti case, firmando collezioni, sviluppando prototipi, realizzando
una sperimentazione formale che ha dato vita a un approccio rivoluzionario
al vestire. Affermata come disegnatrice di moda, ma in realtà più
vicina alle modalità progettuali e al mondo culturale del disegno
industriale, Nanni Strada è stata anche accostata alle correnti artistiche
del minimalismo e dell’arte povera. La mostra ripercorre le tappe
progettuali e professionali del lavoro di Nanni Strada dagli esordi
negli anni Settanta fino alle più recenti ricerche. Il percorso espositivo
esalta gli aspetti emozionali degli abiti, non solo attraverso la
magia materica e cromatica, ma anche attraverso le particolari invenzioni
strutturali e le lavorazioni tecniche messe in atto (flessibilità,
comprimibilità, geometria variabile, esasperazione delle misure).
Vengono, inoltre, messi in evidenza i concetti e gli aspetti teorici
sottesi a ogni singola collezione (la taglia unica, la geometria come
regola, la rinuncia alla tridimensionalità, l’invenzione di comportamenti,
la massima semplificazione, la bellezza materica). La mostra si articola
in due parti:la prima è composta da undici grandi schede sull’opera
e la ricerca di Nanni Strada; attraverso l’esposizione dei disegni
di studio degli abiti, viene mostrato come l’approccio di Nanni strada
sia molto più vicino al progetto di design piuttosto che a quello
della moda e della sartoria tradizionale. Come dice lei stessa, la
creazione dell’abito viene affrontata con “un approccio metodologico
tipico del design". La seconda espone invece, disposti su una
grande pedana inclinata, gli abiti e i capi più significativi . Un
filmato, appositamente girato per l’occasione, integra, spiega e arricchisce
il percorso espositivo. Gli approfondimenti relativi ai contenuti
della mostra sono disponibili sul sito www.nannistrada.com.
Mostra a cura di Raimonda Riccini. Allestimento e progetto grafico:
Italo Lupi.
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01apr03 |
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13jul03 |
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Giorgio Grassi.
Progetti recenti
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Milano
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Spazio Mostre Bovisa
via Durando 10
20158 Milano
informazioni:
Facoltà di Architettura Civile
tel: 02 - 2399.7102 / 7146
fax 02 - 2399.7138
alberta.bergomi@polimi.it
http://www.arch2.polimi.it
La mostra espone i disegni originali e i modelli di sette edifici
progettati dal tra il 1993 e il 2000: i quattro progetti per Berlino,
Osnabrück, Colonia e Schwäbisch Hall sul tema del museo e i tre progetti,
redatti in occasioni diverse, per l'edificio pubblico in piazza Garibaldi
a Treviglio, la chiesa di Porto - Santa Rufina a Roma e la ricostruzione
del castello di Valkhof a Nimega. Concepiti in un decennio che si
apre con il completamento del teatro di Sagunto e che ha visto la
realizzazione di importanti opere all'estero - le biblioteche di Groningen
e di Valencia, il complesso di Postdamerplatz - i lavori in mostra
espongono con chiarezza i temi di una ricerca che si misura costantemente
con l'esperienza dell'architettura antica, rivendicando un legame
di appartenenza che si contrappone al gioco illusionistico rivolto
alla ridondanza dell'immagine.
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03apr03 |
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30apr03 |
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Roma
vista dai tetti
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Roma
Italia |
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Casa dell'Architettura - Complesso
Monumentale del San Michele a Ripa
Via di San Michele, 25
Roma
Informazioni:
tel: 06-58434858-60
amosca@darc.beniculturali.it
La DARC - Direzione generale per
l'architettura e l'arte contemporanee del Ministero per i beni e le
attività culturali, ha bandito nel mese di aprile 2002 un concorso
sul recupero delle coperture del centro storico di Roma. L'obiettivo
del concorso è stato quello di individuare tutti gli elementi di disturbo
presenti sulle coperture degli edifici del centro storico e di fornire
risposte progettuali che consentano l'inserimento di volumi tecnici,
di servizio e altro senza incidere sulla lettura dei lineamenti architettonici
e dell'ambiente storicizzato, percepiti nella loro unicità e interazione.
Progettare o ri-progettare parti della città, non sempre immediatamente
visibili al nostro occhio, ma altrettanto importanti per il raggiungimento
della qualità urbana e del decoro pubblico, significa aggiungere valore
qualitativo anche agli elementi eterogenei e salvaguardare l'integrità
dell'organismo urbano nel suo insieme. In mostra gli elaborati dei
partecipanti.
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03apr03 |
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12apr03 |
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Interstice/Double Impact
two solo presentations
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Amsterdam
Netherlands |
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W139
Warmoesstraat 139
1012 JB Amsterdam
The Netherlands
tel: + 00 31 20 622 94 34
fax: + 00 31 20 625 12 26
http://www.w139.nl/
info@w139.nl
'Interstice/Double Impact' comprises two solo presentations; a subtle
installation by the British artist Ian Kiaer in the front room, and
in the back room an impressive setting created in collaboration with
Elastik for a performance by the Italian artist Sissi, which will
take place on April 4th starting 9 p.m. In his work, Ian Kiaer (London,
1971), combines architectural concepts with personal memories and
references to Western and Oriental art history. His latest installation
in W139 brings together reflections on the migration of bees with
references to the work of architect Moshe Safdie and an analysis of
the specific allocation of space in the Warmoesstraat building. Sissi
(Bologna, 1977) has constructed an 'arena' in W139's back room, which
serves as the backdrop for her marathon performance 'The Walk'. For
this project Sissi has sought active collaboration with Elastik -
Igor Kebel, Francesca Sarti, Ek van Rosendaal and Mika Cimolini. Elastik
is a network of individuals that join project groups relative to specific
demands of a certain project or its committer, as the name says. The
space Elastik has designed for the artist Sissi has initiated a series
of dramaturgic concepts of gallery space invading in Sissi's work.
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04apr03 |
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04may03 |
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TUTTO SONEGO
Rodolfo Sonego sceneggiatore tra arte scienza e letteratura
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Roma
Italia |
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Acquario Romano
Piazza Manfredo Fanti 47
Roma
tel: +39 06 4468616
fax: +39 06 4464694
Informazioni:
tel: 0649919233/23
La mostra, promossa dalla Facolta' di Architettura "Ludovico Quaroni"
e da Cinecittà Holding, e' dedicata alla produzione artistica di Rodolfo
Sonego, uno dei maggiori protagonisti del cinema italiano dagli anni
cinquanta ad oggi. Sonego, scrittore e sceneggiatore di moltissimi
film- tra i quali alcuni capolavori interpretati da Alberto Sordi,
come "Una vita difficile","Un eroe dei nostri tempi","Il Diavolo"
" Il Vedovo","Bello onesto…" etc. etc.- è stato anche pittore e disegnatore.
Pittore segreto ma costante e disegnatore instancabile, per quanto
le sue opere siano state esposte in rare mostre, sono state recensite
da critici d'eccezione, quali Cesare Zavattini e Pierpaolo Pasolini.
Nato a Caverzano (BL)il 27 febbraio del'21,Sonego studia a Torino
all'Accademia di Belle Arti, fa la guerra da comandante partigiano,
conosce a Venezia Emilio Vedova e Giulio Turcato e si trasferisce
a Roma chiamato da Roberto Rossellini. Qui comincia subito a lavorare
per il cinema. Scrive storie ma vive con gli artisti: Consagra, Turcato,
Dorazio, Perilli e Scarpitta che, assieme a Ugo Pirro e a Mario Mafai,
costituiscono il variopinto e squattrinato popolo dei pittori assidui
alla trattoria Menghi. Pur abbandonando l'idea di diventare pittore,
Sonego dedica all'arte, tra il '48 e il '50, almeno tre documentari,
prodotti dalla Lux Film, girati da Glauco Pellegrini, presentati alla
Biennale di Venezia e rimasti pressoché inediti. Il nucleo della mostra
è costituito da 7 video dei disegni di Sonego proiettati su schermi
di varie dimensioni e da un montaggio dei suoi film più celebri -Marine
machine drawings1&2; Fractal visions(2); Analogous worlds; Withering
sketches(2)- e dai tre documentari sull'arte -Lezione di anatomia,
Esperienza del cubismo e Parliamo del naso-. L'allestimento e il CD-Rom
della mostra, curati dal LaMa(Laboratorio Multimediale di Architettura)
sono stati coordinati da Rosalba Belibani;il catalogo è a cura di
Rossana Battistacci.
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07apr03 |
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18apr03 |
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CARLO SCARPA
The Craft of Architecture
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Wien
Austria |
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MAK – Austrian Museum of applied
arts
Stubenring 5
A-1010 Vienna
tel: +43 01 711 36 0
fax: +43 01 713 10 26
recorded information: +43 01 712 80 00
http://www.MAK.at
office@MAK.at
For almost thirty years, the Italian architect Carlo Scarpa (1906-1978)
worked together with the well-known Venetian cabinetmaker Anfodillo
to realize his designs. In 1999, the MAK managed to purchase, from the
cabinetmakers' archives, a number of design drawings - for the Museo
di Castelvecchio in Verona (built 1956-1964), the Galleria Querini Stampalia
(1961-1963), the Tomba Brion (1970-1978) a. o. -, but also some furniture
design sketches and wooden models of design details such as, for example,
design sketches for a working table for composer Luigi Nono. The MAK
show presents, for the first time, plans, design sketches, blueprints,
and models from this bulk of materials, complemented with photographs
of Scarpa's most important built projects. The exhibition documents
Scarpa's collaboration with the cabinetmaker Saverio Anfodillo and gives
a survey of the life's work of one of the outstanding architects of
the 20th century.
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9apr03 |
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14sep03 |
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Bracieri / Fires
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Milano
Italia |
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Palazzo della Ragione e Loggia dei Mercanti
Milano
Informazioni:
e123
Via Bartolomeo Giuliano 1
20129 milano
tel: 02/20241494
http://www.e123.it
E' possibile raccontare la luce attraverso i cinque sensi? La luce
ha un suono, un sapore, una texture, un profumo, un colore? Cinque
bracieri cercano di rispondere stimolando la nostra immaginazione.
L'idea è quella di progettare degli elementi di arredo urbano che
declinano sensorialmente il tema del braciere. La performance sensoriale
(luci, textures, suono, odori, etc.) offerta da ciascun braciere è
la fonte di attrazione centripeta intorno a cui avverranno gli incontri.
I bracieri sono punti di attrazione, di incontro, di comfort, intorno
a cui le persone possono sostare, chiacchierare, trascorrere del tempo
senza l'ansia si chiudersi in un interno. Bracieri vuole giocare sul
ruolo che avevano i bracieri nelle case del passato: riscaldare, raccogliere,
attirare la socialità, usando la metafora di questo arredo in via
di estinzione e per riattualizzare la sua funzione sociale e portarla
in esterno. Bracieri / fires progettati da e123 e prodotti dalla Filiberti
Design Stone sono presenti all'evento “Immaginando Prometeo. Intorno
ai miti del fuoco e della luce ”. e123 design è un giovane
gruppo di progettazione, attivo a livello internazionale che si forma
nel 1996 dalla collaborazione artistica fra Anna Barbara, Paola Bellani,
Laura Miotto, Savina Nicolini alle quali successivamente si aggiungono
Sara Mazza e Carolina Rapetti. Il gruppo ha due nuclei operativi:
a Milano e a Singapore. Progetta innovazione partendo da un'attenta
conoscenza dei materiali, da un'accurata analisi delle tendenze, da
una esperta progettazione sensoriale e da una strategica gestione
della comunicazione.
Interaction design di "Bracieri/Fires": Massimo Banzi, Edoardo
Brambilla, Sergio Paolantonio; sound design:Raphael Monzini.
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09apr03 |
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11may03 |
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LAB[au]
"sPACE, navigable music"
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Bologna
Italia |
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Distorsonie Futurmusic Fair Festival DF3
LINK
Via Fioravanti 14
Bologna
tel: 051 4154528 / 051 6313497
http://www.linkassociated.org
http://www.distorsonie.it
info@distorsonie.it
LAB[au], laboratory for architecture and urbanism, basato in Belgio,
costituisce uno dei più avanzati gruppi internazionali di ricerca
nel settore della realtà virtuale architettonica. Il progetto che
viene presentato a Distorsonie 2003, denominato sPACE, navigable music
, presenta un mondo virtuale compartecipabile di inedita concezione:
forme grafiche, volumi cangianti, suoni campionati e spezzettati,
immagini, brani musicali, tutti insieme all'interno di uno spazio
digitale navigabile in tempo reale da più utenti. Gli spostamenti
all interno di questa matrice provocano continue modificazioni nell
intorno, nella configurazione spaziale degli elementi, nel fluire
asincrono delle tracce sonore. Ci si muove all interno di suonicoloriforme
che mutano al nostro stesso mutare spazio-temporale: ad ogni passo
virtuale qualcosa cambia, ogni azione provoca modificazioni del contesto.
Durante la performance immersiva, ad accesso libero, che si ripeterà
dalle ore 21 alle 24 presso il LINK di Bologna Manuel Abendroth e
Jérôme Decock di Lab-au presenteranno gli esiti della propria più
recente ricerca. Distorsonie Futurmusic Fair Festival DF3, prodotto
da H-uge, è tre giorni e tre notti di concerti, dj set, performances,
installazioni audio e video, incontri, workshops, attorno alla creatività
legata alle nuove tecnologie. Ideato all interno del LINK Project
di Bologna nel 1995, è stato il primo Festival in Italia dedicato
alla musica elettronica, in ogni sua diversa sfumatura, e nelle possibili
interazioni con le immagini.
http://www.lab-au.com
http://www.lab-au.com/space
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10apr03 |
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12apr03 |
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Distorsonie FuturmusicFairFestival
df03
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Bologna
Italia |
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LINK
Via Fioravanti 14
Bologna
tel: 051 4154528 / 051 6313497
http://www.linkassociated.org
http://www.h-uge.org/
http://www.distorsonie.it
info@distorsonie.it
Distorsonie: dal 1995, tre giorni e tre notti di concerti / dj set
/ performances / installazioni audio e video / incontri / workshops
attorno alla creatività legata alle nuove tecnologie. ideato all'interno
del Link Project di Bologna, è stato il primo festival in Italia dedicato
alla musica elettronica, in ogni sua diversa sfumatura, e nelle possibili
interazioni con le immagini. Ogni anno ospita alcuni tra i più interessanti
artisti italiani e internazionali, affermati ed emergenti Nel 2003
distorsonie assume un nuovo nome: df03 futurmusic fair festival, che
corrisponde ad una rinnovata identità, sempre più incentrata sulle
forme di comunicazione rese possibili attraverso i suoni e le immagini
digitali, e presenta in programma alcuni tra i migliori artisti internazionali
e italiani che si muovono nell'ambito delle arti elettroniche per
una 3 giorni di musica elettronica eclettica: dalle rarefazioni della
ambient alle atmosfere sinuose del vintage e dell'esotico, dal soul
elettrificato della disco all' umanomeccanico della electro, dai beats
partystyle dell'house alla potenza e poesia della techno, dal funky
spezzato del breakbeat alle profondità del drum'n'bass, dalle ricerche
minimali dell'indietronica alla forza punk delle sperimentazioni più
estreme. Istallazioni e performances innovative: costruzione di spazi
sonori e visivi astratti, architetture modulari di frequenze e pixels,
comunicazione poetica e performativa, clothesdesing proiettato nel
futuro. Incontri: sull'essenza e il contesto delle arti elettroniche.
Show cases e promo: di etichette, artisti, eventi.
Artisti: Alexander Robotnick, Matthew Herbert, Max Durante, Four Tet,
Jan Jelinek, Populous, Ambit3, Derrick May, Dj Stingray (Drexciya),
King Britt with Ivana Santilli, Lory D, Robert Owens, Otto Von Schirach,
Phoenecia, Patrick Pulsinger, Louie Austen, Twinnie.
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10apr03 |
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12apr03 |
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HANS HOLLEIN, Vienna Aufbauen
und Aushöhlen
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Berlin
Deutscheland |
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Aedes East Forum
Rosenthaler Str. 40-41,
Hackesche Höfe, Hof II,
10178 Berlin
tel: +49 30 282 7015
fax: +49 30 283 914 66
aedes@baunetz.de
http://www.aedes-arc.de/
Hans Hollein, the international active architect, visionary and Pritzker
Prize laureate, is concerned with a new formulation of the high-rise
subject since his studies at the IIT in Chicago in the fifties. Since
this time he is interested in the construction under ground - free
non-tectonic hollowing out and the creation of non-rectilinear spaces.
Additive and Subtractive - built up and excavate. Hollein goes not
only up in height, but also digs himself into earth. The exhibition
presents this duality with concepts, ideas and realizations: Renderings
and models - from early studies in clay or poured out of lava, up
to perfect simulations. Plans but also clippings as well as hand drawings
illustrate Holleins intention to create another, new type of high-rise
and cave. Next to early visions, three high-rise projects in his hometown
Vienna are introduced (among those are the Monte Laa PORR towers,
which were strongly discussed at the Biennale Venice and the MOMA),
designs for Tokyo and Vienna up to a carillon for Berlin. Furthermore
the realized constructions Torre Interbank in Lima, Peru and the Generali/Media
Tower in Vienna are on display. These high rise projects are faced
by underground room concepts, which play an important role in Holleins
philosophy of architecture from the start. The exhibition shows for
example the New Museum in Mönchsberg for Salzburg and the Vulcania
- Parc Europeen du Volcanisme -, which was opened last year in french
Auvergne. All pojects share Holleins manifold form- and material language:
towers, which lean obliquely out, floating cloudy superstructures,
interlocked building blocks, surprising sculptural elements and pure
masterly roomdesign in the underground constructions.
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11apr03 |
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18may03 |
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newlogo IUAV
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Venezia
Italia |
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Aula magna ai Tolentini
Santa Croce 191
I-30135 Venezia
tel: +39.041.257-1819
fax: +39.041.257-1738
comesta@iuav.it
La mostra presenta i lavori di tutti i progettisti invitati al concorso
internazionale per il disegno del nuovo logotipo IUAV e il progetto
di una nuova identità grafico-visiva coordinata: Philippe Apeloig
(vincitore), Neville Brody / Research Studios, Matthew Carter, Gert
Dumbar / Studio Dumbar, Mevis & Van Deursen, Paula Scher / Pentagram,
Massimo Vignelli.
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11apr03 |
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09may03 |
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ARCHIPENSIERI
Gianni Pettena, Opere 1967-2002
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Pontedera
Italia |
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Fondazione Piaggio
viale Rinaldo Piaggio 7
56025 Pontedera (PI)
tel: +39 0587 27171
fax: +39 0587 290057
museo@museopiaggio.it
http://www.museopiaggio.it
La mostra, prima retrospettiva in Italia, presenta il lavoro di Gianni
Pettena artista, architetto e designer, attraverso video, documenti
d’archivio, fotografie e disegni delle sue performances, installazioni,
e oggetti di design dalle prime realizzazioni degli anni Sessanta
ad oggi. L’esposizione è una versione ampliata della mostra realizzata
al FRAC di Orléans dal 4 febbraio al 26 aprile 2002. Gianni Pettena,
nato a Bolzano nel 1940, laureato in architettura all’Università di
Firenze, è stato, alla fine degli anni ’60, uno dei primi e più importanti
rappresentanti della “architettura radicale”, e in seguito fondatore
della “Global Tools”, contro-scuola di architettura e design (Milano
1974-1976), che riunisce gli stessi protagonisti del movimento radicale.
Artista che ricorre al linguaggio architettonico e architetto che
si appropria delle logiche artistiche, continua a operare nell’ uno
e nell’altro campo, rifiutando i confini tra le discipline, e definendosi
invece un “anarchitetto”. [...]
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12apr03 |
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24may03 |
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Le mille e una notte:
installazioni, video e dibattiti per un'isola dell'arte in pieno centro
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Milano
Italia |
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IdA - Isola dell'Arte
Stecca degli artigiani / Giardini dell'Isola
via Confalonieri
Milano
tel: +39 339 3786355
http://www.cantierisola.org
ida@undo.net
Isola dell'Arte
è un'associazione fondata da artisti, critici e curatori, per proporre
al Comune di Milano di usare gli spazi vuoti della Stecca degli artigiani
- un'ex-fabbrica di proprietà comunale - come centro per l'arte contemporanea,
e per creare un dialogo con le realtà sociali che operano nel quartiere
Isola che si prefiggono di salvare i due giardini adiacenti alla Stecca
minacciati di distruzione dal progetto urbanistico Garibaldi-Repubblica.
Il 13 aprile, durante il mercato biologico organizzato dalle associazioni
del quartiere, Isola dell'Arte si presenta al pubblico con il primo
evento artistico del ciclo "Le mille e una notte", un titolo
simbolico che si richiama alla possibilità di salvare la Stecca degli
artigiani attraverso il racconto dell'arte; un racconto intorno alla
precarietà che avvolge lo spazio e il futuro dell'Isola. Saranno realizzati
interventi di: A12, Mario Airò, Stefano Arienti, Stefano Boccalini,
DE-ABC, Gabriele Di Matteo, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Adrian Paci,
Bert Theis, Grazia Toderi, Undo.net, Cesare Viel, Luca Vitone. Il
gruppo Park Fiction di Amburgo aderisce al programma con la versione
in lingua italiana del film "I sogni lasciano le case e scendono in
piazza" presentato a documenta11. Per la stessa giornata, alle ore
16, l'associazione organizza alla Stecca un convegno sul tema "Quali
spazi per l'arte di oggi? Prospettive e progetti per la Stecca". Con
questa iniziativa si vuole lanciare il dibattito sulla mancanza di
spazi per l'arte contemporanea a Milano e sul tipo di spazi che più
si adattano alle nuove ricerche. Come arrivare all'Isola: stazione
FS e MM Garibaldi, Tram 29, 30, 11, 4, bus 82 o in bici.
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13 apr03 |
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13 apr03 |
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ON/Salento:
Along the Egnatia
memories of displacement in between Rome and Istanbul
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Roma
Italia |
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Fondazione Adriano
Olivetti
Sala Roberto Olivetti
Via G. Zanardelli, 34
Roma
tel: +39 06 6877054
info@fondazioneadrianolivetti.it
http://www.stalkerlab.it
La Via Appia
- da Roma ad Otranto - e successivamente chiamata Via Egnatia è un
antica strada romana che fu costruita lungo il Sud Italia, l'Epiro,
la Macedonia e la Tracia per collegare Roma a Bisanzio, le capitali
dell'impero romano occidentale e orientale. Lungo la Via Egnatia milioni
di persone sono state costrette a peregrinare dopo aver abbandonato
la propria terra. Questa strada è stata muta testimone - nell'ultimo
secolo, dalla caduta dell'Impero Ottomano fino ai flussi di Rifugiati
di oggi - del drammatico spostamento di milioni di Albanesi, Armeni,
Bulgari, Greci, Slavi, Turchi, Curdi, Afgani, Iracheni rifugiati e
immigrati provenienti dal Sud o dall'Est dell'Europa Occidentale.
Along the Egnatia intende ricostruire le esperienze di questi flussi
migratori attraverso le testimonianze di centinaia di persone che
hanno vissuto in prima persona questo drammatico attraversamento.
Martedì 15 aprile il progetto Along the Egnatia sarà presentato alla
Fondazione Adriano Olivetti di Roma. In questa occasione sarà inaugurata
la prima Agenzia in Viaggio europea che si preoccuperà di raccogliere
e registrare le testimonianze delle esperienze sulla Via Egnatia.
Inoltre saranno esposti 18 metri di chianche di pietra leccese provenienti
dalla Cave di Cursi in Salento (l'italiana Finis terrae verso l'est
laddove comincia la Via Egnatia) - su cui si potrà scorgere incisa
sulla costa la mappa del percorso della Via Appia/Via Egnatia da Roma
a Istanbul. Questi 18 metri di pietre della memoria viaggeranno il
30 aprile dalla Fondazione al Centro Interculturale Monte Ararat di
Roma dove si raccoglieranno altre testimonianze, altre storie da collezionare
che comporranno il primo chilometro della Via Appia/Egnatia. Altri
chilometri di pietre della memoria saranno disposti ad Otranto - luogo
principe di transizione, di attraversamento, testimone di migliaia
di tentativi di fuga - e successivamente a Salonicco e ad Istanbul.
A partire dal 15 aprile saranno coinvolti centinaia di emigrati che
raccontando la loro esperienza - dall'abbandono della propria terra,
all'attraversamento della Via Egnatia - trasformeranno ogni pietra
in una storia, memoria del lungo tragitto fino ad Istanbul. Le testimonianze
saranno raccolte a Roma - alla Fondazione Adriano Olivetti - e successivamente
alla KunstWerke di Berlino (in occasione della mostra Territories
curata da Anselm Franke) e al Palais de Tokyo di Parigi (in occasione
della mostra GNS general navigation system a cura di Nicolas Bourriaud).
Le tre principali città europee che hanno testimoniato il grande flusso
immigratorio accogliendo comunità oggi molto radicate nel territorio
(si pensi a quella armena a Parigi o la curda a Roma). La Via Egnatia
di chianche leccesi costituirà un atlante di memorie. Un monolite
frammentato che viaggerà da Roma ad Istanbul passando per Otranto
e Salonicco, dove le storie collezionate saranno disposte nei luoghi
dell'esperienza e dove altre storie da collezionare saranno incise
sulle pietre. Along
the Egnatia è un progetto di Osservatorio Nomade all'interno
del progetto ON/Salento.
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15apr03 |
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30apr03 |
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Digital Culture Evening:
Lost Guides performance
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New York, NY
USA |
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New Museum of Contemporary
Art
583 Broadway
New York
NY 10012
tel: 212-219-1222
fax: 212-431-5328
newmu@newmuseum.org
http://www.newmuseum.org
Artist/director
Angie Eng, with artists Gabrielle Latessa, Benton C. Bainbridge, Brian
Moran, and architects Omar Khan and Laura Garofalo (Liminal Projects)
perform Lost Guides, an audio/visual performance, in the New Museum's
Zenith Media Lounge. Demonstrating how sounds and visuals can transform
static space, the artists create audio samples and digital images
in real-time that are projected onto the surface of a Mylar tent located
in the center of the gallery space. The performance can be viewed
live on the web at http://www.turbulence.org.
Lost Giudes is
free and open to the public on Tuesday, April 15, 2003, 6.30-8.00pm.
http://www.turbulence.org
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15apr03 |
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15apr03 |
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Arata Isozaki
Electric Labyrinth
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Rivoli (To)
Italia |
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Castello di Rivoli
Museo d’Arte Contemporanea
P.zza Mafalda di Savoia
10098 Rivoli (To)
tel: +39 011 9565222
fax: +39 011 9565230
http://www.castellodirivoli.org
info@castellodirivoli.org
Il Castello
di Rivoli presenta Electric Labyrinth, la ricostruzione dell’installazione
multimediale originariamente creata da Arata Isozaki nel 1968 per
la XIV Triennale di Milano. Subito distrutta nel corso di una storica
occupazione dell’edificio della Triennale, l’installazione è stata
ricostruita da Isozaki nel 2002 e sarà quindi visibile al pubblico
italiano per la prima volta. Nel 1968, la XIV Triennale di Milano
venne inaugurata mentre il clima politico e sociale raggiungeva uno
dei suoi momenti più caldi. Durante la conferenza stampa, tenutasi
il 30 maggio, centinaia fra artisti, intellettuali, studenti e professori
di architettura presero d’assalto la sede della Triennale e la occuparono
per dieci giorni. Malgrado guardasse con attenzione il movimento di
protesta allora nascente, la mostra, all’interno della quale la sala
progettata da Isozaki rappresentava uno dei contributi di maggior
spicco, venne completamente distrutta.Ricostruita con il supporto
del Castello di Rivoli, dello ZKM|Zentrum für Kunst und Medientechnologie,
Karlsruhe, della Fundação Serralves, Porto e su iniziativa curatoriale
di Hans Ulrich Obrist, l’installazione Electric Labyrinth, rappresenta
uno dei più importanti capitoli di sperimentazione interdisciplinare
degli anni '60, nell’ambito di un dialogo che coinvolge arte, architettura,
musica e proponendo un diretto impegno nei confronti di tematiche
quali la guerra e la crisi sociale.
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16apr03 |
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24aug03 |
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NETWORKING
CITY
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Prato
Italia |
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Officina
giovani
Cantieri Culturali Ex-Macelli
Piazza Macelli
Prato
tel: +39 0574 4616753
fax: +39 0574 4616779
http://www.officinagiovani.it
Si inaugura giovedì 17 aprile, alle ore 18.00, NETWORKING CITY, frutto
della collaborazione tra Meschac Gaba, Carlos Garaicoa, Stalker, Superflex
e Bert Theis e 70 giovani artisti del operanti in Toscana. Promosso
dalla Regione Toscana-Tra Art Rete Regionale per l'Arte Contemporanea,
e dai Comuni di Firenze, Livorno, Monsummano Terme, Prato e Siena, "Networking"
nasce nel 2000 come progetto annuale finalizzato alla valorizzazione
e alla formazione della creatività giovanile nei campi della sperimentazione
e della ricerca. Questa seconda edizione, a cura di Marco Scotini, porta
il sottotitolo "Le città della gente/The cities of people ed è stato
strutturato come un vasto laboratorio territoriale articolato in in
tre sezioni fortemente interrelate che hanno come comune denominatore
il tema della trasformazione della città contemporanea: cinque Workshop;
due incontri/dibattito denominati Town Meeting su esperienze di urbanistica
partecipata e attivismo popolare con urbanisti, sociologi e artisti,
realizzati con la collaborazione del SESV (Spazio Espositivo Santa Verdiana);
la mostra/evento finale Networking City. I workshop si sono svolti a
Firenze, Prato, Monsummano Terme, Livorno e Siena tra marzo e aprile
2003. Sono stati concepiti dagli artisti invitati come un vero e proprio
progetto in cui elaborare le ricerche sul piano urbanistico, pubblico
e sociale che ciascuno di questi artisti persegue. Tutto il lavoro dei
workshop è stato documentato dal fotografo Andrea Abati. Networking
City è una piattaforma pubblica e collettiva, un'area di servizio simbolica
fatta di identità emergenti e della loro possibile organizzazione sociale.
E', in qualche modo, la memoria delle città attraversate ma anche la
proiezione sintetica dei concetti chiave che ci hanno guidato nei due
mesi del laboratorio territoriale "Le città della gente": network nomade
in cinque città della Toscana alla scoperta di una geografia meno ufficiale
ma più reale, meno riconoscibile ma emergente. Riciclare, ri-costruire,
attraversare, autorganizzarsi sono solo alcune voci del lessico Networking
City e, allo stesso tempo, sono le pratiche ordinarie, le determinazioni
relazionali che in questo spazio si cerca di attivare, di mettere in
forma. A conclusione della manifestazione sarà pubblicato un volume
che raccoglierà tutte le esperienze di Networking - Le città della gente.
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17apr03 |
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31may03 |
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Framed:
Film and the Construction of the American Modern Home
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San
Francisco, Ca
USA |
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San
Francisco Museum of Modern Art
151 Third Street
San Francisco, CA 94103
tel: 415/357-4000
tdd: 415/357-4154
fax: 415/357-4037
events@sfmoma.org
http://www.sfmoma.org
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19apr03 |
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24aug03 |
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Bernard Khoury Architects,
Libanon
PLAN B - Projekte in Beirut
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Berlin
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Aedes West
S-Bahnbogen 600
Savignyplatz
10623 Berlin
tel: +49 30 282 7015
fax: +49 30 283 914 66
aedes@baunetz.de
http://www.aedes-arc.de/
The exhibition is representing the architecture of Bernard Khoury
who is born in Beirut, Lebanon. Still living and working locally he
is the author of several experimental projects. His work is reflecting
on the major reconstruction efforts that have been taking place in
Beirut during the so-called postwar period. In the absence of any
coherent institutional involvement in the reconstruction process Beirut
finds itself in the hands of private financial and real estate ventures.
Institutional architecture as we would like to define it in the West
does not exist. Khoury describes "postwar” Beirut as a hyper-contemporary
version of a capitalist city in a state of anarchy, a fantastic but
terrifying product of western influences gone out of control. Khoury´s
projects will be exposed through a scenario as a re-interpretation
of the given context and should be regarded as a by-product of the
environment through which they exist. The B 018 Club, the restaurant/
bar Centrale and Yabani were built in the last three years (1998–2001)
and erected in strategic sites in the city (the site of an ex-refugee
camp, the location of the old demarcation line). They have a predetermined
life span (six to nine years) after which their operation will be
terminated and the constructions dismantled. The buildings are a progressive
mutation of war damaged buildings and deal with programs of entertainment.
During their eight years of practicing architecture Khourys proposals
for residential, commercial and educational buildings did not get
the credibility required to materialize most of them. The exhibition
will also include a selection of theoretical projects. As Khoury said:
"They translate the image of a hazardous reality that has yet to prove
to find its place in the fantastic fiction of the reconstruction of
the city, which is now taking place. Speakers at the opening: Kristin
Feireiss, Berlin and Johannes Odenthal, director of the exhibition
"DisORIENTation" at the House of World Cultures, Berlin.
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25apr03 |
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29jun03 |
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VISIONS
AND UTOPIAS
Architectural Drawings From The Museum Of Modern Art, New York
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Frankfurt
am Main
Deutscheland |
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Schirn
Kunsthalle Frankfurt
Römerberg
D-60311 Frankfurt am Main
tel: +49 6929 820
fax: +49 6929 82240
welcome@schirn.de
http://www.schirn.de
The exhibition outlines the art of architectural drawing in the 20th
century by presenting a number of outstanding works from the collection
of The MOMA, New York. The impressive quality and artistic variety of
these works bear evidence of the individual hand of great architects
and extraordinary draftsmen - from the early modern masters such as
Frank Lloyd Wright, Le Corbusier, or Mies van der Rohe to contemporary
protagonists in the field like Zaha Hadid, Rem Koolhaas, or Daniel Libeskind.
Comprising about 200 works, the presentation reveals the architectural
drawing as an independent art genre which has been subject to a radical
change since the onset of the digital revolution and its impact on the
practice of architecture. The exhibition also elucidates its immense
range in the past century: while the presentation starts with Otto Wagner's
sophisticated ink drawing of the Ferdinandbrücke in Vienna from 1896,
computer printouts using the latest architectural software by Arata
Isozaki or Zaha Hadid mark the end of the century.
Ben van Berkel and Caroline Bos and their Amsterdam "UN Studio" have
developed a spectacular solution for the presentation based on a suspended
wall system.
LIST OF ARTISTS: Raimund Abraham, Emilio Ambasz, Tadao Ando, Erik Gunnar
Asplund, Herbert Bayer, Ricardo Bofill, Mario Botta, Andrea Branzi,
Roberto Burle Marx, Santiago Calatrava, Iakov Chernikov, Peter Cook
(Archigram), Coop Himmelb(l)au, Neil M. Denari, Elizabeth Diller, Theo
van Doesburg, Peter Eisenman, Hugh Ferris, Sir Norman Foster, Yona Friedman,
R. Buckminster Fuller, Frank O. Gehry, Michael Graves, Zaha M. Hadid,
John Hejduk, Ron Herron, Albrecht Heubner, Chuck Hoberman, Steven Holl,
Hans Hollein, Emil Hoppe, Arata Isozaki, Philip Johnson, Louis I. Kahn,
Marcel Kammerer, Friedrich Kiesler, Rem Koolhaas, Leon Krier, Kisho
Kurokawa, Ernesto Bruno Lapadula, Le Corbusier, Daniel Libeskind, Morphosis,
Richard Meier, Erich Mendelsohn, Ludwig Mies van der Rohe, Paul Nelson,
Richard Neutra, Oscar Niemeyer, Oscar Nitzchke, OMA (Office for Metropolitan
Architecture), Gaetano Pesce, Walter Pichler, Hans Poelzig, Cedric Price,
Aldo Rossi, Paul Rudolph, Eero Saarinen, Otto Schönthal, Massimo Scolari,
Skidmore, Owings and Merrill, Ettore Sottsass, Friedrich St. Florian,
Sir James Frazer Stirling, Superstudio, Bernard Tschumi, Venturi and
Rauch, Lauretta Vinciarelli, Rafael Vinoly, Otto Wagner, Michael Webb
(Archigram), SITE, Frank Lloyd Wright, Elia Zenghelis.
EXHIBITION ARCHITECTURE: UN Studio (Ben van Berkel/Caroline Bos), Amsterdam.
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29apr03 |
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03aug03 |
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Op het grensvlak van stedenbouw
en architectuur Kees Christiaanse Architects & Planners
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Antwerpen
Belgium |
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De Singel
International Kunstcentrum
Desguinlei 25
2018 Antwerpen
Belgium
tel: +32 03 248.28.28
fax: +32 03 248.28.00
tickets@desingel.be
http://www.desingel.be/
De relatie tussen stedenbouw en architectuur reflecteert voor Christiaanse
de verhouding tussen samenleving en individu. In een democratische samenleving
is stedenbouwkundig ontwerpen het zoeken naar elementaire principes
waarbinnen vrijheid van individuele expressie mogelijk is. Het thematiseren
van de alledaagsheid door een specifieke uitdrukkingsvorm uit het programma
of de context te halen (culturele recycling) is voor hem een middel
om dat doel te bereiken. Het gebruik van archetypische motieven - zonder
in extremen te vervallen - maakt de architectuur van Christiaanse voor
iedereen herkenbaar en toegankelijk. Vaak vormt een complex van oude
en nieuwe gebouwen een samenhangend geheel. Zijn gebouwen zijn bij uitstek
‘intelligente ruïnes’.
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01may03 |
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15jun03 |
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1st International Architecture
Biennale Rotterdam:
Mobility
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Rotterdam
Netherlands |
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1st International Architecture
Biennale
Rotterdam
Informazioni:
Tineke van den Polder
tel: +31 10 440
1331
fax: +31 10 436 4335
http://www.biennalerotterdam.nl
tvdpolder@1ab.nl
This large-scale event will be
held every two years in the Dutch port city of Rotterdam, itself recognized
worldwide as an architectural trendsetter. The first architecture
biennial focuses entirely on the theme of 'mobility', examining the
issue of modern-day mobility and the consequences for architecture
and urban development. Architects, civil engineers, urban planners,
traffic experts, landscape architects, students, filmmakers and photographers
from around the world will spend two months presenting plans and exchanging
ideas in the form of exhibitions, lectures, publications, debates,
films and excursions. The main programme will be held in two separate
venues: the Netherlands Architecture Institute (NAi) and the warehouse
Las Palmas on the Kop van Zuid. Activities and exhibitions in the
NAi will focus exclusively on mobility by car, or 'automobility'.
In Las Palmas, mobility in all its forms and guises will be explored
to its fullest. Renowned architects and artists, as well as up-and-coming
talent, will be given the space to present and discuss their ideas
and visions of the future in the Mobility Laboratory. The curator
is Francine Houben, partner in the Mecanoo architecture firm and professor
at the Delft University of Technology.
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07may03 |
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07jul03 |
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ZAHA HADID
Architecture
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Wien
Austria |
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MAK – Austrian Museum of applied
arts
Stubenring 5
A-1010 Vienna
tel: +43 01 711 36 0
fax: +43 01 713 10 26
recorded information: +43 01 712 80 00
http://www.MAK.at
office@MAK.at
This exhibition displays current and recent projects in Europe, North
America, and Asia. The wide range of work on exhibit includes a large-scale
urban plan; international design competition proposals; building designs
for contemporary cultural facilities; sports facilities; documentation
of current projects under construction, and completed buildings and
installations. Many of Zaha Hadid's commissions were attained through
the processes of open and invited international design competitions.
Hadid has received the highest distinction in several design prizes
over the past decade. Her winning competition projects on display in
this exhibit include the Rosenthal Center for Contemporary Art, Cincinnati,
Ohio (1997); the Contemporary Arts Center in Rome, Italy (1998); the
Science Center in Wolfsburg, Germany (1999); and the recent commission
to design the Temporary Guggenheim Museum in Tokyo, Japan (2001).
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14may03 |
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17aug03 |
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Legno, industria, design:
dagli archivi Fantoni
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Udine
Italia |
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Chiesa sconsacrata di San Francesco
Largo Ospedale Vecchio
Udine
Informazioni:
Galleria d ’Arte Moderna
tel: +39 0432 295 891
http://www.comune.udine.it/gam
Centro Ricerche Fantoni
tel: +39 0432 976 47
http://www.fantoni.it
http://www.fantoni.it/mostra_fantoni/index.htm
L'evoluzione del prodotto, la ricerca, l'architettura industriale,
l'espansione commerciale: tutto questo viene raccontato al pubblico
attraverso disegni, foto, macchine industriali, prodotti e prototipi
provenienti dall'archivio storico Fantoni. Allestita nella suggestiva
Chiesa di San Francesco, la mostra, a cura di Anna Llombardi, è
suddivisa in cinque sezioni: architettura, design, comunicazione,
tecnologia e Centro Ricerche Fantoni.
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14may03 |
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31jul03 |
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AUSTRIA WEST
Tirolo e Vorarlberg
Nuova architettura
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Milano
Italia |
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Triennale di Milano
viale Alemagna, 6
Milano
tel: +39 02 724341
fax:+39 02 89010693
http://www.triennale.it
L’Austria occidentale ha conosciuto nell’ultimo decennio una crescente
attenzione per la cura del paesaggio ed il rinnovamento delle città.
Per la prima volta verrá esposta una rassegna di opere di una nuova
generazione di architetti dell´Austria occidentale, tra i quali anche
alcuni protagonisti della scena architettonica internazionale. La
Triennale di Milano è la prima tappa di una mostra, ideata da Peter
Lorenz ed organizzata dalla ARCHIcultur.EU di Innsbruck, che tra il
2003-2005 esporrà in almeno sei paesi europei, in America ed in Asia.
L’architettura dell’Austria occidentale oggi è considerata, tra le
culture architettoniche regionali, come quella in Europa con il maggior
potere di penetrazione internazionale. Poche altre regioni possono
vantare una simile densità e intensità di espressione architettonica.
La storia di questo sviluppo è progredita in modo molto differente
nelle due regioni di Tirolo e Vorarlberg: quest’ultimo si rifà ad
un periodo in cui la sperimentazione su modelli residenziali e la
riscoperta della costruzione tradizionale in legno furono temi architettonici
nuovi; lo sviluppo tirolese, invece, avvenne più tardi e probabilmente
fu anche meno “radicato” che in altre regioni. L´architettura di queste
due regioni ha oggi raggiunto un livello che le rende degne della
loro posizione a livello internazionale. Curata da Liesbeth Waechter-Böhm,
l’esposizione si articola in fotografie, progetti e testi per un totale
di 55 tavole supportate da circa 20 modelli, 3 video collegati a progetti
e un video introduttivo sull´Austria occidentale. Un report sulla
“vita di tutti i giorni dell’architettura” in entrambe le province
introduce la mostra. Alla mostra sono esposti i progetti piú significativi
ed attuali degli architetti più importanti dell´Austria Occidentale:
Baumschlager e Eberle, Arno Bereiter, Cukrowicz e Nachbaur-Sturm,
Dietrich e Untertrifaller, Georg Driendl, Hugo Dworzak, Roland Gnaiger,
Henke e Schreieck, Heubacher-Sentobe, Gohm e Hiessberger, Hermann
Kaufmann, Rainer Köberl, Christian Lenz, Peter Lorenz, Manzl e Ritsch.Sandner,
Marte e Marte, Noldin e Noldin, Johann Obermoser, Wolfgang Pöschl,
Helmut Reitter, Riccione Architekten, Wolfgang Ritsch, Hanno Schlögl,
Bruno Spagolla, Steinmayr e Mascher, Walter Unterrainer.
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15may03 |
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13jul03 |
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SPACED
OUT. Gianluca Milesi, esercizi di architettura
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Firenze
Italia |
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Università
degli Studi di Firenze
Facoltà di Architettura
SESV, SPAZIO ESPOSITIVO DI SANTA VERDIANA
piazza Ghiberti, 27
Firenze ITALIA
tel +39 055 570050
fax +39 055 575904
http://www.architettura.it/sesv
sesv@architettura.it
http://www.science-architecture.com
Proposta per la prima volta al SESV di Firenze, la mostra descrive,
attraverso un personale allestimento delle opere prodotte negli ultimi
anni, il singolare percorso di ricerca di un giovane architetto che
ha scelto di vivere e di operare tra Milano e Brooklyn. Tra i progettisti
italiani delle ultime generazioni, Milesi segue una singolare linea
di ricerca che trova origine in una radicata condizione di spaesamento
e di dislocamento. Egli registra tale condizione nella propria personale
interpretazione dello spazio urbano, per poi tradurla in una progettualità
sospesa tra diversi stati di realtà. L’esposizione si propone in tal
senso come sintomatica manifestazione di una condizione diffusa soprattutto
tra i progettisti che hanno operato la scelta di mettere in discussione
i propri radicamenti culturali. Nell’opera di Milesi sono rintracciabili
molte delle suggestioni prodotte da un’epoca di cambiamento. Al punto
che il confronto tra tecnologie dell’epoca industriale e quelle derivate
dalla rivoluzione digitale diventa un motivo di ricerca poetica. “Forse
per caso, certo per motivi che a me sfuggono – scrive Cesare Birignani
sul catalogo pubblicato da Mandragora - l’implosione dell’eroica età
della macchina corre di pari passo coi primi respiri della nuova civiltà
digitale. Gianluca Milesi questa strana coincidenza l’ha intuita con
estrema lucidità. In una mossa densa di significato, il suo lavoro interviene
sul mondo della bassa tecnologia col mezzo digitale. [..] La sua ricerca
non è quella di un’improbabile armonia fra i due mondi. Le sue forme
parassitarie si incrostano sui mattoni delle fabbriche, attraversano
le carni cementizie delle spaventose e splendide warehouses di New York,
ma mai in modo mimetico-cosmetico”. I lavori dello studio sono raccolti
sotto il nome di science-architecture. Aurelia Duplouich fa parte dello
studio dal 2002. Samantha Bertolotto, Cesare Birignani, Federico Cappellina,
Verdiana De La Pen, Lory Laera, Alessandro Orsini e Thomas Tsang hanno
collaborato con le loro specifiche conoscenze a diversi progetti.
> SESV
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16may03 |
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30may03 |
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Trash Culture
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Barcelona
Espana |
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Centre de Cultura Contemporània
de Barcelona (CCCB)
Montalegre, 5
08001 Barcelona
tel: 34 3 3064100
http://www.cccb.es/
activitats@cccb.org
A trash culture product is basically something dreadful which holds
a fascination for us. That is, a work in which error has become an essential
expressive resource. Trash culture elevates to an aesthetic category
everything that official culture regards as aberrant, it makes discourse
out of what correctness has relegated to the fringe. The pure trash
product is not the result of a particular strategy: to put it another
way, it is what is produced when a given creator sets out to achieve
an end according to accepted aesthetic canons and unintentionally takes
a wrong turning. Marked by its condition as a failed aspirant to the
status of art, the trash product is often related to kitsch: it looks
at itself in the mirror of Art with a capital A and sees a distorted
image. Trash culture may even on occasion fortuitously achieve formal
solutions which, due to their radical distance from established art,
border on a territory near the avant-garde. Trash culture is in the
eye of the beholder. It is not usually the creators who isolate and
define the trash aesthetic, but its consumers. This context sees the
emergence and development of habits of perception and enjoyment of the
work that have very little to do with the traditional relation between
academic art and its receiver. The trash product allows the spectator
to feel superior to the creator and, therefore, to develop a relationship
with the work on the basis of irony. [...]
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20may03 |
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31aug03 |
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Plasticiens en mouvement
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Bruxelles
Belgium |
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De Markten
5 Vieux Marché aux Grains
1000 Bruxelles
Tel: 02 512 34 25
demarkten@demarkten.be
http://www.plasticiens-en-mouvement.org
Après une première création, initiée par l’atelier Graphoui à la Biennale
de Dakar en 2002, plasticiens du Nord et du Sud se rencontrent à Bruxelles
en une exposition où se confrontent leurs travaux plastiques et leurs
créations audiovisuelles. Les artistes Philip Aguirre y Otegui, Soly
Cissé, Gérald Dederen, Kan Si, Ndary Lo, seront à Bruxelles après
Dakar, rejoints par les interventions inédites de Michel François,
Meshac Gaba, Laone Lopes, Aimé Ntakiyica et Narcisse Tordoir. Conception
du projet : Tania Nasielski.
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22may03 |
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06jul03 |
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“L’architettura” in copertina
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Roma
Italia |
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Fondazione Bruno Zevi
Via Nomentana 150
00162 Roma
tel: +39 06 8601369
fax: +39 06 8601369
http://www.fondazionebrunozevi.it/
info@fondazionebrunozevi.it
Inaugurazione: 22 maggio alle ore 18.00
La mostra presenta oltre 400 bozzetti originali delle copertine della
rivista "L’architettura - cronache e storia", fondata e
diretta da Bruno Zevi, disegnati tra il 1955 e il 1997 dallo Studio
di architettura Nizzoli-Oliveri. Il materiale, cui si aggiunge la
vivace e stimolante corrispondenza tra Bruno Zevi e Mario Oliveri,
è stato donato nel dicembre 2002 dall’architetto Oliveri alla Fondazione
Bruno Zevi. Saranno inoltre esposti oltre 100 disegni realizzati da
Marcello Nizzoli per le stesse copertine e conservati presso il CSAC
- Centro Studi e Archivio della Comunicazione - di Parma Proprio per
il lungo arco di tempo in cui è stato prodotto, il materiale consente
di leggere, dall'osservatorio particolare della grafica, i principali
mutamenti artistici e architettonici intervenuti dal dopoguerra. Allestita
dall’architetto Maurizio Di Puolo, la mostra sarà accompagnata da
una pubblicazione, edita dalla Fondazione, che conterrà, oltre alle
testimonianze di Mario Oliveri e Lisa Licitra Ponti e al saggio critico
di Sergio Polano, la documentazione del materiale esposto e l’inventario
del materiale donato alla Fondazione. La mostra rimarrà aperta con
i seguenti orari: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10.00 alle 14.00
o su appuntamento.
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22may03 |
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30jun03 |
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INCLUSIVE
The Architecture of Louis Vuitton
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Berlin
Deutscheland |
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Aedes East Forum
Rosenthaler Str. 40-41,
Hackesche Höfe, Hof II,
10178 Berlin
tel: +49 30 282 7015
fax: +49 30 283 914 66
aedes@baunetz.de
http://www.aedes-arc.de/
The invitation extended by Aedes Gallery to Louis Vuitton Malletier
to participate in an exhibition of their building projects, derives
from the "inclusive" approach employed by both Aedes and LV in revealing
young talented architects as well as from the importance of exploring
the topical subject of retail architecture. The interest within the
architectural community surrounding the current LV exhibition in Tokyo,
underscores the success of a prodigious number of contemporary buildings.
The presentation of eleven projects by six architects for one brand
illustrates the results of this unique inclusive method to retail
architecture, whereby numerous offices share common themes and ideas
while achieving a singular brand identity. The exhibition is showing
models, drawings, photographs and prototyps of the projects. The exhibition
is the part of a series in which Aedes focuses in the next two years
the subject of corporate/retail architecture and branding.
Projects by: Jun Aoki (Tokyo), Philippe Barthélémy and Sylvia Griño
(Paris), Kengo Kuma (Tokyo), Kumiko Inui (Tokyo), Aurelio Clementi
(Verona), Eric Carlson/ David McNulty (Paris).
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23may03 |
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05jul03 |
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Grafica, Architettura e
Disegno in Messico.
Advento: un Progetto di Architettura Sociale
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Milano
Italia |
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Triennale di Milano
viale Alemagna, 6
Milano
tel: +39 02 724341
fax:+39 02 89010693
http://www.triennale.it
Advento è un’associazione civile creata e fondata dall’artista messicano
Raymundo Sesma nel 1995, che unisce l’attività di designer, artigiani,
artisti, architetti e studiosi di varie discipline. Opera internazionalmente,
ma soprattutto a Città del Messico, Tecali e Puebla, città conosciute
per la loro grande tradizione artigianale che da secoli si è sviluppata
intorno all’elaborazione di manufatti in onice, marmo e ceramica di
talavera. Advento si è posto come obiettivo la creazione di progetti
d’artista e sviluppa idee che a sua volta propongono processi, i quali
creano zone di contatto sociale. In questo laboratorio di idee la
società viene coinvolta non come semplice ricettore, ma come compartecipe
di questi processi i quali si modificano e trasformano. Raymundo Sesma
chiama questo processo Architettura Sociale. In questo contesto si
presenta la mostra Grafica, Architettura, Design in Messico costituita
da una selezione di plastici, fotografie, oggetti, cartelli e documenti
curata da Raymundo Sesma, insieme con la collezione di disegno grafico
messicano dal 1900 ad oggi, curata da Giovanni Troconi. In esposizione
si potranno vedere lavori di Posada e il “Taller de la Gráfica Popular”
messicano, passando per l’Estridentismo, la grafica popolare per feste
religiose, box, lotta libera, balli, pubblicità diversa e grafica
politica, fino a quella di Giochi Olimpici del ‘68 e i manifesti contemporanei.
Inoltre sono in mostra oggetti vari come pacchetti di sigarette, tovaglie
di plastica, giocattoli e maschere di lotta libera. A cura di Raymundo
Sesma e Giovanni Troconi. Allestimento: Franco Origoni
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27may03 |
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13jul03 |
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Alberto Rosselli designer
architetto
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Milano
Italia |
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Politecnico di Milano - Facoltà di Architettura
Spazio Mostre Bovisa
Via Durando 10
Milano
Orario:
da lunedì a venerdì 9 – 18
ingresso libero
Informazioni:
info@ghigos.it
http://www.ghigos.it/albertorosselli.html
La mostra ripercorre l’opera di un architetto e designer milanese
che ha segnato profondamente la cultura progettuale del dopoguerra,
pur nei modi silenziosi e riservati che lo hanno sempre connotato.
La direzione attenta di "Stile Industria", le puntuali lezioni universitarie
e la proposta di progetti innovativi e coraggiosi ne testimoniano
ancora oggi la rilevanza sia a livello teorico che progettuale. Alberto
Rosselli è stato tra i promotori-fondatori dell’ ADI (Associazione
per il Disegno Industriale), è stato tra i primi ad interessarsi e
a parlare di “disegno industriale”, ma ha anche operato una svolta
nell'insegnamento universitario impostando la didattica su rigorosi
criteri di metodo e introducendo il concetto di progettazione come
processo decisionale. Il suo contributo è stato determinante nella
fondazione dell’Area Tecnologica della Facoltà di Architettura di
Milano, che ha potuto da quel momento contare su una forte struttura
concettuale di riferimento. A livello progettuale Alberto Rosselli
ha svolto un’indagine con una forte impronta sociale: il suo sguardo,
sempre volto a cogliere le reali esigenze dell’utente, riusciva a
tradurle in soluzioni tecnologiche e materiche di esemplare semplicità.
Per lui il designer doveva "essere un deputato dei consumatori presso
la produzione. Colui che ne interpreta i desideri stando come il Consigliere
del Principe: accanto a lui, ma non sotto di lui”. Proprio dall’attenzione
dell’uomo nei confronti dell’Uomo e dalla costanza rigorosa e scientifica
con cui era portata avanti una simile ricerca, scaturisce la qualità
di un progetto che riusciva a incidere realmente sui modi di vivere.
La spiccata predilezione per soluzioni aperte e flessibili testimonia
tuttora il tentativo metodico con cui Rosselli ha cercato di perseguire
e coltivare “l’incertezza come valore progettuale”. La mostra ripropone
Alberto Rosselli dopo un lungo periodo di silenzio "storico": per
vari motivi la sua figura sembrava essere stata in parte dimenticata.
Il lavoro svolto, di ricostruzione e documentazione dei progetti,
vuole così testimoniare una ricerca di indiscutibile rilievo, che
si pone come memoria di un recente passato e come fonte di insegnamenti
ancora estremamente attuali. La mostra, promossa dal Gruppo Ghigos
con il Gruppo Studentesco Architerna, è curata dal Gruppo Ghigos.
L'inaugurazione si terrà il 28 maggio alle ore 15:00; interverranno
Cesare Maria Casati, Gillo Dorfles, Isao Hosoe, Lisa Ponti, Franca
Santi Gualteri, Ettore Sottsass, Giuseppe Turchini.
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28may03 |
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05jun03 |
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Soft[ware] Boundaries
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Jaffa
Israele |
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Israeli Architect House Gallery
15 Hamigdalor St.
Jaffa
Isreale
http://arc.technion.ac.il/soft[ware]_boundaries
Soft(ware) Boundaries exhibition aims to introduce prominent contemporary
architectural designs generated with computers and the theory behind
these designs. Specifically, we wish to expose the soft, folded, curved
surface of the new architectural objects. The Title 'Soft(ware) Boundaries'
refers both to the formal appearance and to the computer as its mean
of production. In the exhibition we would like to emphasize the challenges
that designing with computer posits against the Euclidian modernist
formal language by introducing curvilinear surfaces, hypersurfaces,
isomorphic polysurfaces (blobs) and by creating a higher level of
formal complexity in architecture. These emphases will be backed up
by philosophies and theories such as the Deleuzian fold. 'Soft(ware)
Boundaries', nevertheless, will not only focus on of formal manifestations
and conceptual definitions of the boundaries of new architecture,
but it will also present the meaning of these manifestations for architecture
and culture. It is clear that the emerging formal language redefines
our perception of the relations between outside and inside, wall to
floor. It presents new relationships between public and private domains
and between the built environment and its users. The smooth surfaces
helps to formally unite what not so long ago was "deconstructed".
'Soft(ware) Boundaries' will emphasize all these. The exhibition will
present architectural projects, using animation and multimedia presentation
on computer screens and projected on the gallery walls. It will present
11 works by international architects: Kas Ooosterhuis - Holland, Ocean
D - London and Boston, Diller + Scofidio – New-York, Servo - Los Angeles,
Zurich, Stockholm, New York, Peter Eisenman - New-York, Emergen-C
- International, Asymptote - New-York, Zaha Hadid – London, Greg Lynn
- Form - New-York, Tom Kovac - Australia, +RAMTV - International. Curators: Yasha J. Grobman, Shelly Cohen.
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29may03 |
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26jun03 |
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10 ANNI/10 YEARS
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Firenze
Italia |
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Spaziofoto - Credito Artigiano
Via de' Boni 1
Firenze
tel: +39 055 218641
fax: +39 055 293339
http://www.creval.it
Inaugurazione:
29 Maggio ore 19
http://www.studiomarangoni.it
La mostra raccoglie le voci più originali e rappresentative tra quelle
che, negli ultimi dieci anni, si sono formate presso la Scuola della
Fondazione Studio Marangoni. Nata nel 1989 con l'intento di promuovere
la cultura fotografica contemporanea, la Fondazione ha ben presto
affiancato a questa attività quella didattica, istituendo un corso
triennale mirato alla formazione di fotografi professionisti.
Fotografie di: Francesco Gnot, Denise Vernillo, Cristina Zamagni,
Marzia Migliora, Osvaldo Sanviti, Giorgio Barrera, Marco Calò,
Ciro Frank Schiappa, Michi Suzuki, Gianluca Maver, Stefano Nochhi,
Marcello Simeone, Cinzia Canneri, Nicola Carignani.
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29may03 |
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21jun03 |
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Il racconto del filo: ricamo
e cucito nell'arte contemporanea
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Rovereto (TN)
Italia |
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MART
Corso Bettini 43
38068 Rovereto TN
Infoline 800-397760
tel: 0464 438887
fax: 0464 430827
info@mart.trento.it
http://www.mart.trento.it/
Il ricamo e il cucito - componenti di un fare antico da sempre relegato
al chiuso delle mura domestiche, alla sfera femminile - sono oggi
tecniche espressive ricorrenti nell'arte. Una pratica che assume spesso
valenza 'politica', capovolgendo i luoghi comuni, 'riannodando i fili'
di identità spezzate, rivalutando un pensiero volutamente non logocentrico.
Con la mostra si vuole dunque dare conto di questo linguaggio ormai
autonomo, proponendo una selezione di quegli artisti e artiste che
nell'ultimo decennio, e in tutto il mondo, hanno scelto ago e filo
per disegnare le loro immagini, avvicinando autori appartenenti ad
aree geografiche, culturali e geopolitiche profondamente diverse.
Un percorso che parte - ricordando le Avanguardie Russe, e il secondo
futurismo di Bella e Deper - da Alighiero Boetti, grande esponente
dell'Arte Povera, che per primo usò il ricamo come un linguaggio costante.
Tra gli altri presenta un lavoro nuovo Ghada Amer, emozionante artista
di origine egiziana, che rivendica con le sue figure di donne intente
a procurarsi piacere, il diritto delle donne di esprimere se stesse
e la propria sessualità, usando il ricamo come 'ferro del mestiere'
femminile, per eccellenza. Elisabeth Aro propone i progetti di edifici
di Alvaro Siza trascritti in un libro con pagine fatte di tela di
lenzuola e costruisce un muro con mattoni ricoperti di velo sul quale
è ricamata la pianta di una casa: da sempre arredata, ornata, curata
dalla donne, ma costruita dagli uomini. Riallacciandosi alla tradizione
di Boetti Rainer Ganahl metterà in scena la critica alla guerra in
Afghanistan dopo l'11 settembre, con un lavoro che abbina ai loghi
e ai titoli dei telegiornali americani le risposte ricamate da chi
vive in quel paese. La mostra è a cura di Francesca Pasini
e Giorgio Verzotti. Artisti: Rainer Ganahl, Wim Delvoye, Maja Bajevic,
Walter Goldfarb, Doris Salcedo, Hiroko Nakao, Rosemarie Trockel, Christiane
Löhr, Tracey Emin, Mona Hatoum, Jim Lambie, Erzen Shkololli; Alighiero
Boetti, Letizia Cariello, Maria Lai, Claudia Losi, Laura Marchetti,
Eva Marisaldi, Laura Matei, Maurizio Vetrugno, Francesco Vezzoli,
Carlos Arias, Michael Raedecker, Elizabeth Aro, Elena del Rivero,
Mariann Imre Ghada Amer, Angelo Filomeno, Mike Kelley, Zoe Leonard.
Il catalogo è edito da Skira.
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30may03 |
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07sep03 |
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MEDAGLIA D’ORO ALL’ARCHITETTURA
ITALIANA
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Milano
Italia |
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Triennale di Milano
viale Alemagna, 6
Milano
tel: +39 02 724341
fax:+39 02 89010693
http://www.triennale.it
Premiazione dei vincitori e inaugurazione della mostra: venerdì 30
maggio, ore 11.30
La medaglia d’oro all’architettura italiana è un evento con cadenza
triennale che intende promuovere e riflettere sulle nuove e più interessanti
opere costruite nel Paese e sui protagonisti che le rendono possibili.
I vincitori della Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana, scelti
dalla giuria, composta da Giancarlo De Carlo (presidente), Pio Baldi,
Gillo Dorfles, Kurt Forster, Henk Hartzema, Vittorio Magnago Lampugnani,
Luca Molinari (coordinamento), Alexander Tzonis, sono stati selezionati
tra 425 opere costruite tra il 1995 e il 2003 – proposte tramite autocandidatura
o attraverso le segnalazioni degli advicers (quaranta tra direttori
delle più importanti riviste di architettura italiane e straniere,
direttori di Centri per l’architettura e critici). La mostra presenta
attraverso progetti, modelli, fotografie le 46 opere selezionate in
un insieme dinamico e vivace di immagini ed è pensata come mostra
itinerante che sarà in tournée in Italia e all’estero. L’obiettivo
è quello di presentare l’architettura contemporanea realizzata in
Italia non solo agli addetti ai lavori, ma anche al grande pubblico.
Sin dal 1923, anno di istituzione della Prima “Esposizione Internazionale
delle Arti decorative” con sede presso la Villa Reale di Monza della
quale nel 2003 ricorrono gli ottanta anni, la manifestazione venne
accompagnata e solennizzata con l’assegnazione, agli espositori, di
premi e medaglie che testimoniassero la qualità dei prodotti e dei
lavori presentati. La Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana punta
alla promozione pubblica dell’architettura contemporanea come costruttrice
di qualità ambientale e civile, ed insieme guarda all’architettura
come prodotto di un dialogo vitale tra progettista, committenza ed
impresa e si pone come riflessione attiva sul ruolo del progettista
e delle sue opere puntando alla diffusione pubblica in Italia ed all’estero
di un nuovo patrimonio di costruzioni e idee e insieme verificando
periodicamente lo stato della produzione architettonica nel Paese,
gli indirizzi, i problemi ed i nuovi attori.
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30may03 |
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27jul03 |
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Intimità Temporanee
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Lugano
Svizzera |
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@artelier
via merlina 11
6962 Lugano-Viganello
Svizzera
tel: 0041 79 705 7986
orari: sabato e domenica 14.30-17.30 o per appuntamento
La consapevolezza che la tradizionale distinzione tra pubblico e
privato non si pone più nei termini sinora validi. La pervasività
dello spazio pubblico, attraverso tecnologia e mass media, entra nella
sfera del privato. A sua volta, lo spazio pubblico di piazze e strade
diventa privato attraverso telecamere a circuito chiuso, meccanismi
di identificazione e cancelli di ingresso elettronici alle entrate
delle città. Alla scala più minuta, lo spazio privato ed intimo del
corpo si confronta costantemente con lo spazio pubblico del corpo
sociale attraverso un limite sempre più labile e permeabile. Da questi
assunti di partenza nasce la mostra > Intimità Temporanee < progetto
multidisciplinare e frutto della collaborazione tra un architetto,
un fotografo e una stilista. Nicola Probst, architetto, Lugano - Piernicola
Federici, fotografo, Sta maria i.c. - Anne Lombard, stilista, Losanna.
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30may03 |
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15jun03 |
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ATLANTE ITALIANO 003
Ritratto dell’Italia che cambia
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Roma
Italia |
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MAXXI
Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni, 10
Roma
http://www.maxximuseo.org
Con il progetto Atlante Italiano
003 la DARC costituisce il primo nucleo della collezione di fotografia
contemporanea per il Museo di Architettura del Centro Nazionale per
le Arti Contemporanee, promovendo la fotografia come forma espressiva
di ricerca e, al tempo stesso, offrendo un punto di vista qualificato
sul cambiamento della città e del territorio in Italia.
I fotografi invitati a partecipare sono; Olivo Barbieri, Gabriele
Basilico, Letizia Battaglia, Nunzio Battaglia, Gianni Berengo Gardin,
Bruna Biamino, Roberto Bossaglia, Luca Campigotto, Vincenzo Castella,
Giancarlo Ceraudo, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Libero de Cunzo,
Paola de Pietri, Paolo de Stefano, Vittore Fossati, William Guerrieri,
Guido Guidi, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Giuseppe Leone, Armin
Linke, Martino Marangoni, Raffaela Mariniello, Alberto Muciaccia,
Enzo Obiso, Ippolita Paolucci, Emanuele Piccardo, Francesco Radino,
Luciano Romano.
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04jun03 |
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13jul03 |
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Zaha Hadid
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New York, NY
USA |
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Artists Space
38 Greene Street, 3rd Floor
New York, NY 10013
tel: 212.226.3970 Ext. 27
fax: 212.966.1434
http://www.artistsspace.org
artspace@artistsspace.org
Coinciding with the opening of
Zaha Hadid’s first built project in the United States - the Rosenthal
Center for Contemporary Arts in Cincinnati – Artists Space is mounting
a large-scale exhibition of her visionary work, including the unveiling
of the design for her most recent US commission – the Price Tower
Arts Center in Bartlesville, Oklahoma. This exhibition provides an
in-depth look at several built and unbuilt projects by Hadid including
new drawings, models, digital animations and paintings. Zaha Hadid
is one of the world’s most renowned architects. Recent projects such
as the Rosenthal Center, the Center for Contemporary Arts, Rome, Wolfsburg
Science Center and the Strasbourg Tram Station extend and build on
over 20 years of radical experimentation and research in the fields
of urbanism, architecture and design. Artists Space is honored to
host this significant exhibition of Hadid’s provocative and challenging
architecture at this critical junction in her career. This exhibition
extends the tradition of Artists Space’s Architecture and Design Series,
which has featured the work of emerging and established architectural
practitioners since 1978.
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04jun03 |
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26jul03 |
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The architect's studio: Renzo
Piano
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Humlebaek
Denmark |
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Louisiana Museum of
Modern Art
3050 Humlebaek
Denmark
tel: +45 4919 0719
fax: +45 4919 3505
http://www.louisiana.dk/
press@louisiana.dk
In the series The Architect’s
Studio, Louisiana has in recent years focused on some of the most
innovative and influential architects of our time. These shows have
been conceived as studio exhibitions, offering insight into the individual
architect’s work processes, methods and sources of inspiration. The
upcoming exhibition, which is also the last in this series, presents
the Italian architect Renzo Piano.
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05jun03 |
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28sep03 |
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GNS
"Global Navigation System"
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Paris
France |
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Palais de Tokyo
Site de création contemporaine
13, avenue du Président Wilson
75116 Paris
tel: 01 47 23
54 01
fax : 01 4720 1531
http://
www.palaisdetokyo.com
contact@palaisdetokyo.com
A travers les œuvres de vingt-quatre
artistes internationaux, l'exposition "GNS " (Global Navigation System)
formule l'hypothèse que la topographie est un enjeu majeur de la création
artistique actuelle, et une clé pour la comprendre. Qu'est-ce qui
motive les artistes à représenter le monde d'aujourd'hui, avec des
moyens très divers, alors que les médias nous abreuvent d'images de
la planète ? À travers des processus d'enquête, d'exploration ou d'investigations,
les artistes réunis par "GNS" travaillent en collectant des données
afin de produire des formes, procèdant à partir d'informations " traitées
" ensuite dans des styles très divers, depuis le diagramme jusqu'au
documentaire, de la peinture jusqu'à l'installation... Cartes, plans,
images satellitaires, prises de vue, échantillonnages, études sociales,
diagrammes et tableaux : jamais la géographie n'a pris autant d'importance
dans l'art qu'aujourd'hui. Il faudrait remonter plusieurs siècles
en arrière pour voir les artistes explorer le monde physique avec
une telle ardeur ; à ceci près qu'à l'époque des voyages de MAGELLAN
ou de Sir FRANCIS DRAKE, ils contribuaient à la découverte d'une planète
encore largement inconnue, tandis que les artistes de notre temps
arpentent un globe terrestre dont le moindre mètre carré (ou presque)
a fait l'objet d'un relevé, quadrillé de réseaux de communication
et scruté par des centaines de satellites. La géographie aujourd'hui
n'a donc plus rien à voir avec celle d'hier : les modes de graphie
ont changé, tout autant que la gé (la Terre). Science qui a pour but
"la description de la Terre, des formes de son sol et des différents
aspects de la vie à la surface du globe", la géographie des artistes
contemporains explore désormais les modes d'habitation, les multiples
réseaux parmi lesquels nous vivons, les circuits par lesquels nous
nous déplaçons, et surtout les formations économiques, sociales, et
politiques qui délimitent les territoires humains.
Artists: Franz ACKERMANN, Bureau d'études, Nathan CARTER, Wim DELVOYE,
OCEAN EARTH, Dominique GONZALEZ-FOERSTER, Thomas HIRSCHHORN, Laura
HORELLI, Pierre HUYGHE, Pierre JOSEPH, Jakob KOLDING, Matthieu LAURETTE,
Mark LOMBARDI, Julie MEHRETU, John MENICK, Aleksandra MIR, Henrik
OLESEN, Kirsten PIEROTH, Marjetica POTRC, Matthew RITCHIE, Pia RÖNICKE,
Sean SNYDER, STALKER, Simon STARLING. + LE PAVILLON : Projet Collectif
+ Quentin ARMAND, Angela DETANICO & Rafael LAIN, Adriana LARA, Andreas
FOGARASI, Lucas MANCIONE, Nicolas MILHÉ, Émilie RENARD.
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05jun03 |
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07sep03 |
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ARTE PUBBLICA
IN ITALIA: LO SPAZIO DELLE RELAZIONI
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Venezia
Italia |
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Cittadellarte
- Fondazione Pistoletto
Via Serralunga, 27
13900 Biella
tel: 015/28400
fax: 015/2522540
http://www.cittadellarte.it
fondazionepistoletto@cittadellarte.it
Arte pubblica è una
mostra dedicata all'attività artistica nella sfera pubblica del nostro
paese. Essa prende in esame le pratiche artistiche al di fuori dei circuiti
delle gallerie, che privilegiano la sfera sociale e scelgono come modalità
di lavoro quella del dialogo e della collaborazione. L'obiettivo della
mostra è quello di mappare e contestualizzare il lavoro dell'artista
in collaborazione con le istituzioni pubbliche nell'elaborazione di
processi creativi dentro la società in trasformazione. Partecipano alla
mostra: artway of thinking, a.titolo, Massimo Bartolini, Emilio Fantin,
Alberto Garutti, Gruppo A12, Multiplicity, Cesare Pietroiusti, progettozingonia,
Stalker, Luca Vitone, Xing, Compagnia di San Paolo, Fondazione Adriano
Olivetti, Regione Toscana. Mostra in collaborazione con l'associazione
Connecting Cultures, a cura di Anna Detheridge.
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05jun03 |
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02nov03 |
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ARTE NELL'ERA GLOBAL.
How Latitudes Become Forms
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Torino
Italia |
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Fondazione Sandretto
Re Rebaudengo
Via Modane 16
Torino
tel: 011 19831600
info@fondsrr.org
http://www.fondsrr.org
Organizzato dal
Walker Art Center di Minneapolis, e curato da Philippe Vergne, il
progetto espositivo presenta i lavori di 27 artisti contemporanei
provenienti da Brasile, Cina, Giappone, India, Sud Africa, Turchia
e Stati Uniti. In mostra 59 opere realizzate nell'ultimo decennio
con diverse tecniche artistiche in commistione tra loro, dalla scultura
alla pittura, dall'installazione alla fotografia, dal video alla performance.
Il titolo in lingua originale How Latitudes Become Forms è un chiaro
riferimento alla mostra When Attitudes Become Form, curata da Harald
Szeemann e presentata nel 1969 alla Kunsthalle di Berna in Svizzera.
Il progetto rappresentò un punto di svolta nella storia dell'arte
contemporanea, mostrando per la prima volta l'arte processuale al
grande pubblico e riunendo le opere dei maggiori esponenti americani
ed europei del nuovo clima culturale, come Joseph Beuys, Richard Serra
e Lawrence Weiner. Anche l'attuale mostra organizzata dal Walker Art
Center intende focalizzare l'attenzione su esperienze alternative,
soffermandosi su produzioni sempre differenti, a seconda del contesto
socio culturale in cui nascono. Ne scaturisce un panorama multidisciplinare
e molto vario, paradossalmente in contrasto con le tendenze globalizzanti
che caratterizzano il tempo in cui viviamo. In un'epoca in cui la
velocità di scambi e di informazioni tende a trainare verso l'uniformità,
questa mostra offre invece esempi di una creatività fertile e diversificata,
di una sperimentazione che arricchisce i modelli di ricerca correnti
con cui siamo abituati a confrontarci.
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06jun03 |
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07sep03 |
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Alberto Rosselli designer
architetto
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Milano
Italia |
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Politecnico di Milano - Facoltà di Architettura
Campus Leonardo - Spazio Mostre
Via Ampère 2
Milano
Orario:
da lunedì a venerdì 9 – 18
ingresso libero
Informazioni:
info@ghigos.it
http://www.ghigos.it/albertorosselli.html
La mostra ripercorre l’opera di un architetto e designer milanese
che ha segnato profondamente la cultura progettuale del dopoguerra,
pur nei modi silenziosi e riservati che lo hanno sempre connotato.
La direzione attenta di "Stile Industria", le puntuali lezioni universitarie
e la proposta di progetti innovativi e coraggiosi ne testimoniano
ancora oggi la rilevanza sia a livello teorico che progettuale. Alberto
Rosselli è stato tra i promotori-fondatori dell’ ADI (Associazione
per il Disegno Industriale), è stato tra i primi ad interessarsi e
a parlare di “disegno industriale”, ma ha anche operato una svolta
nell'insegnamento universitario impostando la didattica su rigorosi
criteri di metodo e introducendo il concetto di progettazione come
processo decisionale. Il suo contributo è stato determinante nella
fondazione dell’Area Tecnologica della Facoltà di Architettura di
Milano, che ha potuto da quel momento contare su una forte struttura
concettuale di riferimento. A livello progettuale Alberto Rosselli
ha svolto un’indagine con una forte impronta sociale: il suo sguardo,
sempre volto a cogliere le reali esigenze dell’utente, riusciva a
tradurle in soluzioni tecnologiche e materiche di esemplare semplicità.
Per lui il designer doveva "essere un deputato dei consumatori presso
la produzione. Colui che ne interpreta i desideri stando come il Consigliere
del Principe: accanto a lui, ma non sotto di lui”. Proprio dall’attenzione
dell’uomo nei confronti dell’Uomo e dalla costanza rigorosa e scientifica
con cui era portata avanti una simile ricerca, scaturisce la qualità
di un progetto che riusciva a incidere realmente sui modi di vivere.
La spiccata predilezione per soluzioni aperte e flessibili testimonia
tuttora il tentativo metodico con cui Rosselli ha cercato di perseguire
e coltivare “l’incertezza come valore progettuale”. La mostra ripropone
Alberto Rosselli dopo un lungo periodo di silenzio "storico": per
vari motivi la sua figura sembrava essere stata in parte dimenticata.
Il lavoro svolto, di ricostruzione e documentazione dei progetti,
vuole così testimoniare una ricerca di indiscutibile rilievo, che
si pone come memoria di un recente passato e come fonte di insegnamenti
ancora estremamente attuali. La mostra, promossa dal Gruppo Ghigos
con il Gruppo Studentesco Architerna, è curata dal Gruppo Ghigos.
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09jun03 |
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19jun03 |
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ARCHILAB
2003:
FRAC Centre : 1992-2002, dix ans de collection d'architecture
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Orléans
France |
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ARCHILAB 2003
http://www.archilab.org
contact@archilab.org
This year, the FRAC Centre is displaying its collection in five exhibitions
in OrlÈans. This collection, which is one of a kind, is constructed
on notions of utopia and experimentation in architecture, bringing
together symbolic projects ranging from the radical architecture of
the 1960s to the very latest works. Through its forward-looking dimension,
the FRAC Centre collection comes across as a store of ideas about
tomorrow's architecture. It is an open-minded forum for reflection,
questioning architectural design processes. This collection embraces
an architecture with a broad field of reference, involved in permanently
challenging its at once creative and critical praxis.
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11jun03
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12oct03 |
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ARCHILAB
2003:
Experimental architecture, 1950-2002
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Orléans
France |
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Site des Subsistances militaires
88 rue du Colombier
Orléans
Opening: 10 June 2003
(closed in August)
http://www.archilab.org
In a venue
of more than 16,000 sq ft, at the Subsistances, the FRAC Centre offers
a tour through its collection. Some 200 models and maquettes and 400
drawings will be on view. The exhibition starts in the 1950s with
Constant and the Espace group in France, exploring a new form of artistic
synthesis. The most forward-looking and radical experiments of the
1960s are displayed by way of major projects in the history of architecture,
from the Haus-Rucker-Co Pneumacosm to David Greene's Living Pod. There
is an overview of urban utopias, from Yona Friedman's "spatial cities"
to Rem Koolhaas' Delirious New York; from the megastructures of the
1960s to the urban projects of Asymptote produced in the late 1980s.
Architecture "breaks down" into cells, ramifies as biological bodies,
and deconstructs itself in writing (Open House, Coop Himmelb(l)au);
it is disseminated in grids (Parc de la Villette, Tschumi), or erected
as an eclectic corpus (Graves).
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11jun03
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12oct03 |
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ARCHILAB
2003:
Radical Italy
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Orléans
France |
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FRAC Centre
12 rue de la Tour Neuve
45000 Orléans
tel : 33 (0)2 38 62 52 00
fax : 33 (0)2 38 62 21 80
centre.frac@wanadoo.fr
http://
www.frac-centre.asso.fr
(closed in August)
http://www.archilab.org
In the late 1960s, Florence was the cradle of radial Italian architecture.
At that time its protagonists embarked on a challenge to the very
identity of architecture, which became a conceptual activity, capable
of incorporating the other visual arts. This exhibition presents two
essential projects to do with city, grid and the disappearance of
architecture: Superstudio's "Architectural Histogrammes" and "No-Stop
City" by Archizoom. The provocative, ironical and caustic proposals
put forward by Superstudio, Archizoom, UFO, Franco Raggi, Andrea Branzi
and Giani Pettena get to grips with architecture as an "art of constructing".
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12jun03
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12oct03 |
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ARCHILAB
2003:
Eilfried Huth Günther Domenig
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Orléans
France |
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Museum of Fine Art
Orléans
http://www.archilab.org
This monographic exhibition of the architects Günther Domenig (1934)
and Eilfried Huth (1930), working at Graz in Austria, will, for the
first time, present a unique series of drawings, maquettes and installations
of historic projects within the European context of radical architecture
in the 1960s (the Ragnitz megastructure; the biomorphic explorations
of Floraskin; the Medium Total environmental installation). These architects
developed spatial experiments, turning architecture into environment.
In their experiments, architecture took on the form of a living and
biological organism, in perpetual mutation (Floraskin), in which "proliferating"
cells fan out through megastructures (Ragnitz).
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13jun03
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21sep03 |
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ARCHILAB
2003:
An architecture laboratory: around ArchiLab
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Orléans
France |
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St Pierre de Puellier Collegiate Church
Orléans
http://www.archilab.org
Over the past ten years, the FRAC Centre has purchased many projects
by young international teams of architects, in particular by way of
the different ArchiLab conferences (4 in all so far, from 1999-2002).
A hundred or so projects, produced by some 40 different teams, will
be presented, describing today's most forward-looking areas of research.
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12jun03
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15sep03 |
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ARCHILAB
2003:
Dominique Perrault : Bibliothèque Nationale de France/French National
Library
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Orléans
France |
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Orléans MultiMedia
Centre/Médiathèque
http://www.archilab.org
In 1989, Dominique Perrault (1953) won the international competition
launched by François Mitterrand for the new French National Library.
This exhibition retraces the genesis of this project, one of the most
radical to be built in France, through maquettes and drawings. The
tremendous amount of graphic and illustrative research undertaken
by the architect in his sketchbooks attests to the great complexity
of the aesthetic and historical fields of reference involved, and
follows the long path of spatial exploration around the notion of
void and presence/absence.
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13jun03
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06sep03 |
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50. Esposizione
Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia
Sogni e Conflitti
- La dittatura dello spettatore
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Venezia
Italia |
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Giardini della Biennale
Arsenale
Museo Correr
Stazione Santa Lucia
http://www.labiennale.org/
La 50. Esposizione
Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia si presenta quest'anno
come una "mostra delle mostre", che si svilupperà nei diversi spazi
dell'Arsenale, all'interno degli storici Giardini della Biennale,
al Museo Correr e altri spazi in città, che come degli Interludes,
renderanno ancora più ampia questa edizione, la Cinquantesima, della
Biennale d'Arte. Francesco Bonami ha voluto costruire una grande rassegna
internazionale che prenda in considerazione le diversità che compongono
la realtà artistica contemporanea, e per questo si comporrà di diversi
progetti , ognuno con una sua propria identità e autonomia. Lo spettatore-lettore
di questa mappa potrà così affrontare le singole individualità artistiche
e costruirsi un personale itinerario. Non esiste infatti un inizio
e una fine, ma tanti luoghi e tante diverse visioni e tendenze per
affrontare un viaggio nella contemporaneità. Altri Links arricchiranno
quest'anno l'Esposizione d'Arte. La Biennale di Venezia sarà inoltre
presente fuori dai confini della laguna, in molte città, dove sarà
visibile un segmento di un unico condotto di comunicazione, che dall'Arsenale
connetterà tutte le diverse sedi della 50. Il progetto the cord, realizzato
da archea associati e da c + s associati, nasce da un'idea di Francesco
Bonami per un'opera di arte e architettura contemporanea, che possa
collegare le diverse parti della mostra ma non solo. La presenza italiana
ritrova quest'anno un equilibrio all'interno dell'Esposizione e soprattutto
nei Giardini della Biennale. Oltre infatti alla presenza di artisti
nelle varie sezioni della Mostra, uno spazio-installazione all'interno
dei Giardini, realizzato dal Gruppo A12, sarà il luogo dedicato a
cinque giovani artisti italiani, invitati da Massimiliano Gioni mentre
il Padiglione Venezia, con il Premio per giovani artisti organizzato
dalla DARC, sottolinea l'impegno dedicato all'arte contemporanea da
parte delle Istituzioni culturali nazionali.
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15jun03 |
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02nov03 |
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Periferie e Nuove Urbanità
Ricerche e progetti
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Milano
Italia |
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Triennale di Milano
viale Alemagna, 6
Milano
tel: +39 02 724341
fax:+39 02 89010693
http://www.triennale.it
Informazioni:
DPA – Politecnico di Milano
tel: +39 02 23995043
chiusura estiva: dal 28 luglio al 15 settembre
La mostra intende presentare ad un più vasto pubblico di specialisti
e non, alle Amministrazioni locali, agli Enti di gestione del territorio
e del patrimonio costruito, i risultati della ricerca strategica del
Politecnico di Milano sulla Ridefinizione delle periferie urbane metropolitane.
Progetti integrati sui temi della casa e delle grandi opere infrastrutturali
e della vita associata svolta in questi anni dal Dipartimento di Progettazione
dell'Architettura. Muovendo da una critica radicale al concetto di
"città diffusa" e superando la tradizionale dicotomia fra centri storici
e periferie, con particolare attenzione al contesto lombardo viene
posto il problema della qualità dei sistemi territoriali esterni ai
nuclei consolidati, cui viene riconosciuto un autonomo potenziale
propulsivo di sviluppo economico e di "nuova urbanità" rispetto ai
tradizionali centri metropolitani. La mostra Periferie e Nuove Urbanità
propone dunque prioritariamente il superamento del concetto stesso
di periferia che, benché riferibile a territori soverchiati dai soli
processi economici, normativi e gestionali dell'edilizia e dell'urbanistica
degli ultimi decenni, corrisponde a realtà non omologabili, ma differenziate
nella loro irrisolta identità rispetto alla specificità naturale e
storica dei luoghi, al valore e alle necessarie cure del preesistente,
e al carattere architettonico delle possibili nuove edificazioni.
Di fronte alla "inondazione edificatoria" e congestione dei territorio
metropolitani, il progetto di architettura ripropone e difende il
valore pubblico degli spazi naturali inedificati, siano essi boschi
urbani e territoriali o terreni coltivati, come fondamentale fattore
costitutivo dell'insieme, luogo di vita e non solo distanziatore delle
parti costruite, e cimentarsi con la preziosità strategica dei manufatti
storici e di tutte le singole occasioni di progetto per migliorare
non solo la vita di chi ci abita ma anche la qualità dell'insieme.
Frutto di una lunga tradizione di lavoro, l'approccio caratteristico
del Dipartimento di Progettazione dell'Architettura nell'affrontare
il tema delle periferie è quello morfologico, che considera nelle
dinamiche storiche di lungo periodo l'evoluzione del costruito e dell'ambiente
naturale dai caratteri originali fino all'oggi e i suoi possibili
futuri. Esso guida sia la diagnostica dei problemi strutturali e qualitativi
dell'abitare nell'attuale dispersione degli insediamenti, sia la prospezione
di nuovi attendibili assetti che ne delineino la risoluzione in senso
civile. La mostra Periferie e Nuove Urbanità sottolinea quindi la
centralità del progetto di architettura, fondato sulla ricerca scientifica,
come strumento di trasformazione dell'assetto del territorio.
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20jun03 |
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26oct03 |
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SUPERFICI
SONORE
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Firenze
Italia |
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Facoltà di Architettura
Plesso Didattico di S.Vediana
Piazza Ghiberti 27
Firenze
Informazioni:
http://www.ixem.it
info@ixem.it
ctrlbulb@inwind.it
Terza edizione del Festival SUPERFICI SONORE. Spazio-Suono-Immagine:
l'attuale scena Italiana impegnata nella la sperimentazione elettronica,
in collaborazione con il collettivo IXEM. Superfici Sonore è un festival
indipendente ed autogestito, nato nel 2001 dall'iniziativa di flatlandia,
un'associazione culturale costituita dentro la facoltà di architettura
di Firenze da studenti appassionati di arte e musica sperimentale.
Nasce dalla necessità di relazionare la pratica architettonica alle
altre arti contemporanee e di superare l'arido autoreferenzialismo
dell'ambiente accademico fiorentino. Le intenzioni del festival sono,
infatti, quelle di gettare uno sguardo obliquo sul linguaggio architettonico
attraverso il media sonoro. Indagare le relazioni che esistono tra
spazio e suono, scambiandone i codici per permettere nuove possibilità
di lettura. Dal 25 al 27 giugno si terrà una intensa serie di appuntamenti.
La mattina e la prima parte dei pomeriggi saranno dedicati alle discussioni
tematiche. Nella seconda parte del pomeriggio si svolgeranno i concerti-laboratorio.
Le serate saranno dedicate ai concerti in cui i musicisti coinvolti
presenteranno i loro lavori: 12 live sets, 4 per ognuna delle tre
sere del festival. Più di venti, tra musicisti e gruppi di IXEM che
parteciperanno a Superfici Sonore 2003: Andrea Marutti, Claudio Sichel,
ClaudioRocchetti, Giuseppe Ielasi, Domenico Sciajno, Mylicon/EN, Pierpaolo
Leo, S.talker inc, ValerioTricoli, aal, Andrea Belfi, Elio Martusciello,
Fhievel, logoplasm, Luca Sigurtà, Lucio Garau, Punck, rcf , (etre),
Renato Rinaldi, Talk show host, Alessandro Fogar, Ether, Luca Miti,
Francesco Michi, Plastic Violence, Arg.
Tutti gli eventi sono aperti al pubblico e ad ingresso libero.
IXEM (Italian eXperimental Electronic Music) è un collettivo
di musicisti italiani che condivide i propri argomenti con tutti coloro
che si interessano all'arte contemporanea sperimentale. Particolare
attenzione è posta verso le forme di contatto tra tecnologia, mondo
reale, suono e immagine. Si propone come strumento per cercare e stimolare
un nuovo rapporto musicista/organizzatore nella realtà nazionale,
dato che attualmente, nella maggior parte delle occasioni, comporta
scompensi economici, remunerativi, logistici, tecnici e, non ultimi,
umani per gli artisti italiani. Mira alla creazione di una nuova etica
per la produzione, la proposta al pubblico e la fruizione della musica
sperimentale elettronica.
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25jun03 |
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27jun03 |
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L'esperienza
del domani
Annual Event 2003
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Ivrea
(TO)
Italia |
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Interaction Design
Institute Ivrea
Via Montenavale, 1
10015 Ivrea (To)
http://www.interaction-ivrea.it
Il 27 e 28 giugno 2003 si conclude il primo ciclo biennale del Master
in Interaction Design, e in occasione della consegna dei diplomi è
previsto un programma di eventi aperti al pubblico. La manifestazione
si articola in modo da offrire agli addetti ai lavori e al pubblico
alcuni spunti di riflessione sulle modalità progettuali che propone
la disciplina dell'interaction design, e sull'innovazione che questo
processo culturale può apportare a livello nazionale e internazionale.
L'apertura ufficiale al pubblico, prevede, tra le varie attività,
due incontri tematici sull'interaction design, e l'inaugurazione della
mostra di progetti di innovazione nel settore dei servizi per le comunicazioni,
elaborati dagli allievi del secondo anno del Master. Attraverso un
percorso articolato in vari spazi dell'edificio che ospita l'Istituto
a Ivrea sarà illustrata l'attività dell'Istituto, e in tale contesto
sarà possibile dialogare direttamente con docenti, ricercatori e allievi
esaminando con loro i vari progetti. Saranno presentati in tale sede
alcuni prototipi, progetti di servizi e simulazioni computerizzate.
La mostra è online nella sezione Gallery
di www.interaction-ivrea.it. Tutti gli eventi si tengono presso l'edificio
dell'Istituto, la nota Blue House progettata dall'Arch.Eduardo Vittoria
per Adriano Olivetti e ristrutturata dai Sottsass Associati.
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27jun03 |
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28jun03 |
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SPREAD IN PRATO 2
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Prato
Italia |
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Informazioni, prenotazioni, e
organizzazione:
DRYPHOTO arte contemporanea
Via Pugliesi 23 I
59100 Prato
tel: +390574604939
fax: +390574444508
info@dryphoto.it
http://www.dryphoto.it
Inaugurazione: 28 Giugno 2003 Partenza: ore 10.30 Bus navetta c/o Cassero
Medievale, viale Piave - Prato
Con Spread in Prato l'arte abita per poco meno di un mese la realtà
lavorativa, aprendo a se stessa e ai suoi fruitori spazi solitamente
accessibili solo agli addetti ai lavori. Aziende tessili, esercizi commerciali
e uffici ospiteranno installazioni di artisti contemporanei che utilizzano
la fotografia come strumento del fare arte. Le opere fotografiche saranno
messe a confronto con i luoghi, creando momenti di simbiosi, ma anche
di contrasto dialettico spazio-temporale. Questa seconda edizione ha
la particolarità di presentare due aspetti della città quello del luogo
produttivo "monumentale" dove l'industria mostra tutto il suo potere
e quello più domestico dell'indotto, delle piccole aziende e dei negozi
dove si percepisce l'aspetto più umano dell'operosità. Il percorso si
articola da est a sud, ovvero tra due dei nuovi poli industriali del
distretto tessile pratese, coinvolgendo ad esempio uno dei lanifici
storici, Lanificio Cecchi Lido e figli, fino a ritornare nel centro
storico dove si concentrano oramai gli esercizi commerciali e dove la
memoria della cosiddetta "Città Fabbrica" è sempre più esigua, pur rimanendo
talvolta nel recupero architettonico di alcuni edifici industriali ora
ristrutturati e adibiti ad abitazioni, studi oppure musei come il nuovo
"Museo del Tessuto" della città. I lavori degli artisti si confronteranno
sui temi del paesaggio antropico -recante i segni dell'agire umano-
e dell'adolescenza, investigata rispetto alle problematiche della vulnerabilità
e della difesa.
Artisti: Andy Warhol, Geoffrey James, Günther Förg, James Welling, Peter
Fischli/David Weiss, Olafur Eliasson, Arian Risvani, Bill Henson, Takashi
Homma, Rika Noguchi, Massimo Bartolini, Robert Pettena, Shimabuku, Costa
Vece, Martino Coppes, Akira the Hustler, Yoshitomo Nara
Spazi Espositivi: Ugolini Arredamenti - Capp Plast - Lanificio Cecchi
Lido e Figli - Vaporizzo Lia - Luminex - Beccaglia Valdemaro - Texpares
- Stamperia Fiesoli - Stazione Centrale FS - Al Castello libreria -
Babylon Bus casa - Hotel Flora - Ristorante Tonio - Monash Centre Prato
a cura di Pier Luigi Tazzi
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28jun03 |
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24jul03 |
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Art Chantry Greatest Hits Vol. 1
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New
York, NY
USA |
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P.S.1 Contemporary
Art Center
Museum of Modern Art Affiliate
22-25 Jackson Avenue at 46th Ave
Long Island City
11101 New York
tel: (++)
1-718-784.2084
fax: (++) 1-718-482.9454
mail@ps1.org
http://www.ps1.org
P.S.1
Contemporary Art Center presents an exhibition of posters, album covers,
advertisements, and other ephemera designed over the last 25 years
by Art Chantry, who has profoundly impacted the history of graphic
design in the United States over the last 25 years. Chantry's low-tech,
raw, but highly refined design stands in stark contrast to today's
slick digital graphics. Originally from Tacoma, Washington, Chantry
moved to Seattle in the late 1970s and became a singular force in
the city's subculture, designing album covers and posters for the
underground music and theater industry. He served as art director
for The Rocket, Seattle's free monthly tabloid and a breeding ground
for talented contributors such as Matt Groening of The Simpsons and
cartoonist Lynda Barry. His design work for independent record labels,
commercial clients and political and community events, always on a
low budget and with a quick turnaround, remains influential and much
imitated today. His posters juxtapose large type, often fractured
or distressed and lifted from vintage sources, with startling pictures
appropriated from clip art, exploitation magazines, and hot-rod culture.
Recycling this material to produce work that is simultaneously chaotic
and clear, Chantry reminds the viewer that much of what we see in
advertising and packaging is born of vernacular culture. Translating
the ragged physicality and irreverent humor of punk music into visual
form, Chantry, whose methods often mirror his punk aesthetics, avoids
using the computer as a design tool and is known for being choosy
about the corporate clients for whom he is willing to work. At P.S.1,
a wide selection of works produced since 1978 presents Chantry at
his most mischievous and masterful, with particular regard to material
investigation. Included are posters printed on reflective silver Mylar,
thin copper foil, black velveteen, old wallpaper samples, vinyl records,
and even metal plates riddled with actual bullet holes. These are,
after all, Art Chantry's Greatest Hits. Curator: Robert Nickas.
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29jun03 |
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29sep03 |
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Influx
0.5: Dislocation
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Oporto
Portogallo |
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Silo - Espaço Cultural
Oporto
Influx is
an exhibition in progress made up of five separate exhibitions entitled
Influx 0.1: confluence, Influx 0.2: compulsion, Influx 0.3: confrontation,
Influx 0.4: condensation, and Influx 0.5: dislocation. It provides
a close look at the recent work of young Portuguese architects and
introduces them to the wider public. For the final exhibition a catalogue
will be published that will comprise the works presented by the 15
groups taking part in the project. Influx 0.5 dislocation, the last
in the series, will focus on the effect of physical and cultural dislocation
in the work of Portuguese architects who are developing their professional
practice abroad, featuring works by Marcos & Marjan, Londres (Marcos
Cruz and Marjan Coletti); Equipo 4d, Madrid (Samuel Torres de Carvalho
and Pedro Palmeras); Bureau des Mesarchitectures; Paris, of Didier
Fiuza Faustino, who will also present a video art work. Curators:
Pedro Gadanho and Luís Tavares Pereira
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03jul03 |
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07sep03 |
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New
Landscapes
Ecologie metropolitane
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Bergamo
Italia |
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Accademia Carrara
Via S. Alessandro 47
Bergamo
Informazioni:
mob:+39 329 6906747
mob:+39 347 0796673
info@newlandscapes.org
http://www.newlandscapes.org
In che modo etica ed ecologia possono trovare una collocazione
all'interno di contesti metropolitani frammentati, degradati, manipolati
dal consumo del suolo, soggetti ai mutamenti degli scenari economici
globali? Quale relazione esiste tra ecologia e metropoli? Quale paesaggio
ne è il risultato? L'eterogeneo gruppo "new landscapes", composto
da studenti di architettura, design lettere, filosofia, ha avviato
una serie di riflessioni sulla condizione metropolitana contemporanea:
la città dispersa, il mutamento dell'identità dei luoghi, le reti
di traffico, la velocità quale componente primaria della percezione
del paesaggio, il ribaltamento del concetto di viaggio, la perdita
della dimensione sociale, l'individualismo diffuso, il consumo delle
risorse ambientali, le possibili alternative per un uso del suolo
responsabile. L'ambito di studio ed elaborazione progettuale è stato
identificato nelle grandi infrastrutture dedicate al traffico veicolare
e loro vicinanze: vuoti urbani, aree inutilizzate, terreni agricoli
non ancora modificati dall'edificazione, insediamenti degradati, sia
sotto il profilo della qualità ambientale che sociale. Sono state
elaborate proposte per realizzare interventi atti a far riflettere
sui temi individuati, attraverso tavole grafiche, installazioni ed
altri mezzi espressivi. L'esposizione non vuole porsi come episodio
conclusivo, ma come testimonianza di un processo in divenire, aperto
ad accogliere nuovi contributi e a confrontarsi con nuovi contesti
urbani e sociali; vuole essere manifesto di intenti e azioni che si
'inseriranno nel tessuto urbano, tramite installazioni ed eventi temporanei
che coinvolgeranno fisicamente sia gli autori che i passanti, diventando
esperienza diretta, sperimentazione collettiva di un diverso modo
di appropriazione del paesaggio urbano.
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04jul03 |
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18jul03 |
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SPAZIAROMA
quattro ricognizioni nelle periferie della città
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Roma
Italia |
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Informazioni:
mob:
+39 339 2303743
info@spaziaroma.it
http://www.spaziaroma.it
Il progetto consiste nella realizzazione di quattro itinerari, che,
partendo da una porta delle Mura Aureliane, e, seguendo le vie consolari,
propongono una lettura critica del territorio e del suo sviluppo urbano
e architettonico nel tempo. In tal modo, mediante un percorso visivo
e conoscitivo, si riesce a creare un legame logico e sensato tra la
città storica, la città consolidata e la periferia, troppo spesso
isolata nelle sue leggi costitutive e formali apparentemente autonome.
La frammentazione spontanea e la diversificazione pianificata, che
hanno dato vita a forme di espressione talvolta molto diverse, devono
essere analizzate per ipotizzare “ricuciture” mediante nuove soluzioni,
atte a comprendere e sviluppare le molteplici potenzialità intrinseche,
ma non ancora manifestate, della periferia stessa. Indagando sulle
progettualità presenti e passate si può giungere alla comprensione
scientifica di un “patrimonio” architettonico ed urbanistico che,
creato dall’espansione demografica della città spesso incontrollata
e dai tentativi di regolarizzarla all’interno di progetti urbanistici,
è ormai di fatto l’ambiente nel quale vive gran parte degli abitanti
della città. Gli itinerari di ricognizione previsti terminano ogni
volta in un luogo simbolico nel quale verrà realizzato un evento spettacolare.
Ogni evento prevede l’apertura straordinaria e gratuita del luogo
pensato come “punto di arrivo” di una visita “tematica” dal centro
alle periferie. La visita sarà riservata ad un numero limitato di
persone prenotate al quale se ne aggiungeranno altre, (sempre in numero
limitato), le quali, giunte sul luogo di arrivo di ognuna delle giornate,
parteciperanno all’evento finale. Spaziaroma nelle periferie è un
progetto di Giorgio Muratore e Marcello Cava.
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06jul03 |
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09jul03 |
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Belvedere
dell'Arte/Orizzonti
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Firenze
Italia |
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Forte Belvedere
Via San Leonardo
Firenze
Informazioni:
tel: +39 055 2001486
fax: +39 055 2001486
http://
www.belvederedellarte.it
Orizzonti è una mostra che nel titolo sottende l'idea dell'arte come
punto di fuga e di contatto, l'opera come fulcro e soglia. Da una
parte, gli artisti contemporanei, che invitano lo spettatore a riconoscere
un nuovo orizzonte la cui grandezza è stabilita dalle opere contemporanee
nel giardino del Forte Belvedere a Firenze; dall'altra, l'orizzonte
rinascimentale, cristallizzato nella sua perfezione; infine la fotografia,
come specchio della società nell'America del '900. All'esterno del
Forte Orizzonti instaura un confronto con la storia del '900, con
il secolo appena trascorso e con l'attualità, attraverso la presenza
di installazioni appositamente realizzate da artisti internazionali
(saranno esposte opere inedite o realizzate in occasione della mostra
nel giardino antistante la Palazzina): opere-fulcro e opere-soglia,
disseminate nel giardino austero del Belvedere, che si misurano con
i valori formali di Firenze contrapponendo a quell'orizzonte "classico"
dodici nuovi orizzonti contemporanei. Gli artisti invitati quest'anno
a questo confronto sono: Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Timet,
Loris Cecchini, Tony Cragg, Anish Kapoor, Marisa Merz, Mario Merz,
Maurizio Nannucci, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Nancy Rubins.
All'interno della Palazzina del Forte è prevista una grande mostra
di fotografia, con i maggiori autori dagli inizi del '900 ad oggi
che hanno raccontato la storia dell'America, i modi di vivere e di
essere che ormai appartengono a tutti noi, in cui l'"orizzonte" è
quello del tempo frantumato ed onnivoro della cronaca, esemplificato
da un secolo di fotografia americana, da Dorothea Lange ad Andres
Serrano, da Weegee a Nan Goldin, da Garry Winogrand a William Eggleston,
da Robert Frank a Jack Pierson e Lauren Greenfield. Belvedere dell'arte
è un progetto triennale di Achille Bonito Oliva. Mostra a cura
di Achille Bonito Oliva e Sergio Risaliti.
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07jul03 |
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26oct03 |
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HiperCatalunya
01
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Barcellona
Spagna |
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MACBA
Plaça dels Àngels, 1
08001 Barcelona
tel: +34 93 412 08 10
fax: 34 93 412 46 02
http://www.macba.es
http://www.hipercatalunya.org
HiperCatalunya è il nome di un progetto di ricerca e analisi basato
su uno studio territoriale a scala regionale promosso dalla Generalitat
de Catalunya, diretto da Metapolis e realizzato nell'Iaac (Istituto
di Architettura Avanzata di Catalunya). HiperCatalunya nasce con la
finalitá di proporre una prospettiva "avanzata" del territorio contemporaneo,
con l'obiettivo di riconoscerne e valorizzarne le potenzialitá. Obiettivo:
"interrogare" il territorio per far emergere le sue capacitá e i suoi
punti deboli. Cercando di superare i tradizionali meccanismi di analisi
territoriale, il progetto Hipercatalunya, in quanto azione collettiva,
riconosce e difende un approccio multidisciplinare alla gestione del
territorio, dando impulso a interpretazioni aperte all'interazione tra
il panorama esistente e l'immaginabile, coerente con una dimensione
innovatrice della cultura contemporanea, suscettibile di promuovere
nuovi spazi corrispondenti a rinnovati modi di vita. HiperCatalunya
vuole far riflettere sull'autentica dimensione territoriale di Catalunya
formulando, attraverso letture teoriche e operative, quattro grandi
ambiti di analisi, quali referenze attuative e livelli strategici di
intervento, destinati ad anticipare possibili questioni chiave per il
futuro sviluppo del territorio. La mostra offre un' ampia raccolta di
proposte e idee, legate agli attuali dibattiti sulla cittá contemporánea,
pertinenti a Catalunya peró estrapolabili a qualsiasi ambito territoriale
spagnolo e internazionale. I contenuti del progetto sono stati diretti
da Metapolis e coordinati da un gruppo di esperti riconosciuti.
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17jul03 |
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26oct03 |
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SCHINDLER'S
PARADISE Architectural Resistance
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Los Angeles (CA)
USA |
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MAK Center for art and architecture
Schindler House
835 North Kings Road West Hollywood,
Los Angeles CA 90069
tel: (+1-323) 651 1510
fax: (+1-323) 651 2340
office@makcenter.org
http://www.MAKcenter.org
Juried exhibition of 20 conceptual architectural proposals for the
site adjacent to the Schindler House, West Hollywood. In response
to the prospect of yet another neighboring condominium complex, the
MAK Center at the Schindler House invited architects worldwide to
submit alternative visions designed to preserve the integrity of the
landmark home. Schindler's Paradise: Architectural Resistance is an
exhibition of twenty significant submitted projects. Three of these
were premiered by an international jury. Jury members: Frank Gehry,
architect, Los Angeles; Roberto Gottardi, architect of one of the
acclaimed Cuban Art Schools outside Havana; Chris Burden, artist;
Michael Asher, artist; Richard Koshalek, President of Pasadena's Art
Center College of Design; Peter Noever, Director, MAK, Vienna; Carl
Pruscha, Professor at the Academy of Fine Arts, Vienna; Judith Sheine,
Chair of the Architecture Department at Cal Poly, Pomona and author
of two books on the work of R.M. Schindler. Conceptual architectural
proposals by - COOP HIMMELB(L)AU - Christophe Cornubert/PUSH - Odile
Decq and Benoît Cornette* - Günther Domenig - Georg Driendl - Durfee/Regn
- Eichinger oder Knechtl - Peter Eisenman* - Zaha Hadid Architects*
- Sandrine von Klot - Andrea Lenardin-Madden - Mark Mack Architects
- Eric Owen Moss - the Next ENTERprise - Dominique Perrault - Michael
Rotondi - Bernard Sommer - Klaus Stattmann - Umbrella Organization
- Lebbeus Woods.
*premiered projects
Curator: Kimberli Meyer
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08aug03 |
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31aug03 |
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GREG LYNN
Intricate Surface
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Wien
Austria |
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MAK – Austrian Museum of applied
arts
Stubenring 5
A-1010 Vienna
tel: +43 01 711 36 0
fax: +43 01 713 10 26
recorded information: +43 01 712 80 00
http://www.MAK.at
office@MAK.at
Greg Lynn, who served his architectural apprenticeship with Peter Eisenman,
is considered as a pioneer and one of the best known representatives
of a new generation of architects, whose theoretical basis and design
practice revolutionized the use of the computer as a design tool. The
founding of his own office, Greg Lynn FORM, dates back to 1994, a time
when computer-aided design began to hold sway in architectural production.
The guiding principle of Lynn's work is the incorporation of time and
motion in architectural form finding, the result of which are computer-generated
amorphous bodies with strong deformations that are the visible effect
of the prevailing spatiotemporal dynamics in a given location. Unlike
traditional architecture in which the gravity factor is accounted for
only in terms of verticality and statics, Lynn's designs represent a
synthesis of complex multidirectional force vectors. The MAK exhibition
entitled "Intricate Surface" provides an insight into the multi-faceted
work of the architect. As of Fall 2002, Greg Lynn has been appointed
to teach Architectural Design at the Vienna University of Applied Arts.
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10sep03 |
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16nov03 |
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UOVO performing
arts festival
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Milano
Italia |
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Informazioni:
tel: 02 422 51 32
med.mail@libero.it
http://www.mdzdesign.com/uovo/
Dal 10 al 21 settembre 2003 al Superstudio Più, alla Triennale di
Milano, a Le Centre Culturel Français de Milan e al Plastic l'Associazione
med organizza la prima edizione di ''UOVO performing arts festival''
curata da Umberto Angelini: 17 artisti internazionali - 23 rappresentazioni
- 10 nazioni - 9 artisti per la prima volta in Italia - 12 prime nazionali. Assistiamo in Europa ad una crescente
curiosità verso le nuove forme interdisciplinari dello spettacolo
dal vivo che oltrepassano i generi e i luoghi tradizionali, non solo
accentuandone il processo di contaminazione, ma ponendosi come una
vera e propria nuova modalità di rappresentazione artistica. Da qui
l'idea di ''UOVO performing arts festival'' come simbolo di perfezione
e fragilità dello spettacolo contemporaneo, come luogo indisciplinato
e indisciplinare di sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e
di comunicazione, crocevia delle esperienze europee più originali
e innovative. Le arti performative, quali la danza contemporanea e
la musica elettronica in particolare, hanno saputo in questi ultimi
anni in Europa intercettare nuovo pubblico e nuovi luoghi (gallerie
d'arte, musei, spazi urbani, etc.) e a intrecciarsi con altre discipline
come l'arte visiva, il cinema, l'architettura e il design. Al termine
degli spettacoli di volta in volta uno scrittore, un musicista, un
fotografo, un ''abitante'' di via Tortona, un critico d'arte ''racconteranno''
lo spettacolo discutendone con l'artista e il pubblico, intersecando
e sovrapponendo ''altri'' linguaggi e ''altri'' punti di vista. Andrea
Lissoni , Filippo Del Corno, Matteo Bianchi cureranno i primi incontri.Tra
gli artisti: Cindy van Acker, Rebecca Murgi, Jonathan Burrows, Krystina
Lhotakova, Erna Ómarsdóttir, Yann Marussich, Yann Gioria, Two Fish,
Olga Mesa, Meg Stuart, Magali Desbazeille. Il festival prevede altre
due sezioni: una dedicata a i progetti musicali della nuova scena
dance elettronica francese più raffinata (serata di musica elettronic
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