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ARCHIVIO OTTOBRE 2006

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31 ottobre 2006

Come una scatola sospesa, un grande strumento a fiato di base 50x50, attraversato da un soffio che segue l'ortogonalità dell'area. Il Mucr, progettato da Antonio Senia come luogo per la musica presso gli ex mercati generali a Roma, implode su un fronte ed esplode sul lato opposto. Il progetto sviluppato per la Tesi di Laurea discussa da Antonio Senia presso l'Università degli studi di RomaTre, con relazione del prof. arch. Francesco Cellini, sul tema del concorso bandito a Roma per la conversione degli Ex Mercati Generali nella "Città dei Giovani". 'Così come per il progetto vincitore -scrive Antonio Senia nella nota pubblicata in ARCH'IT architetture- , è previsto il recupero del recinto esterno e dei due edifici che presentano maggiore rilevanza dal punto di vista storico-architettonico. L'area viene invece liberata dal terzo padiglione, quello aggiunto in un secondo momento, ed è in questo spazio che va ad insediarsi il Mucr...'.

 

26 ottobre 2006

L'insistenza sulla figura del telaio e l'adozione di un bianco concettuale producono un effetto spaziale di infittimento. La libreria Laterza, realizzata a Bari da GAP Architetti Associati e Domenica Loperfido, si trova al piano terra del Palazzo Laterza, progettato e completato da Alfredo Lambertucci nel 1962, all'angolo tra via Sparano e via Dante a Bari. Dopo varie vicende di modificazioni e riduzioni degli spazi originari, la libreria si presentava, alla vigilia della ristrutturazione, in uno stato di disordine spaziale e in uno stato di congestione degli elementi espositori e d'arredo. La presentazione di Francesco Garofalo, in ARCH'IT architetture, descrive gli elementi attrraverso i quali l'opera costituisce un ponte con la storia. 'Il lavoro per riorganizzare gli spazi, creare i settori, allineare i percorsi e le luci è svolto -annota Francesco Garofalo- con grande ingegnosità, aggirando i vincoli della struttura e del budget. L'impronta più forte è data dalla scelta di sospendere tutto ciò che si trova nello spazio, che si stacca cioè dalle pareti del perimetro fasciate di scaffali. L'allargamento conseguente in basso si accompagna ad un addensamento in alto, riscattato e reso attraente dall'illuminazione che si riflette sul bianco...'.

 

24 ottobre 2006

Con Vema si rimette in gioco l'attitudine processuale e generativa del progetto di ricerca. A Purini va reso il merito di aver saputo fare scelte plurali e non settarie, fornendo una rappresentazione delle ricerche che stanno faticosamente cercando uno spazio nel nostro Paese. In ARCH'IT files l'intervento di Giovanni Corbellini. Siamo diversi... ma siamo uguali. 'Per evitare quella che viene definita come "reiterata proposizione di segni arbitrari", ci si rivolge di nuovo -così Giovanni Corbellini- alla storia, proponendo la continuità linguistica come valore prevalente e strumento di interpretazione che precede la lettura di necessità e opportunità espresse da luoghi e tempi specifici. Il senso dell'operazione insediativa e della sua dominante geometrico-proporzionale va quindi ricercato nel forte legame tra Vema e le più importanti proposte italiane nel campo della progettazione urbana...'.

 

22 ottobre 2006

La presentazione del volume ARCH'IT papers 00 approda a Venezia. Pietro Valle, che ha curato la pubblicazione, racconterà obiettivi, tentativi, dinamiche, di quello che lui stesso ha definito un "esperimento", un viaggio attraverso gli scritti apparsi sulla webzine diretta da Marco Brizzi, per esplorarne interferenze, continuità, relazioni e per raccontarle sulla carta. ARCH'IT papers 00, pubblicato da Navado Press in collaborazione con DADA e iMage, raccoglie saggi di Pier Vittorio Aureli, Walter Aprile / Stefano Mirti / Luca Poncellini, ma0, Ugo Rosa e Adrien Sina. Edito in italiano e inglese, ha un'introduzione di Marco Brizzi e una postfazione dello stesso Valle. Il 23 ottobre alle ore 17.00 a Venezia, dorsoduro 2196, negli ambienti del cotonificio veneziano, aula gradoni dello IUAV, si parla di "Leggere di architettura, dallo schermo alla pagina" presentando e discutendo il volume in presenza di Giovanni Anceschi, Alberto Ferlenga, Pietro Valle, Marco Brizzi e Leonardo Ciacci, promotore dell'incontro. (Francesca Oddo)

 

20 ottobre 2006

'Traghetto Toremar che porta all'Isola d'Elba. Tra il porto di Piombino e la sala giochi del secondo ponte (quello sopra il garage auto). Aprile & Mirti si sono fatti incastrare per l'ennesimo workshop strampalato e stravagante. Da qui a poche ore, si troveranno nel solito frullatore. Incontri con gli amministratori, gita alle cave, alle miniere, saluta, sorridi, mostrati interessato, fai una domanda, racconta una cosa e rispondi a un'altra. Stringi una mano, di' una cosa un filo più intelligente di quella detta tre minuti fa, fai due foto che così tutti pensano che sei proprio una persona seria. Un film già visto...'. Questi mille workshop. Quelli del passato, quelli del presente e quelli del futuro. Ma perché li facciamo? Dalla didattica al ragù e ritorno. In ARCH'IT files Walter Aprile, Ailadi Cortelletti, Fabrizio Gallanti & Stefano Mirti, Id-lab: In workshop we trust...

 

17 ottobre 2006

Il nuovo oggetto architettonico proposto da MaDarchitettura ruota e inflette le linee della suddivisione agraria circostante. Si incunea nel terreno deformandolo nelle tre dimensioni. Ridefinisce il proprio contesto piuttosto che farsene mero interprete. Giovanni Corbellini commenta il progetto per una nuova struttura sportiva a Trecenta. Il progetto, scrive Giovanni Corbellini nella nota di commento pubblicata in ARCH'IT architetture- 'sceglie di nascondere la propria radicalità sotto una presentazione apparentemente neutrale, giocata in larga parte sul dato tecnico-funzionale (rispondendo anche alle regole di una gara concepita allo scopo di selezionare progetti realizzabili). Una strategia che si rivela inconsciamente nella configurazione proposta, le cui geometrie prismatiche esagonali costituiscono un richiamo subliminale alla livrea degli Stealth, gli aeroplani invisibili ai radar. Quello che non si vorrebbe rivelare fino in fondo è l'idea di riverbero che l'operazione insediativa determina nel territorio...'.

 

15 ottobre 2006

Dalla distruzione dell'idea di finestra-cornice alla eliminazione dello spazio prospettico. Un'azione violenta e lacerante, scrive Antonino Saggio, dettata dalla volontà di creare una nuova visione. Caravaggio distrugge per affermare un nuovo modo di capire, di sentire e di vedere. Il Motivo di Caravaggio. 'La prima cosa che Caravaggio distrugge -si legge in ARCH'IT coffee break- è il telaio prospettico, o meglio l'idea stessa di finestra-cornice. Non è il primissimo, intendiamoci, vi erano state avvisaglie nel corso del Cinquecento, ma in Caravaggio è la premessa per la creazione di un nuovo drammatico spazio. Capiamoci. Mai visto un Piero della Francesca (o un Masaccio o un Antonello da Messina?). La finestra è la chiave. Il quadro è visto attraverso una finestra-cornice che inquadra la veduta e crea profondità; e la profondità è realizzata attraverso lo spazio prospettico: uno spazio regolato, misurato e profondo. Caravaggio no. Caravaggio chiude drammaticamente la finestra prospettica, comprime lo spazio per farlo saltare fuori...'.

 

11 ottobre 2006

Una procedura inedita per la risistemazione superficiale di tre piazze nel centro storico di Torino. Buro Kiefer, Kengo Kuma, Topotek1. Il caso di Piazzale Valdo Fusi. 'Il caso di Piazzale Valdo Fusi, a Torino, sembrava esemplare per lanciare un'iniziativa di questo genere. Un sito -scrivono in ARCH'IT files i fondatori del Comitato Valdo Fusi, invitando i lettori a esprimere il proprio parere- al centro del dibattito architettonico cittadino per oltre cinquant'anni, da quando l'isolato preesistente venne raso al suolo durante i bombardamenti bellici e su cui si cimentarono moltissimi architetti (non ultimo Alvar Aalto). Un progetto ultimato nel 2004 che suscitò discussioni incandescenti - con il Sindaco Chiamparino che rifiutò di partecipare all'inaugurazione e centinaia di cittadini che si sentirono in dovere di scrivere spontaneamente ai giornali per esprimere la propria indignazione...'.

 

3 ottobre 2006

Gamezone non è una storia degli spazi ludici, ma di più storie, spesso parallele e senza alcuna relazione tra loro. Il volume di Alberto Iacovoni descrive il territorio come scenario attivo e mutevole. La presentazione di Matteo Costanzo. 'Il libro -scrive Matteo Costanzo in ARCH'IT books review- riesce sempre ad oscillare tra diversi campi di azione, cosi si passa dalle logiche del ready-made a quelle del campionamento digitale. Ogni playground è un manuale minimo, elementi di un libretto delle istruzioni in forma di collage. In ogni gioco che si rispetti è l'esperienza fisica il vero obbiettivo da raggiungere, instaurare una relazione tra corpo e spazio. La scomparsa di funzioni prestabilite apre a nuovi scenari come nella sequenza di immagini di Bruno Munari 'Ricerca della comodità in una poltrona scomoda', dove le semplici abitudini della vita quotidiana, rilassarsi o leggere un giornale, diventano il pretesto di una continua invenzione dello spazio...'.

 

3 ottobre 2006

Venerdì 6 ottobre a Roma, alla Sala del Primaticcio, sarà presentato il numero 00/2006 di "Le Carré Bleu", feuille internationale d'architecture. Fondata nel 1958 nell'ambito del CIAM, la rivista è stata strumento di informazione nel panorama architettonico internazionale e, dopo l'interruzione delle pubblicazioni avvenuta nel 2000, riprende ora l'attività editoriale con la presentazione al pubblico del primo numero della nuova edizione dedicato al tema "Fragments/Symbiose". In questa occasione sarà introdotta l'edizione 2006-2007 del concorso di idee "une idée pour chaque ville", aperto a studenti neolaureati dell'Europa e dei Paesi Mediterranei. La giornata si conclude con una tavola rotonda focalizzata sul tema "Confronti come metodo", a cui prenderanno parte alcuni protagonisti della scena architettonica internazionale. Il giorno seguente, sabato 7 ottobre, presso la sede dell'Accademia di Francia a Roma è prevista una riunione aperta del comitato redazionale focalizzata su "Centres / Périphéries", tema su cui si concentreranno i contenuti e le riflessioni del prossimo numero. Maggiori informazioni sono reperibili sul sito di Le Carré Bleu. (Paola Ricco)

 

2 ottobre 2006

The Next Generation Design Competition è l'ultima bella opportunità in campo di concorsi, e ci giunge fresca fresca dagli Stati Uniti. Si tratta di un concorso che la rivista "Metropolis" lancia a tutti i giovani designer e architetti o studenti delle facoltà di architettura e design. Tema di questa edizione è ENERGY, e il primo premio, pari ad una cifra di 10.000$, intende supportare la realizzazione del progetto che meglio rifletterà sulle questioni di sostenibilità, sistemi distributivi e produttivi, economia, tecnologie e materiali innovativi, funzionalità, forme provocatorie. I progetti dovranno collocarsi all'interno di una delle sei sub-discipline presenti all'interno di "Metropolis": l'architettura, la pianificazione urbana, la progettazione paesaggista, la progettazione di interni, il design e il graphic design. Maggiori informazioni sono disponibili in ARCH'IT concorsi. (Teresanna Donà)

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