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ARCHIVIO NOVEMBRE 2002

ultime news

30 novembre 2002

L'Accademia di San Luca ospita, nei giorni 2 e 3 dicembre 2002, il convegno internazionale Architettura e arte oggi nel centro storico e nel paesaggio organizzato in collaborazione con la Direzione Generale per l'architettura e l'arte contemporanee (DARC) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Fondazione La Quadriennale di Roma e curato da Lucio Passarelli con Alessandro d’Onofrio. Insieme al programma dell'incontro, ARCH'IT eventi anticipa ai suoi lettori l'introduzione di Lucio Passarelli e gli interventi di Lorenza Bolelli e di Ludovico Pratesi contenuti nel catalogo. Nei prossimi giorni saranno inoltre presentati, su queste pagine, alcuni degli elaborati del workshop che ha accompagnato l'iniziativa.

 

30 novembre 2002

In occasione della XX Esposizione Internazionale "La memoria e il futuro" la Triennale di Milano bandisce la Medaglia d'Oro all'Architettura Italiana, evento con cadenza triennale che intende promuovere e riflettere sulle nuove e più interessanti opere costruite nel Paese e sui protagonisti che le rendono possibili. La Medaglia d'Oro all'Architettura Italiana, della quale verrà una data una prima presentazione ufficiale il prossimo 5 dicembre presso il Centro Nazionale per le Arti Contemporanee di Roma, punta alla promozione pubblica dell'architettura contemporanea come costruttrice di qualità ambientale e civile, e insieme guarda all'architettura come prodotto di un dialogo vitale tra progettista, committenza e impresa.

 

29 novembre 2002

Venezia si concede a Frank Gehry. Venice Gateway è il nome della 'porta d'acqua' dell'aeroporto veneziano verso la laguna e il centro storico che potrebbe vedere la luce nei prossimi due o tre anni, se il progetto verrà fuori indenne dalle valutazioni della Commissione di salvaguardia e dell'Enac. L'aeroporto Marco Polo, secondo un modello già attuato nei maggiori scali internazionali, amplia le sue funzioni trasformandosi da semplice punto di transito di passeggeri a nodo nevralgico dei servizi della città. Su Il Mattino di Padova la descrizione del progetto: '...il rapporto fisico tra i corpi di fabbrica della Venice Gateway e l'acqua è costante. Il terminal è previsto ai limiti della laguna, collegato alla nuova aerostazione e al parcheggio tramite un passaggio pedonale su tapis roulant coperto. Il percorso porta a una piccola piazza dove si trova un hotel i cui corpi di fabbrica formano due 'braccia' che simbolicamente si aprono verso la laguna. Queste ali sono collegate da una serie di ponti avvolti nel vetro che attraversano la gateway e formano una struttura alla quale sono ancorate le vetrate e il telaio in legno rivestito di metallo. Qui, attorno a un tronco di cono trasparente che fungerà da faro, prenderanno forma le vele, che copriranno il terminal acqueo...

 

29 novembre 2002

Nell'ambito di un progetto di riordinamento museale dell'architettura moderna della città, Milano avvia la costituzione di una rete di case museo con la prossima apertura al pubblico dell'abitazione di Antonio e Marieda Boschi. Progettata da Portaluppi e ristrutturata da Mendini, la casa ospiterà la collezione donata al Comune dai coniugi Boschi, che conta circa 2000 opere di pittura italiana per la maggior parte risalenti alla prima metà del '900. Sul Corriere della Sera, in cronaca di Milano.

 

29 novembre 2002

'Con il mio progetto, ho voluto ricollegarmi alla grande lezione dell'architettura italiana. E' questo un tema fondamentale della mia ricerca: ricomporre un legame con la tradizione, senza rinnegare le istanze della modernità. E, implicitamente, significa anche entrare in polemica con la moda degli architetti stranieri che imperversa oggi in Italia: Meier, Zaha Hadid, Isozaki, Calatrava, Foster, Bofill, e tanti altri. Per carità: nessun desiderio di chiusure culturali; temo però che si possa generalizzare un indirizzo che contraddice la ricerca degli architetti italiani del dopoguerra'. Paolo Portoghesi, intervistato da Il Tempo sulla recente realizzazione del Teatro Politeama di Catanzaro.

 

29 novembre 2002

Pio Baldi, direttore del DARC, Dipartimento per l'arte e l'architettura contemporanee, ha annunciato ieri che i lavori del nuovo Centro per le arti contemporanee di Roma prenderanno il via nel marzo del prossimo anno. L'inizio della realizzazione del progetto di Zaha Hadid coinciderà con l'esposizione delle collezioni del centro, ancora in fase di costituzione. Dal Messaggero, in cronaca di Roma.

 

29 novembre 2002

Universal City Walk reproduces at a larger scale the streetscape of LA, but gives life to a Disney-like unreality. 'In a place so heavily surveyed and controlled, the undesirables are filtered out and the crowd is attacked by homogenization; it is a phony version of Jane Jacobs's public space where a planned, rather than unplanned, encounter of strangers takes place...'. In ARCH'IT files Paola Giaconia discute il progetto realizzato da Jerde Partnership International.

 

28 novembre 2002

B.out! ha scelto Guida di Architettura di superEVA, curata da Massimo Casula, per l'organizzazione congiunta di un evento di chat 'pubblica, collettiva e connettiva', sui temi di discussione legati all'ultima Mostra di Architettura della Biennale di Venezia, emersi in rete e nel forum appositamente allestito all'interno di architecture.it. Critici, webmaster ed architetti italiani parteciperanno alla chat, in orari specifici, dalle ore 17.00 alle 22.00 di oggi. Tra gli invitati che si avvicenderanno nel forum Furio Barzon, Gianluigi D'Angelo, Paolo G.L. Ferrara, nicole_fvr, Luigi Catenacci, Luigi Centola, Marco Brizzi, Luca Molinari, Massimo Casula.

 

26 novembre 2002

Un parallelepipedo cieco, tamponamenti poveri, un caso di completa rifunzionalizzazione. ARCH'IT architetture presenta il progetto di 5+1 architetti associati per l'Area Frigoriferi Milanesi a Milano. I 'pinguini' genovesi saranno protagonisti, il prossimo 28 novembre presso il SESV di Firenze, di un incontro cui parteciperanno Alfonso Femia, Gianluca Peluffo, Gianni Pettena, Luca Molinari e Marco Brizzi. L'appuntamento, che avrà luogo a partire dalle ore 16, sarà accompagnato dalla presentazione del volume "...aspettando il disgelo" (Mandragora) catalogo della mostra allestita nei mesi scorsi presso la galleria del SESV. Maggiori informazioni in ARCH'IT convegni.

 

26 novembre 2002

'In questo momento della cultura architettonica, in cui tutti hanno qualcosa da dire -in dieci anni sono usciti più libri di architettura che negli ultimi quattro secoli- ma in cui, anche, qualsiasi dialogo si vanifica perché ciascuno si esercita nell'arte del soliloquio, vorrei mostrare un modo di avvicinarsi a un testo senza pregiudizi e di comunicare i risultati dell'esplorazione...'. L'intenso e meritorio programma di indagine sulla linguistica architettonica avviato da antiThesi a partire dal febbraio 2001 attraverso, soprattutto, la ripubblicazione degli interventi raccolti da Bruno Zevi sulle pagine de 'L'architettura cronache e storia' (da Renato De Fusco a Giuseppe Samonà, a Lina Bo Bardi, a Maurizio Sacripanti), si arricchisce oggi del contributo di Giovanni Klaus Koenig, espresso attraverso un'anticipazione di quella che sarebbe poi diventata la sua "Analisi strutturale delle sette invarianti zeviane" (LEF, 1977). 'Le sette invarianti strutturali del linguaggio architettonico -scriveva Koenig-, rintracciabili non solo nelle opere emergenti del movimento moderno, ma anche in alcune architetture considerate classiche, dall'Eretteo al recetto della Laurenziana, sono formulate in modo stringato e abbastanza perentorio, quasi un invito a "prendere o lasciare". Perciò, mentre presso gli studenti hanno avuto un'indiscutibile presa, non altrettanto favore hanno trovato presso i critici di architettura e i semiologi: le cui reazioni sono state assai caute, se non addirittura freddine, quasi che la clamorosa ouverture nel mondo semiotico abbia fatto temere agli abituali addetti ai lavori che un così irruento e inatteso alleato danneggiasse, anziché aiutare, la politica culturale faticosamente avviata negli ultimi anni...'.

 

26 novembre 2002

'L'Italia ha ritrovato il piacere dell'architettura. Per anni è rimasta come in un'impasse. Sarà stato lo scarso entusiasmo per le sperimentazioni sul linguaggio o sulla tecnologia, sta di fatto che a lungo il nostro Paese ha rinunciato a giocare quel ruolo internazionale che invece la storia per secoli gli ha attribuito. Ora finalmente il black-out sembra finito...'. Enrico Gatta su Il Resto del Carlino parla del progetto di Norman Foster e Ove Arup Italia per la nuova Stazione AV di Firenze. Fiorella Minervino su La Stampa parla di 'una sfida che ha del temerario in una città come Firenze'.

 

26 novembre 2002

'È stupito il professor Giorgio Muratore, animatore di SpaziARoma: «C'è ancora chi si riunisce alle due del pomeriggio a parlare». Comincia attaccando «l'uso improprio del Foro Italico, in parte abbandonato. I progetti d'uso hanno obiettivi confusi e il nuovo Piano Regolatore lo ignora. Si parla di Roma per le grandi opere: l'Auditorium di Renzo Piano, la galleria della Hadid. Non sono pronte ma sembra risolveranno i problemi della zona. Vedremo se saranno interventi organici o a pioggia. Intanto da 30 anni la palestra della scherma di Moretti non viene recuperata»...'. Marco Laudonio, su La Stampa, riporta alcune delle considerazioni raccolte nell'ambito del convegno itinerante curato dallo stesso Giorgio Muratore dedicato a una ricognizione scientifica dei luoghi del patrimonio urbanistico e architettonico di Roma 'destinati, o da destinare, alla conservazione e allo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo: spazi recuperati, da recuperare, irrecuperabili, progetti di recupero, denunce, ipotesi di funzione'. Maggiori informazioni in ARCH'IT convegni.

 

26 novembre 2002

'Il progetto vincitore rimanda ad alcuni precedenti sul limite tra installazione e architettura, costituiti da una materia prima (vegetale in questo caso) direttamente incorporata nell'architettura: "vertical landscapes", "vertical park" e "wet rock", (Manhattan, New York, 1996) di West 8, le ibridazioni di Eduard Françoise e Duncan Lewis, o le incorporazioni e camouflage di Roche, R&Sie. Il progetto di Nouvel si inserisce criticamente e in modo originale in questo ambito di ricerca che vede surclassata l'arroganza dell'oggetto architettonico "vedette" degli anni '80 e '90, privilegiando invece relazioni deboli con il luogo. Come alternativa all'imposizione dell'artificiale sul naturale, all'opposizione tra architettura e paesaggio, si registra qui una tendenza all'ibridazione: paesaggi artificiali o architetture paesaggio...'. Sulla strada del camouflage. Nicola Santini (avatar architettura), raccoglie in Jean Nouvel vince a Firenze alcune considerazioni sull'esito del concorso per l'ex area Fiat in viale Belfiore. In ARCH'IT files.

 

25 novembre 2002

'L'architettura oggi sembra lievitare. Ha un che di effimero. Afferma il fatto che non è fatta per durare nei secoli. L'architettura crea oggetti più stabili degli altri, ma comunque destinati ad essere sostituiti. Come succede ad Hong Kong, dove ogni 15 anni un grattacielo viene abbattuto e al suo posto ne viene costruito un altro. D'altronde l'architettura è un diagramma economico sul territorio. Oggi esprime un mondo fragile, carico di tensioni e di assolute incertezze...'. Sull'inserto Affari e Finanza del quotidiano la Repubblica oggi in edicola, Rosa Tessa intervista Alessandro Mendini.

 

24 novembre 2002

Non è perfetto? È contraddittorio? I più non riescono a leggere ricerca in queste tonnellate di metricubi? In ARCH'IT books Giovanni Damiani analizza il libro Profession Architect di Architekten Cie. appena uscito in Olanda per l'editore 010. 'Un libro -scrive Damiani- che è perfetto pretesto per analizzare anche, di rimando, alcuni imbrogli che gli architetti hanno formulato negli ultimi anni e in cui la critica è caduta troppo ingenuamente nel tentativo di riformularsi militante e allegra...'.

 

24 novembre 2002

Il quotidiano l'Unità ospita, in cronaca, una ricognizione sui principali interventi di trasformazione che coinvolgono la città di Firenze. Renso Cassigoli elenca i casi ritenuti più significativi: la nuova Stazione dell'Alta Velocità (Norman Foster & Ove Arup) il museo dell'Opera del Duomo (Calatrava), l'uscita degli Uffizi (Isozaki), l'insediamento di Novoli (Krier), il Polo Universitario di viale Guidoni (Natalini), gli interventi coordinati da Francesco Dal Co per l'area di Novoli, e poi il riuso delle Murate (Piano) e il masterplan di Scandicci (Rogers). L'assessore all'urbanistica del Comune di Firenze, Gianni Biagi, aggiunge: 'Non basta costruire o ricostruire: la vivibilità della città passa anche attraverso la gradevolezza di quello che si realizza...'.

 

24 novembre 2002

L'astrazione della forma della città, la schematizzazione dei principi funzionali che sottendono i legami tra gli oggetti, la congestione delle norme per un intreccio combinatorio delle tracce reali... Un nuovo contributo di Gruppo Suburbia è da oggi ospitato in ARCH'IT collection, insieme agli altri riferimenti editoriali prediletti da giovani progettisti. Si tratta di Specie di spazi di Georges Perec. 'In "Specie di spazi" ciò che più interessa è il metodo di osservazione utilizzato per descrivere la città. In una successione relazionale vengono definiti i rapporti tra gli spazi ed il rapporto tra spazi ed oggetti, si individua quell’ambito che possiamo definire "lo spazio delle relazioni". Il letto è inteso come misura dimensionale dello stare rispetto alla stanza, il letto "modulor". La camera come luogo di accumulazione dei ricordi e degli oggetti che rimandano ai ricordi, come luogo che per eccellenza conosciamo meglio e che potremmo percorrere ad occhi chiusi...'.

 

24 novembre 2002

can you hear me major tom? Dagli igloo di bottiglie di plastica ai transhab e ai nasa engineers che intrecciano a mano il materiale di rivestimento dello scafo. Stefano Mirti e Walter Aprile, con la complicità di Marco Pisati, Brunetto De Battè, Gianluca Milesi, 260_390 raccolgono in ARCH'IT simple tech una ricca serie di contributi per tutti gli appassionati lettori. 'tecnologie che ci fanno emozionare, innamorare, svenire, il cuore batte forte, forte, ancora piu' forte fino quasi a scoppiare. questo e' comunque un tema bello. usare il simpletech, soluzioni semplici, facili, per ottenere quell'ambiente che poi arriva una ragazza (o un ragazzo), lo vede, il cuore batte forte, sviene e gli viene una voglia pazzesca di darti un bacio con la lingua. (che e' peraltro il fine ultimo dell'architettura)...'.

 

23 novembre 2002

Sul Times, Jonathan Meades discute la tesi di associazione con i nazisti contenuta nella biografia dello storico Nikolaus Pevsner recentemente pubblicata da Stephen Games. 'The flawed assumption -scrive Meades- that there exists an insatiable public appetite for posthumous muggings encourages biographers to dig for buried secrets. And should the excavation draw a blank? Well, the presentation of unsubstantiated rumour as "fact" has become one of that trade’s essential crafts together with biased extrapolation, partial interpretation, wilful suppression. All of which may be practised with impunity, for the dead do not sue...'.

 

23 novembre 2002

'Negli Stati Uniti, o meglio sulla East Coast e in particolare a New York, è presente una situazione che in Europa è meno evidente; mi riferisco all'architettura delle corporations (di architettura); uffici con centinaia di persone, organizzate burocraticamente, da molti anni costruiscono, qui, le opere più importanti o almeno le più evidenti. Questi uffici sono per lo più delle società di servizi; gli originali fondatori sono spesso morti o in pensione...'. Sensazioni, considerazioni e input particolari, non necessariamente consequenziali. In Considerazioni e possibilità Gianluca Milesi riflette su alcuni aspetti della situazione contemporanea. In ARCH'IT files.

 

23 novembre 2002

Il ministro Giuliano Urbani interviene al convegno organizzato da Regione Toscana e Sole 24 ORE sull'economia della cultura. 'Ho incaricato il direttore generale Roberto Cecchi di occuparsi del progetto Nuovi Uffizi nel modo migliore, ma il prima è il complesso museale, dopo l'uscita.' Letizia Cini su La Nazione, cronaca di Firenze e su il Giornale. Dalla rassegna stampa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

 

23 novembre 2002

La Facoltà di Architettura di Valle Giulia a Roma sta rinnovando la sua storica aula magna intitolata a Bruno Zevi e ha deciso di mettere in vendita le 400 vecchie poltroncine in legno, devolvendo il ricavato della vendita all'associazione Emergency. Valerio Magrelli, sul Corriere della Sera di oggi, in cronaca, si domanda: 'Perché quattrocento poltrone in legno lucido multistrato (e fuori norma in quanto non ignifughe) sono andate a ruba? Come mai, dopo l'asta organizzata ieri alla facoltà di Architettura di Valle Giulia, non è rimasto nulla degli arredi che si trovavano nella storica Aula Magna? Cosa ha spinto gli acquirenti a un assalto tanto travolgente, oltre all'idea di destinare il ricavato agli ospedali dell'associazione Emergency in Afghanistan? Certo, lo slogan parlava chiaro: «Compratevi il sogno che non siete riusciti a realizzare nel Sessantotto»...'.

 

19 novembre 2002

Frédéric Edelmann su Le Monde descrive l'incoerenza degli interventi di riuso dell'ampia area parigina che va dalla gare d'Austerlitz et quella d'Ivry. 'S'il faut saluer la Semapa pour sa fantastique opiniâtreté, malgré les vents contraires de l'économie, les caprices d'une Ville de Paris et d'un Etat changeants et les vagues d'assaut des associations de riverains, l'heure est malgré tout au bilan de ce projet sans queue ni tête. Car à l'inverse d'un projet urbain évolutif mais constant, l'opération ressemble surtout à une succession de choix forcés, de situations subies et corrigées, l'ensemble étant masqué à la fois par des discours plus proches de la propagande que de la concertation véritable, et par l'utilisation ostensible d'une matière grise architecturale qui, commande oblige, aura rarement fait entendre un son de cloche différent – Jean Nouvel excepté lors du concours d'Austerlitz. Mais la bataille était déjà structurellement perdue...'.

 

19 novembre 2002

Bigbabol. Una cattedrale psichedelica composta da celle ovoidali che si estendono in ogni direzione. In ARCH'IT simple tech, Luca Poncellini propone una visita all'installazione di Maurice Agis realizzata nel Mile End Park di Londra durante la scorsa estate. '...non e' facile descrivere dreamspace a parole. bisognerebbe andare a vederlo di persona e lasciarsi travolgere dai sensi. l'interno e' come una grande grotta ipostila dalle forme ellittiche e sinuose, con colori incredibilmente intensi. tutto lo spazio e' racchiuso da superfici curve di plastica. dal pavimento si sollevano dolcemente delle colonne morbide, che si restringono per poi dilatarsi nuovamente e fondersi con le forme del soffitto. per ogni modulo, la superficie di plastica puo' assumere differenti colori: grigio, rosso, verde, giallo, blu. il sole che batte sul soffitto accende questi colori con un'intensita' tale da essere quasi insostenibile per gli occhi...'.

 

19 novembre 2002

MORE WITH LESS. La mostra che raccoglie i lavori dei primi anni dello studio di architettura MCA Mario Cucinella Architects sarà visitabile al SESV Spazio Espositivo Santa Verdiana dal 22 novembre. L'inaugurazione dell'esposizione, alle ore 12.00, verrà preceduta da un incontro di presentazione dell'evento cui parteciperanno lo stesso Mario Cucinella e Marco Sala, docente di Progettazione di Sistemi Costruttivi della Facoltà di Architettura di Firenze.

 

18 novembre 2002

Il concorso scava la fossa. Nel forum ospitato all'interno di ARCH'IT concorsi, Mosè Ricci sviluppa alcune considerazioni sull'attività concorsuale, a partire dall'esperienza del concorso per la nuova stazione AV di Firenze. 'Gli studi italiani (più o meno giovani) che si confrontano con il sistema nazionale dei concorsi -scrive Mosè Ricci- non continuano a crescere, al contrario rischiano impoverirsi più in fretta e di scomparire. I concorsi gli scavano la fossa. Gli unici architetti italiani affermati in campo internazionale si sono prima affermati all'estero e sono fuori dalle scuole. Forse sbagliamo a insistere. Dobbiamo non fare questo mestiere in Italia e andare all'estero? Oppure abbandonare il campo e dedicarci solo alla dimensione locale del progetto? Ma, per favore, ditecelo prima...'.

 

18 novembre 2002

'Non un nuovo edificio ma un nuovo parco esprime nel nostro progetto la sostenibilità del cambiamento a Firenze. Un grande spazio pubblico fruibile dovunque. Un'architettura costruita con la logica della città più che con quella della scatola edilizia...'. Lasciare scorrere la falda. Il progetto la nuova stazione Alta Velocità di Firenze sviluppato da Ricci & Spaini (capogruppo), Ciorra, Studio Seste, studio eu insieme a numerosi prestigiosi collaboratori, elaborato del concorso recentemente vinto da Norman Foster & Partners e Ove Arup. In ARCH'IT architetture.

 

18 novembre 2002

Prima la città o il centro commerciale? Partendo dal progetto di realizzazione di un insediamento urbano intorno allo shopping centre di Bluewater, nel Kent, Jonathan Glancey riflette sulla confusione dei ruoli e lo stravolgimento delle gerarchie progettuali nella pianificazione contemporanea: 'And this is just the beginning of a world we want so much that we will do anything to get it, even if this means turning Kent into an air-conditioned container for shopping, living and rapid commuting. If some future resident of Bluewater Shopping City feigns boredom, he or she can always hop on a Eurostar train from nearby Ebbsfleet station and whizz over to Eurolille -the titanic, air-conditioned shopping-living-working mall in France- to buy the same things, but in a different language. [...]Yet Koolhaas's message has been infiltrating and affecting a new generation of designers, architects and developers who, believing this nightmare to be the stuff of dreams, are building it very quickly indeed'. Su The Guardian.

 

18 novembre 2002

'Come ricorda Kenneth Frampton nell'ampio saggio premesso al catalogo della mostra vicentina -documentata monografia che supera ampiamente l'occasione espositiva- una delle motivazioni basilari di Holl è "l'integrazione dell'edificio nel sito"; [...]Holl, da architetto, si è schierato apertamente con il movimento a favore della sostenibilità dello sviluppo, dedicando in tutti i suoi progetti concreta attenzione al tema del risparmio energetico, e, in campo urbanistico, al margine, al confine tra aree urbanizzate e territorio...'. Il sopralluogo de Il Giornale alla mostra di Steven Holl allestita nella Basilica Palladiana.

 

18 novembre 2002

La presentazione della collana Le città letterarie, edita da Unicopli, avverrà nell'ambito di una tavola rotonda sul tema 'Scrittori, luoghi e architetture' che si terrà domani 19 novembre alla Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco. Insieme ai curatori della collana interverranno Federico Bucci, Virginia Cardi, Gianni Contessi.

 

17 novembre 2002

'Si percepisce, leggendo i contributi scritti che si avvicendano sulle pagine del libro –piacevolmente illustrato dalle belle immagini provenienti dall'archivio de "il manifesto" [...] come la metropoli contemporanea, Giano bifronte, mostri le sue due facce "opposte e inseparabili". Come sottolinea Pippo Ciorra nel suo testo introduttivo: da una parte si ha "orrore 'moderno' già dickensiano per condizioni di vita derelitte e largamente al di sotto di qualsiasi soglia accettabile" [...] dall'altra parte si assiste al "febbrile ottimismo panmetropolitano che fa dire a Koolhaas che perfino Lagos rappresenta comunque 'il migliore dei modi possibili per stare insieme nel mondo'"...'. Realtà sfuggenti, luoghi dell'incertezza. Dall'Europa dell'Est e dall'Africa verso le metropoli asiatiche. Paola Giaconia legge La metropoli dopo, a cura di Pippo Ciorra e Gabriele Mastrigli. In ARCH'IT books.

 

16 novembre 2002

Il Dipartimento di Tecnologie dell'Architettura e Design della Università di Firenze organizza un incontro con Lucien Kroll ospitato dall'aula magna del Rettorato il prossimo 21 novembre alle 10.00. All'interno di un ciclo di appuntamenti sulla ricerca tecnologica, l'incontro verterà sulla esperienza progettuale dell'architetto nel campo della riqualificazione urbana e della sostenibilità.

 

15 novembre 2002

'...poi nel processo si scopre che pelle e cuoio hanno tutta una serie di loro categorie merceologiche complicate e terrificanti, espresse meta' in inglese, meta' in thai e meta' in un inglese un po' alterato dai fumi delle conce. millimetri, cuoietti, full grain... non vi stiamo a dire, pero' vogliamo condividere con voi questo fenomeno. come quando da bambini, con una lentina convergente qualunque (di quelle very simple tech), per sbaglio, ci si mette a guardare una pietrina o la punta di un dito e si scopre tutta una ricchezza di dettagli e particolarita', che rendono il chiamare tutte le dita "dito" un'imprecisione poco perdonabile...'. Sulle pagine di ARCH'IT simple tech parte oggi con l'intervento di Stefano Mirti e Walter Aprile una serie di tre interventi che rinnovano, alla luce delle numerose proposte giunte dai lettori, il progetto inaugurato durante lo scorso mese di luglio. ...houston, we've got a problem...

 

15 novembre 2002

Dopo dieci anni di piccoli progressi il piano di riqualificazione del fronte a mare di Marsiglia sembra arrivato alle porte dell'effettiva attuazione. Yves Lion, architetto e urbanista parigino seguirà i lavori del progetto Euroméditerranée, da Le Monde confrontato con gli analoghi interventi di Barcellona e Bologna: 'L'urbaniste a présenté son projet destiné à reconquérir le front de mer, comme à Gênes ou à Barcelone. Mais, alors que dans les ports italien et espagnol cette reconquête s'est faite au détriment d'une activité portuaire repoussée à la périphérie, ici, le trafic voyageurs et marchandises installé à la Joliette à destination de la Corse ou de l'Afrique du Nord est maintenu. Si le projet d'Yves Lion a été retenu, c'est sans doute parce qu'il offre aux Marseillais un balcon sur la mer, tout en préservant la gare maritime. C'est aussi parce qu'il ne s'agit pas là d'un urbanisme d'auteur, mais d'un urbanisme de consensus'.

 

15 novembre 2002

Un botta e risposta molto circostanziato tra Paolo Conti, del Corriere della Sera, e il ministro Giuliano Urbani sulla gestione/concessione/vendita (cioè quella che dalle parole di Urbani appare come una grossolana svista di lettori superficiali) dei beni demaniali dello Stato italiano. L'uscita recente del libro di Salvatore Settis 'Italia Spa', e quella imminente de Il tesoro degli italiani, conversazione col ministro per i Beni e le attività culturali, sono segni di una polemica ancora del tutto aperta. Come Urbani riconosce, andrà alla Patrimonio Spa 'un mare di roba: palazzi, colonie marine, terreni. Lo ammette anche Settis nel suo libro. Abbiamo un demanio da Paese socialista da dismettere che resterà, ovviamente se lo è, pienamente vincolato proprio come prima'. Rischi di alienazione? 'Nessuno. Per il semplice motivo che non cartolarizzeremo mai il bene, mettiamo gli scavi di Pompei, ma eventualmente i servizi, per esempio la biglietteria di Pompei...'

 

15 novembre 2002

I soprintendenti Domenico Valentino, Antonio Paolucci, Mario Lolli Ghetti, gli assessori all'urbanistica Gianni Biagi e alla cultura Simone Siliani, l'architetto tecnico degli Uffizi Antonio Godoli ed un rappresentante dello studio dell'architetto giapponese sono giunti ad un accordo che aspetta ora soltanto l'avvallo di Arata Isozaki: nessun ritocco sull'altezza della pensilina di piazza Castellani, ma un arretramento di cinque metri dei pilastri che intaccherebbero altrimenti l'area di ritrovamento dei reperto medioevali. L'adeguamento del progetto dovrebbe essere preparato in circa circa quindici giorni. Da La Repubblica, cronaca di Firenze.

 

14 novembre 2002

Intervenuto a conclusione del convegno L'impresa tra cultura e comunicazione svoltosi ieri a Roma, il Ministro Giuliano Urbani ha manifestato una chiara opposizione all'eventualità di alienazione dei beni demaniali italiani: il patrimonio artistico 'non si tocca e non è in vendita. In passato sono stato spesso frainteso. L'arte è un valore e non può essere ridotto a merce. In questo modo si rischia di compromettere tutto. Il mio motto? Fuori i mercanti dal tempio. [...]Si è confusa la parola "gestione" con concessione. Ricordo che un bene rimane (per legge) sotto al tutela del sovrintendente in carica. E' lui l'unico vigilante. I motivi che ci hanno spinto ad appoggiare una simile politica? Ridurre la filantropia autolesionista di molti italiani...'. L'Unità riporta la richiesta dell'ex ministro Melandri, che, nonostante la rassicurante posizione di Urbani, ritiene indispensabile che il Governo congeli l'attività della patrimonio Spa relativa ai beni storici, artistici e paesaggistici sino a quando il Testo Unico sui beni culturali recepirà i vincoli alla vendita de beni.

 

14 novembre 2002

La banca dati della sezione Journals di Planum, rivista europea di urbanistica online, elenca più di 6000 articoli di diverse riviste europee; ora, nello spazio News Stand della sezione compare anche Spazio e Società, rivista internazionale di architettura e urbanistica diretta per 25 anni da Giancarlo De Carlo, introdotta dagli scritti dello stesso De Carlo e di Patrizia Gabellini, direttore di Planum. La pubblicazione degli indici dei 92 numeri pubblicati trimestralmente dal 1976 al 2000 sarà seguita dagli abstract dei vari scritti, quindi da frammenti e commenti sui temi ancora attuali che la rivista ha esplorato.

 

14 novembre 2002

La politica dei piccoli sassi. Channelbeta propone lo scritto di Domenico Cogliandro sulla opportunità e i costi del ponte sullo Stretto di Messina: 'La trasformazione non deve essere evidente, è questo l'ordine, deve anzi passare come un fatto compiuto, una necessità ineludibile, un futuro alla portata di tutti, plausibile e a cui sarebbe criminale rinunciare. La dichiarazione di Lunardi, in sé, non mi preoccupa, anzi la colgo come un momento di chiarezza; m'inquieta il fatto che il quadro generale sia caotico e oscuro, e che questa dichiarazione sia una pillola che va ingerita, comunque vadano le cose: la nostra pillola di placido futuro'.

 

14 novembre 2002

Il gruppo Ian+ ha vinto il primo premio del concorso nazionale di idee per la riqualificazione dei parchi della società EUR S.p.A, che richiedeva lo studio di una struttura modulare con un alto livello di flessibilità dal punto di vista funzionale, di componibilità e aggregazione in grado di ospitare tanto i servizi al pubblico quanto le infrastrutture tecniche per la gestione delle aree verdi. La valorizzazione dei quattro parchi interessati -Parco del Ninfeo, del Parco del Turismo, del Parco degli Eucalipti e il Parco Centrale- avviene nel progetto vincitore con la collocazione di 'moduli dimensionali di forma cilindrica, elementi da considerare veri e propri oggetti scultorei che, assolvendo alla funzione di punti parco attrezzati, si integrano con il paesaggio. [...]In sostanza l'idea principe del progetto è quella di installare nei parchi cilindri di vari diametro, da un metro a otto metri, strumenti che possono diventare punti di ristoro, ma anche piccole aree di sosta, aree per il gioco arrivando ad essere vere è proprie isole attrezzate'. Da Il Nuovo.

 

14 novembre 2002

Il prossimo 1 dicembre saranno resi pubblici i nomi dei finalisti tra i partecipanti al concorso internazionale per la progettazione di un ospedale itinerante che contribuirà alla lotta contro l'Aids in Africa. All'iniziativa di Architecture for Humanity, associazione con la quale collaborano, tra gli altri, Frank Gehry e Toshiko Mori, hanno aderito circa 450 progettisti di tutto il mondo.

 

14 novembre 2002

Sarà visitabile alla Fondazione Adriano Olivetti, dal 15 novembre, la mostra Costruire la città dell'uomo. Riflessioni dall'esperienza di Adriano Olivetti (1930-1960). Già allestita alle Officine H di Ivrea e quindi alla Triennale di Milano, l'esposizione presenta una selezione dei materiali riguardanti la produzione nel campo dell’urbanistica e dell’architettura promossa e coordinata da Adriano Olivetti dal 1930 al 1960; i circa 50 documenti originali, immagini, plastici e filmati tentano di ricostruire la straordinaria attualità del pensiero e delle realizzazioni di un imprenditore le cui idee ed iniziative in tema di pianificazione territoriale hanno fortemente influito sulla cultura architettonica e urbanistica dell'Italia del dopoguerra. I risultati della ricerca in corso sostenuta dalla Fondazione si manifestano nell'allestimento di una sezione contemporanea della mostra, curata da ON/Osservatorio Nomade, e in Trans:plant, progetto messo a punto nell'ambito di un workshop dagli studi di architettura Ian+, il molino, ma0/emmeazero e nicole_fvr per l'allestimento dell'esposizione.

 

14 novembre 2002

Venerdì 15 novembre alle 11.00, nell'aula Rogers del politecnico di Milano, si terrà la presentazione del libro di Luigi Prestinenza Puglisi 'Tre parole per il prossimo futuro', edito da Meltemi. Insieme all'autore interverranno Gianni Ottolini e Luca Molinari moderati da Guido Nardi.

 

13 novembre 2002

Sul Corriere della Sera, in cronaca di Roma, Leonardo Benevolo ripensa il rapporto tra la Roma contemporanea e quella dei fori imperiali, individuando in quella sorta di 'pausa' urbana di circa 250 ettari un elemento dalle potenzialità ancora inesplorate. 'La scelta fondamentale, già compiuta cent'anni fa, è di consolidare la collocazione antica -la prossimità alla campagna- soltanto in una direzione, tenendo libero un settore limitato di campagna verso sud-est. [...]Chi arriva da Porta San Sebastiano incontra ancora oggi direttamente le rovine antiche, lasciando a distanza i quartieri recenti. Resta da organizzare l'incontro in modo corretto, diradando l'intreccio delle funzioni moderne circostanti'.

 

13 novembre 2002

Sei studi di vari Paesi partecipano con alcune sperimentazioni virtuali sul tema dello spazio architettonico alla mostra Espacios híbridos / Arquitecturas virtuales, aperta sino al 5 gennaio al centro culturale Conde Duque di Madrid. El Pais riporta sinteticamente i soggetti dei lavori esposti: 'El grupo MVRDV, de Rotterdam, presenta MetaCity / Datatown (1998), una ciudad de datos con unos paisajes que se forman con datos estadísticos de las redes de consumo y el uso de la ciudad. El colectivo Konic thtr está formado por Rosa Sánchez y Alain Baumann, con sede en Barcelona. En Human Takeaway (2002) forman un espacio audiovisual interactivo donde el visitante selecciona imágenes de cuatro mujeres inmigrantes. [...]La italiana Sonia Cillari, en Komandos, Isola (2001) demuestra que el espacio virtual es autónomo, y Marcos Novak (EE UU), teórico de la arquitectura ciberespacial, permite al visitante navegar por los espacios oníricos e inteligentes de AlienWidhin, Echinoderm (2000)'.

 

13 novembre 2002

Solo una distrazione temporanea, quella offerta dal Social Forum; a Firenze si torna a discutere di Piazza Castellani e del progetto di Arata Isozaki per l'uscita degli Uffizi. In preparazione all'incontro di domani tra tutti i soprintendenti coinvolti nelle decisioni sull'intervento, il soprintendente ai monumenti Domenico Valentino si ravvede riguardo all'altezza della loggia, ma chiede che ne venga corretta la profondità arretrando i pilastri di almeno dieci metri. Dal cilindro delle scuse viene estratta ora la necessità di lasciare fuori dalla copertura, in piena luce, la grande finestra della biblioteca Magliabechiana; per evitare che la struttura di progetto gravi sui brani delle fondamenta della cinta medioevale di mura sarebbe sufficiente un arretramento di un solo metro. Su La Repubblica, in cronaca di Firenze.

 

13 novembre 2002

Il 14 e 15 novembre a Venezia, nell'aula magna dello IUAV, si terrà il convegno internazionale 'La situazione degli studi sulla figura e l'opera di Giuseppe Samonà', che tenterà di rendere la complessità della figura dell'architetto tramite la ricostruzione di alcuni aspetti significativi della sua vita e del suo lavoro: tra questi, il rapporto con la committenza pubblica, il suo impegno da professionista, la pubblicazione del testo L'urbanistica e l'avvenire delle città (letta tramite il carteggio con l'editore Laterza), la sua interpretazione del rapporto tra ingegneria e architettura relativamente al progetto per il ponte sullo stretto di Messina. Su Italia Oggi.

 

13 novembre 2002

Milano, Torino, Venezia, Mestre, Verona, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Palermo. Sono le stazioni ferroviarie che, su modello della ben riuscita riqualificazione della stazione di Roma Termini, rinasceranno a nuova vita. L'Espresso confronta l'immane progetto con alcuni esempi europei, e ne illustra le caratteristiche tramite le parole dell'architetto Marco Tamino, responsabile della progettazione architettonica della società Grandi Stazioni: 'Questo approccio produce scelte nette: un unico sistema di segnaletica, quello già applicato a Roma dallo studio newyorkese Vignelli Associates; un solo design per i sistemi d'illuminazione, affidato allo specialista milanese Piero Castiglioni; il probabile coinvolgimento di qualche progettista ospite, com'è avvenuto a Roma, dove la libreria in cristallo di Pierluigi Cerri ha riscosso un tale successo da diventare la più frequentata della capitale. Ma le stazioni hanno storie diverse: Milano è un tardo déco monumentale; Firenze un capolavoro del razionalismo; Bologna un ibrido stilistico che ha integrato la ferita della bomba neofascista del 1980. E quindi diversi saranno i problemi da risolvere'.

 

13 novembre 2002

'Nulla da obiettare contro la presenza di artisti che testimoniano il triste diagramma della società contemporanea, discuto solo la mancata indagine su un livello veramente artistico di questi temi, i cui risvolti estetici non necessariamente discendono dalla cronaca, ma possono risultare per tangenza da un discorso più generale sulla modernità e sul significato che questo termine in rapporto alle emergenze della società civile. Esiste un postmoderno africano? Quale valore ricopre la modernità in territorio asiatico? Che significato dare alla sensibilità dei video-artisti mediorientali o al 'nuovo collettivismo'?...'. Documenta, la più importante rassegna internazionale d'arte contemporanea, ha recentemente concluso a Kassel la sua undicesima edizione diretta dal Nigeriano-Statunitense Okwui Enwezor. Ada Venié, giovane critica d'arte contemporanea che inizia con DOCUMENTA XI: Flatform News la sua collaborazione ad ARCH'IT artland, traccia un bilancio consuntivo della manifestazione in cui emergono le contraddizioni tra le ambizioni di ricognizione del mondo post-coloniale e l'evidenza delle opere in mostra.

 

12 novembre 2002

In occasione della consegna degli attestati ai vincitori dell'edizione 2002 del premio Mauro Maccolini, la rivista Costruire organizza nell'aula Rogers della I Facoltà di Architettura di Milano Campus Leonardo, domattina, un incontro con l'architetto Marc Mimram, uno degli esponenti europei più brillanti della progettazione architettonica ad alto contenuto tecnologico. Mimram, le cui opere si segnalano per le forme leggere ma strutturalmente complesse, è autore della passerella perdonale Solférino a Parigi, premiata con l'Equerre d'argent nel 1999.

 

12 novembre 2002

Una versione ridotta della mostra 'Out of the Ordinary' -ricognizione completa sulla produzione architettonica e decorativa di Robert Venturi and Denise Scott Brown allestita per la prima volta lo scorso anno negli spazi del Philadelphia Museum of Art- si sposta al Carnegie Museum of Art, Oakland. 'Due to gallery limitations, Heinz Architectural Center associate curator Tracy Myers was able to take only about 60 percent of the show, cutting entire projects rather than leaving many thinly represented. As in Philadelphia, it's organized by building type rather than chronologically, which makes one kind of sense, but lacks a sense of evolution. The firm's decorative arts work is only fractionally represented by a single table, several place settings and a few chairs'. Su Pittsburgh Post-Gazette.

 

12 novembre 2002

La mostra 'Il mondo nuovo', voluta dall'Università Bocconi per festeggiare cent'anni di vita e allestita al Palazzo Reale di Milano sino al 28 febbraio 2003, espone le trasformazioni urbanistiche, culturali, sociali della Milano degli anni tra il 1890 e il 1925. Dal sopralluogo de Il Corriere della Sera: 'Nella seconda parte protagonista è Milano, la Milano che cambia pelle inventandosi l’asse Cordusio-via Dante-Foro Bonaparte-Castello o abbattendo il Lazzaretto. In una pavimento-video di nove metri si assiste, come da una ringhiera, allo spettacolo di questa continua trasformazione urbanistica. E poi tutti i protagonisti dell’epoca: dal Corriere della Sera alla Scala dell’Otello e del Falstaff verdiani; dal boom borsistico del 1905-1906 (e la seguente crisi che ricorda tanto la fine della bolla speculativa attuale) ai primi film prodotti in città...'.

 

12 novembre 2002

Un incontro con Paolo Soleri inaugura stasera alle 20.30 un ciclo di conferenze con progettisti di fama internazionale organizzato dalla Accademia di Architettura di Mendrisio tra cui figurano nomi del calibro di Tobia Scarpa e Zumthor. Affiancato da Mario Botta, Francesco Dal Co e Paolo Perulli, Soleri esporrà nell'incontro di oggi la sua concezione del rapporto tra società, uomo e natura.

 

12 novembre 2002

Liverpool si appresta a realizzare una delle più ambiziose trasformazioni di un waterfront urbano tramite un concorso che vede come partecipanti gli inglesi Will Alsop, Ted Cullinan, Norman Foster e Richard Rogers, che espongono al pubblico i loro progetti da oggi alla Walker Art Gallery. Le caratteristiche delle quattro proposte in The Independent e le considerazioni di Jonathan Glancey su The Guardian: 'All four designs are dramatic but far more playful than their stately elder siblings. Liverpudlians need to make their choice well. Before the Fourth Grace begins to sing and dance on the Pier Head, vast tracts of derelict housing will be demolished and new ones built along the Mersey. The city is moving back to where it belongs - the riverfront. How it looks in five years really does matter. How about graceful?'.

 

11 novembre 2002

Per chi non ne ha mai abbastanza, ARCH'IT offre un accesso diretto a Google news, il rivoluzionario sistema informativo implementato dal più dinamico motore di ricerca attualmente disponibile in rete. Google news seleziona notizie in tempo reale monitorando in forma completamente automatica circa 4000 fonti giornalistiche di lingua inglese. Grazie all'uso di algoritmi in grado di sottolineare il rilievo assunto dalla notizia, Google news offre l'opportunità di confrontare le diverse fonti e di organizzarle in ordine di evidenza o secondo cronologia. ARCH'IT ha scelto Google news per l'immediatezza che offre al lettore nella consultazione delle notizie -nel nostro caso notizie di argomento architettonico- e per l'inedita possibilità di confronto messa a disposizione dalla pubblicazione sincronizzata delle diverse fonti.

 

11 novembre 2002

antiThesi incontra Attilio Terragni e Ciro Mariani, due dei promotori dell'iniziativa Giuseppe Terragni architetto europeo, che vede il 2004 come anno di celebrazione dell'opera e della figura dell'architetto comasco. L'intento lodevole dell'appena costituito Comitato che si occuperà degli eventi connessi all'iniziativa non è quello di ricordare la figura di Terragni, ma di attualizzarla, di analizzare cioè il contributo dato alla produzione architettonica dei giorni nostri dalla sua attività di progettista. Antithesi apre in home page una finestra dedicata all'evento celebrativo.

 

11 novembre 2002

Viene presentata oggi nell'ambito di un convegno a Palermo l'Apat, Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente e del territorio che sostituisce la vecchia Anpa, assumendo il ruolo di strumento operativo, 'braccio tecnico' del Ministero. Il ministro Matteoli, sul Corriere della Sera, spiega le ragioni e le competenze del nuovo organismo: 'L'abbiamo pensata come un'agenzia snella, articolata in maniera capillare sul territorio, con l'aggiunta delle competenze geologiche e idrologiche che prima facevano parte di organismi separati: i Servizi tecnici geologico, idrografico e mareografico della presidenza del Consiglio. Un'Agenzia con a capo un unico responsabile operativo, un direttore generale che possa lavorare in piena sintonia con il ministero vigilante, quello dell'Ambiente, appunto'.

 

11 novembre 2002

Il seminario di studi promosso dalla Regione Lombardia e dal Collegio degli Ingegneri e Architetti e dedicato al futuro del grattacielo Pirelli danneggiato nell'incidente dello scorso 18 aprile ha consentito la definizione dei criteri ai quali si uniformeranno gli interventi di recupero dell'edificio. L'incontro, riassunto nei contenuti dal Corriere della Sera, ha indagato i temi più ampi del restauro di edifici moderni e del rapporto tra progetto moderno e storia: 'la storia come la sentiva Ponti, dialogo assoluto fra le avanguardie dell'architettura, da Mies a Gropius e con le pure geometrie dell'astrazione De Stijl; ma anche la storia come la vivevano i BBPR con la circa contemporanea Torre Velasca e poi col Museo del Castello. Milano ha un grande problema, recuperare il proprio civilissimo passato che, con quello di Torino e di poche altre città, è la chiave per capire l'architettura moderna in Italia'.

 

11 novembre 2002

Giovanni Sacchi, modellista, una vita spesa in collaborazioni con i principali architetti e designers italiani -da Marcello Nizzoli ad Aldo Rossi, da Bruno Munari a Gio Ponti, Achille Castiglioni, Ettore Sottsass, Richard Sapper, Renzo Piano e Marco Zanuso- diviene docente di un master organizzato dal Futurarium, la scuola di design, architettura e arte aperta a Milano nel '99. Intervistato da La Stampa riflette sul ruolo del modello nella messa a punto del progetto, quello della forchetta come quallo dell'auto.

 

11 novembre 2002

KwArt propone il bilancio della convivenza tra i partecipanti all'european social forum e l'architettura e arte fiorentine tramite le parole dei soprintendenti cui compete la tutela dei beni artistici della città. I timori iniziali e la successiva constatazione del rispetto che i tanti ospiti hanno dimostrato nei confronti di Firenze è ben testimoniata dall'apertura gratuita dei musei agli iscritti al social forum concessa la sera di venerdì per i due giorni successivi dal soprintendente al Polo museale fiorentino Antonio Paolucci.

 

11 novembre 2002

Aprirà tra qualche giorno a Plaza 66, uno dei più noti centri commerciali di Shangai, uno showroom di Spazio Italia interamente dedicato al design italiano. Porro, Boffi, Living, Cappellini Tisettanta, Flexform, Foscarini, Zanotta, Flos, Moroso, Orizzonti, Paola Lenti, Antonio Lupi e la B&B sono le aziende che compariranno all'interno dello showroom, mentre nei prossimi mesi lo stesso edificio ospiterà anche un punto vendita Armani Casa. Affari & Finanza del quotidiano la Repubblica collega l'apertura dello showroom ad una consistente operazione immobiliare facente capo alla stessa società di Spazio Italia, che prevede entro fine anno la costruzione e la vendita di 400 appartamenti (che arriveranno a 4000 da qui a quattro anni), che comprendono per la maggior parte da 180 metri quadri, ma anche appartamenti da 300.

 

10 novembre 2002

Impavidi o sconsiderati. Jacques Herzog e Pierre de Meuron espongono modelli e prototipi insieme a una preziosa collezione di opere di arte moderna che raccoglie tra i muri del Canadian Centre for Architecture di Montreal alcuni lavori di Andy Warhol, Donald Judd, Alberto Giacometti, Josef Beuys. La mostra Herzog and de Meuron: Archaeology of the Mind sarà aperta sino al 6 aprile del prossimo anno. Così Deyan Sudjic, dalle pagine di The Observer: 'But in an architectural landscape starved of ideas, Herzog and de Meuron's intellectual curiosity and willingness to take risks offers the most plausible route out of the impasse architecture finds itself in almost a century after modernism began to emerge from the nineteenth century fin de siecle hot house. They are neither trapped in the pursuit of the aesthetic signatures that has proved such a double-edged sword for Frank Gehry and Daniel Libeskind, nor are they as pessimistic about architec ture and its physical quality as Rem Koolhaas.

 

10 novembre 2002

L'Institute of Contemporary Art di Boston, alla sua conclusione nel 2004, sarà il prototipo di un modello di edificio per la città contemporanea messo a punto da Elizabeth Diller and Ricardo Scofidio: 'The design takes its cue from its particular site. The I.C.A. faces a waterfront esplanade that will border the edge of the development. The design extends the wooden boardwalk away from the water the full length of the museum, to create a shallow plaza. From there, the surface folds upward, like a ribbon, to create a tall set of bleacheresque stairs. A glass box balanced on a staircase. This is the basic arrangement for an urban viewing platform. The Boston version houses an art museum, but the box could as easily hold government offices, a library, a multiplex, a school or shops. Essentially, it is the Miesian "universal" space set atop a flight of grand Beaux Arts steps'. Herbert Muschamp sul New York Times.

 

9 novembre 2002

Gli interventi necessari per salvare la casa Taliesin di Frank Lloyd Wright hanno un costo complessivo di circa 60 milioni di dollari. Su The Guardian il presidente della Frank Lloyd Wright Foundation elenca i fenomeni che minaciano la stabilità dell'edificio e illustrano le possibili soluzioni: 'Frank Lloyd Wright, the father of organic architecture, said "the building should be a natural circumstance of the land," but he may not have liked what nature is doing to his masterpiece Taliesin. The hill around which Wright wrapped the sprawling home and studio is shifting. Walls are sagging because of pressure from expanding tree roots. Stone walkways are sinking, while patio bricks are tilting upward...'.

 

9 novembre 2002

Veri e propri testimoni parlanti della storia della città. È la Pet Architecture descritta nel libro curato dall'Atelier Bow-wow recentemente pubblicato da World Photo Press. Lo presenta Roberto Sommatino in ARCH'IT books, in collaborazione con Food for Minds. 'Cosa hanno in comune a Tokyo un negozio di biciclette lungo dieci metri e largo quaranta centimetri, un microscopico pub incastonato tra due grattacieli o un'agenzia immobiliare edificata nello spazio di uno spartitraffico? Riescono a raccontare la città nei suoi piccoli e grandi eventi di crescita. E forniscono una valida alternativa per uno sviluppo urbano intelligente ed economico...'.

 

9 novembre 2002

Il travagliato concorso di idee per il Museo de Colecciones Reales di Madrid, invalidato da un ricorso presentato da alcuni partecipanti, si avvia alla conclusione. La notizia su El Pais. 'Tras la renuncia de Santiago Calatrava (que se incorporaba por su puntuación) y Zaha Hadid, en la selección actual repiten Tuñón y Mansilla, Guillermo Vázquez Consuegra, David Chipperfield y MBM (Martorell, Bohigas, Mackay) y se incorporan (también por puntos) Jordi Garcés, Francisco Fernández Longoria y Dominique Perrault. [...] Las siete propuestas intervienen sobre la ele que forma la plaza de la Almudena, entre la catedral y la verja de la plaza de la Armería, y la zona del lado oeste de la catedral que linda con el Campo del Moro y que fue cedida por intercambio entre Patrimonio Nacional y el arzobispado de Madrid...'.

 

9 novembre 2002

Nel ghetto di Saltruria le parole rimbalzano e si rovesciano. Ma non tutte. Ne parla Ugo Rosa in L'eco di Razar. 'Perciò mettetevi pure sull'uovo a urlare "Razar, Razar": non sentirete nulla. Algernon Barry ritiene però di poter fornire una risposta anche a questo bizzarro fenomeno ipotizzando che i palindromi non siano parole elastiche e che, perciò non rimbalzino, rimanendo, per così dire, "sul colpo" e afflosciandosi. Se si riuscisse ad esaminare con gli opportuni strumenti il blocco di marmo, vi si ritroverebbero tutti i palindromi spiaccicati sulla superficie. Dice lui...'. In ARCH'IT lanterna magica.

 

9 novembre 2002

'Questo morbido emergere dal terreno, come un ritrovamento, questo rivestimento in pietra dal colore della sabbia, nasconde solo l'innocenza di un gesto, forse quella di un bambino, che nei suoi giochi estivi costruisce queste architetture di terra che hanno la forma morbida del suo colorato secchiello...'. L'idea è quella di riproporre l'iconografia del forte, eppure il tesoro non è qui. Massimo Mariani, nuova sede di rappresentanza del Credito Cooperativo a Castagneto Carducci. In ARCH'IT architetture.

 

8 novembre 2002

L'Unità saluta l'uscita di scena della libreria Seeber di via Tornabuoni a Firenze, sostituita, dopo 137 anni di vita negli stessi locali e tra gli stessi scaffali, dall'ennesimo negozio Max Mara. 'In un mattino dell'inverno trail 1943 e il 1944, un uomo con un impermeabile chiaro è fermo davanti alla vetrina della libreria internazionale Seeber di via Tornabuoni a Firenze. E' Alessandro Pavolini, capo dei fascisti della Repubblica di Salò. Sandro Bonsanti, che da antifascista lo conosce bene, si ferma alle sue spalle, un pò di lato. Per un attimo i loro sguardi si incrociano nel vetro. Poi ognuno riprende la sua strada. [...] E' una delle tante storie che popolano le vicende del mercato globale. Il fondo della Seeber, di proprietà della Comit, due anni or sono fu acquistato per otto miliardi di vecchie lire dalle Messaggerie italiane che nemmeno dopo un anno lohanno rivenduto a Max Mara per 25 miliardi...'.

 

8 novembre 2002

Il successo di visite raggiunto dalla mostra sull'opara di Steven Holl allestita nella Basilica Palladiana porta con sé alcune iniziaive collaterali all'esposizione. Il Giornale di Vicenza segnala l'organizzazione di una serie di visite guidate e un incontro, previsto per il 14 novembre, con l'architetto giapponese Satoshi Okada.

 

7 novembre 2002

Spazi con nome e cognome. Dove il tempo si può fermare ad aspettarci, oppure realtà tonde e colorate, come sotto cortisone. Sono gli ambienti romani di POOL Factory (quelli cui si deve lo spot della "Carta Camomilla") realizzati da Antonella Sonia Perin (amgod#n). Li presenta Gabriele Mastrigli in ARCH'IT architetture. 'È raro che un mondo virtuale, splendidamente artificiale come può essere solo quello di un cartoon animato al computer, debba incrociare uno spazio fisico, reale, nella sua consistenza materiale come nella gente che lo abita e nelle attività che vi si svolgono. Musei, esposizioni, fiere e soprattutto theme parks, dove i personaggi dei cartoni appaiono accanto agli umani, sono spazi pubblici, regolati e pensati per essere attraversati secondo percorsi stabiliti. Nessuno ovviamente abita a Disneyland, né i turisti e neppure quei tipi vestiti da Topolino e Pluto...'.

 

7 novembre 2002

La Facoltà di Architettura di Valle Giulia, Corso di Laurea in Grafica e Progettazione Multimediale, ospiterà domani 8 novembre alle ore 10.00 un incontro a cura di Roberto de Rubertis, Alessandro Baldoni, Tommaso Empler sulla produzione dello spot "Carta Camomilla" (Saatchi & Saatchi). La conferenza La vita delle formiche. Nascita e sviluppo della Character Animation sarà tenuta da Flaviano Pizzardi di POOL Factory.

 

6 novembre 2002

'Ho visto gli sguardi sul mondo. Dovrebbe bastare, sia come incipit che come discreto soliloquio sulle foto di Nunzio Battaglia. Vorrei evitare anche il momento critico, per il quale l'equilibrio da postura sta tutto dentro la maniera di sostenere il quadro luminoso che cattura quelle date immagini. Narrare, questo sì, più che altro l'attimo fuggito, quello che sta un attimo prima e un attimo dopo...'. Il suono del mondo. La cornice temporale, il suono, e poi tlack, stop. Domenico Cogliandro visita la mostra di Nunzio Battaglia, a Chiasso, aperta fino al 9 novembre presso la Galleria Cons Arc. In ARCH'IT sopralluoghi.

 

5 novembre 2002

ARCH'IT coffee break propone due interventi di Antonino Saggio apparsi nella collana dedicata alla 'Rivoluzione informatica' pubblicata da Testo & Immagine e da Birkhäuser. Temi il demo? scritto pubblicato come prefazione al volume di Maia Engeli "Storie digitali. Poetiche della comunicazione"; Hyper-Architecture è invece apparso come postfazione al testo di Luigi Prestinenza Puglisi "HyperArchitecture. Spazi nell'età dell'elettronica". 'Possiamo lavorare -domandava Saggio nel 1997- a una architettura che sia non solo metaforica, ma anche "creatrice di metafore", che lasci aperta, libera, strutturata/non strutturata la propria decodificazione e che suggerisca e lanci all'utente la possibilità di fare "la propria storia"? [...] Insomma il fine vero è [...] riuscire non solo a immaginare un'architettura fluida, metaforica, aperta, che giochi sulla pelle come nuovi immateriali sensori, che inglobi e faccia tesoro di una multimedialità che si spinge nei sistemi di controllo e in quelli informativi ma che sia soprattutto capace di generare e far generare altre metafore, che sono quelle della vita, e del suo svolgersi in questa nuova dimensione: tutto il passato e tutto il futuro...'.

 

4 novembre 2002

Se un paese non è il semplice risultato della somma di case, ma una storia e un insieme denso di relazioni tra abitanti e territorio, allora la proposta del presidente del consiglio Berlusconi di costruire una nuova San Giuliano accanto a quella gravemente segnata dal terremoto dei giorni scorsi è una soluzione da non perseguire. Partendo da una analisi delle esperienze del passato, dalla ricostruzione di Gemona, nel Friuli, a quella di Gibellina, Mario Botta, Pierluigi Cervellati, Leonardo Benevolo, Massimiliano Fuksas si confrontano sulle pagine del Corriere della Sera sulla necessità di conservazione del luogo storico come il solo in grado di tenere in vita la comunità. Un'unica voce possibilista nei confronti di una San Giuliano 2: quella di Paolo Portoghesi.

 

4 novembre 2002

Sul Corriere della Sera Gianni Canova, curatore della mostra Le città In/Visibili, sintetizza i contenuti del libro di Italo Calvino e suggerisce le relazioni tra esposizione e testo letterario: "Credo che abbia parlato del nostro futuro attraverso la sua potenza visionaria e abbia anticipato le trasformazioni delle città d'oggi, ovvero la pulviscolarizzazione del tessuto urbano e l'instabilità degli elementi morfologici, che rendono le città in continua trasformazione [...]Si cercherà di rendere visibile il non visibile, d'indagare quanto di reale c'è nell'immaginario con cui pensiamo alla città e quanto di immaginario c'è nel nostro modo di vivere e di percepire lo spazio urbano".

 

4 novembre 2002

L'intervista a Massimilano Fuksas pubblicata da Affari e Finanza di La Repubblica è intrisa di pessimismo e critiche nei confronti dell'Italia, dipinta come un Paese privo delle condizioni minime necessarie per una buona produzione architettonica. 'Io l'Italia cerco di dimenticarla perché in queste condizioni non si può fare nulla. L'Italia è un paese completamente deindustrializzato, acquistato nelle sue parti migliori dagli stranieri, non è governato e come tale non ha futuro. [...]Nel nostro paese non si è abituati a pensare prima e fare poi, si vuole tutto subito. E anche in architettura manca la riflessione prima dell'azione, si vive nella cultura dell'urgenza e così si lavora di più e peggio'.

 

3 novembre 2002

Sul Manifesto Gianluigi Ricuperati traccia una mappa delle frequentazioni narrative degli spazi architettonici, rilevando un nuovo protagonismo dell'architettura sia nella finzione letteraria che in quella cinematografica e segnalando alternative letture del fenomeno tramite esposizioni e recenti pubblicazioni. 'La concezione che ha ispirato la mostra americana Out of Site è dunque opposta a quella che informa la redazione italiana del Giornale dell'Architettura. La prima, con il suo portato di astrazione in formato digitale, appare come la conseguenza naturale di un dialogo con quella filosofia del secondo '900 che ha allontanato sempre di più la produzione di pensiero sull'architettura dall'obbiettivo primario e specifico: il costruito. La seconda ne è la naturale reazione: ritorno al concreto, disinteresse verso ogni deriva virtuale e sostanziale disprezzo per l'eccesso di pirotecnica intellettuale sciolta dalla rete che tiene l'architettura legata al suo obiettivo primario e specifico: il costruito, appunto'.

 

3 novembre 2002

AA+, Scuola media a Pistoia. Nel progetto del giovane gruppo pratese la ricerca di una coniugazione tra aspetti funzionali e strutturali con la variabilità dell'ambiente circostante. 'Il buio e la luce, il freddo ed il caldo sono idiomi del linguaggio architettonico. L'uso di ampie trasparenze, fanno l'edificio aperto e permeabile ai giochi di luce ed ombra, al cielo, al verde dell'intorno. I percorsi e i collegamenti si sviluppa con un sistema di rampe che consentono una continuità fisica orizzontale e verticale...'. In ARCH'IT architetture.

 

3 novembre 2002

Organizzato da Arsnova, in collaborazione con Siena città dell'acqua - Laboratorio di ricerca e progettazione del Comune di Siena, inizierà il prossimo 11 novembre un corso per Urban Designer rivolto a giovani laureati o diplomati, o a chi già lavora in settori tecnici o creativi. Obiettivo la sperimentazione di un processo completo di progettazione e rappresentazione: dalle complessità di un territorio, alle suggestioni delle sue architetture, alla manualità del progetto di design, fino alle tecnologie per veicolare i contenuti sui vari media. Il costo totale del corso è di €5000,00 + IVA.

 

2 novembre 2002

'Haussmann [...]tracciò anch'egli i suoi assi ed ebbe qualche idea di percorsi, d'incroci e di prospettive, ma nessuna percezione o preoccupazione simbolica. E questa è una condizione "patologica" per la città moderna e per i suoi abitanti, laddove un romano sapeva che camminando lungo il cardo procedeva parallelamente all'asse incrollabile del sole, e camminando lungo il decumanus ne seguiva il corso immutabile; ed era in pace con gli dei, che non è poco'. Carlo Carena propone, su La Domenica de Il Sole 24 Ore, una recensione del testo di Joseph Rykwert 'L'idea di città. L'antropologia della forma urbana nel mondo antico' nella nuova pubblicazione di Adelphi.

 

2 novembre 2002

La Triennale di Milano celebra i trent'anni di pubblicazione del libro Le città invisibili, di Italo Calvino, con seminari, installazioni e una mostra aperta dal 5 novembre sino al 9 marzo 2003. Alias, inserto di cultura del Manifesto, presenta l'iniziativa con gli articoli di Federico Ercole, Roberto Silvestri e Silvana Annichiarico: 'Gli 11 artisti coinvolti (11 come le serie urbane che compongono il libro) sono chiamati a dar corpo a una città: a farla vivere, a sottrarla provvisoriamente al regime dell'invisibilità per renderla visibile nello spazio e nel tempo effimero di una videoinstallazione (Studio Azzurro), di una scenografia (Marcherita Pali), di una performance musicale (Afterhours) o di una scultura di land art (Giuliano Mauri). Nella consapevolezza che ogni città non è la Città ma solo una delle visioni possibili che quell'idea di città (o quel sentimento, quel desiderio, quel fantasma di città) ha assunto agli occhi di un soggetto e dentro le possibilità espressive di uno specifico linguaggio...'. Come ricorda Enrico Regazzoni su La Repubblica, la mostra è l'occasione per la pubblicazione di un catalogo che spazia sulle varie questioni sottese dal testo calviniano e sarà affiancata da una convegno internazionale che, nelle giornate dell'8 e 9 novembre, partirà da Le città invisibili per indagare la trasformazione dell'idea di città.

 

2 novembre 2002

A un mese dalla seconda tornata di inaugurazioni delle attività insediate a Vienna all'interno del Quartiere 21, su Le Monde, Frédéric Edelmann ripercorre le ragioni e le polemiche nate intorno all'immane progetto di riuso. 'La conception architecturale du quartier, confiée après concours à l'agence fraternelle Ortner und Ortner avait, à juste titre, suscité de violentes polémiques, moins en raison de la modernité affirmé du projet (on en a vu d'autres) que d'une arrogance conceptuelle qui faisait et fait toujours fi de l'ordonnance baroque mais retenue des premiers architectes des écuries impériales. Certes ces écuries, vaste ensemble d'édifices entourant une grande cour centrales et deux autres plus modestes plusieurs fois agrandies, avaient perdu de leur splendeur, devenant au cours des dernières décennies un centre pour les foires et expositions. Méritait-il pour autant, et sous cette forme, l'ajout des deux cubes, l'un à droite du manège, placé de biais, et recouvert de basalte gris foncé, l'autre, à gauche de l'ancien temple équestre, plus élégant grâce à sa couverture de calcaire beige?'

 

2 novembre 2002

Nel Marais di Yokohama. Gabriele Mastrigli commenta il concept album che illustra l'epica della realizzazione del terminal progettato da Foreign Office Architects. 'La sequenza delle travi concave che ospitano le rampe di accesso, e delle grandi volte composte da pannelli triangolari in acciaio, non solo svela che l'edificio in realtà non replica pedissequamente la geometria topologica delle superfici continue computer-generated, ma dimostra quanto ai Foreign Office ordine, coerenza e trasparenza delle procedure premano molto più dell'affermazione del proprio genio artistico. Un po' costruzione navale, un po' origami, l'architettura torna ad essere, in un certo senso, una pratica artigianale...'. In ARCH'IT books.

 

1 novembre 2002

'Organized by Donald Albrecht, the museum's exhibitions curator, the show is first of all misleadingly titled. There are new hotel designs on view here, and some of them are first rate. But the serious work is upstaged by extraneous clutter. You know that something is off key the minute you walk in the door and are greeted by a film clip from "Grand Hotel." A goodie, but an oldie. Are we here to see contemporary design or a nostalgia fest? The film clip is a preview of coming distractions. A great deal of wall space has been given over to vintage hotel postcards and other steamer trunk memorabilia. Furniture and assorted bric-a-brac from historic hostelries hog the spotlights. Less floor space is devoted to architects' models than to room-size installations by artists that were commissioned for this exhibition...'. Herbert Muschamp, sul New York Times, recensisce New Hotels for Global Nomads, debole esposizione allestita al Smithsonian Institution's Cooper-Hewitt National Design Museum.

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